Storie dei testimoni


Tutti i ragazzi sono stati invitati a cercare un testimone, possibilmente anziano, e ad intervistarlo, raccogliendo informazioni sul tema di ricerca che era stato scelto.
Ciascun alunno ha poi trascritto le risposte, prima in forma di appunti schematici, quindi cercando di trasformare le singole risposte in un unico piccolo racconto in prima persona. Una operazione quest'ultima che, se da un lato evidentemente ha introdotto delle trasformazioni nei racconti dei testimoni, ha però costretto i ragazzi a fare proprie le narrazioni altrui.
Durante uno degli incontri con l'animatore-storico, i ragazzi hanno individuato i temi/argomenti intorno ai quali si raccoglievano i racconti e le informazioni avute dai testimoni, e hanno poi riportato le diverse "voci" in uno spazio a questo dedicato su una delle schede di lavoro.
Le testimonianze trascritte dai ragazzi sono state poi riordinate a partire proprio dalle "voci" individuate negli incontri con i ragazzi e da alcune tematizzazioni relative alla storia sociale dell'ascolto radiofonico elaborate dalla storiografia (con un occhio particolare ai lavori di Gianni Isola, dei quali si dà conto nella bibliografia).
Salvo casi particolari, si è evitato di segmentare eccessivamente i racconti anche se questo ha costretto a volte ad introdurre in un capitolo o in un paragrafo parti di racconto che avrebbero potuto stare in altre parti dell'antologia.
Una avvertenza ai testimoni (e quindi anche al lettore): sono qui riportate, con lievissime correzioni, le trascrizioni delle interviste fatte dai ragazzi.
Le interviste sono state realizzate a partire da una griglia di domande che, sulla base di uno schema proposto dagli animatori, le insegnanti hanno poi con cura rielaborato con i ragazzi.
I testi finali documentano quello che i ragazzi hanno percepito, quello che li ha colpiti, che hanno ritenuto importante trascrivere, quello che hanno saputo e voluto fare proprio.
Potrà quindi accadere che i testimoni riconoscano delle imprecisioni, come può essere accaduto che episodi o considerazioni dette di sfuggita, abbiano assunto rilevanza inizialmente non voluta.
L'interesse di questo materiale non sta nel particolare, nel singolo episodio o racconto, ma nella capacità di ciascuna breve testimonianza di collegarsi all'insieme più generale dei testi e delle esperienze.
Ciascuna testimonianza è, in prima istanza, il documento di un incontro, di una relazione, di un colloquio, di uno scambio disinteressato e gratuito. Due persone, un adulto ed un bambino, hanno deciso di collaborare usando la parola narrante come chiave del proprio interagire: questi documenti sono la testimonianza di un percorso di apprendimento che trova nel pensiero narrativo la propria chiave ed il proprio senso.
Se qualcosa nella trascrizione non fosse chiaro, se ci fosse qualcosa da spiegare e da chiarire, tutto costituirà ulteriore ragione ed occasione di incontro fra testimoni e bambini.
Nessun apprendimento è per sempre.