I programmi


Il mio programma preferito

Le mie trasmissioni preferite erano quelle di musica leggera, ma ascoltavo anche teatro, l'operetta, qualche notiziario e il Festival di San Remo. I cantanti più famosi erano Nilla Pizzi, Luciano Tajoli, Natalino Otto e tantissimi altri.
Francesca Callegari, intervistata da Irene Crepaldi (Valle Mosso, classe 4a)

La radio ce l'avevano già i miei genitori, presa a Sartirana Lomellina (Pv). Era nel tinello, su un tavolino, senza sopra alcun oggetto. Si ascoltava, dopo cena, "I quattro moschettieri", concerti "Martini e Rossi" e alcune canzoni come "Mamma", "Vivere", "Polvere di stelle". Presentava spesso Nunzio Filogamo. Naturalmente era il papà a decidere cosa seguire.
Gerolamo Zambonini, intervistato da Carola Beretta (Borgosesia, classe 5a B)

La mia prima radio l'ho comprata nel 1957, mi ricordo che ascoltavamo il radiogiornale e alle nove di sera ascoltavamo il rosario con i familiari. Il mio programma preferito era a febbraio: il Festival di San Remo.
Maria Giocondo, intervistata da Vito Summa (Borgosesia, classe 5a C)

Ascoltavamo opere, commedie a puntate, il giornale radio, musica leggera dell'orchestra Angelini o del maestro Barzizza e, una volta alla settimana, i concerti "Martini e Rossi" di musica lirica, trasmessi da Torino.
Renza Fontanella, intervistata da Stefano Bellon (Valle Mosso, classe 5a A)

Le canzoni che si ascoltavano erano molto orecchiabili, semplici e a volte tristi o passionali. I programmi che trasmettevano erano commedie, opere, concerti, musiche varie e giornali radio. Ricordo anche che trasmettevano molte favole per noi piccoli. I generi musicali di allora erano musica classica, melodica, leggera. Era anche molto in auge la canzone napoletana.
Maurizio Desirò, intervistato da Valentina Desirò (Valle Mosso, classe 5a A)

Avevamo la radio che aveva comprato mio marito a Pray, negli anni cinquanta, dove oggi c'è la ferramenta. Volevamo ascoltare notizie sul Piemonte. Sentivamo commedie a puntate, il Gazzettino piemontese e di sera ascoltavamo un frate che conduceva un programma religioso.
Colombina Angelino Filera, intervistata da Simone Fizzotti (Pray, classe 5a)

Negli anni quaranta si ascoltavano le orchestre Angelini e Kramer. Trasmettevano il giornale radio, la prosa (racconti di libri famosi), tante interviste e programmi di attualità. Trasmettevano generi lirici, operette, farse e giochi radiofonici. La radio si ascoltava durante il tempo libero e finita la giornata di lavoro. La famiglia si radunava in cucina al caldo e mentre si ascoltava le donne ricamavano o lavoravano a maglia.
Maria Fiorenza, intervistata da Tommaso Raspino (Valle Mosso, classe 5a A)

Mio nonno ha comprato la prima radio nel 1938 a Borgosesia, dal Garbaccio. È stata messa in cucina, sulla credenza. Sotto c'era un centrino e sopra un orologio. Si ascoltava all'una, quando c'era il radiogiornale. Alla sera sentivamo le canzoni, i programmi sportivi di Nicolò Carosio e Nunzio Filogamo, che iniziava le sue trasmissioni con la frase: "Cari amici vicini e lontani...".
Ottaviano Trovò, intervistato da Matteo Jacolino (Borgosesia, classe 5a B)

Ascoltavamo la radio alla sera verso le 8,30 e solitamente c'erano commedie, spettacoli di varietà; quando era il momento c'era San Remo. I presentatori più famosi erano Nicolò Carosio, Nunzio Filogamo, Silvio Gigli e Ruggero Orlando.
Tonino Bruno Ventre, intervistato da Chiara Facciotto (Coggiola, classe 5a)

La radio l'ha comprata mio papà a Ponzone nel 1948 perché l'unico mezzo di informazione e musica era la radio. Ascoltavamo il Festival di San Remo, il giornale radio e i programmi di intrattenimento: indovinelli, barzellette. Ricordo i racconti di "Gian Burrasca", "Pinocchio" che seguivo regolarmente con tutta la famiglia.
Ottilia Covolo, intervistata da Nicolò Rizzato (Pray, classe 5a B)

Ho comprato la radio negli anni cinquanta. Ascoltavo molte cose: il gazzettino regionale, il giornale radio, le grandi orchestre del maestro Angelini, Trovaioli e Barzizza, commedie dialettali e brillanti, lo sport e i primi festival di San Remo. La radio si ascoltava nella pausa del pranzo oppure, a volte, di sera.
Ermanna Bazzini, intervistata da Elena Aprile (Portula)

Avevo una radio molto grande, di legno. Era una Telefunken. L'avevo comprata in un negozio di elettrodomestici nel 1958. La tenevo in cucina, sul buffet e la ascoltavo insieme con la mia famiglia. Alla radio sentivo la musica, il radiogiornale e la messa.
Walter Cantele, intervistato da Alessio Bordignon (Portula)

Verso gli anni cinquanta-sessanta si ascoltavano questi programmi alla radio: commedie con Macario e Totò, il calcio.
Ernesto Pizzato, intervistato da Sara Lucia (Valle Mosso, classe 5a A)

Avevamo una radio con cui ascoltavamo il giornale radio e la musica. La radio era di forma rettangolare, con l'occhio magico. Doveva servire per sapere le notizie del mondo.
Rinaldo Cusinato, intervistato da Maicol Negrello (Bioglio, classi 4a e 5a)


Alla radio ascoltavo le canzoni

Alla radio ascoltavo canzoni di genere melodico che erano "Casetta in Canadà", "Papaveri e paperi" e "Soldato innamorato". Si ascoltavano poi notizie importanti.
Giulia Gabriele, intervistata da Valentina Cosenza (Valle Mosso, classe 5a A)

Degli anni della guerra mi ricordo due cose in particolare: le notizie in codice degli inglesi a Radio Londra e le canzoni di Dea Garbaccio, una cantante di Borgosesia che era molto famosa, una cantante di livello nazionale come Nilla Pizzi. Alla sera mio papà e mia mamma decidevano cosa si doveva sentire ma alla domenica mi lasciavano la radio libera per ascoltare le partite.
Leonide De Bernardi, intervistato da Andrea Marra (Borgosesia, classe 5a C)

Sono nata nel 1924 e ho comprato la prima radio nel 1938 dal Garbaccio, che le vendeva e le aggiustava. Ascoltavo "Trotta cavallino" e i discorsi di Mussolini.
Chiara Chetti, intervistata da Eleonora Verri (Borgosesia, classe 5a B)

A me piaceva ascoltare le canzoni degli anni sessanta alla radio, ma soprattutto le canzoni di Gianni Morandi, Claudio Villa e Julio Iglesias. C'erano le stazioni Radio Uno e Radio Due. Gli unici generi musicali che mi piacevano erano lirica, musica leggera e canzoni sarde. L'ascoltavo una o due ore al sabato e alla domenica o nelle ore di pausa.
Carlo Dessì, intervistato da Luca Dessì (Valle Mosso, classe 5a A)

Ora la mia radio è fuori uso. Ascoltavo delle belle canzoni allegre, come "Giovinezza" o "Faccetta nera". Invece alla sera mio papà ascoltava i discorsi di Mussolini mentre giocava a carte con gli amici e mia mamma faceva i lavori di casa.
Franco Boccalate, intervistato da Simone Ruggeri (Valle Mosso, classe 5a A)

Ho comprato la prima radio nel 1951. Ascoltavo la musica, e con la musica ballavamo un po'.
Alfonsina Maria Alberti, intervistata da Giada Siega (Borgosesia, classe 5a C)

Io quando avevo 43 anni, nel 1950, ho comprato la mia prima radio con quel poco che guadagnavo. Volevo sapere le notizie e ascoltare la musica. Le canzoni che a quei tempi mi piacevano erano "Vola colomba", di Nilla Pizzi, "Mamma", di Beniamino Gigli. Tra i presentatori mi ricordo Alberto Lupo e Corrado con la trasmissione "L'amico del giaguaro".
Gina Ernesta Sartoris, intervistata da Alessandro Abbà (Borgosesia, classe 5a C)

Ascoltavamo la radio alla sera. Era in cucina, sul buffet, accanto a me si sedevano mia mamma e mia moglie e ascoltavamo i programmi. Tra tutte le canzoni di quegli anni mi ricordo "Mamma", di Beniamino Gigli.
Enrico Guglielmina, intervistato da Silvia Gilardi (Borgosesia, classe 5a C)

Si ascoltavano canzoni di Nilla Pizzi, Gino Latilla, Natalino Otto e Achille Togliani; poi il Festival di San Remo e le partite di calcio.
Wilmer Collo, intervistato da Margherita Collo (Pray, classe 5a B)

Negli anni cinquanta i personaggi famosi della radio erano i cantanti: Luciano Tajoli, Giorgio Consolini, il Quartetto Cetra, Claudio Villa e Nilla Pizzi. La mia canzone preferita era "Polvere", cantata da Giorgio Consolini.
Gianna Momo, intervistata da Giulia Pacifici (Valle Mosso, classe 4a)

La radio l'avevo comprata a Biella nel '55 perché mi piaceva ascoltare le canzoni e l'avevo messa in cucina, con sopra un centrino. Ascoltavo il Festival di San Remo, "Voce amica", il "Musichiere" (il presentatore era Mario Riva), radiogiornali. C'erano solo due canali. La ascoltavo perché mi teneva compagnia. Lavorava a macchina per fare le maglie e la ascoltavo tutto il giorno.
Gina Zattin, intervistata da Antonio Mele (Pettinengo)

Negli anni tra il 1950 e il 1965 si ascoltavano trasmissioni radiofoniche, tipo il Festival di San Remo, altri programmi soprattutto di musica leggera e da camera. La radio si ascoltava alla sera in media per due o tre ore, di solito in famiglia e mentre si ascoltava si facevano i lavori di casa e si lavorava a maglia. La radio si ascoltava perché era l'unico mezzo di informazione aspettando la televisione.
Luciana Castellin, intervistata da Mariarosaria Ciccone (Valle Mosso, classe 5a A)

I miei genitori hanno comprato la prima radio nel 1956. Ascoltavamo la radio nei momenti liberi: era mio papà che decideva cosa sentire. Mi ricordo la canzone "Grazie dei fior".
Iolanda Randolfi, intervistata da Vanessa Gallinotti (Borgosesia, classe 5a B)

La prima radio è stata comprata nel 1959 nel negozio del signor Orbassano. È stata messa in cucina sopra un tavolino. Era ascoltata di mattino e di sera. Ricordo certe canzoni: "Mamma", "La chiesetta alpina", "Vento", che sentivamo in certi momenti.
Assunta Cappellaro, intervistata da Rosangela Zaccaro (Borgosesia, classe 5a B)

A casa dei miei genitori la radio era piccolina, marrone, di legno, l'ho comprata nel 1960, tra le canzoni che si ascoltavano allora ricordo "Papaveri e papere". La tv l'ho comprata nel 1970, dopo che mi sono sposata.
Ersilia Crestani, intervistata da Andrea Franchino (Borgosesia, classe 5a C)


Ascoltavamo soprattutto le notizie sportive...

Negli anni sessanta poi ascoltavamo soprattutto le notizie sportive commentate dal grande radiocronista Nicolò Carosio, ora scomparso. L'ascoltavamo perché era l'unico divertimento che si poteva avere in quel periodo. I discorsi importanti erano di qualche politico, del capo dello stato o del pontefice - discorsi che a me personalmente non interessavano, considerando la mia giovane età.
Maurizio Desirò, intervistato da Valentina Desirò (Valle Mosso, classe 5a A)

Nel 1939, quando avevo 11 anni, ascoltavo canzoni come "Toronto", ma il mio programma preferito era il ciclismo, che trasmettevano alle tre del pomeriggio. Trasmettevano soprattutto musica lirica e poca classica. La radio l'ascoltavo quasi tutti i giorni per un'ora o un'ora e mezza, mentre facevamo i compiti in casa di amici. Ascoltavo i discorsi importanti perché piaceva ai miei amici, ma non tanto a me.
Almerino Monfrinato, intervistato da Andrea Monfrinato (Valle Mosso, classe 5a A)

Ogni sera mio fratello Renzo cercava un canale che piaceva a lui e noi ascoltavamo. Si potevano sentire canzoni come "Faccetta nera", "Marina", "Terra straniera" e "Granada". Un altro programma che ascoltavamo molto era il Giro d'Italia.
Mary Pozza, intervistata da Cecilia Miotto (Coggiola, classe 5a)

Mi ricordo ancora la felicità che provavo ad avere la radio, e la tenevo con molta cura. Alla sera mi sintonizzavo ed ascoltavo la musica, mi piaceva tanto "Vola colomba" e poi c'era il ciclismo che era il mio sport preferito con le corse con Gino Bartali e Fausto Coppi.
Annibale Ghilardi, intervistato da Andrea Ghilardi (Borgosesia, classe 5a C)

Di particolare ascoltavo musica, le commedie e la Santa Messa. Mi ricordo di un personaggio famoso che faceva la cronaca delle partite di calcio che si chiamava Nicolò Carosio.
Concetta Carraro, intervistata da Marco Scarangella (Valle Mosso, classe 4a)