Primo atto
Metodologia
Il Teatro ha bisogno di molte esperienze: la Storia, le storie dei bambini. Pur nella sua brevità,
questa esperienza di gioco, relazione, ricerca ha creato un dialogo fra Storia e storie.
L'esperienza del "fare" come metodo di lavoro che privilegia il percorso-laboratorio rispetto al
prodotto, recupera l'ascolto, quale via per apprendere il senso della vita propria e del mondo.
Si trattava, inoltre, di insegnare ai bambini a utilizzare consapevolmente gli elementi del linguaggio
teatrale, lo spazio e il ritmo, la gestualità e la voce, il rapporto con sé e con gli altri, l'immedesimazione e la
complicità con il pubblico.
L'animatore teatrale ha gestito il rapporto con i bambini usando l'elemento comico come strumento
per divertire (anche nel senso di dirottare, sovvertire le regole per ricreare un modo nuovo di leggere la
realtà) e agevolare l'attenzione e la socializzazione, spostando la naturale e temporanea tensione del nuovo,
verso il gioco del teatro.
Comunicare: facilitare e favorire scambi verbali e simbolici accrescendo le capacità di inventare e raccontare.
Fare: prendere coscienza del corpo, sviluppare e potenziare i linguaggi non verbali.
Socializzare: imparare a lavorare con gli altri rispettando le regole e saper interagire con i compagni per
un fine comune: testo e spettacolo.
Creare: saper ideare, produrre un testo e saperlo drammatizzare attraverso la creazione dei personaggi
della storia.
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