Avvenimenti e notizie


Mi ricordo il discorso di Mussolini

La radio l'avevamo in cucina e mi ricordo che l'ascoltavo prima di andare a letto con i miei fratelli. Ascoltavamo anche le notizie e i discorsi. Mi ricordo il discorso di Mussolini con l'annuncio della fondazione dell'Impero.
Pietro Gianada, intervistato da Alessio Giabardo (Pray, classe 4a)

Avevo comprato la radio a Padova in un piccolo negozio. Era fatta quasi come uno scatolone ed era marrone. L'avevo comprata nel 1939 o nel '40. L'avevo presa per sentire le notizie della guerra. L'avevo messa sul comò e sopra c'era una foto di mio marito in guerra.
Maria Ballan, intervistata da Simone Ferraro (Pettinengo)

Quando abitavo nel Veneto, a Iesolo, eravamo poveri e non potevamo permetterci di comprare la radio, allora andavo ad ascoltarla in una trattoria che c'era vicino alla nostra casa. Mi ricordo che ci siamo radunati tutti in quella trattoria per ascoltare il discorso di Mussolini che ha dichiarato guerra.
Emilio Mazzon, intervistato da Sara Tanchis (Pray, classe 4a)

Quello che mi ricordo di più è quando Mussolini ha detto alla radio che facevano la guerra.
Laura Boscardin, intervistata da Jacopo Covolo (Pray, classe 5a B)

In casa la radio l'hanno comprata quando noi eravamo ancora piccole, nel 1936. L'ha comprata mia mamma Maddalena per ascoltare le notizie della guerra che era scoppiata in Africa. Mi ricordo una trasmissione durante la guerra, con i soldati che salivano sulle navi e salutavano i loro familiari e noi, alla radio, ascoltavamo le loro voci. Mi ricordo anche la pubblicità del lucido per scarpe "Tana".
Andreina Burla e Giulia Burla, intervistate da Andrea Tadi (Borgosesia, classe 5a C)

Quando ero giovane avevo la radio. Ascoltavo tanta musica e molti notiziari sulla guerra. Alla sera, con tutta la famiglia, la ascoltavamo. È stata comprata negli anni quaranta. Ascoltavo molti discorsi fatti da Mussolini e dal re.

Dagoberto Brunelli, intervistato da Alessandro Brunelli (Pettinengo)
Mio papà aveva comprato la radio a Vercelli, nel 1940, per ascoltare le notizie sulla guerra. Prima andavo da mia zia, ad Albano Vercellese. Erano momenti brutti, di notte si sentivano gli aerei che bombardavano qualche città.
Maria Corona, intervistata da Alessandro Zanello (Pray, classe 5a B)

Io non avevo la radio. Andavo ad ascoltarla da una famiglia che abitava vicino a noi. Mi ricordo di aver sentito la dichiarazione di guerra del duce nel '40 e mia nonna piangeva.
Giovanni Anselmo, intervistato da Etienne Cavalieri (Pettinengo)

I miei genitori la radio l'hanno comprata nel 1940, quando ancora abitavamo a Firenze. Era una radio piccola, di marca Marelli. Il programma che mi ha più colpito in quegli anni e che mi ricordo è stata la dichiarazione di guerra.
Ireneo Trana, intervistato da Carlotta Barinotti (Borgosesia, classe 5a C)

Ascoltavamo spesso il radiogiornale e mi ricordo bene quando il duce ha dichiarato la guerra il 10 giugno del 1940.
Gianni Morniroli, intervistato da Matteo Bocchese (Borgosesia, classe 5a C)

A casa mia la prima radio l'hanno comprata nel 1935-36 quando ancora abitavamo a Genova. Tra tutte le notizie mi ricordo quando è scoppiata la guerra.
Angiolina Miriasengo, intervistata da Chiara Sodano (Borgosesia, classe 5a C)

Mio papà aveva la radio. L'avevano comprata quando io avevo 7 anni per ascoltare come andava la guerra. Mi ricordo quando il duce Mussolini ha dichiarato la seconda guerra mondiale.
Salvatore Bordonaro, intervistato da Nadia Zarrouk (Pray, classe 5a B)

Quando ero giovane avevo una radio. L'avevo comprata in un negozio di elettrodomestici a Biella nel 1940. L'avevo comprata per ascoltare i notiziari e i bollettini di guerra che erano trasmessi dal fronte. Ricordo benissimo il giorno in cui Mussolini pronunciò questa frase dal balcone di piazza Venezia: "La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Francia e di Gran Bretagna". Così l'Italia entrò in guerra.
Cleto Viale, intervistato da Emanuela Guelpa (Pettinengo)

Nel 1942 ci hanno regalato una radio. L'ascoltavamo mentre mangiavamo. Mio papà decideva cosa seguire. I programmi di Mussolini parlavano di guerra ma ascoltavamo anche Radio Londra.
Giancarlo Roberto, intervistato da Marta Roberto (Borgosesia, classe 5a B)

Ascoltavamo alla radio i notiziari della guerra: di quanti italiani rimanevano uccisi e quanti stranieri venivano abbattuti dagli italiani. Molte stazioni facevano propaganda fascista.
Rosella Mazia Piciot, intervistata da Riccardo De Gaetano (Pettinengo)

L'8 settembre 1943 con la mia famiglia ho ascoltato la dichiarazione dell'armistizio alla radio. Durante la guerra si ascoltava molto la radio, per avere notizie. Ascoltavamo molto anche Radio Londra. In alcuni casi si ascoltavano anche i discorsi di Mussolini.
Pier Luigi Foglio Para e Gualtiero Michelini, intervistati da Martina Foglio Para (Coggiola, classe 5a)

Ho comprato la radio nel 1946 da Radio Coppo, un negozio di Cossato. Mi ricordo dei giornali radio, delle opere liriche, di una trasmissione che si chiamava "Sorella radio" e di Nunzio Filogamo. Io durante la guerra non avevo la radio ma mi ricordo di quando hanno trasmesso l'annuncio dell'armistizio: la gente l'ha saputo dalla radio.
Ermes Bodoni, intervistato da Alberto Costenaro (Valle San Nicolao)

Ho avuto una radio, però per un periodo non l'ho ascoltata perché ero in guerra.
Alberto Bossotto, intervistato da Elisa Bossotto (Pettinengo)


Di nascosto ascoltavamo Radio Londra

Mi ricordo della dichiarazione di guerra, della caduta di Mussolini, della dichiarazione del maresciallo Badoglio.
Maria Masciocchi, intervistata da Alberto Trova (Borgosesia, classe 5a B)

Seguivamo i discorsi del duce e mi ricordo quando ci fu l'armistizio nel '43. C'era anche Radio Londra, che non si poteva ascoltare perché il duce lo proibiva, ma noi, di nascosto, sentivamo le notizie giuste sulla guerra.
Ottaviano Trovò, intervistato da Matteo Jacolino (Borgosesia, classe 5a B)
Io avevo 15 anni durante la seconda guerra mondiale, ma non mi ricordo le trasmissioni della radio. Mi sono rimasti però nella memoria i discorsi di Mussolini, la dichiarazione dell'armistizio e Radio Londra, che noi ascoltavamo di nascosto.
Gerolamo Zambonini, intervistato da Carola Beretta (Borgosesia, classe 5a B)

Di Radio Londra ricordo invece i collegamenti con i partigiani e con le truppe americane per la rivolta contro i nazisti e l'oppressione tedesca.
Giovanna Giardino, intervistata da Sara Tomei (Borgosesia, classe 5a B)

Tra gli episodi che mi ricordo di più ci sono dei vaghi momenti di guerra, quando ascoltavamo Radio Londra nei circoli privati, perché era proibito sentirla.
Lucia Masi, intervistata dal nipote Matteo Vallino (Borgosesia, classe 5a B)

Ascoltavo le canzoni di musica leggera il giornale radio e i discorsi importanti.
Giulio Berra, intervistato da Nicola Merlo (Valle Mosso, classe 5a A)

Quando abitavo a Torino ero ancora piccola e nel 1940 i miei genitori hanno comprato la radio che tenevano in cucina su una credenza. Una stazione importante era Radio Londra, che trasmetteva notizie sulla guerra ed era vietato ascoltarla. Trasmetteva frasi in codice.
Nirvana Croce, intervistata da Matteo Guerzoni (Coggiola, classe 5a)

Io e mio padre andavamo giù in cantina ad ascoltare Radio Londra, un canale proibito. I fascisti dicevano che la guerra andava sempre bene, invece Radio Londra raccontava la verità di come andava la guerra.
Franco Boccalate, intervistato da Simone Ruggeri (Valle Mosso, classe 5a A)

Ho comprato la radio nel febbraio del 1942. Volevo sapere le notizie sulla guerra. Per ascoltare Radio Londra andavamo nelle cantine, perché se ci scoprivano, ci arrestavano.
Laura Bianchi, intervistata da Valentina Garavaglia (Coggiola, classe 5a)

Durante la seconda guerra mondiale la radio era molto importante perché mandava in onda sull'unico canale che c'era notizie della guerra. Il momento più bello della mia vita fu il giorno in cui annunciarono: "La guerra è finita". Tutti piangendo, ci abbracciammo e festeggiammo.
Maria Marangon, intervistata da Sara Morelli (Valle Mosso, classe 4a)

Tra le notizie mi ricordo...

La radio la tenevamo sopra una credenza, in cucina. Trasmetteva canzoni, notiziari, commedie e sport; soprattutto canzoni. Ascoltavo la radio poco di giorno, ma quasi tutte le sere con la famiglia. Avevo una radio sola, di marca Magneti Marelli. Mi ricordo la liberazione del 25 aprile 1945, cioè la fine della guerra.
Mario Arbellia, intervistato da Nicolò Buonamici (Pettinengo)

A quei tempi c'era solo il primo ed il secondo canale e con la mia famiglia, alla sera, quando la giornata di lavoro era di 8 o 10 ore, per distrarci, ascoltavamo un po' di musica. Era appena finita la guerra e le notizie che si ascoltavano di più erano quelle che raccontavano del ritrovamento di persone scomparse durante la guerra.
Gina Ernesta Sartoris, intervistata da Alessandro Abbà (Borgosesia, classe 5a C)

Mi ricordo alcune notizie. Una che ci aveva colpito era stato il disastro di Superga, quando erano morti i componenti della squadra di calcio del Torino.
Natale Massano, intervistato da Michele Massano (Borgosesia, classe 5a C)

La radio a casa mia l'hanno comprata quando avevo dieci o undici anni, era appena finita la guerra. Ascoltavamo l'orchestra Angelini, le commedie a puntate, il giornale radio. Mi ricordo anche di quando la radio ha dato la notizia dell'aereo precipitato su Superga, quando è morta tutta la squadra del Torino.
Maria Teresa Gritti, intervistata da Andrea Fizzotti (Pray, classe 4a)

Alla radio ascoltavamo il giornale radio e le notizie oltre che la musica. Se devo dire due notizie che mi ricordo che ho sentito alla radio la prima è la fine della guerra e l'altra è la morte di Stalin.
Nonni materni di Melania Varbaro (Pray, classe 4a)

Ascoltavamo musica, informazioni e giochi radiofonici. Mi ricordo quando alla radio hanno trasmesso il matrimonio di Grace Kelly e Ranieri di Monaco.
Claudine Goethalf, intervistata da Clelia Trabaldo Togna (Pray, classe 5a B)

Alla radio in quegli anni ascoltavamo tre stazioni, una straniera e due italiane. Il giornale radio lo ascoltavo alla sera e mi ricordo fra le notizie quella terribile della frana che ha ucciso tante persone al Vajont.
Battista Arienta, intervistato da Cristina Arienta (Borgosesia, classe 5a C)

Tra le notizie mi ricordo quando hanno ucciso il presidente Kennedy, John Kennedy, e il disastro della diga del Vajont.
Gianni Bottoni, intervistato da Simone Ardizio (Borgosesia, classe 5a C)