Ascolto collettivo
Ce n'era una in tutta la frazione...
Ho comprato la radio nel 1940 in un negozio fuori paese. Si ascoltavano i notiziari. Aveva un solo
canale. L'avevo comprata per ascoltarla con i vicini di casa. La tenevo in cucina.
Natalina Botta, intervistata da Nicolò Foglizzo (Portula)
All'inizio le radio erano poche e venivano ascoltate nelle case e nei bar, avevano pochi programmi. A
scuola si sentiva la radio e c'erano programmi particolari per le scuole.
Sergio Putatti, intervistato da Vania Putatti (Borgosesia, classe
5a C)
Dove vivevo io solo due o tre famiglie l'avevano. Le persone andavano in piazza per ascoltare il
giornale radio che veniva fatto ascoltare una volta al giorno. Veniva trasmesso da una radio che aveva il comune
e che lo faceva sentire per mezzo degli altoparlanti.
Lina Rindone, intervistata da Daniela Nicoletti (Pray, classe
5a B)
Nel periodo di guerra abitavo in Sicilia e mi ricordo che tra il 1939 ed il 1943 alle otto di mattina si
ascoltavano le notizie alla "Radio fascista" nella sede della "Società operaia".
Pietro Bongiovanni, intervistato da Marco Scarangella (Valle Mosso, classe
4a)
Avevo una radio molto grande, fatta di legno, della marca Radiomarelli. L'avevo comprata in un negozio
a Lusiana nel 1948, perché allora abitavo lì e l'avevo pagata 1.500 lire. Ascoltavo le canzoni o il
radiogiornale, da sola o con i miei vicini.
Paola Moresco, intervistata da Nicolò Tescari (Portula)
Nel '45 non avevo la radio, ma l'ascoltavo a casa di mio zio "Tunin". La radio di mio zio era di legno,
molto grossa, con tante manopole, una retina davanti e tanti bottoni, con l'armadietto per il giradischi.
Giuseppina Chiminello, intervistata da Etienne Cavalieri (Pettinengo)
Io sono del 1927 e da ragazza, quando abitavo nel Veneto, non avevo la radio. Ho visto la prima radio
dopo essere emigrata in Piemonte. Ce n'era una in tutta la frazione dove abitavo. La prima radio l'ho
comprata dopo che mi sono sposata e costava 20.000 lire e l'avevo comprata in un negozio di Croce Mosso.
Concetta Carraro, intervistata da Marco Scarangella (Valle Mosso, classe
4a)
La radio c'era solo al bar...
Io abitavo in Molise quando ero giovane e al mio paese la radio c'era solo al bar e la gente la ascoltava
alla mattina, al mezzogiorno ed alla sera.
Francesca Giglio, intervistata da Francesco Giglio (Borgosesia, classe
5a A)
Nei bar, nei circoli, all'oratorio c'era la radio e certe persone ci andavano per questo.
Assunta Cappellaro, intervistata da Rosangela Zaccaro (Borgosesia, classe
5a B)
La radio si ascoltava a scuola ed anche al bar. Di domenica nei bar si ascoltava anche il grammofono.
Carol Vigna, intervistata da Greta Carollo (Coggiola, classe
5a)
Non avevo la radio a casa, andavamo ad ascoltarla al bar, con gli amici. Ci piaceva soprattutto
ascoltare musica.
Salvatore Braga, intervistato da Mouhamed Amin Degachi (Pray, classe
4a)
Avevo una Radiomarelli. L'ho presa nel 1940 e mi ricordo i discorsi del duce. In quegli anni in ogni
bar c'era una radio perché erano pochi ad avere la radio.
Ivana Braga, intervistata da Carlo Barberis (Portula)
La radio l'avevo comprata a Pettinengo nel 1932. Amavo ascoltare i notiziari, qualche volta la musica, il
calcio. Ascoltavo di nascosto le trasmissioni clandestine. La radio andava solo a corrente. Sopra c'era
una lampada di quel tempo. Avevo un esercizio e mi faceva comodo avere una radio perché veniva gente a sentirla.
Gino Peretto, intervistato da Nicolò Paludo (Pettinengo)
Mio mamma faceva la panettiera e mio padre gestiva un bar. La radio la tenevamo nel bar per attirare
la gente perché nessuno aveva la radio allora e quindi si poteva guadagnare di più perché veniva tanta
gente ad ascoltare.
Vittorio Rinaldi, intervistato da Maria Rinaldi (Borgosesia, classe
5a A)
Avevo una radio di marca Cge. Era di legno, grande. Avevamo l'osteria e la radio ci serviva per
attirare clienti. Ci piaceva ascoltare le canzoni, ma ricordo anche la voce di Mussolini che annunciava l'entrata
in guerra dell'Italia.
Emma Caldera, intervistata da Jessica Cecchini (Portula)
Si andava ad ascoltare la radio nei locali pubblici la domenica, per seguire le partite.
Silvano Ceralli, intervistato da Luca Ceralli (Borgosesia, classe
5a B)
Abbiamo comprato la radio nel 1950 in un negozio a Campore. Mi ricordo di una trasmissione che si
chiamava "Sorella radio" e tra le canzoni mi ricordo "Edera". A scuola la radio non c'era ma in molti locali
pubblici si ascoltava la radio in quegli anni.
Eurosia Spagnolo, intervistata da Giulia Zaramella (Valle San Nicolao)
A scuola, nella mattinata, ascoltavamo programmi per i bambini o discorsi della Marcia su Roma.
La sentivamo anche nei bar, dove andavamo in compagnia.
Giovanna Giardino, intervistata da Sara Tomei (Borgosesia, classe
5a B)
A scuola non c'era la radio c'era però nel bar del paese e la seguivano i clienti. Dopo la guerra
andavamo a sentire la musica jazz, che a me piaceva molto e mi piace ancora oggi.
Gerolamo Zambonini, intervistato da Carola Beretta (Borgosesia, classe
5a B)
Nella mia scuola ascoltavamo la radio
Io andavo a scuola a Borgosesia, al centro, e nella mia scuola ascoltavamo la radio alle 10 e
successivamente ci facevano fare un tema su quello che avevamo ascoltato.
Maria Giocondo, intervistata da Vito Summa (Borgosesia, classe
5a C)
Anche a scuola c'era la radio, e l'ascoltavamo anche due o tre volte la settimana. C'erano programmi
fatti apposta per la scuola. In classe non c'era la radio ma solo un altoparlante, una scatola di legno quadrata
con la retina che nascondeva l'altoparlante che era collegato ad una radio che trasmetteva in tutte le aule.
Luigi De Biasi, intervistato da Valentina Serotti (Pray, classe
4a)
A volte la radio si seguiva anche a scuola, dall'altoparlante delle aule. Si ascoltavano le manifestazioni,
i discorsi fascisti, i commenti del giornale radio, i discorsi di Mussolini (sempre molto lunghi).
Tonino Bruno Ventre, intervistato da Chiara Facciotto (Coggiola, classe
5a)
Noi non avevamo la radio e l'ascoltavo a scuola, ascoltavamo qualche notiziario e la musica classica.
Anna Stragiotti, intervistata da Chiara Marchi (Borgosesia, classe
5a A)
Alla radio ascoltavo i notiziari e i discorsi del duce e li stenografavo, per compito, e poi li portavo
alla professoressa e con quelli ho vinto il premio di stenografia della scuola.
Vittorio Rinaldi, intervistato da Maria Rinaldi (Borgosesia, classe
5a A)
Alla radio si ascoltavano i bollettini di guerra e ricordo i discorsi di Mussolini, anche a scuola.
Maddalena Rivano e Alberto Farina, intervistati da Federico Pizzi (Borgosesia, classe
5a B)
A scuola ascoltavamo i programmi sulla guerra. Invece nei locali pubblici sentivamo canzoni.
Maria Masciocchi, intervistata da Alberto Trova (Borgosesia, classe
5a B)
A scuola si ascoltava la radio al giovedì, quando c'erano i programmi per la scuola.
Aldo Vittone, intervistato da Fiorenzo Casagrande (Borgosesia, classe
5a B)
A scuola si sentiva la radio alle 10 del mattino.
Giancarlo Roberto, intervistato da Marta Roberto (Borgosesia, classe
5a B)
Si sentiva anche a scuola e di solito si ascoltava "Pinocchio" a puntate.
Tonino Bruno Ventre, intervistato da Chiara Facciotto (Coggiola, classe
5a)
A scuola si sentiva la radio: erano programmi di dettati o storie per bambini.
Ivonne Mina, intervistata da Elena Ferrara (Coggiola, classe
5a)
La radio la ascoltavamo anche a scuola. Mi ricordo che ci facevano fare i disegni ascoltando la musica.
Bruno Trebbi, intervistato da Giulia Yuko Penna (Pray, classe
4a)
Andavamo ad ascoltarla dai vicini
Quando avevo 10 anni andavo con mio fratello più grande da un suo amico che aveva la radio ad
ascoltare il Festival di San Remo.
Graziella Zanella, intervistata da Monica Bruno (Pray, classe
4a)
Noi la radio non l'avevamo e andavamo ad ascoltarla da un vicino di casa. Ci riunivamo un po' tutti
gli amici della frazione per ascoltare soprattutto la musica. Qualche volta ascoltavamo anche i discorsi
di Mussolini o qualche notizia importante che riguardava la guerra.
Antonio Terzo Brera Molinaro, intervistato da Chiara Brera Molinaro (Pray, classe
4a)
Io ascoltavo alla radio musica, il radiogiornale, i discorsi importanti. L'ho comprata nel 1939 a
Coggiola, per ascoltare le notizie, di sera, con la famiglia e con qualche vicino di casa che non ce l'aveva. A quei
tempi c'era la radio anche al bar.
Giacomo Dal Sasso, intervistato da Valentina Lazzarotto (Portula)
La radio che avevamo, aveva quattro canali. Era a onde medie, corte, lunghe. Era l'unico divertimento
che ci potevamo permettere. Si sentiva di sera, quando la famiglia si riuniva insieme con altre del paese.
Era tenuta in casa sul mobile della cucina.
Giovanni Cortese, intervistato da Simone Crepaldi (Portula)
Avevo la radio che era stata comprata a Biella nel 1952 per poterla ascoltare. Quando non ce
l'avevamo ancora, andavo ad ascoltarla da un nostro amico che stava a Pianceri Alto.
Rina Ramella, intervistata da Andrea Colia e Alessandro Zanello (Pray, classe
5a B)
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