l'impegno |
ultimi numeri |
|
Anno XXIX, nuova serie, n. 1, giugno 2009
Carlo Costa e Lorenzo Teodonio, nella ricostruzione della eccezionale biografia di Giorgio Marincola, unico partigiano italo-somalo insignito della medaglia d'oro al valor militare, ucciso in val di Fiemme il 4 maggio 1945, evidenziano in particolare il suo ruolo all'interno della missione militare alleata "Bamon", paracadutata nel Biellese nell'agosto del 1944, tratteggiando un quadro della Resistenza biellese in cui trovano posto l'organizzazione "Franchi" di Edgardo Sogno, la brigata Gl "Cattaneo", la V e la XII divisione "Garibaldi" e, date la molteplicità e le differenze dei soggetti coinvolti, la complessità e difficoltà dei loro rapporti. Filippo Colombara, con l'ausilio di numerose testimonianze orali, ricostruisce la vita quotidiana al tempo della seconda guerra mondiale nelle zone di Biellese, Valsesia, Cusio-Ossola, con particolare attenzione al problema della scarsità di cibo, del razionamento alimentare, del conferimento all'ammasso delle derrate, nonché della raf, pratica con la quale gli abitanti delle città compivano incursioni nei paesi di campagna per procurarsi il sostentamento e anche prodotti utili alla commercializzazione, andando in tal modo ad incrementare il fenomeno della borsa nera. Alessandra Cesare, basandosi principalmente sui documenti conservati nell'Archivio comunale di Crescentino, quali i registri di stato civile, i mandati di pagamento dell'amministrazione comunale e i verbali della giunta municipale, racconta la permanenza a Crescentino delle famiglie di profughi goriziani che, durante gli anni della grande guerra, trovarono rifugio in paese e del cui sostentamento il Comune si fece carico, fino al loro rientro nella terra d'origine alla fine del conflitto. Il saggio di Marilena Vittone si concentra sulla tumultuosa realtà sociale e politica del Vercellese del primo Novecento, nella quale cominciano ad affermarsi le idee di socialismo, uguaglianza, emancipazione e dalla quale emerge la figura di Pietro Sartoris, viceparroco di Crescentino, che, dismesso l'abito talare per seguire i suoi ideali laici e socialisti, tenne numerose pubbliche conferenze rivolte alle classi lavoratrici, prima nella zona del Novarese e della Lomellina, poi in Puglia, sempre sotto l'attenta vigilanza delle prefetture che lo ritenevano un elemento pericoloso e che ne schedarono i movimenti nel Casellario politico centrale. Gustavo Buratti si sofferma sulla sommossa biellese del 27 e 28 luglio 1797, che rappresentò il risveglio della società contadina oppressa e sfruttata tanto dal secolare sistema feudale, quanto dal mondo borghese che cominciava ad affermarsi, la quale, sulla spinta di un drammatico aggravamento della condizione economica delle masse rurali, fu protagonista di una insurrezione impermeabile ai tentativi giacobini di determinarne la direzione e repressa con durezza dalle forze regie. Piero Ambrosio e Laura Manione presentano fotografie della liberazione di Vercelli scattate da Luciano Giachetti "Lucien" e Adriano Ferraris "Musik", l'uno ricostruendo da un punto di vista storico le giornate vercellesi dal 25 aprile al 2 maggio 1945, l'altra fornendo una lettura dal punto di vista della freschezza e immediatezza del linguaggio fotografico utilizzato. Orazio Paggi analizza il documentario "All'aria" del giovane regista biellese Beo Peraldo, testimonianza del ruolo che ha avuto il carcere del Piazzo nella vita della città di Biella, soffermandosi sulla struttura estetica della narrazione e sulla mescolanza di reportage, ricostruzione storica, interviste e immagini d'archivio che la caratterizzano, impedendo all'opera di scadere nella mera rappresentazione cronachistica della realtà. Segue il resoconto del corso di aggiornamento "L'inutile strage. Come il cinema ha analizzato la grande guerra" tenuto da Orazio Paggi ad ottobre-novembre del 2008, e il ricordo di Enrico Poma, membro del Cln e figura di spicco della politica ed imprenditoria biellese nel dopoguerra. Infine, la consueta rubrica di recensioni e segnalazioni.
Per visualizzare o scaricare il n. 1/2009 in formato pdf
Donato D'Urso, ripercorrendo la biografia di Giacomo Vigliani, originario di Pollone, che legò il suo nome in particolare alla Direzione generale della Pubblica sicurezza negli anni dei ministri Salandra, Orlando, Facta e soprattutto Giolitti, racconta l'organizzazione della polizia italiana nel periodo a cavallo tra XIX e XX secolo, le difficoltà e le critiche che si trovò ad affrontare, dato il malcontento derivante dalla necessità di riformare e ammodernare la struttura, le novità organizzative che furono finalmente introdotte all'inizio del nuovo secolo e la complessa situazione in materia di ordine pubblico che caratterizzò i primi decenni del Novecento, attraversati da tumulti, scioperi, violente manifestazioni a favore o contro la guerra, fino all'affermazione dello squadrismo fascista. Pietro Ramella indaga sulla sorte dei prigionieri volontari stranieri nella guerra di Spagna, tanto di quelli schierati con la Repubblica nelle brigate internazionali, quanto di quelli al fianco di Francisco Franco nel Corpo truppe volontarie, evidenziando in particolare le condizioni di prigionia di quanti furono risparmiati in vista del loro utilizzo come merce di scambio, ma senza tralasciare la fine di coloro che furono uccisi in esecuzioni sommarie. Marilena Vittone prosegue la sua analisi della realtà sociale e politica del Vercellese del primo Novecento, soffermandosi sull'associazionismo operaio e contadino a Crescentino, sulle rivendicazioni di braccianti e mondine, sul ruolo del socialismo nella vita politica della città e sulla progressiva affermazione dei fasci di combattimento che, con violenze, soprusi e minacce, diedero inizio alla loro azione di limitazione delle libertà civili e politiche. Francesco Domizi propone la biografia del marchigiano Merico Zuccari, comandante della legione Gnr "Tagliamento" (tragicamente nota in Valsesia e Valsessera per le efferate violenze commesse contro i partigiani e la popolazione civile) a partire dalla frequenza scolastica e dalla carriera militare, fino ad arrivare alla partecipazione alla seconda guerra mondiale in Albania e Grecia e alla decisione, dopo l'8 settembre 1943, di continuare a combattere a fianco nei tedeschi nella Repubblica sociale italiana. Rolando Magliola ricostruisce la vicenda di Radio Baita, installata dai nazisti a Villa Schneider a Biella nell'ottobre del 1944 allo scopo di svolgere, accreditandosi come radio partigiana, un'azione di propaganda mirante a persuadere con l'inganno i ribelli ad abbandonare la loro lotta e si sofferma sul fondamentale apporto dato all'iniziativa da Franco Boggio e don Giuseppe Vernetti, accusati nel dopoguerra del reato di collaborazionismo. Cesare Bermani analizza il contributo degli anarchici milanesi alla Resistenza, finora poco studiato data la scarsità di fonti cartacee al riguardo e qui indagato sulla base di testimonianze orali di singoli partigiani militanti nei gruppi dai quali ebbero origine le brigate anarchiche "Bruzzi-Malatesta", operanti sin dalla primavera del 1944 in stretta collaborazione con i socialisti delle brigate "Matteotti". Orazio Paggi riflette sul modo in cui il cinema italiano degli ultimi anni, dopo un lungo silenzio, è tornato ad affrontare il tema del lavoro e della condizione operaia, tanto in film di fiction che in documentari in cui la fabbrica è di nuovo al centro del racconto e la sconfitta della lotta operaia emerge dall'impossibilità per i lavoratori di formarsi una vera coscienza di classe, assorbiti come sono dalla esasperata competitività per l'ottenimento del posto di lavoro. Laura Manione commenta le fotografie di Luciano Giachetti selezionate per la mostra dell'Archivio fotografico Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita "Immagini del 1949", incentrate, più che sulla vita politica dominante nelle immagini degli anni precedenti, su aspetti del mondo del lavoro e su momenti di svago e tempo libero, a testimonianza della ripresa economica nell'Italia del dopoguerra e del ritrovato ottimismo che accompagnò la ricostruzione. Laura Manione presenta inoltre il lavoro fotografico di Luciano Giachetti nel 1959, oggetto di una mostra - da cui è tratta la selezione di immagini qui proposta - che conclude il progetto "Anni50anni" dell'Archivio fotografico Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita e nel quale è possibile rintracciare la raggiunta piena maturità del fotografo vercellese. Seguono il resoconto della quarta edizione del corso di aggiornamento "I sentieri della libertà in Valsesia" e la consueta rubrica di recensioni e segnalazioni.
Per visualizzare o scaricare il n. 2/2009 in formato pdf
|
![]() |