Mondine e risaie

a cura di Monica Favaro


Le mondine, che hanno ispirato, e continuano ad ispirare nel ricordo, scrittori, pittori e musicisti, hanno rappresentato una novità dal punto di vista sociale ed economico per l'Italia dall'inizio del Novecento agli anni sessanta: molte donne per la prima volta lavoravano fuori casa e per la prima volta, slegate dai vincoli famigliari, potevano godere di una libertà mai conosciuta.
Il loro durissimo lavoro consisteva nel mondare le coltivazioni risicole dalle erbacce infestanti: l'insolita presenza di queste donne ravvivava per alcuni mesi il paesaggio delle colture allagate: su melodie notissime, si cantavano non solo il lavoro spossante e l'odio per i potenti (generalmente rappresentati dal padrone e dal parroco), ma anche la distanza da casa (eserciti di giovani si spostavano per alcuni mesi dall'Emilia e dal Veneto nelle zone più a ovest della Pianura padana, nel Vercellese, nel Novarese e nel Pavese), gli amori per i giovanotti conosciuti, i brevi flirt, la vita quotidiana.

I siti che riproducono le più rigorose ricerche storiche sull'argomento comprendono necessariamente una sezione dedicata ai canti di monda. Tra questi ne va segnalato uno molto composito e ricco, interessante e ben costruito, sulle mondariso di San Nazzaro de' Burgondi e della Lomellina, dal titolo Mondine lomelline, curato da un privato. Vi si affrontano gli aspetti storici, economici, sociali del lavoro delle mondine con un cospicuo corredo di fotografie: questo "reportage" è frutto di una ricerca condotta in buona parte sulle testimonianze orali delle mondariso, che si sono anche cimentate per i ricercatori in alcuni dei più famosi canti, sebbene in un'intervista si affermi che le donne erano talmente stanche che difficilmente in risaia si cantava.
http://www.sannazzaro.com/mondinemenu.htm

Anche le Mondine di Valle Lomellina (Pv) hanno inciso il loro repertorio su musicassetta: hanno ricostruito i propri vissuti musicali in un continuo riemergere di ricordi, a volte nitidi, a volte frammentari, talvolta contrastanti tra di loro. Oggi si esibiscono in pubblico, non limitandosi a cantare, ma spesso, con una buona dose di autoironia, rievocando momenti di vita quotidiana, dal lavoro nei campi ai momenti di relax. Informazioni nel sito dell'Associazione culturale Barabàn.
http://www.baraban.it/index.php?option=com_content&task=view&id=
34&Itemid=38


Degli aspetti economici e sociali del lavoro di monda nella risaia vercellese, delle lotte per le otto ore, che nel 1906 sfociarono in imponenti scioperi, delle differenti condizioni di vita delle mondine locali rispetto a quelle provenienti da altre regioni si sono occupati gli studenti della Scuola media di San Germano Vercellese in un'interessante e dettagliata ricerca dal titolo La storia delle mondine.
http://homepage.mac.com/bisagni/solomusica/risoamaro/risoamaro/
storia.html


Oltre ai siti dedicati interamente alla storia delle mondariso, ve ne sono alcuni che si occupano dell'argomento entro più generali ricerche sulle donne, sul lavoro, sul folklore. Gli alunni della Scuola media di Pozzolengo (Bs) hanno lavorato ad una ricerca dal titolo Il folk, sulle tradizioni popolari, la festa, il ballo, la musica popolare, dedicando una sezione ai canti di lavoro, elencandone le funzioni, con gli esempi più "classici" dei canti delle mondine.
http://www.trebeschicatullo.it/trebeschi/folk/lavoro.htm

"Riso amaro", pellicola recentemente restaurata, è certo il più famoso film dell'immediato dopoguerra ambientato nella risaia vercellese: il regista Giuseppe De Santis ricordò in un'intervista, rilasciata al vercellese Guido Michelone, l'aspetto di forte realismo nella scelta delle attrici e della fedele riproduzione del contesto. La cultura delle mondine era quella riflessa nel film: seguivano la moda con chewing-gum, boogie-woogie, fumetti in un mondo che incominciava a filtrare gli usi d'oltreoceano. L'intervista è riprodotta nella rivista on-line Nostro cinema.
http://www.areasoft.it/CINEMA/9901/arta0199.htm

Come si è detto nell'introduzione, la risaia, la vita di risaia e il lavoro delle mondine hanno ispirato molti scrittori. Tra gli altri, sono stati pubblicati il romanzo "Solchi di guerra" di Arnaldo Colombo (Cavallirio, Eos edizioni, 1999), studioso che di aspetti di storia vercellese si occupa da tempo (non si trova in rete, ma si può far ricorso alla buona vecchia biblioteca!) e, più di recente il saggio con cd allegato "Senti le rane che cantano" di Franco Castelli, Emilio Jona e Alberto Lovatto, di cui il sito Musica meccanica, curato da un privato, fornisce una scheda corredata da immagini.
http://www.musicameccanica.it/antologia_sentilerane.htm