Le mondine, che hanno ispirato, e continuano ad ispirare nel ricordo, scrittori, pittori e musicisti,
hanno rappresentato una novità dal punto di vista sociale ed economico per l'Italia dall'inizio del Novecento agli anni
sessanta: molte donne per la prima volta lavoravano fuori casa e per la prima volta, slegate dai vincoli famigliari,
potevano godere di una libertà mai conosciuta.
Il loro durissimo lavoro consisteva nel mondare le coltivazioni risicole dalle erbacce infestanti: l'insolita
presenza di queste donne ravvivava per alcuni mesi il paesaggio delle colture allagate: su melodie notissime, si cantavano
non solo il lavoro spossante e l'odio per i potenti (generalmente rappresentati dal padrone e dal parroco), ma anche
la distanza da casa (eserciti di giovani si spostavano per alcuni mesi dall'Emilia e dal Veneto nelle zone più a ovest
della Pianura padana, nel Vercellese, nel Novarese e nel Pavese), gli amori per i giovanotti conosciuti, i brevi flirt, la
vita quotidiana.
I siti che riproducono le più rigorose ricerche storiche sull'argomento comprendono necessariamente una
sezione dedicata ai canti di monda. Tra questi ne va segnalato uno molto composito e ricco, interessante e ben costruito,
sulle mondariso di San Nazzaro de' Burgondi e della Lomellina, dal titolo
Mondine lomelline, curato da un privato. Vi
si affrontano gli aspetti storici, economici, sociali del lavoro delle mondine con un cospicuo corredo di
fotografie: questo "reportage" è frutto di una ricerca condotta in buona parte sulle testimonianze orali delle mondariso, che
si sono anche cimentate per i ricercatori in alcuni dei più famosi canti, sebbene in un'intervista si affermi che le
donne erano talmente stanche che difficilmente in risaia si cantava.
http://www.sannazzaro.com/mondinemenu.htm
Anche le Mondine di Valle
Lomellina (Pv) hanno inciso il loro repertorio su musicassetta: hanno ricostruito i
propri vissuti musicali in un continuo riemergere di ricordi, a volte nitidi, a volte frammentari, talvolta
contrastanti tra di loro. Oggi si esibiscono in pubblico, non limitandosi a cantare, ma spesso, con una
buona dose di autoironia, rievocando momenti di vita quotidiana, dal lavoro nei campi ai momenti di relax.
Informazioni nel sito dell'Associazione culturale Barabàn.
http://www.baraban.it/index.php?option=com_content&task=view&id= 34&Itemid=38
Degli aspetti economici e sociali del lavoro di monda nella risaia vercellese, delle lotte per le otto ore, che nel
1906 sfociarono in imponenti scioperi, delle differenti condizioni di vita delle mondine locali rispetto a quelle
provenienti da altre regioni si sono occupati gli studenti della
Scuola media di San Germano Vercellese in un'interessante
e dettagliata ricerca dal titolo La storia delle
mondine.
http://homepage.mac.com/bisagni/solomusica/risoamaro/risoamaro/ storia.html
Oltre ai siti dedicati interamente alla storia delle mondariso, ve ne sono alcuni che si occupano dell'argomento
entro più generali ricerche sulle donne, sul lavoro, sul folklore. Gli alunni della
Scuola media di Pozzolengo (Bs) hanno lavorato ad una ricerca dal titolo
Il folk, sulle tradizioni popolari, la festa, il ballo, la musica
popolare, dedicando una sezione ai canti di lavoro, elencandone le funzioni, con gli
esempi più "classici" dei canti delle mondine.
http://www.trebeschicatullo.it/trebeschi/folk/lavoro.htm
"Riso amaro", pellicola recentemente restaurata, è certo il più famoso film dell'immediato dopoguerra
ambientato nella risaia vercellese: il regista Giuseppe De Santis ricordò in un'intervista,
rilasciata al vercellese Guido
Michelone, l'aspetto di forte realismo nella scelta delle
attrici e della fedele riproduzione del contesto. La cultura delle mondine era quella riflessa nel film: seguivano
la moda con chewing-gum, boogie-woogie, fumetti in un mondo che incominciava a filtrare gli usi
d'oltreoceano. L'intervista è riprodotta nella rivista on-line Nostro cinema.
http://www.areasoft.it/CINEMA/9901/arta0199.htm
Come si è detto nell'introduzione, la risaia, la vita di risaia e il lavoro delle mondine hanno ispirato molti
scrittori. Tra gli altri, sono stati pubblicati il romanzo "Solchi di guerra"
di Arnaldo Colombo (Cavallirio, Eos edizioni, 1999), studioso che di aspetti di storia vercellese si occupa da tempo (non si trova in rete, ma si può far ricorso alla buona vecchia biblioteca!) e, più di recente il saggio con cd allegato "Senti le rane che cantano" di Franco Castelli, Emilio Jona e Alberto Lovatto, di cui il sito Musica meccanica, curato da un privato, fornisce una scheda corredata da immagini.
http://www.musicameccanica.it/antologia_sentilerane.htm
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