I fondamenti dell’Italia repubblicana
Mezzo secolo di dibattito sulla Resistenza

  • Leonardo Casalino, Interpretazioni e "revisioni" azioniste della Resistenza
  • Mimmo Franzinelli, La Resistenza e le provocazioni del Sessantotto
  • Francesco Germinario, Versioni neofasciste della Resistenza
  • Massimo Storchi, La memoria della violenza fra Resistenza e dopoguerra
  • Giovanni Contini, Memorie in conflitto

    Numero speciale che raccoglie alcune relazioni presentate nel corso dell'omonimo convegno nazionale di studi, organizzato dal nostro Istituto in collaborazione con il Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana e l'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, che si svolse a Vercelli nel gennaio 2000.
    Apre la serie Leonardo Casalino, che analizza l'interpretazione che della Resistenza diedero i dirigenti del Partito d'Azione, evidenziando la loro consapevolezza della necessità di un esame di coscienza come base della ricostruzione, la loro presa d'atto del tradimento degli ideali resistenziali e la loro critica al nuovo ordine internazionale.
    Mimmo Franzinelli compie un'analisi dei rapporti tra Sessantotto e Resistenza, servendosi di fonti alternative, quali i canti che accompagnarono le occupazioni delle scuole, e sottolineando il ruolo di rottura che il movimento rappresentò rispetto alla visione ufficiale, patriottico-unitaria, della lotta di liberazione.
    Francesco Germinario si sofferma sulla Resistenza vista attraverso gli occhi della pubblicistica di estrema destra che, oltre a conferirle sprezzantemente irrilevanza politica, la considera alla stregua di un fenomeno criminale e terroristico.
    Massimo Storchi, utilizzando l'Emilia come caso emblematico, analizza il costituirsi della memoria della violenza, la sua elaborazione individuale e il suo inserirsi all'interno della comunità di riferimento, suddividendo, conscio dell'approssimazione, memorie partigiane e antipartigiane.
    Giovanni Contini si concentra sulle stragi di civili compiute tra il '43 e il '45 dalla Wehrmacht, in particolar modo in Toscana, considerandole dal punto di vista di chi le subì, allo scopo di comprendere i meccanismi di elaborazione del lutto e di formazione del giudizio collettivo nella comunità vittima del massacro.

    Altre relazioni sono state pubblicate nei numeri precedenti.

    Le relazioni pubblicate nel numero speciale (assieme ad altre pubblicate in altri numeri) della rivista sono ora riedite on line in questo sito.