Le donne vercellesi, biellesi e valsesiane
nell'antifascismo, nella guerra e nella Resistenza

  • Anello Poma, Le donne biellesi nella battaglia antifascista
  • Giovanni De Luna, Ruoli e identità delle donne nell'antifascismo
  • Le antifasciste schedate nel Casellario politico centrale
  • Clotilde Buratti, Donne e guerra: lettere alla tv
  • Simonetta Vella, La condizione delle donne biellesi durante la guerra nella memoria delle operaie
  • Ersilia Alessandrone Perona, "La penna è l'arma del pensiero"
  • Angela Regis, Le donne vercellesi e biellesi nella Resistenza
  • Wanda Canna, "Non fummo solo staffette"
  • Le partigiane, patriote, benemerite e cadute negli elenchi ufficiali
  • Le deportate nei lager nazisti
  • Cesare Bermani, Donne partigiane e maschilismo
  • Enrico Pagano, Le antifasciste e le partigiane della provincia di Vercelli nelle prime elezioni del dopoguerra
  • Le candidate della provincia di Vercelli nelle elezioni amministrative (1946-1951)

    Numero speciale che raccoglie le relazioni presentate nel corso dell'omonimo convegno, che si svolse a Cossato nel dicembre 1994.
    Anello Poma, presidente del Comitato provinciale biellese dell'Anpi, nella sua testimonianza di protagonista dell'antifascismo locale tratteggia brevemente le figure di molte donne biellesi che subirono i rigori della persecuzione fascista.
    La relazione di Giovanni De Luna, dell'Università di Torino, ripercorre i lineamenti della specifica identità antifascista delle donne dentro molteplici ambiti, dimostrando la complessità della risposta al dominio fascista: la partita tra antifascismo e fascismo per le donne, come per gli uomini, si giocò su un campo più vasto di un confronto tra opposte concezioni politiche.
    Sulla base dei documenti (lettere, diari, audio-cassette e interviste-video) provenienti dalla redazione della trasmissione televisiva "La mia guerra", mandato in onda da Rai3 nella primavera del '90, materiale reso poi accessibile agli studiosi, Clotilde Buratti, mette in luce la duplice funzione del mezzo televisivo di strumento per raccontare il passato e, in quanto protagonista e testimone degli eventi della nostra epoca, di fonte per spiegare il presente, ma soprattutto il ruolo della televisione come produttrice indiretta di fonti, attraverso la sua capacità di intervenire nella formazione di una coscienza diffusa.
    Simonetta Vella, presidente del Centro di documentazione della Cgil di Biella, lavorando su trenta storie di vita di tessitrici e filatrici del Biellese occidentale, che nel 1940 erano poco più che ventenni, ci racconta della loro vita in quegli anni.
    Ersilia Alessandrone Perona, direttrice dell'Istituto della Resistenza di Torino, approfondisce lo studio della figura femminile attiva nella Resistenza analizzandone gli scritti sulla stampa partigiana, i diari e le memorie pubblicate dopo la Liberazione.
    Angela Regis, insegnante, sulla base dei dati relativi ai riconoscimenti delle qualifiche partigiane informa sul numero delle donne attive nella Resistenza, la loro provenienza, le professioni, l'età, le motivazioni della scelta.
    Wanda Canna, che fu staffetta partigiana, pone l'accento sul ruolo delle donne, attive su più versanti, non solo nei venti mesi della Resistenza, ma durante tutto l'arco di tempo in cui si svolse la battaglia antifascista.
    Segue, anche se non fece parte dei contributi proposti al convegno, un saggio dello storico Cesare Bermani che, attraverso testimonianze orali e documenti, affronta il tema del difficile inserimento delle donne nella vita dei distaccamenti partigiani, accompagnato spesso da pesanti pregiudizi dovuti principalmente alla cultura di carattere maschilista dell'epoca, a cui non si sottraeva nemmeno il mondo partigiano.
    Enrico Pagano, insegnante e ricercatore storico, trae infine dai dati relativi alle prime elezioni tenute nel dopoguerra alcune considerazioni sulla partecipazione alla vita politica e amministrativa delle donne che erano state protagoniste dell'antifascismo e della lotta resistenziale.
    Si segnala da ultimo la pubblicazione degli elenchi delle antifasciste schedate nel Casellario politico centrale, delle partigiane, patriote, benemerite e cadute, delle deportate e delle candidate nelle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

    Le relazioni pubblicate nel numero speciale della rivista sono ora riedite on line in questo sito.