Vercellesi, biellesi e valsesiani
volontari antifascisti in Spagna

Biografie



Albertini, Enrico
Di Giuseppe e di Rosa Naula. Nato il 18 settembre 1887 a Borgosesia, bigiottiere.
Emigrato in Svizzera con la famiglia nel 1891. Militante anarchico, in stretto contatto con i noti dirigenti Errico Malatesta e Luigi Bertoni, esplicò un'intensa attività in Svizzera, Francia e Gran Bretagna.
Nell'ottobre del 1911 fu sospettato di preparare, assieme ad altri, un attentato alla vita di Vittorio Emanuele III e del presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Giolitti. Nel 1912 fece parte di un comitato contro la guerra italo-turca, che raccoglieva fondi per sussidiare i disertori italiani che si fossero rifugiati in territorio elvetico. Espulso dalla Francia, essendosi reso contravventore al decreto, il 22 ottobre fu arrestato e condannato a due mesi di carcere.
Dopo varie traversie, nel settembre 1915 si stabilì a Patterson, negli Stati Uniti, addetto alla redazione di "Era Nuova". Pochi mesi dopo si rese nuovamente irreperibile: essendo iscritto nel "Bollettino delle ricerche" (nonché nella "Rubrica di frontiera") negli anni seguenti giunsero alle autorità consolari italiane varie segnalazioni sul suo conto da diverse città americane.
Partì da New York, per arruolarsi nelle brigate internazionali, ai primi di febbraio del 1937, munito di passaporto rilasciatogli dal consolato spagnolo. Non è noto quale incarico gli sia stato affidato. Lasciò la Spagna il 12 settembre 1938 diretto a New York: sbarcato in quella città il 26 ottobre, fu trattenuto dalle autorità di immigrazione perché sprovvisto di regolare passaporto.
Non si hanno altre notizie.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Aicvas, scheda biografica; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, fasc. 9; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...


Arfinenghi, Arturo
Di Giovanni e di Giaele Capra. Nato il 10 marzo 1891 a Varallo.
Emigrato in Francia in epoca imprecisata, si stabilì a Parigi. Tra i primi a partire per la Spagna, risulta arruolato il 18 ottobre 1936 nel battaglione "Garibaldi". Partecipò ai primi combattimenti sul fronte di Madrid, rimanendo ferito nel mese di novembre. Fu ricoverato in ospedali di Madrid e di Barcellona.
Rimase in Spagna fino al ritiro delle brigate internazionali, nel febbraio del 1939. Rientrato in Francia, ritornò a Parigi, dove morì il 4 marzo 1963.

Fonti: Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in Quaderno Aicvas n. 7.


Bagnasacco, Giuseppe
Di Antonio e Caterina Ramella. Nato il 16 febbraio 1905 a Pollone, muratore.
Emigrato in Francia nel novembre del 1930, si recò dapprima a Parigi poi in varie altre località, stabilendosi infine, nel 1933, a Bordeaux. Essendo stato segnalato da un informatore come possibile attentatore alla vita di Mussolini, nell'ottobre del 1936 fu schedato nel Casellario politico centrale ed iscritto nella "Rubrica di frontiera" perché, in caso di rimpatrio, fosse perquisito e sorvegliato.
Nel dicembre del 1936 raggiunse la Spagna per arruolarsi: inquadrato nel battaglione "Garibaldi" e successivamente nella 2a compagnia del 2o battaglione della brigata omonima, combatté a Guadalajara, Morata de Tajuña, Huesca e Brunete, riportando due ferite. In seguito lavorò come muratore nell'ospedale militare di Albacete e in quelli di Benicasim e Murcia. Fu quindi destinato al servizio di censura postale ad Albacete, base delle brigate internazionali, e successivamente a Barcellona.
Ritornato in Francia nel febbraio 1939, fu internato nei campi di concentramento di Argelès-sur-Mer, Gurs e Vernet d'Ariège. Rimpatriato, il 30 marzo 1941 fu arrestato alla frontiera di Menton e tradotto a Vercelli, dove, il 5 giugno, fu condannato a cinque anni di confino. Inviato a Ventotene (Lt), fu liberato il 21 agosto 1943.
Rientrato al paese d'origine, svolse attività politica nel Pci.
Morì il 10 novembre 1978 a Biella.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 7. Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo (cit. con nome errato); Quaderno Aicvas n. 2; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Barberis, Giovanni
Di Felice e di Domenica Tondella. Nato l'11 marzo 1896 a Biella, meccanico.
Militante anarchico, nel 1919 fu aggredito da fascisti a Torino, dove si era da poco trasferito, e, creduto in fin di vita, fu portato all'ospedale, dal quale fuggì.
Espatriato clandestinamente nel 1921, dopo una breve permanenza in Francia, si stabilì a Barcellona, con il nome di José Gomez, esercitando il mestiere di autista.
Allo scoppio della guerra civile trasformò il suo camion in una rudimentale autoblinda e raggiunse Vicién, quartier generale della "Colonna italiana", in cui si arruolò. Combatté a Huesca dove, il 1 settembre 1936, colpito da una granata, morì in seguito alle gravissime ustioni.

Fonti: Acs, Cpc, citato in documenti contenuti nel fascicolo personale di Giuseppe Barberis; Magrini [Aldo Garosci], L'assedio di Huesca, in "Giustizia e libertà", 11 settembre 1936, ora in Perché andammo in Spagna (che contiene ampi riferimenti alla sua figura di combattente e all'episodio della sua morte); Gli antifascisti italiani nella guerra di Spagna; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 5; testimonianze orali del nipote Roberto Maia (Occhieppo Inferiore) e della cugina Maria Lastella (Zumaglia), 27 febbraio 1994. Citato anche in Umberto Calosso, La battaglia di Monte Pelato, in "Il Mondo", 17 gennaio 1953, ora in Adriano Dal Pont - Lino Zocchi (a cura di), Pionieri dell'Italia democratica. Vita e scritti di combattenti antifascisti, Roma, Anppia, 1966; Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; La Resistenza nel Biellese (in alcune di queste opere è citato come Giuseppe anziché Giovanni).


Bonora, Enrico
Di Angelo e di Maria Regis. Nato il 26 ottobre 1897 a Boccioleto, operaio tessile poi imbianchino, comunista.
Nel 1919, congedato dall'esercito, si trasferì da Mosso Santa Maria, dove abitava con la famiglia, in Svizzera e successivamente nel Liechtenstein, occupandosi come operaio tessile. Ritornato in Italia nel 1921, due anni dopo emigrò nuovamente, dapprima in Francia, a Vienne, e successivamente in Belgio e nel Lussemburgo, dove iniziò a lavorare come imbianchino. Alla fine del 1926 ritornò in Francia, stabilendosi a Neuilly Plaisance e successivamente a Vincennes.
Allo scoppio della guerra civile spagnola fu tra i primi ad arruolarsi tra gli antifascisti, nel mese di agosto del 1936. Combatté sul fronte di San Sebastián come sergente mitragliere. Catturato in divisa, nei pressi di Santander, da truppe fasciste italiane e rimpatriato, giunse a Genova il 10 novembre 1937. Dapprima fu consegnato alle autorità militari, come prigioniero di guerra, e successivamente messo a disposizione della Questura. Essendo ritenuto elemento pericoloso, fu deferito alla Commissione provinciale per il confino del capoluogo ligure che, il 7 febbraio 1938, lo condannò a cinque anni. Destinato a Tremiti (Fg), fu successivamente trasferito a Sant'Onofrio (Cz) e a Torricella Peligna (Ch). Liberato il 25 novembre 1942, si stabilì dapprima a Sant'Onofrio, dove risiedeva la moglie, sposata il 6 dicembre 1939, successivamente a Maierato (Cz) e, nel 1946, a Cossato.
Morì il 15 marzo 1954 a Torino.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45. Citato anche in Quaderno Aicvas n. 3.


Borsano, Giovanni Pio
Di Giacomo e di Maria Mussone. Nato l'8 agosto 1913 a Gaglianico, residente a Biella, meccanico, comunista.
Disoccupato, emigrò in Francia ai primi di agosto del 1937. Recatosi a Parigi, si arruolò per combattere nelle brigate internazionali in Spagna. Giunto ad Albacete, fu inquadrato nella brigata "Garibaldi". Segnalato quale "miliziano rosso" fu iscritto nella "Rubrica di frontiera" e nel "Bollettino delle ricerche" per l'arresto. Nel mese di ottobre prese parte al combattimento di Fuentes de Ebro, sul fronte d'Aragona. Nel febbraio del 1938 combatté in Estremadura e nel marzo a Caspe. Durante la ritirata dell'Aragona si rifugiò in Francia. Internato in Marocco, nel 1943 si arruolò nell'esercito francese.
Dopo la fine della guerra ritornò a Biella, dove risiede tuttora.

Fonti: Acs, Cpc, citato in documenti contenuti nel fascicolo personale di Anello Poma; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato in: Anello Poma, Dalle fabbriche biellesi al fronte spagnolo; La Resistenza nel Biellese; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Bottan, Giacomo
Di Guglielmo e di Maddalena Menegozzo. Nato il 29 ottobre 1910 a Portogruaro (Ve), residente a Gaglianico, muratore, comunista.
Da poco tempo residente nel comune biellese, emigrò in Francia e, successivamente, si recò in Spagna, arruolandosi nella brigata "Garibaldi". Combatté sul fronte dell'Ebro, dove fu ferito. Dopo il ritiro delle brigate internazionali fu internato in Francia. Durante il periodo trascorso a Gurs si arruolò nelle compagnie di lavoro per il fronte francese.
Ritornato a Gaglianico dopo la fine della guerra, vi morì il 31 maggio 1969.

Fonti: Aicvas, scheda biografica; testimonianza orale della sorella Regina, Gaglianico, 9 febbraio 1996. Citato in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Callegaro, Ottavio
Di Ferdinando e di Adelaide Nese. Nato il 12 aprile 1910 a Vescovana (Pd), operaio tessile.
Nel 1921 si trasferì a Valle Mosso, dove risiedette fino al mese di ottobre del 1937. Dopo una permanenza di alcuni mesi a Torino, nel 1938 emigrò in Francia.
Nel mese di agosto raggiunse la Spagna, arruolandosi, il 27, nella 4a compagnia del 3o battaglione della brigata "Garibaldi". Combatté sul fronte dell'Ebro, restando gravemente ferito al ventre, il 16 settembre. Ritornato in Francia nel febbraio del 1939 con un convoglio sanitario, fu ancora ricoverato, dapprima a Perpignan e successivamente in un ospedale nei pressi di Parigi. Il 23 marzo 1939 fu internato nel campo di Argelès-sur-Mer e successivamente in quello di Vernet d'Ariège. Essendosi rivolto alla Commissione di armistizio per essere rimpatriato, il 22 gennaio 1942 fu accompagnato da agenti della gendarmeria francese a Menton, dove fu arrestato e tradotto a Padova.
Il 9 marzo fu condannato a cinque anni di confino e destinato a Ventotene (Lt). Liberato nell'agosto 1943, ritornò a Valle Mosso.
Morì il 12 febbraio 1991 a Trivero.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Quaderno Aicvas n. 2. Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Calligaris, Giovanni
Di Secondo e di Maria Capellaro. Nato il 12 maggio 1900 a Belfort (Francia) da famiglia originaria di Mongrando (dove ritornò nel 1906), decoratore.
Partecipò alle lotte operaie del primo dopoguerra, militando dapprima nella Federazione giovanile socialista biellese e poi in quella comunista. Nel novembre 1921 fu arrestato e condannato a sei mesi di reclusione per aver preso parte ad una manifestazione in cui rimase mortalmente ferito un fascista.
Nel 1922 emigrò in Francia, stabilendosi ad Aulnay-sous-Bois. Espulso per la sua attività politica, nel dicembre 1924, fu costretto a rimpatriare.
Attivo esponente di una cellula comunista che contribuì a costituire a Mongrando, nel febbraio del 1927 fu coinvolto nelle indagini condotte dai carabinieri contro un gruppo di appartenenti a questa che erano stati scoperti ed arrestati1.
Nel 1930 ritornò in Francia, stabilendosi, l'anno seguente, a Villeparisis, dove frequentò gli ambienti dell'emigrazione antifascista. Fu iscritto nella "Rubrica di frontiera" e successivamente nel "Bollettino delle ricerche".
Nell'ottobre del 1936 si recò in Spagna, dove fu inquadrato nella 2a compagnia del battaglione "Garibaldi", di cui divenne commissario politico2. Combatté a Boadilla del Monte, Mirabueno e Majadahonda. Ferito alla testa da un colpo di fucile, dopo due mesi di degenza in ospedale, riprese nuovamente il suo posto, partecipando alle battaglie di Guadalajara (dove ricoprì per qualche giorno l'incarico di commissario politico del battaglione) e di Morata de Tajuña. Nuovamente ferito (accidentalmente da un compagno) al piede destro, fu costretto ad un lungo ricovero. Guarito, ma inabile alle fatiche di guerra, fu assegnato ad incarichi ausiliari, dapprima ad Albacete e successivamente a Valencia, come responsabile della delegazione delle brigate internazionali, con il grado di capitano.
Uscì dalla Spagna nel febbraio del 1939 e venne internato ad Argelès-sur-Mer, Gurs e Vernet d'Ariège, dove inoltrò domanda di rimpatrio. Il 14 settembre 1941 fu arrestato all'atto dell'ingresso in Italia al valico di frontiera di Menton. Tradotto a Vercelli e deferito alla Commissione provinciale, il 6 novembre fu condannato a cinque anni di confino. Destinato a Ventotene (Lt), fu liberato nell'agosto del 1943.
Organizzatore delle formazioni partigiane biellesi, il 22 novembre 1943 fu arrestato, con altri, e denunciato al Tribunale speciale, sezione staccata di Torino, ma il procedimento fu sospeso in seguito alla sua liberazione per uno scambio con militari tedeschi prigionieri dei partigiani. Partecipò alla Resistenza nel Biellese, nella V divisione "Garibaldi".
Dopo la Liberazione divenne funzionario della Federazione comunista di Biella, fino al giugno 1952.
Morì il 10 giugno 1983 a Biella.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 7; Autobiografia di una guerra civile; Testimonianza orale di Giovanni Calligaris a Luigi Moranino, 22 novembre 1980; Isrsc Bi-Vc, Fondo Facelli, Autobiografia di Angelo Irico, sd. Citato anche in: Ilio Barontini, La vittoria di Guadalajara, in "La Voce degli italiani", 15 marzo 1938, ora in Adriano Dal Pont - Lino Zocchi (a cura di), Pionieri dell'Italia democratica. Vita e scritti di combattenti antifascisti, Roma, Anppia, 1966; I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 2; Quaderno Aicvas n. 3; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Calligaris, Lorenzo
Di Secondo e di Maria Capellaro. Nato l'11 settembre 1898 a Belfort (Francia), da emigrati di Mongrando che rimpatriarono nel 1906, comunista.
Dopo la prima guerra mondiale emigrò in Francia, stabilendosi a Aulnay-sous-Bois, dove divenne impresario edile.
Nel novembre 1937 partì per la Spagna per arruolarsi nella brigata "Garibaldi". Nel gennaio del 1938 partecipò all'offensiva per la liberazione di Teruel ed in seguito combatté a Caspe e sul fronte dell'Ebro. Avendo contratto la tubercolosi, verso la fine del 1938 fu costretto a rientrare in Francia, dove poté risiedere legalmente.
Morì il 3 febbraio 1951 a Eaubonne.

Fonti: Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Aicvas, scheda biografica; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, fasc. 9; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Caneparo, Annibale
Di Quinto e di Melania Porta Variolo. Nato il 17 luglio 1905 a Occhieppo Inferiore, operaio.
Emigrò in Francia per ragioni di lavoro nel 1922, rimpatriando nel 1925 per soddisfare gli obblighi di leva. In quel periodo entrò nel movimento giovanile comunista. Nel 1928 espatriò nuovamente, stabilendosi a Aulnay-sous-Bois, occupandosi dapprima come manovale, nell'impresa edile di uno zio, e successivamente in altre, come lattoniere. Svolse attività politica nel gruppo di lingua italiana del Pc francese, con lo pseudonimo di René.
Raggiunta la Spagna nel novembre del 1936, fu arruolato nella batteria "Gramsci". Ferito durante un bombardamento aereo all'inizio del 1937, fu giudicato inabile e costretto a rientrare in Francia.
Il 2 maggio 1940 mentre rimpatriava, con regolare passaporto, con la moglie e i due figli (naturalizzati francesi), essendo stato segnalato come volontario antifranchista, schedato nel Casellario politico centrale ed iscritto nella "Rubrica di frontiera" e nel "Bollettino delle ricerche", fu arrestato a Bardonecchia (To). Tradotto a Vercelli e interrogato, negò di aver partecipato alla guerra civile spagnola e, nonostante il Ministero dell'Interno ne avesse disposto l'assegnazione al confino, con destinazione Ventotene (Lt), in seguito a ripetute obiezioni della Commissione provinciale, per mancanza di prove concrete, fu solamente diffidato.
Ritornato nel Biellese, riprese l'attività politica, occupandosi, tra l'altro, della sistemazione del dirigente comunista Giovanni Roveda, fuggito dal confino nel marzo del 1943.
Dopo l'8 settembre 1943 fu tra i primi organizzatori delle formazioni partigiane. Trasferito in Valle d'Aosta, ricoprì, con lo pseudonimo di Renati, l'incarico di commissario politico del Comando zona.
Morì il 20 maggio 1969 a Roma.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 3; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci... Biografato anche nell'Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza.


Cantarelli, Mario
Di Pietro e di Maria Luisa Sanpique. Oriundo di Quarona. Nato il 24 marzo 1911 a Cannes, dove era emigrato il padre, attivo militante anarchico.
Arruolato nella 14a brigata in epoca imprecisata, cadde il 18 settembre 1938 nei pressi di Corbera d'Ebre.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo di Pietro Cantarelli; Aicvas, scheda biografica.


Caron, Teresio
Di Severino e di Lucia Rossi. Nato il 27 luglio 1896 a Gattinara, manovale poi cameriere.
Emigrato in Francia nel 1920. Di tendenza prima anarchica e poi comunista, a Parigi partecipò attivamente alla ricostituzione della Confederazione generale del lavoro.
Fu tra i primi a raggiungere la Spagna, il 2 agosto 1936, arruolandosi nella "Colonna italiana". Combatté a monte Pelato3 e a Huesca. Nel maggio del 1937 passò alla brigata "Garibaldi", combattendo su vari fronti. Rimasto ferito a Fuentes de Ebro il 12 ottobre 1937, nel gennaio 1939 fu tradotto in Francia, su un treno ospedale, come invalido.
Il 29 gennaio 1941, all'atto del rimpatrio, essendo stato segnalato come volontario antifranchista ed essendo stato schedato nel Casellario politico centrale ed iscritto nella "Rubrica di frontiera" e nel "Bollettino delle ricerche", fu arrestato alla frontiera di Bardonecchia (To). Tradotto a Vercelli, il 22 aprile fu condannato a tre anni di confino: inviato a Ventotene (Lt), nel settembre del 1942 fu trasferito ad Ustica (Pa) ed infine, nel giugno del 1943, nel campo di concentramento di Renicci di Anghiari (Ar). Liberato ai primi di settembre, ritornò al paese di origine e, durante la Resistenza, fu attivo collaboratore delle formazioni partigiane della Valsesia e del Biellese.
Morì il 18 febbraio 1969 a Biella.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 5. Citato anche in: Quaderno Aicvas n. 2; Quaderno Aicvas n. 3.


Castoro, Severino
Di Ernesto e di Giovanna Carpegna. Nato il 31 luglio 1899 a Vercelli, tessitore, comunista.
Emigrò in Francia nel 1923, stabilendosi a Troyes, dove, nell'ottobre del 1929, fu segnalato come appartenente ad un Comitato per la difesa delle vittime del fascismo. Fu pertanto schedato nel Casellario politico centrale e iscritto nella "Rubrica di frontiera".
Negli anni seguenti fece ripetutamente perdere le sue tracce ai "fiduciari" della polizia fascista incaricati di sorvegliarlo.
Partecipò alla guerra civile spagnola, inquadrato nella brigata "Garibaldi".
Ritornato in Francia nel febbraio del 1939, fu internato ad Argelès-sur-Mer, Gurs e Vernet d'Ariège. Liberato il 10 maggio 1941 e tradotto in Italia, fu interrogato da funzionari della Questura di Vercelli: non essendo nota la sua appartenenza alle brigate internazionali ed avendo egli negato ogni attività antifascista riuscì ad evitare la condanna al confino, subendo solo l'ammonizione, da cui fu prosciolto in occasione del ventennale della marcia su Roma.
Dopo la caduta del fascismo si fece notare come "sobillatore dell'elemento operaio" e, nel marzo del 1944, arrestato perché sospettato di una diffusione di manifestini, fu nuovamente ammonito.
Morì il 19 dicembre 1988 a San Remo (Im).

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Aicvas, scheda biografica; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi. Citato anche in Quaderno Aicvas n. 2.


Cerruti, Pietro
Di Domenico e di Angela Cerruti. Nato il 13 dicembre 1885 a Dorzano.
Al paese natale era occupato come bracciante e, sebbene giovanissimo, professava idee anarchiche. All'età di quindici anni emigrò in Svizzera e successivamente, in epoca imprecisata, si trasferì negli Stati Uniti.
Nel 1906 fu spiccato nei suoi confronti mandato di cattura da parte del Tribunale militare di Torino per renitenza alla leva. Nell'aprile del 1911, grazie al rinvenimento di una sua lettera, sequestrata ad un anarchico arrestato a Torino, la polizia italiana seppe che risiedeva a Clifton (New Jersey), dove era occupato come tessitore. Ritenuto elemento pericolosissimo, fu sottoposto a vigilanza e schedato nel Casellario politico centrale.
In seguito, dopo essere stato a Rio de Janeiro, a Montevideo, a Buenos Aires (occupato come manovale), si rese irreperibile: essendo ritenuto "capace di commettere gravissimi delitti" fu iscritto nel "Bollettino delle ricerche".
Dopo una permanenza in Francia (il 6 gennaio 1913 fu arrestato a Marsiglia, dove lavorava come scaricatore di carbone), ritornò negli Stati Uniti, stabilendosi dapprima nel New Jersey e successivamente nel Connecticut.
Nel dicembre del 1929, resosi nuovamente irreperibile, fu iscritto anche nella "Rubrica di frontiera". Dopo aver risieduto a New York (dove, nel febbraio 1932, si fece notare per l'intensa attività politica), nel novembre 1936 si arruolò in difesa della Repubblica spagnola. Rimase ferito.
Pare abbia lasciato la Spagna nell'agosto del 1938.
Non si hanno altre notizie.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale (nulla sulla sua partecipazione alla guerra civile spagnola); Aicvas, scheda biografica; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...


Crovella, Andrea
Di Antonio e di Clementina Costa. Nato il 10 aprile 1902 a Balocco (da famiglia originaria di Cossato), operaio, socialista.
Nel 1930 emigrò in Francia, trasferendosi successivamente in Svizzera. Essendosi reso irreperibile, nel gennaio del 1936 fu schedato nel Casellario politico centrale ed iscritto nella "Rubrica di frontiera".
Recatosi in Spagna per combattere a difesa della Repubblica, nel mese di ottobre fu arruolato nel costituendo battaglione "Garibaldi". Partecipò ai combattimenti del Cerro de los Angeles e di Casa de Campo, dove riportò gravi ferite al braccio e alla mano sinistra, che gli causarono l'invalidità.
Sembra abbia prestato attività nelle retrovie come commissario politico.
Lasciata la Spagna il 27 luglio 1938 con un convoglio sanitario, continuò a risiedere in Francia.
Morì il 30 agosto 1974 a Vienne.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Aicvas, scheda biografica; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, fasc. 9; Quaderno Aicvas n. 7.


De Margherita, Secondo
Nato presumibilmente a Mongrando4, ivi residente, muratore, comunista.
Emigrò in Francia nei primi anni venti, stabilendosi a Villeparisis.
Partito per la Spagna nel mese di ottobre del 1936, fu arruolato nel costituendo battaglione "Garibaldi" e successivamente nella brigata omonima. Combatté su vari fronti, a partire da quello di Madrid.
Ritornato in Francia nel febbraio 1939, essendo in possesso di documenti regolari, poté ritornare a Villeparisis.
Non si hanno altre notizie

Fonti: Aicvas, scheda biografica. Citato in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Fracasso, Gaspare
Di Pietro e di Caterina Scandolera. Nato il 17 agosto 1904 a Tronzano Vercellese, contadino.
Nel maggio del 1930 emigrò in Francia, rimpatriando nel gennaio dell'anno seguente. Nel 1932 fu denunciato al Tribunale speciale per appartenenza ad un gruppo comunista operante a Cavaglià e Tronzano Vercellese, ma beneficiò dell'amnistia "del decennale" e non fu processato.
Il 4 luglio 1937 espatriò clandestinamente in Francia con Eraldo Venezia5. Fu pertanto denunciato e iscritto nel "Bollettino delle ricerche" e nella "Rubrica di frontiera".
Raggiunta la Spagna, il 20 si arruolò nella brigata "Garibaldi", dove fu inquadrato nella compagnia mitraglieri del 1o battaglione. Combatté a Farlete, dove, il 27 agosto 1937, fu ferito alla tempia destra.
Dopo un mese di degenza all'ospedale di Barcellona chiese di ritornare in linea: inquadrato nella 1a compagnia del 3o battaglione, fu destinato al fronte dell'Ebro. Combatté ancora in Estremadura, a Caspe e a Sierra Caballs, dove, il 5 settembre 1938, fu ferito gravemente al polmone destro. Dopo aver subito due interventi chirurgici, nel febbraio 1939 fu trasferito all'ospedale di Marsiglia. Dimesso dopo due mesi, fu internato ad Argelès-sur-Mer, Gurs e Vernet d'Ariège.
Consegnato dalle autorità francesi a quelle italiane, il 14 luglio 1941 fu tratto in arresto al posto di frontiera di Menton e tradotto a Vercelli, a disposizione della Questura.
Essendo le sue condizioni di salute tali da non consentirne l'assegnazione al confino, il 14 dicembre ne fu disposto l'invio nel campo di concentramento di Istonio (Ch). Il provvedimento fu revocato il 6 settembre 1943.
Partecipò alla Resistenza, inquadrato nella brigata Sap vercellese "Boero".
Morì il 29 aprile 1978 a Tronzano Vercellese.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ministero dell'Interno, Ps aaggr, A5g seconda guerra mondiale, Internati civili pericolosi, fascicolo personale; Isrsc Bi-Vc, Fondo Facelli, lettera (autobiografia) di Gaspare Fracasso a Domenico Facelli, 12 novembre 1969 e questionario Aicvas compilato il 23 febbraio 1976; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Autobiografia di una guerra civile. Citato anche in: Anello Poma, Dalle fabbriche biellesi al fronte spagnolo; Quaderno Aicvas n. 2 (indicato erroneamente come confinato a Ventotene); Quaderno Aicvas n. 3.


Gannio, Giovanni
Di Nicola e di Angela Vecchiolino. Nato il 28 ottobre 1898 a Zubiena, muratore.
Emigrò in Francia nei primi anni venti. Attivo militante antifascista, nell'ottobre del 1936 partì per arruolarsi in difesa della Repubblica. Inquadrato nella 4a compagnia del battaglione "Garibaldi", partecipò al combattimento del Cerro de los Angeles e a quello di Casa de Campo, dove cadde il 30 novembre.

Fonti: Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 1; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...; Quaderno Aicvas n. 7.


Graglia, Annibale
Di Secondo e di Ester Carta. Nato il 23 agosto 1903 a Verrone, residente a Gaglianico, manovale.
Emigrò in Francia per motivi di lavoro nel luglio del 1920.
Recatosi in Spagna per combattere in difesa della Repubblica spagnola (presumibilmente alla fine del 1936 o all'inizio del 1937), fu inquadrato nel battaglione e successivamente nella brigata "Garibaldi". Ferito in circostanze non note, in seguito svolse mansioni di infermiere in vari ospedali.
Ritornato in Francia in epoca imprecisata (risulta ancora in Spagna, ad Albacete, l'11 dicembre 1937), nell'aprile del 1939 fu segnalato da un informatore della polizia politica fascista come attivo "agitatore" comunista a Vienne. Fu pertanto iscritto nella "Rubrica di frontiera" per il fermo.
Non si hanno altre notizie.

Fonti: Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in Quaderno Aicvas n. 7.


Irico, Angelo
Di Giacomo e Antonia Pollone. Nato il 27 gennaio 1898 a Trino, residente a Palazzolo Vercellese, muratore poi assistente edile.
Aderente a circoli giovanili socialisti fin dal 1911, svolse attiva propaganda. Chiamato alle armi nel 1917, condannato per antimilitarismo ed incarcerato, evase e visse per alcuni mesi alla macchia finché fu arrestato, nel mese di ottobre: beneficiò di amnistia e fu inviato ad ultimare il periodo di ferma nel Vicentino, dove continuò ad impegnarsi politicamente. Congedato nel dicembre 1920, si trasferì a Torino, dove esercitò servizio di guardia all'"Ordine Nuovo". Licenziato per motivi politici, tornò a Palazzolo Vercellese, dove partecipò ad uno scontro con fascisti che lo costrinse a vivere nella clandestinità fino al gennaio del 1923, quando decise di emigrare in Francia.
Si stabilì dapprima a Modane e successivamente a La Tronche. Occupatosi come muratore, continuò a svolgere attività politica e sindacale, tra l'altro come dirigente dei comitati proletari antifascisti.
Nel 1927, segnalato alla Direzione generale della Ps, fu schedato nel Casellario politico centrale e iscritto nella "Rubrica di frontiera".
Il 3 agosto 1931 fu fermato dalla polizia francese per complicità nell'aggressione a due fascisti: condannato a sei giorni di carcere, nel mese di novembre fu espulso. Fu pertanto iscritto anche nel "Bollettino delle ricerche".
Nel gennaio del 1932 raggiunse l'Unione Sovietica, dove lavorò come assistente edile fino al novembre 1936, quando, su disposizione del Komintern, partì alla volta della Spagna. Giunto ad Albacete il 21, ricoprì dapprima l'incarico di vicedirettore dei servizi di intendenza e, dal mese di dicembre, di responsabile della delegazione delle brigate internazionali a Valencia. Raggiunta in seguito la brigata "Garibaldi", della quale fu nominato amministratore, con il grado di tenente, fu in Estremadura e sul fronte dell'Ebro. Dopo il ritiro dei volontari, nel febbraio del 1939 fu internato nel campo di Saint Cyprien, da cui fu liberato nel mese di marzo per intervento del governo sovietico.
Durante la seconda guerra mondiale fu incaricato di svolgere propaganda antifascista tra i prigionieri italiani in Urss.
Ritornato in Italia nel dicembre 1945, occupato negli uffici di collocamento di Vercelli e, successivamente, di Como, continuò ad impegnarsi come sindacalista, segretario di sezione del Pci e collaboratore dell'Inca.
Nel novembre del 1964 ritornò a Trino, dove morì il 29 settembre 1982.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale (nulla sulla sua partecipazione alla guerra civile spagnola); Aicvas, scheda biografica; Isrsc Bi-Vc, Fondo Facelli, Autobiografia di Angelo Irico, sd, parzialmente edita, a cura di Piero Ambrosio, con il titolo "Nel lavoro che svolgevo davo tutto me stesso", in "l'impegno", a. XIII, n. 3, dicembre 1993; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in Giacomo Calandrone, La Spagna brucia. Biografato anche nell'Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza.


Lario, Plinio
Di ignoti. Nato il 5 settembre 1894 a Biella, tessitore, comunista.
Trasferitosi nel 1925 ad Altamura (Ba), dove esercitò la professione di commerciante, nel 1928 emigrò clandestinamente in Francia, stabilendosi a Castelnau Durban. Fu iscritto nel "Bollettino delle ricerche" e nella "Rubrica di frontiera" per il fermo.
Militante molto attivo, usò vari nomi di copertura, tra cui Raimondo Falco e Luigi Cansian. Il 28 ottobre 1930 fu arrestato perché trovato in possesso di una bomba che intendeva collocare nella sede del Fascio di Parigi: dopo aver scontato una condanna a tre anni di reclusione (in seguito alla quale fu schedato nel Casellario politico centrale), fu espulso e si rese irreperibile.
Allo scoppio della guerra civile probabilmente era già in Spagna, poiché risulta arruolato il 28 luglio. Operò con un gruppo di italiani nella regione basca, combattendo a Irún e in altre località. In seguito all'avanzata dei fascisti nel Nord, riparò temporaneamente in Francia, arruolandosi successivamente nella squadriglia "España", con la quale combatté sul fronte di Madrid; fu quindi trasferito alla brigata "treni blindati" e successivamente al servizio informazioni dell'Armata del centro, con il grado di maggiore. Divenuto inabile in seguito ad una ferita e ad un intervento chirurgico, fu infine addetto al servizio di censura a Madrid, dove rimase fino al marzo del 1939.
Raggiunta la Francia, riuscì a restare in libertà fino all'inizio del 1942, quando fu arrestato a Tolosa: dopo aver scontato tre mesi di carcere perché sprovvisto di documenti, nuovamente arrestato, il 20 gennaio 1943 fu condannato ad altri sei mesi per uso di falso stato civile ed infrazione a decreto di espulsione.
Scarcerato nel mese di giugno, fu internato nel campo di Vernet d'Ariège, dove presentò domanda di rimpatrio. Mentre veniva tradotto in Italia, riuscì a fuggire dal forte di Modane: arrestato a Caraman, fu nuovamente internato. Prelevato dai tedeschi e condotto nella prigione di Cherbourg, riuscì ancora ad evadere e ad entrare nella Resistenza francese, combattendo con il grado di maggiore.
Non si hanno altre notizie.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in Quaderno Aicvas n. 3.


Leone, Francesco
Di Antonio e di Caterina Molina. Nato il 13 marzo 1899 a Vargen Grande (Brasile), da emigrati che rimpatriarono l'anno seguente, stabilendosi ad Asigliano Vercellese, loro paese d'origine.
Dopo essersi diplomato perito elettrotecnico, prestò servizio militare in aviazione. Membro della gioventù socialista, collaboratore de "La Risaia", organo socialista vercellese, nel 1921 aderì al Partito comunista.
Fondatore ed organizzatore degli Arditi del popolo a Vercelli e guardia rossa all'"Ordine Nuovo", fu segretario della Federazione giovanile comunista di Novara e redattore de "Il Bolscevico". Per la sua intensa attività politica fu più volte processato e subì varie condanne fino a quando, accusato dell'uccisione di un fascista durante scontri a Novara nel mese di luglio del 1922, fu costretto ad espatriare in Francia. Successivamente, dopo essere rientrato clandestinamente in Italia nel 1923 ed aver collaborato con il centro illegale della Federazione giovanile comunista, fu inviato in Unione Sovietica, dove frequentò l'accademia militare "Tolmaciov" di Leningrado.
Rientrato in Italia all'inizio del 1925, con l'incarico di segretario interregionale per l'Emilia-Romagna, nel 1926 fu inviato a Parigi, dove rimase un anno, dirigendo "Il Lavoratore", organo dei gruppi italiani del Partito comunista francese. Nuovamente rimpatriato, grazie all'assoluzione per insufficienza di prove dall'accusa di omicidio, si occupò della redazione de "l'Unità" clandestina a Milano. Scoperto ed arrestato il 28 luglio 1927, fu denunciato al Tribunale speciale e, il 26 ottobre dell'anno seguente, condannato a sette anni e sette mesi di reclusione. Scarcerato il 27 maggio 1933, in seguito ad indulto, un anno più tardi emigrò in Brasile e fu pertanto iscritto nel "Bollettino delle ricerche" e nella "Rubrica di frontiera" per l'arresto.
Militò nel Partito comunista brasiliano e partecipò al movimento insurrezionale promosso dall'Alleanza di liberazione nazionale, che fu duramente represso. Richiamato dal Partito comunista italiano in Francia alla fine del 1935, fu assegnato all'organizzazione del Soccorso rosso internazionale.
Inviato in Spagna allo scoppio della guerra civile, partecipò alla costituzione della centuria "Gastone Sozzi", della quale fu nominato commissario politico. Organizzò e diresse le operazioni sul fronte di Madrid, partecipando a vari scontri, tra cui quelli di Pelahustán e Real Cenicientos. Con lo scioglimento della formazione, alla fine del mese di ottobre, dopo la battaglia di Chapinería, contribuì alla costituzione del battaglione "Garibaldi", entrandone a far parte dello stato maggiore, con il grado di capitano. Operò al Cerro de los Angeles e a Casa de Campo, comandando un attacco alla "Casa rossa", nel corso del quale, il 23 novembre, fu ferito.
Dimesso dall'ospedale, dopo un breve soggiorno in Unione Sovietica ritornò a Parigi, dove, nel 1938, fu segretario dell'Unione popolare italiana e redattore de "La voce degli italiani".
Arrestato nell'ottobre del 1939 ed internato nel campo di Vernet d'Ariège, nel dicembre 1941 fu trasferito al campo di Les Milles, da cui riuscì a fuggire, entrando in contatto con il maquis. Nuovamente arrestato a Tolone nel luglio 1943, fu consegnato dalla polizia francese alle autorità italiane, che lo incarcerarono a Cuneo. Liberato nei giorni dell'occupazione tedesca, nel mese di ottobre partecipò alle riunioni per la formazione delle brigate "Garibaldi", entrando a far parte del comando generale delle stesse. Nel maggio del 1944 fu inviato in Toscana come membro del Triumvirato insurrezionale ed in seguito assunse gli incarichi di ispettore generale delle brigate "Garibaldi" e di delegato del Pci nel comitato militare del Clnai.
Dopo la Liberazione diresse la Federazione comunista di Vercelli, fu membro della Consulta, deputato all'Assemblea Costituente, senatore di diritto nel 1948, rieletto alla Camera dei deputati nel 1958; fino a quell'anno fu inoltre membro del Comitato centrale del Pci.
Morì il 23 maggio 1984 a Vercelli.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Ministero di Grazia e giustizia, Detenuti politici, fascicolo personale; Apci, Biografie, memorie, testimonianze, "Note [auto]biografiche del compagno Francesco Leone, consultore", 29 maggio 1945; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 4; Quaderno Aicvas n. 7. Biografato anche in: Franco Andreucci - Tommaso Detti, Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico, vol. III, Roma, Editori Riuniti, 1977; Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza; Adolfo Mignemi (a cura di), Figure e centri dell'antifascismo in terra novarese, Novara, Istituto storico della Resistenza, 1992; Renzo Martinelli - Maria Luisa Righi (a cura di), La politica del Partito comunista italiano nel periodo costituente, Annali della Fondazione Istituto Gramsci, 1990, Roma, Editori Riuniti, 1992. Citato anche in: L. Novas Calvo, Un militante: Francesco Leone, in "Lo Stato Operaio", a. XI, n. 1, gennaio 1937; Gustavo Regler, La Casa verde, ivi; Alberto Cianca, Visita al battaglione Garibaldi, in "Giustizia e libertà", 26 febbraio 1937, ora in Perché andammo in Spagna; Luigi Gallo [Luigi Longo], Il battesimo del fuoco del battaglione Garibaldi, in "La Voce degli Italiani", 13-14-15 ottobre 1937, ora ivi; A. De Vita, Battaglione Garibaldi. Ottobre 1936-aprile 1937, Parigi, Edizioni di Coltura Sociale, 1937; Estella [Teresa Noce], Garibaldini in Spagna, Madrid, Union general dos trabajadores, 1937, ora Milano, Feltrinelli, 1966; Randolfo Pacciardi, Il battaglione Garibaldi, Lugano, Nuove edizioni di Capolago, 1938, poi Roma, La Lanterna, 1945; Gli antifascisti italiani nella guerra di Spagna; Giovanni Pesce, Un garibaldino in Spagna; Luigi Longo, Le brigate internazionali in Spagna, Roma, Editori Riuniti, 1956; Pietro Nenni, Spagna, Milano, Avanti, 1958, ora Milano, Sugarco, 1976; Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; Giovanni Pesce, Senza tregua. La guerra dei Gap, Milano, Feltrinelli, 1967; Paolo Spriano, Storia del Partito comunista italiano, vol. III, Torino, Einaudi, 1970; Aristodemo Maniera, Nelle trincee dell'antifascismo. Ricordi di un garibaldino di Spagna, Urbino, Argalia, 1970; Massimo Massara (a cura di), I comunisti raccontano, Milano, Edizioni del Calendario, 1972; Diario di Ugo Muccini, Comune di Arcola - Isr La Spezia, 1973; La solidaridad de los pueblos con la Republica Española. 1936-1939, Mosca, 1974, traduzione italiana Le brigate internazionali. La solidarietà dei popoli con la Repubblica spagnola. 1936-1939, Milano, La Pietra, 1976; Luigi Longo - Carlo Salinari, Dal socialfascismo alla guerra di Spagna, Milano, Teti, 1976, Antonio Roasio, Figlio della classe operaia, Milano, Vangelista, 1977; A[ntonio] Ro[asio], Casa Rossa, in Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza; Quaderno Aicvas n. 2; Quaderno Aicvas n. 3; Antonio Canonica, La Colonna Libertad y la Centuria Gastone Sozzi, in Quaderno Aicvas n. 4.
Suoi scritti sulla guerra civile spagnola: Fra i combattenti della Centuria "Gastone Sozzi", in "Il grido del popolo", 10 ottobre 1936, e in Garibaldini in Spagna, cit.; Faccia a faccia con il nemico sul fronte di Talavera, ivi, 17 ottobre 1936, entrambi riediti in Perché andammo in Spagna; Piuttosto di cedere morire (testo quasi identico a quello dell'articolo precedente), in Estella, Garibaldini in Spagna, cit., ora anche in Quaderno Aicvas n. 4; Verso il fronte di Talavera, in Garibaldini in Spagna, cit.; Con i feriti del Battaglione "Garibaldi", ivi; Spagna, in "La voce degli italiani", 17 gennaio 1939; Ottanta uomini in tuta costituirono la prima Brigata, in "l'Unità", edizione piemontese, 29 ottobre 1950.


Macchieraldo, Andrea
Di Michele e di Angela Nicolello. Nato il 2 novembre 1894 a Nizza, da famiglia originaria di Cavaglià, meccanico, comunista.
Nel 1925 si trasferì da Torino ad Ospedaletti (Im). Nel settembre 1934 espatriò clandestinamente nel Principato di Monaco.
Fu tra i primi a partire per la Spagna, nell'agosto del 1936: inquadrato nella "Colonna italiana" alle dipendenze dell'aviazione, fu addetto alla riparazione di motori d'aereo nei campi di Sariñena, Prat de Llobregat e Bujalaroz.
Il 18 ottobre, sul fronte di Saragozza, fu ferito al braccio sinistro in seguito all'abbattimento dell'aereo sul quale aveva preso posto come mitragliere. Alla fine del 1937 fu promosso ufficiale tecnico d'aviazione.
Individuato come "miliziano rosso" in seguito alla censura di lettere inviate a familiari, fu iscritto nella "Rubrica di frontiera" e nel "Bollettino delle ricerche" per l'arresto.
Ritornato in Francia nel febbraio del 1939, dopo essere stato internato nei campi di Argelès-sur-Mer e Gurs, si stabilì dapprima a Bayonne e successivamente a Lorient, dove risiedeva ancora all'inizio del 1942, occupato come operaio6.
In seguito sembra abbia fatto parte delle Forces françaises de l'interieur.
Non si hanno altre notizie.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Aicvas, scheda biografica; Quaderno Aicvas n. 5. Citato anche in Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; Quaderno Aicvas n. 3.


Mellina Sartore, Alfonso
Di Giovanni Battista e di Angela Ciocchetti. Nato il 18 agosto 1897 a Curino, muratore.
Emigrato in Svizzera all'età di quindici anni, rimpatriò nel 1915 per prestare servizio militare, combattendo nella prima guerra mondiale. Congedato dopo l'armistizio, nel 1921 emigrò negli Stati Uniti, stabilendosi a New York ed occupandosi come cameriere.
Nel novembre del 1927, sospettato quale autore dell'invio di ritagli di giornali e manifestini di propaganda antifascista ad alcune persone di Curino, tra cui il podestà, fu schedato nel Casellario politico centrale ed iscritto nella "Rubrica di frontiera"7.
Nel 1936 ricoprì l'incarico di segretario del "Circolo di cultura operaia" del West Side.
Raggiunta la Spagna nel marzo del 1937, fu arruolato nel battaglione "Garibaldi" (e successivamente nella brigata). Segnalato alla Direzione generale della Ps, fu iscritto anche nel "Bollettino delle ricerche" come comunista pericoloso. Cadde in combattimento a Huesca il 16 giugno 1937.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in: La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 1.


Mezzano, Giuseppe
Di Antonio e di Carolina Brusa. Nato il 6 gennaio 1896 ad Asigliano Vercellese, verniciatore, anarchico.
Emigrato in Svizzera in epoca imprecisata, si stabilì a Ginevra. Segnalato da un informatore della polizia come militante antifascista, il 12 settembre 1935, rientrato in Italia, fu fermato a Vercelli e incarcerato. Non essendo emerso nulla di concreto nei suoi confronti, dopo alcuni giorni fu rilasciato ma schedato nel Casellario politico centrale e sottoposto a vigilanza.
Il 6 agosto dell'anno seguente espatriò nuovamente, clandestinamente, recandosi ancora a Ginevra.
Nell'autunno8 raggiunse la Spagna, arruolandosi nel costituendo battaglione "Garibaldi". Partecipò ai combattimenti di Boadilla del Monte, Mirabueno, Majadahonda, Arganda e Guadalajara, dove fu ferito alla mano e alla gamba destre. Dimesso dall'ospedale nel marzo del 1938, fu addetto a servizi ausiliari ad Albacete fino al mese di maggio, quando ritornò in Svizzera. Arrestato dalla polizia elvetica a Ginevra l'11 ottobre 1939, fu internato nel campo di lavoro di Gordola.
Dopo la caduta del fascismo si rivolse al Consolato di Ginevra per essere rimpatriato: il 3 agosto, essendo stato segnalato come "ex miliziano rosso" ed iscritto nella "Rubrica di frontiera" fu arrestato a Domodossola (Vb) e tradotto a Vercelli dove, dopo essere stato interrogato, fu messo in libertà e sottoposto a vigilanza.
Partecipò alla Resistenza, inquadrato nella 182a brigata "Garibaldi".
Nel dopoguerra si trasferì a Biella, dove morì il 29 novembre 1950.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... ; Quaderno Aicvas n. 7.


Minazio, Alfredo
Di Pietro e di Carolina Messen. Nato il 18 dicembre 1903 a Cossila (Biella), calderaio.
Emigrato con la famiglia all'età di tre anni, nel 1921 fu segnalato come iscritto ad una sezione comunista di Torino. L'anno seguente fu denunciato per il ferimento di un fascista. Durante l'occupazione delle fabbriche fu guardia rossa alle Officine di Savigliano.
Nel 1930 emigrò in Francia e, successivamente, in Svizzera. Il 19 gennaio 1932 fu arrestato a Basilea per uso di documenti falsi. Condannato a tre settimane di carcere, fu in seguito espulso ed accompagnato alla frontiera francese. Schedato nel Casellario politico centrale, essendosi reso irreperibile, fu iscritto anche nella "Rubrica di frontiera" e nel "Bollettino delle ricerche".
In Francia assunse la cittadinanza, risiedendo a La Seine-sur-Mer. Partì alla volta della Spagna nel maggio 1937, fu arruolato nella 15a brigata. Un mese più tardi era al campo di Pozorrubio. Cadde in località e in data imprecisata.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Aicvas, scheda biografica; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in Quaderno Aicvas n. 1.


Minero Re, Quintino
Di Giovanni e di Catterina Bussetti. Nato il 3 ottobre 1901 a Sagliano Micca, cementista.
Emigrò in Francia nel 1921, stabilendosi a Parigi9.
Trasferitosi a Barcellona, essendo stato segnalato alla polizia italiana come autorevole esponente anarchico (noto con il soprannome di King), nel marzo 1932 fu schedato nel Casellario politico centrale ed iscritto nella "Rubrica di frontiera" e nel "Bollettino delle ricerche".
Successivamente si stabilì a Madrid, dove si occupò come facchino e poi come operaio. Nel 1934 ritornò in Francia, stabilendosi a Montreuil e lavorando a Parigi come muratore.
Alla fine ottobre del 1936 partì per la Spagna. Arruolato nella 3a compagnia del battaglione "Garibaldi", combatté al Cerro de los Angeles, a Casa de Campo e a Pozuelo de Alarcón, dove rimase ferito alla gamba sinistra. Dichiarato inabile per il fronte, nel maggio del 1938 venne addetto al servizio ausiliario a Benicasim, fino al mese di luglio, quando fu rimandato in Francia, dove si occupò come tornitore.
Dal dicembre del 1941 fino al maggio del 1942 fu internato per ordine della polizia francese. Dopo la caduta del fascismo richiese il passaporto per poter rimpatriare, ma gli fu rifiutato.
Risulta abbia collaborato alla Resistenza francese.
Non si hanno altre notizie.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 7. Citato anche in Quaderno Aicvas n. 3.


Minetto, Attilio
Di Giovanni e di Eufrosina Bertinetti. Nato l'11 dicembre 1901 a Mongrando.
Emigrò in Francia nei primi anni venti, stabilendosi nella regione parigina. Recatosi in Spagna alla fine del mese di ottobre del 1936, il 6 novembre fu arruolato nel costituendo battaglione "Garibaldi". Il 1 gennaio 1937, a Mirabueno, rimase gravemente ferito al gomito destro.
Nel febbraio 1938 un informatore segnalò al comando del Corpo truppe volontarie la sua presenza in un centro di riabilitazione fisica a Mahora. In considerazione della sua inabilità al servizio, nel mese di luglio ritornò in Francia. In seguito fu in Unione Sovietica, da cui rimpatriò nel gennaio del 1948.
Morì il 21 novembre 1961 a Mongrando.

Fonti: Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, fasc. 9; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci... (in queste tre opere è citato con nome errato); Quaderno Aicvas n. 7.


Molinari, Domenico
Di Pietro e di Livia Parodi. Nato il 27 aprile 1908 a Biella
Nel 1926 si trasferì a Milano con i genitori, immigrati veneti. Espatriato in data imprecisata, fu iscritto nel "Bollettino delle ricerche". Nel settembre del 1937 si recò in Spagna per arruolarsi nelle brigate internazionali: inquadrato nel 3o battaglione della "Garibaldi", combatté a Campillo, dove, il 16 febbraio 1938, rimase ferito.
Il 1 gennaio 1939 era nel campo di smobilitazione di Torelló.
Non si hanno altre notizie.

Fonti: Aicvas, scheda biografica; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...


Montarolo, Francesco
Di Antonio e di Giovanna Cannone. Nato il 23 giugno 1900 a Trino, bracciante.
Già iscritto al circolo giovanile socialista del paese natale dal 1914, nel 1921 aderì al Partito comunista. Costretto alla latitanza perché coinvolto in uno scontro con fascisti avvenuto a Palazzolo Vercellese, si trasferì in seguito a Torino, dove continuò a partecipare alle lotte contro le squadracce. Nel 1930 emigrò in Francia, stabilendosi dapprima a Lione e successivamente a Villeurbanne. Segnalato per la sua intensa attività antifascista, nel 1936 fu schedato nel Casellario politico centrale e iscritto nella "Rubrica di frontiera".
Nel novembre del 1936 si recò in Spagna: segnalato, fu iscritto anche nel "Bollettino delle ricerche".
Arruolatosi nel battaglione "Garibaldi", combatté ad Arganda, Guadalajara, Morata de Tajuña, Casa de Campo, Brunete. Con la costituzione della brigata "Garibaldi" fece dapprima parte del 2o battaglione e successivamente della compagnia dello stato maggiore, come mitragliere. Combatté ancora a Huesca, Boadilla del Monte, Majadahonda e Belchite.
Nel marzo del 1938, ammalatosi, fu costretto a tornare in Francia: poté risiedere legalmente a Lione, dove partecipò all'attività dell'Unione popolare italiana.
Dopo la caduta del fascismo decise di rimpatriare: il 19 agosto 1943 fu pertanto fermato a Bardonecchia (To) e tradotto a Vercelli, dove, dopo essere stato interrogato, fu rilasciato.
Durante la Resistenza collaborò con la brigata Sap vercellese "Boero".
Morì il 2 febbraio 1973 a Trino.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Isrsc Bi-Vc, Miscellanea, Breve autobiografia di Francesco Montarolo; Isrsc Bi-Vc, Fondo Facelli, Autobiografia di Angelo Irico; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 7. Biografato anche nell'Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza e citato anche nel Quaderno Aicvas n. 3.


Mosca, Giuseppe
Di Giovanni e di Aurelia Cristianelli. Nato l'11 gennaio 1903 a Cossato, residente a Chiavazza (Biella) fin dall'infanzia, fonditore.
Iscrittosi alla Camera del lavoro e successivamente alla gioventù comunista, fu un militante molto attivo. Costretto, dopo ripetuti scontri con i fascisti, alla vita clandestina, il 27 novembre 1927 fu arrestato a Torino con l'accusa di appartenenza al Partito comunista e diffusione di stampa sovversiva nelle fabbriche della città: deferito al Tribunale speciale, fu assolto in istruttoria il 6 luglio 1928 per insufficienza di prove.
In seguito resse l'organizzazione del partito nel Biellese. In procinto d'essere arrestato, in seguito alla scoperta di un gruppo clandestino operante nel basso Biellese e nel Vercellese10, cui aveva fornito materiale e direttive, nel novembre 1932 riuscì ad espatriare illegalmente in Francia, dove si stabilì a Villeurbanne. Fu iscritto nella "Rubrica di frontiera".
Nel marzo 1934, in seguito ad indagini dell'Ovra che portarono all'arresto, in Piemonte e Lombardia, di ventisei comunisti, tra cui alcuni biellesi, fu denunciato al Tribunale speciale, in stato di latitanza, per attività comunista.
Il 19 novembre 1936 si arruolò nel battaglione "Garibaldi". Combatté a Boadilla del Monte, Mirabueno, Arganda, Guadalajara, dove rimase ferito. Rientrato nella formazione, nel frattempo trasformatasi in brigata, fu inquadrato nella 2a compagnia del 2o battaglione, con il grado di sergente. Combatté ancora a Huesca, Brunete, Farlete, Belchite, Fuentes de Ebro, Caspe e, promosso tenente nell'aprile del 1938, in Estremadura e sul fronte dell'Ebro. Tornato in Francia nel febbraio del 1939, fu internato a Saint Cyprien, Gurs e Vernet d'Ariège. Rimpatriato il 23 settembre 1941 e tradotto, in stato di arresto, a Vercelli, il 19 novembre fu condannato a cinque anni di confino. Inviato a Ventotene (Lt), fu liberato dopo la caduta del fascismo.
Partecipò alla Resistenza nella brigata Sap biellese "Graziola" come commissario di battaglione. Riportò una ferita.
Dopo la Liberazione svolse attività sindacale nella Fiom e politica nella Federazione comunista di Biella.
Morì il 18 luglio 1992 a Biella.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 7. Biografato anche nell'Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza e citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 2; Quaderno Aicvas n. 3; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci... Si veda inoltre Autobiografia di una guerra civile.


Mosca Carlottin, Antonio
Di Giovanni e di Elena Rosazza Gianin. Nato il 18 maggio 1903 a Rosazza, muratore, comunista.
Nel 1925 fu costretto, per motivi politici, ad emigrare in Francia: si stabilì a Cap Martin e successivamente a Tolone. Ai primi di novembre del 1936 partì per la Spagna per arruolarsi tra i volontari antifranchisti: inquadrato nella 2a compagnia del battaglione "Garibaldi" e poi, come sergente, nella compagnia mitraglieri del 1o battaglione della brigata omonima, combatté a Boadilla del Monte, Mirabueno, Majadahonda, Arganda, Casa de Campo, Guadalajara11, Huesca e Brunete (dove fu promosso tenente). Il 13 luglio 1937 fu ferito al piede sinistro e fu pertanto ricoverato, dapprima in un ospedale militare della capitale spagnola e successivamente a Murcia ed infine, il 12 agosto 1938, trasferito in un ospedale di Marsiglia. Dimesso nell'ottobre del 1938, fu inviato dalla polizia francese a Tolone, ultimo comune di residenza in Francia.
All'inizio delle ostilità franco-italiane fu internato nella fortezza di quella città e successivamente nel campo di concentramento di Vernet d'Ariège.
Rimpatriato, essendo stato nel frattempo iscritto nella "Rubrica di frontiera" e nel "Bollettino delle ricerche", il 25 settembre 1941 fu arrestato a Menton. Tradotto a Vercelli, il 19 novembre fu condannato a cinque anni di confino. Inviato a Ventotene (Lt), fu liberato nell'agosto del 1943. Partecipò alla Resistenza, inquadrato nella 2a brigata "Garibaldi".
Morì il 12 settembre 1960 a Rosazza.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, fasc. 9; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 7. Citato anche in: Quaderno Aicvas n. 2; I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci... Si vedano inoltre le opere citate nella nota n. 11.


Poma, Anello
Di Claudio e di Giuseppina Manacorda. Nato il 27 luglio 1914 a Biella, attaccafili.
Entrato nelle file comuniste nel 1934, all'inizio di agosto del 1937 si recò a Parigi, con passaporto collettivo, in occasione dell'Esposizione internazionale, con il proposito di arruolarsi per combattere in difesa della Repubblica spagnola. Giunto ad Albacete il 23 agosto ed arruolato nella 3a compagnia del 3o battaglione della brigata "Garibaldi", nel mese di ottobre prese parte all'offensiva repubblicana sul fronte di Saragozza, combattendo a Fuentes de Ebro.
Combatté poi a Campillo, dove, il 16 febbraio 1938, fu ferito al braccio sinistro. Dimesso dall'ospedale di Murcia ed inquadrato nella 1a compagnia del 1o battaglione, nel mese di aprile partecipò alla ritirata dell'Aragona, combattendo a Gandesa. Nel mese di luglio fu nuovamente ferito, alla gamba sinistra, sul fronte dell'Ebro. Ritornato alla brigata, fu inquadrato nel reparto d'assalto e, nel mese di settembre, combatté a Sierra Caballs, sul fronte dell'Ebro, riportando una terza ferita, alla testa.
Uscito dalla Spagna nel febbraio del 1939, fu internato ad Argelès-sur-Mer, Gurs e Vernet d'Ariège. Rimpatriato il 10 dicembre 1941, essendo stato segnalato come "miliziano rosso" e pertanto schedato nel Casellario politico centrale ed iscritto nella "Rubrica di frontiera", fu arrestato a Menton e fatto tradurre a Vercelli, dove, il 20 marzo 1942, fu condannato a cinque anni di confino. Inviato a Ventotene (Lt), fu liberato il 26 agosto 1943.
Partecipò alla Resistenza, raggiungendo il grado di commissario politico del Comando zona Biellese (corrispondente a tenente colonnello dell'esercito).
Nel dopoguerra fu impegnato nell'attività politica e sindacale: dopo aver svolto per alcuni mesi le funzioni di segretario della Federazione comunista di Vercelli ed aver operato nella commissione nazionale di organizzazione del partito, fu eletto vicesegretario della Federazione comunista biellese e valsesiana e nominato dapprima vicedirettore e successivamente direttore del settimanale "Vita nuova"; dal 1955 al 1960 fu segretario della Camera del lavoro di Biella, in seguito fece parte della segreteria regionale del Pci, fino al 1964. Fu assessore comunale a Biella dal 1946 al 1951 e consigliere fino al 1985.
Nel 1974 fu tra i fondatori dell'Istituto per la storia della Resistenza in provincia di Vercelli e dal 1981 è presidente del Comitato provinciale biellese dell'Anpi.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 2; Quaderno Aicvas n. 3; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci... Si veda inoltre Autobiografia di una guerra civile. Biografato anche nell'Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza.
Suoi scritti sulla guerra civile spagnola, oltre all'opuscolo citato: Dalle fabbriche biellesi al fronte spagnolo, in Il prezzo della libertà, Roma, Anppia, 1958; Figure dell'Antifascismo militante: Eraldo Venezia, in "l'impegno", a. II, n. 4, dicembre 1982; La guerra di Spagna: ricordi e riflessioni, ivi, a. VI, n. 2, giugno 1986; Ripensando alla guerra di Spagna cinquant'anni dopo, ivi, a. VIII, n. 1, aprile 1988.


Prevosto, Francesco
Di Maurizio e di Caterina Corgnati. Nato il 19 settembre 1892 a Santhià, verniciatore.
Trasferitosi a Torino nel 1913, iniziò a frequentare il "Fascio libertario" e si fece notare dalla polizia come propagandista anarchico. Nel 1914 fu condannato a cinque mesi di reclusione per distribuzione di manifestini antimilitaristi.
Nel 1924 emigrò clandestinamente in Francia, stabilendosi prima a Briançon e poi a Saint Fons, dove frequentò ambienti "sovversivi". Espulso dalla Francia, si trasferì nel Lussemburgo, dove lavorò in una fonderia fino all'aprile 1928; ritornò quindi clandestinamente in Francia, stabilendosi a Parigi12.
Fu tra i primi a partire per la Spagna, il 19 agosto 1936: arruolatosi nella "Colonna italiana", combatté sul fronte di Huesca.
Il 2 marzo 1937 fu arrestato dalla gendarmeria di Bourg Madame, nei pressi del confine franco-spagnolo, con altri tre volontari, mentre ritornava in Spagna dopo una licenza di quindici giorni. Deferito all'autorità giudiziaria, fu condannato a sei mesi di reclusione per infrazione alla legge che vietava l'arruolamento nelle milizie spagnole e per contravvenzione al decreto di espulsione. Venutene a conoscenza le autorità italiane, fu iscritto nel "Bollettino delle ricerche".
Nuovamente arrestato, nel settembre del 1939 fu inviato al campo di concentramento di Vernet d'Ariège. Avendo inoltrato domanda di rimpatrio, il 2 luglio 1941 fu accompagnato dai gendarmi francesi all'ufficio di Ps di Menton. Dopo essere stato incarcerato a Ventimiglia (Im), fu trasferito a Torino, dove, l'8 agosto, la Commissione provinciale per il confino lo condannò a cinque anni. Fu destinato a Ventotene (Lt) e successivamente trasferito al campo di concentramento di Renicci di Anghiari (Ar), da cui fu liberato ai primi di settembre del 1943.
Non si hanno altre notizie.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Quaderno Aicvas n. 5. Citato anche nel Quaderno Aicvas n. 3.


Prina Cerai, Ezzelino
Di Emilio e Amabile Ottino. Nato il 7 dicembre 1915 a Camandona.
Emigrò in Francia in epoca imprecisata, stabilendosi a Montbélliard. Raggiunta la Spagna in data non accertata, fu arruolato nella brigata "Garibaldi". Ferito a Caspe, rientrò in Francia verso la fine del 1938, diretto in una località dell'Est. Non si hanno altre notizie.

Fonti: Aicvas, scheda biografica; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, fasc. 9; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...


Quagliotti, Lorenzo
Di Giovanni e di Carolina Bricca. Nato il 28 aprile 1895 a Livorno Ferraris, aggiustatore meccanico.
Già residente a Torino, nel 1920 emigrò in Francia, stabilendosi a Grenoble, e successivamente in Svizzera, a Briga. Nel 1927 rimpatriò e prese residenza ad Ivrea (To) ma, dopo alcuni mesi, ritornò a Grenoble, dove, rimasto senza lavoro, fu costretto ad esercitare il mestiere di venditore ambulante. Nel 1934, per contravvenzione alle leggi sulla vendita, dovette scontare cinque giorni di carcere e fu quindi colpito da decreto di espulsione quale straniero pregiudicato, che fu però più volte prorogato in considerazione della sua numerosa famiglia.
Partito da Marsiglia il 25 maggio 1937 per arruolarsi a difesa della repubblica spagnola, raggiunse la brigata "Garibaldi" nel mese di giugno. Segnalato dalla polizia politica alla Direzione generale della Ps, fu schedato nel Casellario politico centrale. Risulta che il 24 novembre fosse ad Albacete. Sulla sua partecipazione alla guerra civile non si hanno altre notizie.
Ritornato in Francia nel novembre 1938, fu arrestato perché contravventore al decreto di espulsione, che nel frattempo era diventato esecutivo, e condannato a sei mesi di carcere. Scontata la pena si recò a Grenoble e fu nuovamente arrestato e condannato ad un anno di reclusione. Scarcerato nell'agosto 1940, fu inviato nel campo di concentramento di Loriol sur Drôme. Il 12 dicembre fu consegnato alle autorità italiane di frontiera a Modane.
Tradotto a Vercelli e interrogato da funzionari della Questura dichiarò di non aver preso parte alla guerra civile spagnola come combattente ma semplicemente come operaio, occupato in un'officina di riparazione di autocarri militari ad Albacete e, successivamente, in lavori stradali a Barcellona.
Ciononostante fu deferito alla Commissione provinciale e, il 15 gennaio 1941, condannato a tre anni di confino. Inviato a Tremiti, fu liberato il 21 agosto 1943.
Morì il 15 luglio 1953 a Torino.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in: Quaderno Aicvas n. 2; Quaderno Aicvas n. 313.


Quagliotti, Rolando
Di Lorenzo14 e di Irma Perlino. Nato il 9 novembre 1914 a Ivrea (To), da famiglia originaria del Vercellese.
Emigrato in Francia con la famiglia, risiedeva a Grenoble. Partì per la Spagna, per arruolarsi nella brigata "Garibaldi", presumibilmente nell'aprile 1937. Mitragliere, fu promosso sergente.
Cadde il 9 settembre 1938 sul fronte dell'Ebro, per lo scoppio di una granata nemica.

Fonti: Acs, Cpc, citato in documenti contenuti nel fascicolo intestato a suo padre; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; Quaderno Aicvas n. 1.


Ravetto, Carlo
Di Giovanni e di Rosa Radice. Nato il 9 novembre 1900 a Mezzana Mortigliengo, tessitore.
Aderì, giovanissimo, alla Federazione giovanile socialista e, successivamente, al Partito comunista, svolgendo intensa attività sindacale e partecipando alle lotte antifasciste.
Nel 1921 emigrò in Argentina, stabilendosi a Buenos Aires, dove continuò l'attività politica, diventando un dirigente del Partito comunista argentino e del sindacato dei tessili. Operò inoltre attivamente nell'Alleanza antifascista, di cui fu membro del comitato esecutivo nazionale, e nel Soccorso rosso. Fu schedato nel Casellario politico centrale e iscritto nella "Rubrica di frontiera" e nel "Bollettino delle ricerche".
Licenziato per motivi politici ed arrestato più volte, nell'aprile del 1931 fu anche espulso e dovette trasferirsi in Uruguay. Rientrato nel febbraio dell'anno seguente, dopo essere stato ancora arrestato e nuovamente espulso, nel settembre del 1933 partì alla volta di Barcellona. In Spagna assolse incarichi come dirigente del Partito comunista spagnolo.
Scoppiata la rivolta franchista, partecipò all'organizzazione delle unità militari dell'esercito popolare. In seguito fu impegnato nel servizio d'informazione e di propaganda radiofonica.
Uscì dalla Spagna nel febbraio del 1939 e, dopo essere stato internato a Saint Cyprien e arruolato in una compagnia di lavoro, si stabilì nella zona di Bordeaux, dove partecipò alla Resistenza.
Rientrato in Italia alla fine della guerra, riprese l'attività politica: fu segretario della Camera del lavoro di Biella fino al 1955, consigliere comunale e tra i dirigenti della Federazione comunista di Biella.
Morì il 4 dicembre 1989 a Mezzana Mortigliengo.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Biografato anche nell'Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza e citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 3; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci... Si veda inoltre Autobiografia di una guerra civile.


Roasio, Antonio
Di Giuseppe e di Maria Lesca. Nato il 6 novembre 1902 a Vercelli.
Trasferitosi a Biella con la famiglia, a dodici anni cominciò a lavorare come attaccafili. Iscrittosi al sindacato, fu tra i fondatori del circolo giovanile socialista. Nel 1921 aderì al Partito comunista, partecipando attivamente alla resistenza contro le squadracce fasciste. In seguito ad uno di questi scontri, nel 1922 fu condannato ad un breve periodo di detenzione. Scarcerato, riprese l'attività politica, ricoprendo cariche direttive nella Federazione giovanile comunista, di cui, nel gennaio del 1926, contribuì ad organizzare il congresso nazionale a Mezzana Mortigliengo.
Nel mese di febbraio di quello stesso anno, in seguito all'uccisione dell'industriale Giovanni Rivetti, che l'aveva licenziato per motivi politici, dovette espatriare in Francia, da dove raggiunse l'Unione Sovietica. Colpito da mandato di cattura, fu iscritto nel "Bollettino delle ricerche" e nella "Rubrica di frontiera".
A Mosca frequentò la scuola leninista e lavorò come operaio. Nel 1934 fu chiamato al Comintern, dove prestò la propria attività nell'Ufficio quadri.
Nell'ottobre del 1936 raggiunse la Spagna, contribuendo alla costituzione del battaglione "Garibaldi", di cui fu il primo commissario politico. Partecipò a vari combattimenti, a partire dall'attacco al Cerro de los Angeles fino a quello di Pozuelo de Alarcón, nel corso del quale fu ferito. Ritornato al battaglione dopo meno di un mese, partecipò alle battaglie di Mirabueno e di Majadahonda. Alla fine di gennaio fu richiamato ad Albacete, al comando delle brigate internazionali, dove fu incaricato di organizzare l'ufficio matricola per gli italiani. Nell'aprile del 1937, ritornò al battaglione, assumendo in seguito incarichi nello stato maggiore della brigata "Garibaldi" ma, non essendosi ancora ristabilito perfettamente, dovette nuovamente essere ricoverato in ospedale.
Nel mese di ottobre fu richiamato a Mosca, per lavorare nuovamente al Comintern. Nell'agosto del 1938, inviato a Parigi, entrò a far parte del "centro di riorganizzazione" del Partito comunista, come responsabile dell'Ufficio quadri e poi (nel 1940) dell'Ufficio estero. Nel gennaio del 1943 rientrò in Italia per dirigere l'organizzazione clandestina del partito in Emilia, nel Veneto e in Toscana.
Durante la Resistenza fece parte del Comando generale delle brigate "Garibaldi" come ispettore e successivamente come dirigente del Triumvirato insurrezionale della Toscana. Dopo la liberazione di Firenze fu chiamato da Togliatti a Roma, dove diresse la sezione di organizzazione del Pci.
Nel dopoguerra fu dirigente politico in Emilia-Romagna e in Piemonte; deputato e poi senatore fino al 1968, membro del comitato centrale e della direzione del Pci fino al 1962; presidente dell'Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna.
Morì il 2 gennaio 1986 a Roma.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Antonio Roasio, Figlio della classe operaia, Milano, Vangelista, 1977; Antonio Roasio, relazione al convegno "La guerra di Spagna: dalla memoria storica alla lezione attuale", Torino, 11-12 maggio 1984, pubblicata con il titolo Un'esperienza antifascista nella Spagna della guerra civile, in "l'impegno", a. VI, n. 1, marzo 1986; Quaderno Aicvas n. 7; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Biografato anche in: Franco Andreucci - Tommaso Detti, Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico, vol. IV, Roma, Editori Riuniti, 1978; Isacco Nahoum "Milan", Dalla lotta antifascista alla Resistenza alla costruzione della Repubblica, in "Patria indipendente", 1 febbraio 1987; Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza; Renzo Martinelli - Maria Luisa Righi (a cura di), La politica del Partito comunista italiano nel periodo costituente, Annali della Fondazione Istituto Gramsci, 1990, Roma, Editori Riuniti, 1992. Citato anche in: Alberto Cianca, Visita al battaglione Garibaldi, in "Giustizia e libertà", 26 febbraio 1937, ora in Perché andammo in Spagna; A. De Vita, Battaglione Garibaldi. Ottobre 1936-aprile 1937 , Parigi, Edizioni di coltura sociale, 1937; Estella [Teresa Noce], Garibaldini in Spagna, Madrid, Union general dos trabajadores, 1937, ora Milano, Feltrinelli, 1966; Randolfo Pacciardi, Il battaglione Garibaldi, Lugano, Nuove edizioni di Capolago, 1938, poi Roma, La Lanterna, 1945; Gli antifascisti italiani nella guerra di Spagna; Giovanni Pesce, Un garibaldino in Spagna; Luigi Longo, Le brigate internazionali in Spagna, Roma, Editori Riuniti, 1956; Pietro Nenni, Spagna, Milano, Avanti, 1958, ora Milano, Sugarco, 1976; Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; Giovanni Pesce, Senza tregua. La guerra dei Gap, Milano, Feltrinelli, 1967; Paolo Spriano, Storia del Partito comunista italiano, vol. III, Torino, Einaudi, 1970; Aristodemo Maniera, Nelle trincee dell'antifascismo. Ricordi di un garibaldino di Spagna, Urbino, Argalia, 1970; Massimo Massara (a cura di), I comunisti raccontano, Milano, Edizioni del Calendario, 1972; La solidaridad de los pueblos con la Republica Española. 1936-1939, Mosca, 1974, traduzione italiana Le brigate internazionali. La solidarietà dei popoli con la Repubblica spagnola. 1936-1939, Milano, La Pietra, 1976; Luigi Longo - Carlo Salinari, Dal socialfascismo alla guerra di Spagna, Milano, Teti, 1976; Alberto Rovighi - Filippo Stefani, La partecipazione italiana alla guerra civile spagnola (1936-1939), Roma, Ufficio storico dello Stato maggiore dell'Esercito, 1992. Citato anche in: Quaderno Aicvas n. 3; I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci... Si veda inoltre Autobiografia di una guerra civile.
Suoi scritti sulla guerra civile spagnola, oltre al citato volume autobiografico: All'assalto con le bombe a mano, in Estella, Garibaldini in Spagna, cit.; Due attacchi ribelli respinti vittoriosamente dalle brigate internazionali, ivi; Soldati della Repubblica, in "La voce degli italiani", 21-23 novembre 1937, riedito in Perché andammo in Spagna; Sul fronte di Madrid, in Il Partito comunista italiano, Roma, Pci, sd [1946?]15; I comunisti italiani nella guerra di Spagna, in Palmiro Togliatti (a cura di), Trenta anni di vita e lotte del Pci, "Quaderni di Rinascita", n. 2, Roma, Rinascita, 1951; Battesimo del fuoco per i garibaldini al Cerro de los Angeles, in Cesare Pillon (a cura di), I comunisti nella storia d'Italia, Milano, Calendario del popolo, 1973; voci Albacete, Casa rossa, Cerro de los Angeles, Guadalajara, in Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza.


Rossetti, Adriano
Di Giovanni e di Maddalena Porta Variolo. Nato il 31 ottobre 1894 a Mongrando, muratore.
Già emigrato in Francia con la famiglia nel 1909 e rimpatriato nel 1914, tornò nel paese d'oltralpe nel 1921, stabilendosi ad Aulnay-sous-Bois. Espulso nel dicembre 1924 per motivi politici, tornò al paese natale dove, alla fine del gennaio del 1927 fu coinvolto nelle indagini contro un gruppo comunista clandestino16: deferito al Tribunale speciale, il 12 novembre fu assolto per insufficienza di prove.
Il 15 ottobre 1930 emigrò nuovamente in Francia, prima a Mulhouse, per un breve periodo, e successivamente a Villeparisis, dove svolse intensa attività antifascista. Fu iscritto nella "Rubrica di frontiera".
Raggiunta la Spagna nel mese di ottobre del 1936, fu arruolato nella 2a compagnia del battaglione "Garibaldi", della quale fu nominato commissario politico. Combatté a Boadilla del Monte, Mirabueno, Majadahonda, Arganda e Guadalajara, dove, il 14 marzo 1937, rimase gravemente ferito al ventre e fu decorato sul campo. Ai primi di maggio fu trasferito in un ospedale di Parigi per continuare le cure. Segnalato alla Direzione generale della Ps come "ex miliziano rosso", nel luglio del 1938 fu iscritto anche nel "Bollettino delle ricerche" per l'arresto.
Dopo essersi trasferito a Montreuil, nel maggio del 1943 decise di rimpatriare: arrestato a Bardonecchia (To), fu tradotto a Vercelli dove, il 9 luglio, fu condannato a tre anni di confino. Il 26 luglio ne fu iniziata la traduzione a Subbiano (Ar) ma, in seguito alla caduta del fascismo, fu fermato a Milano e trattenuto in carcere. Liberato nella seconda metà di ottobre, fu tra gli organizzatori della 2a brigata "Garibaldi", di cui fu il primo commissario politico. Il 2 marzo 1944 fu arrestato da agenti della Questura di Novara ma, non essendo emerso nulla a suo carico, fu rilasciato. Trasferito in Valle d'Aosta, divenne il commissario politico della VII divisione "Garibaldi".
Nel dopoguerra continuò ad impegnarsi nell'organizzazione comunista in Valle d'Aosta e nel Biellese; fu anche assessore comunale a Mongrando e dirigente dell'Anpi biellese.
Morì il 9 giugno 1962 a Mongrando.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Franco Ramella, Biografia di un operaio antifascista: Adriano Rossetti, in "l'impegno", a. VII, n. 2, agosto 1987 (tratto da Les italiens en France de 1914 à 1940, sous la direction de Pierre Milza, Collection de l'École française de Rome, n. 94); Quaderno Aicvas n. 7. Citato anche in: Alberto Cianca, Visita al battaglione Garibaldi, in "Giustizia e libertà", 26 febbraio 1937, ora in Perché andammo in Spagna; I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; Giovanni Pesce, Un garibaldino in Spagna (cit. con nome errato); Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; Olao Conforti, Guadalajara. La prima sconfitta del fascismo, Milano, Mursia, 1967; Giovanni Pesce, Senza tregua. La guerra dei Gap, Milano, Feltrinelli, 1967; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 2; Quaderno Aicvas n. 3; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci... Biografato anche nell'Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza. In questa si veda inoltre la citazione nella voce Guadalajara, curata da Antonio Roasio.


Rossetti, Bruno
Di Giovanni e di Maddalena Porta Variolo. Nato il 2 novembre 1913 a Grenoble da famiglia originaria di Mongrando (che rimpatriò nel 1914), muratore.
Nel 1931 raggiunse il fratello Adriano17 in Francia. Stabilitosi a Villeparisis, al compimento della maggiore età acquisì la cittadinanza francese.
Militò nella Confedération général du travail unitaire e fu segretario della gioventù comunista.
Nell'aprile del 1937 partì per la Spagna. Dopo aver frequentato la scuola militare, nel mese di novembre raggiunse la brigata "Garibaldi", in cui fu inquadrato nel 2o battaglione, con il grado di sergente. Combatté in Aragona, in Estremadura e sul fronte dell'Ebro.
Alla fine del 1938 dovette ritornare in Francia perché richiamato alle armi. Durante la seconda guerra mondiale fu fatto prigioniero dai tedeschi. Nel dopoguerra ritornò a Villeparisis, dove risiede.

Fonti: Aicvas, scheda biografica; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; testimonianza orale di Bruno Rossetti, 4 aprile 1996. Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Secchia, Matteo
Di Giovanni e di Maria Negro. Nato il 21 febbraio 1906 a Occhieppo Superiore, tessitore, comunista.
Fratello del noto dirigente comunista Pietro Secchia, sospettato di svolgere attività clandestina, sfuggito fortunosamente all'arresto, il 10 ottobre 1929 emigrò clandestinamente in Francia, stabilendosi a Villeurbanne, dove svolse attività politica negli ambienti dell'emigrazione italiana. Fu schedato nel Cpc18 ed iscritto nella "Rubrica di frontiera" e nel "Bollettino delle ricerche". Nel 1932 si recò in Unione Sovietica, dove frequentò il corso "fondamentale" alla scuola leninista e svolse lavoro politico tra i marinai italiani nei porti sul mar Nero. Risiedette poi a Mosca, incaricato del lavoro sindacale al Komintern.
Nel novembre del 1936 raggiunse la Spagna, entrando nello stato maggiore del V reggimento delle milizie popolari. In seguito fece parte del comando del V corpo dell'esercito repubblicano, con il grado di capitano.
Quando, nel febbraio del 1939, le brigate internazionali lasciarono la Spagna, raggiunse nuovamente l'Urss, dove combatté contro i tedeschi, partecipando, tra l'altro, alla difesa di Mosca, nell'inverno del 1941. Fu insignito di una decorazione sovietica al valor militare.
Rientrato in Italia nel 1946, fece parte dell'apparato centrale del Pci.
Morì il 13 giugno 1979 a Roma.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale (nulla sulla sua partecipazione alla guerra civile spagnola); Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Autobiografia di una guerra civile. Citato anche in: Paolo Spriano, Storia del Partito comunista italiano, vol. III, Torino, Einaudi, 1970; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 3.


Sella, Olinto
Di Probo e di Rosa Delpiano. Nato il 21 gennaio 1909 a Zumaglia, meccanico, comunista.
Nel marzo del 1934, essendo disoccupato, emigrò in Francia, stabilendosi ad Aix les Bains. Nel dicembre del 1936 partì per la Spagna: segnalato alla Direzione generale della Ps, fu schedato nel Casellario politico centrale ed iscritto nella "Rubrica di frontiera". Arruolato come autista nella 14a brigata, fu destinato al fronte di Madrid. In seguito fu trasferito alla 13a brigata "Dombrowsky", dove rimase fino al febbraio del 1939.
In Francia fu internato nei campi di concentramento di Argelès-sur-Mer, Gurs e Vernet d'Ariège. Richiesto il rimpatrio, il 10 novembre 1941 fu arrestato a Menton. Denunciato alla Commissione provinciale, il 20 marzo 1942 fu condannato a cinque anni di confino. Inviato a Ventotene (Lt), fu liberato nell'agosto del 1943.
Risiede ad Andorno Micca.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 2; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Siletti, Carlo
Di Valentino e di Virginia Simonetti. Nato il 16 dicembre 1902 a Mongrando, operaio, comunista.
Nel 1921 emigrò in Francia, da cui rimpatriò nel 1926 per contrarre matrimonio. Ritornatovi per sfuggire alle persecuzioni fasciste, ne fu espulso per il suo impegno politico, rimanendovi tuttavia illegalmente fino all'ottobre 1936, quando si recò in Spagna, per arruolarsi nelle brigate internazionali. Inquadrato nel costituendo battaglione "Garibaldi", combatté a Casa de Campo, Boadilla del Monte, Mirabueno, Majadahonda, Arganda e Guadalajara. In seguito appartenne al 1o battaglione della brigata "Garibaldi" e combatté in varie altre località, fino alle battaglie sul fronte dell'Ebro.
Tornato in Francia nel febbraio del 1939, fu internato a Saint Cyprien, Gurs e Vernet d'Ariège. Nel 1943 chiese di essere rimpatriato e il 17 febbraio fu arrestato alla frontiera. Tradotto a Vercelli, l'8 maggio la Commissione provinciale, non tenendo conto della dichiarazione medica di inidoneità a sopportare il regime confinario (era infatti affetto da tubercolosi), ritenendolo pericoloso, lo condannò a cinque anni. Inviato a Ventotene (Lt), fu liberato il 21 agosto.
Partecipò alla Resistenza nella 75a brigata "Garibaldi". Nel dopoguerra collaborò con la Federazione comunista di Biella.
Morì il 20 maggio 1963 a Biella.

Fonti: Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 7. Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 2; Quaderno Aicvas n. 3.


Tamagno, Giuseppe
Di Giovanni e di Caterina Occhio Policarpo. Nato il 5 dicembre 1892 a Magnano, muratore.
Militante socialista, dopo essersi trasferito nel 1921 a Zubiena, in epoca imprecisata emigrò in Francia per motivi di lavoro. Nel maggio 1932 fu segnalato alla polizia italiana come attivo comunista a Gardanne: fu pertanto schedato nel Casellario politico centrale ed iscritto nella "Rubrica di frontiera".
Nell'ottobre 1936 partì per la Spagna: arruolatosi nel costituendo battaglione "Garibaldi", combatté al Cerro de los Angeles, a Casa de Campo, Pozuelo de Alarcón, Boadilla del Monte, Majadahonda e ad Arganda, dove cadde il 13 febbraio 1937, colpito da un proiettile di artiglieria.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Anello Poma, Antifascisti piemontesi... Citato in: Il Milite Rosso [Pietro Nenni], Il Battaglione Garibaldi nella battaglia di Arganda, in "Il Nuovo Avanti", 27 luglio 1937, ora in Pietro Nenni, Spagna, Milano, Avanti, 1958, ora Milano, Sugarco, 1976; Estella [Teresa Noce], Garibaldini in Spagna, Madrid, Union general dos trabajadores, 1937, ora Milano, Feltrinelli, 1966; Gli antifascisti italiani nella guerra di Spagna; I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; Giovanni Pesce, Un garibaldino in Spagna; Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 1; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...; Quaderno Aicvas n. 7.


Tondella, Carlo
Di Battista e di Agostina Chirio. Nato il 30 marzo 1906 a Viverone, esercitò vari mestieri, tra cui il minatore, comunista.
Nel maggio 1934 emigrò clandestinamente in cerca di lavoro, dapprima in Francia e successivamente in Spagna, Algeria ed America del Sud. Rimpatriato, fu condannato a quattro mesi di carcere.
Il 14 maggio 1936 fu fermato a Ventimiglia (Im) mentre, con un compagno, tentava nuovamente di espatriare clandestinamente. Dopo aver scontato tre mesi di carcere, riuscì, in epoca imprecisata, ad espatriare in Francia.
Nell'agosto del 1937 si recò in Spagna, per arruolarsi nelle brigate internazionali: inquadrato nella 2a compagnia del 2o battaglione della "Garibaldi", combatté, con il grado di caporale, a Farlete, Fuentes de Ebro, a Caspe e sul fronte dell'Ebro19.
Rientrato in Francia nel febbraio del 1939, riuscì a restare in libertà fino allo scoppio della guerra mondiale, quando fu arrestato ed internato. Rimpatriato nell'aprile del 1942 dalla Commissione d'armistizio, riuscì ad evitare la condanna al confino20. Dopo la caduta del fascismo riprese l'attività politica ma, il 5 dicembre 1943, fu arrestato e internato nel campo di Scipione di Salsomaggiore (Pr), da dove fu prelevato il 13 giugno 1944 per essere deportato a Dachau.
Rientrato in Italia nel maggio del 1945, fece ritorno al paese d'origine.
Morì il 26 dicembre 1989 a Biella.

Fonti: Acs, Cpc (citato in documenti contenuti nel fascicolo personale di Sisto Boscono); Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Acs, Ministero dell'Interno, Ps aaggr, A5g seconda guerra mondiale, Internati civili pericolosi, fascicolo personale; Aicvas, scheda biografica; Anello Poma, Antifascisti piemontesi cit.; Autobiografia di una guerra civile. Citato anche in: Quaderno Aicvas n. 2; Quaderno Aicvas n. 3.


Varnero, Benedetto
Di Enrico e di Carolina Uberti Bona. Nato il 10 settembre 1905 a Ronco Biellese.
Emigrato in epoca imprecisata, giunse in Spagna nell'aprile del 1937, proveniente dall'Algeria. Appartenne al 3o battaglione della brigata "Garibaldi". Non si sa a quali combattimenti abbia partecipato, ma pare che nel gennaio 1939 sia stato al fronte, con uno dei reparti che, seppure nella fase di smobilitazione, decisero di riprendere le armi. In Francia fu internato a Gurs e a Vernet d'Ariège.
Non si hanno altre notizie.

Fonti: Aicvas, scheda biografica; Acs, Cpc, citato in un documento contenuto nel fascicolo di Vittorio Flecchia.


Venezia, Eraldo
Di Alessandro e di Camilla Dellarolle. Nato il 27 dicembre 1903 a Bianzè.
Bracciante, militante della gioventù comunista, nel 1922, dopo diversi scontri con fascisti, si trasferì a Biella, dove esercitò vari mestieri. Emigrato in Francia nel 1927, si stabilì a Boulogne Billancourt. Rimpatriato nel 1931 per svolgere attività illegale per conto del Partito comunista, prese domicilio a Cavaglià e svolse la professione di merciaio ambulante. Fu tra gli organizzatori dello sciopero delle mondine del mese di giugno di quell'anno.
Sospettato e vigilato, soprattutto dopo una diffusione di manifestini nel mese di novembre, il 21 aprile 1932 fu arrestato e denunciato al Tribunale speciale, con altri appartenenti ad un gruppo clandestino, per ricostituzione del disciolto Partito comunista e, il 22 settembre, fu condannato a cinque anni di reclusione (di cui tre condonati). Scarcerato nell'aprile del 1934, ritornò al paese d'origine, occupandosi come contadino.
Il 4 luglio 1937 espatriò clandestinamente in Francia, con Gaspare Fracasso21, per arruolarsi nelle brigate internazionali: fu pertanto denunciato ed iscritto nella "Rubrica di frontiera" e nel "Bollettino delle ricerche".
Inquadrato nella 1a compagnia del 1o battaglione della brigata "Garibaldi", combatté a Farlete, Belchite, Fuentes de Ebro e a Campillo, dove cadde il 16 febbraio 1938 nel tentativo di liberare un ufficiale catturato dai fascisti.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Isrsc Bi-Vc, Fondo Facelli, Testimonianza di Domenico Facelli su Eraldo Venezia; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Anello Poma, Figure dell'antifascismo militante: Eraldo Venezia, in "l'impegno", a. II, n. 4, dicembre 1982. Si veda anche Domenico Facelli, Una vita per gli ideali del popolo. Eraldo Venezia, in "L'amico del popolo", a. XXXIV, n. 38, 16 novembre 1978. Biografato anche nell'Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza e citato anche in: Anello Poma, Dalle fabbriche biellesi al fronte spagnolo; Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 1; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Viana, Luigi
Di Emilio e di Ernesta Scanzio. Nato il 10 febbraio 1896 a Candelo, muratore.
Fu tra i fondatori del Partito comunista nel Biellese, di cui divenne, nel 1924, il primo segretario di Federazione. Già condannato nel 1922 a sette mesi e mezzo di carcere per "eccitamento alla disubbidienza alla legge", nuovamente arrestato il 5 ottobre 1925 e denunciato con l'accusa di aver organizzato cellule comuniste, fu condannato a un anno.
Il 29 novembre 1926, poco dopo la scarcerazione, essendo ritenuto un pericoloso propagandista, gli furono inflitti cinque anni di confino, ridotti a tre in appello, scontati a Lampedusa (Ag) e a Ustica (Pa).
Nel marzo 1931 emigrò clandestinamente in Francia: fu pertanto iscritto nel "Bollettino delle ricerche" quale "comunista pericoloso da fermare"22. Si stabilì a Parigi, dove frequentò ambienti antifascisti, mantenendo contatti con altri fuorusciti italiani. Nell'aprile del 1931, al IV Congresso del Partito comunista, svoltosi nei pressi di Colonia, fu eletto nel Comitato centrale.
Dopo aver portato a termine varie missioni clandestine in Italia, nell'agosto del 1936 fu tra i primi a partire per la Spagna: arruolatosi nella "Colonna italiana", combatté a monte Pelato, Huesca, Tardienta e Almudévar. Nel febbraio del 1937 passò al Gruppo di artiglieria internazionale, con il grado di tenente, combattendo in Aragona, Estremadura e nel Levante.
Ritornato in Francia nel febbraio del 1939, fu internato nei campi di Saint Cyprien, Gurs e Vernet d'Ariège. Rimpatriato il 20 settembre 1941, fu arrestato dalla Ps alla frontiera di Menton e tradotto a Vercelli. Deferito alla Commissione provinciale, il 6 novembre fu condannato a cinque anni di confino. Inviato a Ventotene (Lt), fu liberato nell'agosto del 1943. Durante la Resistenza ricoprì dapprima l'incarico di intendente della 2a brigata "Garibaldi" ed in seguito fece parte del Cln di Aosta.
Dopo la Liberazione fu per alcuni mesi segretario della Federazione comunista di Aosta, poi ritornò nel Biellese, dove continuò a svolgere attività politica.
Morì il 23 febbraio 1950 a Candelo.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Acs, Ps aaggrr, cat. K1b-45; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 5. Biografato anche in: Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza; Franco Andreucci - Tommaso Detti, Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico, vol. III, Roma, Editori Riuniti, 1978; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci... Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; Stefano Schiapparelli, Ricordi di un fuoruscito, Milano, Edizioni del Calendario, 1971; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 2; Quaderno Aicvas n. 3.


Zanada, Carlo
Di Giuseppe e di Rosa Bongianini. Nato il 27 maggio 1895 a Palestro (Pv), residente a Chiavazza (Biella) dal 1919, attaccafili poi manovale.
Emigrato in Francia nel 1924, quattro anni più tardi fu schedato nel Casellario politico centrale ed iscritto nella "Rubrica di frontiera". Nel settembre del 1931, espulso per motivi politici, riparò in Belgio, dove, nell'ottobre dell'anno seguente, fu arrestato per contravvenzione ad un foglio di via e accompagnato alla frontiera con il Lussemburgo. Rientrò in Francia e poi ancora nel Belgio, da cui fu nuovamente espulso nel luglio 1936. Dopo una nuova breve permanenza in Francia, nel mese di ottobre si recò in Spagna.
Arruolatosi nelle brigate internazionali, nel mese di novembre fu inquadrato nel battaglione "Garibaldi" (e successivamente, nella primavera del 1938, nella 4a compagnia della brigata omonima). Partecipò alla battaglia di Casa de Campo e ad altri combattimenti, fino all'Ebro.
Smobilitato, nel febbraio 1939 riparò in Francia, dove venne internato nei campi di concentramento di Saint Cyprien, Gurs e Vernet d'Ariège. Rimpatriato, il 30 agosto 1941 fu arrestato dalla Ps di Menton e tradotto a Vercelli. Deferito alla Commissione provinciale, il 6 novembre fu condannato a cinque anni di confino. Inviato a Ventotene (Lt), fu liberato il 22 agosto 1943.
Partecipò alla Resistenza inquadrato nella brigata Sap biellese "Graziola". Dopo la Liberazione continuò l'attività politica, come dirigente di sezione del Pci.
Morì il 20 novembre 1959 a Biella.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Apci, I comunisti italiani nella guerra di Spagna, b. 7, vari elenchi; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas 7. Citato anche in: I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo (cit. con nome errato); Quaderno Aicvas n. 2; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Zanotti, Arialdo
Di Celestino e di Emilia Vineis. Nato il 6 maggio 1900 a Mongrando, panettiere poi manovale, comunista.
Nel novembre del 1931 emigrò in Francia per motivi di lavoro, stabilendosi a Villeparisis. L'anno seguente fu schedato nel Casellario politico centrale. Nel giugno del 1935, essendosi reso irreperibile, fu iscritto nella "Rubrica di frontiera". Poco dopo fu rintracciato a Villejuif.
Partito per la Spagna nell'ottobre del 1936, fu arruolato nella 1a compagnia del costituendo battaglione "Garibaldi". Segnalato alla Direzione generale della Ps come "miliziano rosso", fu iscritto nel "Bollettino delle ricerche".
Prese parte a numerosi combattimenti (Cerro de los Angeles, Casa de Campo, Pozuelo de Alarcón, Boadilla del Monte e Mirabueno) finché, nel gennaio del 1937, contratta una pleurite, fu ricoverato in ospedale. Rientrato nella formazione nel mese di marzo, poco dopo fu promosso sergente. Dopo la costituzione della brigata "Garibaldi", partecipò ai combattimenti di Huesca, Brunete, Farlete, Belchite, Fuentes de Ebro (dove fu promosso tenente) e a Campillo, dove, il 16 febbraio 1938, rimase ferito al braccio sinistro. Subita l'amputazione, nell'agosto del 1938, rientrò in Francia, dove fu ricoverato in ospedale per tubercolosi. Il 4 settembre 1939 fu arrestato e incarcerato per quattro mesi.
Morì il 27 febbraio 1943 a Parigi.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Isrsc Bi-Vc, Autobiografia di Aurora Rossetti, 1 novembre 1978; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; Quaderno Aicvas n. 7. Citato anche in: Giacomo Calandrone, La Spagna brucia; I comunisti biellesi nella lotta contro il fascismo; La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 1; 60 anni di vita della Federazione biellese e valsesiana del Pci...


Zanotto, Riccardo
Di Celestino e di Maria Maffeo. Nato l'8 gennaio 1904 a Salussola, residente a Biella, operaio.
Attivo militante comunista nel Biellese, divenuto funzionario comunista nelle Venezie, nel mese di dicembre del 1927 fu arrestato a Trieste: denunciato al Tribunale speciale, il 6 febbraio 1929 fu condannato a due anni e sei mesi di reclusione e a tre anni di vigilanza speciale.
Avendo usufruito di condono fu dimesso dalle carceri di Ancona il 25 febbraio 1930. Verso la fine del mese di maggio espatriò clandestinamente in Francia, raggiungendo successivamente l'Unione Sovietica, per frequentare la scuola leninista. Fu iscritto nella "Rubrica di frontiera" per il fermo.
Ritornato in Francia nel 1933, in seguito a dissidi, dopo qualche tempo uscì dal partito. In seguito pare abbia frequentato ambienti trozkisti23.
Nell'estate del 1936 si recò in Spagna, dove sembra sia stato tra i promotori della "Colonna italiana". In seguito avrebbe fatto parte di una formazione anarchica, raggiungendo il grado di maggiore24. Combatté a Huesca e Teruel.
Ritornato in Francia nel febbraio del 1939, fu internato ad Argelès-sur-Mer, Saint Cyprien, Gurs e Vernet d'Ariège. Nel 1940 si arruolò nelle compagnie di lavoro. Rimpatriato dal Consolato di Bruxelles25, il 23 giugno fu fermato al valico del Brennero e fatto tradurre a Vercelli dove, il 9 agosto, fu condannato a cinque anni di confino. Inviato a Ventotene (Lt), nell'aprile del 1942 fu ricoverato, per tubercolosi, dapprima in un ospedale napoletano e successivamente a Novara. Tradotto nuovamente a Ventotene (Lt), fu liberato alla fine del mese di agosto del 1943.
Ritornato nel Biellese, durante la guerra di liberazione fu processato con l'accusa di spionaggio a favore dei nazifascisti e fucilato il 30 agosto 1944.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Confinati politici, fascicolo personale; Isrsc Bi-Vc, b. 73, fasc. 9; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...; testimonianza di Giuseppe Mosca in Autobiografia di una guerra civile. Citato anche in: La Resistenza nel Biellese; Quaderno Aicvas n. 2.


Zucchetti, Giovanni
Di Alessandro. Nato il 6 luglio 1895 a Vercelli, socialista.
Emigrato clandestinamente in Francia nel 1923, fu iscritto nel "Bollettino delle ricerche". Partecipò alla guerra civile spagnola combattendo nelle brigate internazionali ma non si hanno altre informazioni al suo riguardo.

Fonti: Aicvas, scheda biografica; Anello Poma, Antifascisti piemontesi...


Appendice

Antifascisti di cui si hanno dati insufficienti

Archetti, Antonio
Di Eugenio e di Francesca Schiapparelli. Nato il 15 gennaio 1909 a Occhieppo Inferiore, vetraio.
Emigrato in Svizzera nell'aprile del 1930, nel mese di dicembre fu arrestato ad Annecy, accusato di "violenza per scopi politici", e condannato a quindici giorni di reclusione. Segnalato al Ministero dell'Interno fu schedato nel Casellario politico centrale e iscritto nella "Rubrica di frontiera". In seguito si trasferì in Francia, prendendo domicilio ad Annemasse. Rientrato in Italia alla fine del 1931, il 3 marzo 1932 fu fermato perché sospettato di aver diffuso manifestini antifascisti, ma fu rilasciato per mancanza di prove. Poco dopo ritornò in Francia, a Thonon les Bains. Resosi in seguito irreperibile, nel maggio 1938 risultò risiedere a Marsiglia.
Il 14 giugno 1939 il comando delle truppe fasciste in Spagna segnalò che aveva militato nelle brigate internazionali. Non si hanno altre notizie.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale.


Rossetti, Ernesto
Di Francesco e di Delfina Enrico. Nato il 17 maggio 1904 a Magnano, già residente a Torino.
Emigrato in Francia nel 1923 (pare risiedesse a Bondy) ed iscritto nella "Rubrica di frontiera" per l'arresto. Nel gennaio 1937 fu segnalato per essere partito da Nizza per la Spagna ed in seguito come arruolato. Non si hanno elementi per provare l'attendibilità delle segnalazioni.

Fonti: Acs, Ps. aaggrr, cat. K1b-45.


Santagostino, Attilio
Di Francesco e di Angela Cantone. Nato il 12 luglio 1901 a Serravalle Sesia, emigrato a Mathi (To) nel 1914, operaio cartaio.
Nel gennaio 1916 si rese irreperibile. Nel dicembre 1923 fu colpito da mandato di cattura per renitenza alla leva.
Nel gennaio 1937 fu segnalato alla polizia politica che svolgeva "notevole attività antifascista" in Alta Savoia e che si era arruolato "nelle milizie rosse spagnole". Fu schedato nel Casellario politico centrale e iscritto nella "Rubrica di frontiera". Non si hanno elementi per provare l'attendibilità della segnalazione.
Morì il 16 maggio 1973 a Lione.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale; Acs, Ps. aaggrr, cat. K1b-45.


Zanone, Vittorio
Di Lorenzo e di Angela Sodano. Nato il 27 marzo 1899 a Gattinara, calzolaio.
Attivo militante socialista, schedato nel Casellario politico centrale nel 1917 per antimilitarismo. Emigrato in data imprecisata, nel giugno 1928 fu segnalato a Grenoble e venne iscritto nella "Rubrica di frontiera". L'anno seguente fu segnalato a La Tronche, dove svolgeva "attività sovversiva", particolarmente nella Lega italiana per i diritti dell'uomo, anche come conferenziere. Nel 1931 fu iscritto nel "Bollettino delle ricerche" come comunista pericoloso da arrestare. Nel 1933 fu nominato presidente della Lidu di Grenoble. Risulta si fosse naturalizzato francese. Nell'agosto 1936 fu segnalato come "attivissimo aderente al movimento di Giustizia e Libertà".
Nell'aprile del 1937 fu segnalato come "arruolato nelle milizie rosse in Spagna" in un reparto della Croce Rossa, ma non si hanno altri elementi al riguardo.
Morì il 17 ottobre 1970 a La Tronche.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale.


Zuppa, Pio
Di Pietro e di Panacea Milanaccio. Nato il 28 giugno 1880 a Borgosesia, operaio.
Fervente socialista, nei primi anni del secolo fu tra i dirigenti del movimento operaio locale. Licenziato per rappresaglia, emigrò, dapprima in America e successivamente in Francia, stabilendosi ad Aix les Bains ed occupandosi come operaio in una fabbrica di mattonelle. Nel 1928 fu iscritto nella "Rubrica di frontiera" per il fermo. Cinque anni più tardi fu segnalato come frequentante ambienti comunisti.
Nel 1935 si rese irreperibile: tre anni dopo un informatore segnalò alla polizia politica che, secondo voci raccolte negli ambienti antifascisti, si era arruolato nelle brigate internazionali. Fu pertanto iscritto nel "Bollettino delle ricerche" per l'arresto.
Nel giugno del 1941 risultava risiedere a Chambery. Non si hanno altre notizie.

Fonti: Acs, Cpc, fascicolo personale.



Nota finale

Nel volume dell'Aicvas La Spagna nel nostro cuore sono elencati tra i volontari delle brigate internazionali - sulla base delle brevi schede biografiche pubblicate nei "Quaderni dell'Anppia" Antifascisti nel Casellario politico centrale (Roma, 1988-1995) - alcuni antifascisti che, secondo i risultati delle nostre ricerche, abbiamo invece ritenuto di escludere. Si tratta di Antonio, Giuseppe e Giovanni Astaldi, Giovanni Canova, Giovanni De Toma (recte: Detoma).
Riguardo ai primi tre, fratelli di Tronzano Vercellese (nati rispettivamente il 2 settembre 1890, il 17 ottobre 1892 e il 7 maggio 1901 - l'ultimo a Torino -, meccanici, schedati come anarchici e comunisti ma attivi in un gruppo di "Giustizia e libertà") si può escludere che si siano allontanati dal Belgio, dove risiedevano. Antonio fu sospettato dalla polizia di aver fatto parte delle brigate internazionali, ma la segnalazione si basò su un evidente errore di interpretazione di un elenco di volontari (in cui il suo nominativo compare come recapito fornito da un arruolato); inoltre risulta che successive indagini "esclus[ero] tale circostanza". Giovanni figura nel "Bollettino delle ricerche" come "ex miliziano truppe rosse spagnole", ma una lettura attenta di altri documenti contenuti nel fascicolo del Cpc fa ritenere che anche questo provvedimento sia stato originato dall'errata interpretazione del citato documento e di confusione tra i fratelli (il nome del Giovanni Astaldi non figura infatti tra gli arruolati ivi elencati, mentre nei tre fascicoli sono vari i casi di scambio di persona). Neppure riguardo a Giuseppe vi è alcun riferimento alla partecipazione alla guerra di Spagna. La citazione in un documento contenuto nel suo fascicolo è infatti relativa al fratello Giovanni.
Anche il Canova (nato il 10 ottobre 1898 a Ponderano, muratore, socialista), nonostante una segnalazione ricevuta dalla polizia circa la sua apparteneza alle "milizie rosse spagnole", risulta non essersi allontanato dalla Francia, dove risiedeva.
Infine il Detoma (di Michele, nato il 19 aprile 1900 - e non il 19 settembre - a Zubiena, sarto, comunista, residente a Sala Biellese, mai emigrato) non è identificabile con l'omonimo di cui esiste scheda biografica all'Aicvas: quest'ultimo (di Giuseppe, nato il 19 gennaio 1902 a Zubiena - dove peraltro risulta registrato come Bernardo - commerciante, residente a Parigi) risulterebbe - secondo una segnalazione della "Fratellanza di Parigi" - internato nel campo di Vernet d'Ariège, circostanza - peraltro non accertata - che non è di per sé sufficiente a provare l'appartenenza alle brigate internazionali.
Nel volume è inoltre indicato come nato a Trino il volontario Camillo Sartoris, che nacque invece a Torino.