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Premessa
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Il concorso indetto dal Consiglio regionale del Piemonte e dall’Amministrazione provinciale di Vercelli in accordo con il Provveditorato agli studi ci ha offerto l'occasione di realizzare questo lavoro.Abbiamo scelto il tema della deportazione nei campi di concentramento, e più precisamente: "Nei Lager nazisti, complessa e organizzata macchina di sterminio fisico, di sfruttamento economico, di annientamento di ogni opposizione- i prigionieri, pur se in un quadro di sofferenze fisiche e morali eccezionali, riuscirono a dare vita a forme diverse di resistenza: dagli espedienti quotidiani e minimali per conservare la propria dignità di persona, ai piccoli o grandi gesti di solidarietà, anche solo attuati all’interno di un gruppo ristretto fino all’organizzazione di comitati clandestini internazionali. Procedendo in parallelo con l’analisi di ricerche e studi specifici, ma anche con l’aiuto di letture di testi di memoria o con testimonianze di sopravvissuti, illustrare le vari forme di opposizione al nazismo che i deportati riuscirono ad organizzare". Per sviluppare questo argomento si è pensato di utilizzarelo strumento informatico per raccogliere e organizzare in forma ipertestuale sia pagine di testo ricavate dalla lettura dei libri indicati nella bibliografia, sia il materiale iconografico, sia materiale audiovisivi.L'aspetto più importante ed interessante del lavoro è stato però la partecipazione attiva di un ex-deportato militare, che con il suo racconto ed i suoi disegni ha testimoniato ed espresso ciò che ha sopportato durante il periodo di internamento. Il fatto che questo testimone è un pittore conosciuto, apprezzato ed amato da tutti i vercellesi, un artista che abbiamo quindi potuto conoscere personalmente, approfittando più volte della sua cortesia, ha reso determinante il suo contributo ed ha conferito alla nostra esperienza un particolare valore umano e culturale.L’idea di realizzare un cd-rom è stata suggerita, non solo dalla potenza di questo strumento nell'archiviare dati e informazioni, ma anche dal fatto che tutti i componenti del  gruppo di lavoro sono diplomandi come periti informatici, ed hanno così voluto mettere alla prova allo stesso tempo le competenze professionali che stanno perfezionando e le attrezzature multimediali dell' Istituto.Questo progetto aveva non solo lo scopo di partecipare al concorso, anche quello, di "riportare in vita" la storia narrata e disegnata da Renzo Roncarolo, che è sempre in attesa di essere adeguatamente valorizzata, attraverso queste, le vicende che hanno afflitto il mondo nel periodo del fascismo, del nazismo della seconda guerra mondiale.Un lavoro molto interessante che coinvolgeva molto, specialmente durante i momenti in cui il professor Roncarolo raccontava le vicende della sua cattura e della sua vita durante il periodo di internamento. Purtroppo però e stato un lavoro che ha fatto tornare alla mente alcuni dei più spaventosi crimini che la razza umana abbia mai fatto.L’internamento militare è una pagina della seconda guerra mondiale che ci era sconosciuta, e che lo è ai più, una vicenda che non trova spazio sui libri di storia, se non con vaghi accenni. L’internamento militare ha coinvolto moltissimi soldati italiani, che sono stati trattati come schiavi, come esseri senza diritti; su tutta questa vicenda sembra essersi steso un velo di silenzio che per noi si è squarciato. Speriamo che questo nostro lavoro serva anche a far conoscere un po’ di più ad altri una pagina poco nota della nostra storia, che ancora pochi testimoni ci possono direttamente raccontare.Ora, più che mai, risulta difficile capire le vicende dell’Ex-Jugoslavia, dell’Iraq o dell’Algeria, dove sono stati e sono tuttora perpetrati indicibili orrori, paragonabili a quelli della seconda guerra mondiale, dove la vita degli uomini non conta niente.

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