Note

* Rielaborazione della relazione Biellese e Vercellese presentata al convegno L'insurrezione in Piemonte, Torino, 18-20 aprile 1985, ed edita in L'insurrezione in Piemonte, Milano, Angeli, 1987, pp. 475-488. In quel convegno ed in quel volume le vicende valsesiane furono trattate da Mauro Begozzi e Francesco Omodeo Zorini (cfr. Dalla Valsesia e dall'Alto Novarese a Milano, pp. 374-382).

1 Le fasi conclusive della Resistenza in provincia di Vercelli sono state trattate in alcune opere, tra cui: Gianni Zandano, La lotta di liberazione nella provincia di Vercelli. 1943-1945, Vercelli, Sete, 1957; Pietro Secchia - Cino Moscatelli, Il Monte Rosa è sceso a Milano, Torino, Einaudi, 1958; Anello Poma - Gianni Perona, La Resistenza nel Biellese, Parma, Guanda, 1972; Claudio Dellavalle, Operai, industriali e partito comunista nel Biellese. 1940-1945, Milano, Feltrinelli, 1978; Cesare Bermani, Pagine di guerriglia. L'esperienza dei garibaldini della Valsesia, vol. I-IV, Borgosesia, Isrsc Bi-Vc, 1995-2000.
Una bibliografia essenziale della Resistenza in provincia di Vercelli Ŕ edita anche in questo sito.

2 Rapporti vari dei servizi informativi della V e XII divisione e della divisione valsesiana "Fratelli Varalli", conservati nell'archivio dell'Istituto per la storia della Resistenza e della societÓ contemporanea nelle province di Biella e Vercelli (d'ora in poi Isrsc Bi-Vc), fondo Salza, b. 69, fasc. 10, b. 73, fascc. 5 e 6; fondo Moscatelli, bb. 21-22.

3 Assieme alle brigate di pi¨ recente costituzione: "Servadei", "Pizio Greta" e "Curiel".

4 Si veda M. Begozzi - F. Omodeo Zorini, op. cit.

5 Cfr. G. Zandano, op. cit., p. 161, con inesattezze; A. Poma - G. Perona, op. cit., p. 410; C. Dellavalle, op. cit., p. 283.

6 I testi di queste comunicazioni e delle consultazioni febbrili, dei giorni seguenti, tra Prefettura, Questura, Comando del battaglione "Pontida", Commissariato di Ps di Biella, ecc. sono stati ricavati dai verbali di intercettazioni telefoniche redatti dal servizio partigiano di informazioni: quelli del 18 e 19 aprile, già utilizzati da Poma e Perona, sono conservati in Istituto Gramsci, Roma, Archivio Pci, Piemonte; gli altri, inediti, sono stati da me reperiti nell'archivio dell'Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della societÓ contemporanea (d'ora in poi Ipsrsc), fondo Tempia.

7 Rapporto di Alfieri [Giovanni Vogliolo] del 19 aprile 1945, in Ipsrsc, fondo Tempia; copia in Isrsc Bi-Vc.

8 C. Dellavalle, op. cit., pp. 283-284. Si veda inoltre il rapporto di un ufficiale del battaglione "Montebello" al capo della provincia, datato 22 aprile e giunto alla Prefettura nonostante le vicende dei giorni successivi. Il rapporto, regolarmente protocollato il 5 maggio da qualche funzionario, è conservato in Archivio di Stato di Vercelli, mazzo Resistenza 1. Avendolo giudicato non privo di importanza, nella pressoché totale mancanza di documenti di parte fascista relativi alla fase insurrezionale (e più in generale agli ultimi quattro mesi di guerra), ritengo utile riportarne uno stralcio: "Il 18 corrente una segnalazione preventiva al Comando Presidio di Cossato, faceva prevedere lo sciopero generale per il giorno 20. A tale scopo provvedevo ad adunare per la mattina del 19 alle ore 11 gli Industriali di Cossato per urgenti comunicazioni [...]. Il giorno 19 passava senza alcuna manifestazione con astensione completa dal lavoro. In Cossato i negozi venivano fatti aprire mentre osterie, pubblici ritrovi erano già chiusi fino a nuovo ordine per l'uccisione di un nostro legionario avvenuta la sera del 18-4, alla periferia del paese. Il 20-4 avveniva la ripresa normale del lavoro, come da sorveglianza da parte dello scrivente Comando. Il 21-4 tutti lavoravano regolarmente. Avuta comunicazione dal Comandante della Brigata Nera a mezzo una lettera delle decisioni Vostre di far pagare la giornata del 19-4 purché il lavoro fosse stato ripreso entro il 20-4, decidevo di parlare agli operai. Alle ore 11 mi recavo alla Ditta Fila e approfittando di una interruzione di corrente, senza distogliere alcuno dal lavoro, comunicavo la Vostra decisione. Parlavo quindi sul momento attuale, dell'insana propaganda alla quale le masse nel loro interesse non debbono badare perché la nostra sconfitta sarebbe la fine del lavoro libero, gli operai sarebbero costretti a rivarcare gli oceani quali emigranti, sull'amicizia tradizionale italo-germanica fino da Bismarck e su ciò che sta facendo il soldato germanico in difesa dell'Europa civile, riaffermando la certezza della nostra vittoria contro tutti e contro tutto. Ho rivolto un particolare invito alle donne che possono molto con la loro parola, il loro consiglio. Quattro chiacchiere di 12-15 minuti alla buona, dette con il cuore alla massa degli operai, da lavoratore quale sono a lavoratori. Credo di aver ottenuto almeno in parte lo scopo prefisso [...]. Non è illusione affermare che le parole dette con il cuore erano giunte al cuore dei lavoratori. L'Aiutante Maggiore in II Cap. E. P. Costamagna"

9 Cfr. Domenico Roccia, Il giellismo vercellese, Vercelli, La Sesia, 1949, pp. 121-122.

10 Elenco dettagliato in Intercettazioni telefoniche del 20 aprile, in Ipsrsc, fondo Tempia; copia in Isrsc Bi-Vc.

11 Ecco il testo della notizia trasmessa da "Radio Libertà": "Sabato scorso il capo della provincia di Vercelli, ha benignamente invitato a lieto conversare un gruppo di industriali del Biellese. Non è la prima volta che gli industriali ricevono inviti del genere e possiamo quindi facilmente immaginare quale fosse lo scopo per cui sua eccellenza s'incomodasse a concedere una particolare udienza. In tempo fascista nulla stupisce ma confessiamo tuttavia che quando fummo a conoscenza della ragione dell'invito ci venne da esclamare: il fascismo va in bancarotta. Gli ascoltatori diranno: non è una novità, per noi è la realtà della situazione. Stupisce tuttavia il fatto che i fascisti stessi per bocca dei loro magni organi lo riconoscano e lo rendano pubblico.
Insomma per farla breve, il capo della provincia ha chiesto agli industriali la bazzecola di alcune decine di milioni. Motivando il fatto che la repubblica cosiddetta sociale ha bisogno di soldi per - udite ascoltatori - comperare nientemeno che dei cannoni. Siamo troppo educati per dubitare delle intenzioni patriottiche dei fascisti, e magari pensare che tutti quei denari possano dirottare verso dei lontani lidi, ma ci permettiamo di stupirci sul fatto che i camerati tedeschi si facciano addirittura pagare le forniture di guerra, non solo ma anche che facciano un controllo sullo stabilimento cartografico De Agostini di Novara il quale, a quanto ci risulta, per sostenere la lira ha stampato sino a poco tempo fa qualche dozzina di migliaia di biglietti da mille giornalieri. Ma queste sono divagazioni che non ci fanno onore. Cosa interessa a noi è di aver stabilito che a tutt'oggi, giorno della scadenza della cambiale, i milioni biellesi non sono partiti da Biella, e soprattutto che non partiranno mai. Certo il capo della provincia farà arrestare qualche decina di persone, una per ogni milione richiesto. Ma non sarà certo un ricatto di più o meno che costringerà la gente a piegare la schiena, ed a subire le staffilate. E poi è ora di finirla".
La trascrizione dei testi delle trasmissioni di "Radio Libertà" è in Biblioteca civica di Biella, copia in Isrsc Bi-Vc.

12 Secondo A. Poma - G. Perona, op. cit., p. 413, il progetto dell'offensiva sarebbe stato tedesco, ma vi avrebbero contribuito anche comandi fascisti.

13 Si veda l'ordine del questore di Vercelli, Amato, al commissario di polizia di Biella, in D. Roccia, op. cit., p. 124.

14 Su "Radio Libertà" si vedano: P. Secchia - C. Moscatelli, op. cit., p. 325; A. Poma - G. Perona, op. cit., p. 383; Piero Ambrosio - Alberto Lovatto, Radio LibertÓ, in "l'impegno", a. X, n. 1, aprile 1990; A. Lovatto, Radio LibertÓ. Alcune testimonianze, in "l'impegno", a. XI, n. 1, aprile 1991; A. Lovatto, "Una voce nella notte". Le canzoni di Radio LibertÓ. Testimonianza di Giovanni Baudrocco "Pala" e altri documenti sonori, in "l'impegno", a XVIII, n. 1, aprile 1998 e a. XVIII, n. 2, agosto 1998. Le trasmissioni da Sala erano iniziate il 12 marzo.

15 Sugli attacchi del 19 e 20 aprile si vedano Diario storico della 75a brigata e Diario storico del distaccamento "Imer Zona" della 75a brigata, in Isrsc Bi-Vc, b. 76, fasc. 3; Timo [Primo Corbelletti], Noi della VII!, Ivrea, Tip. Giglio Tos, sd, ma 1945, pp. 90-91; A. Poma - G. Perona, op. cit., pp. 413-414.

16 "Radio Libertà" riprenderà le trasmissioni da Biella il 26 aprile, utilizzando le apparecchiature dell'emittente fascista "Radio Baita".

17 Cfr. Diario storico della 75a brigata, cit.

18 Si veda la ricostruzione dettagliata di queste operazioni in A. Poma - G. Perona, op. cit., pp. 414-416. Cfr. inoltre Diario storico della 2a brigata, in Ipsrsc, fondo Tempia, Bft 14a.

19 Cfr. M. Begozzi - F. Omodeo Zorini, op. cit., p. 379.

20 Sulla liberazione di Biella si vedano: Diario storico della 75a brigata, cit., Diario storico del distaccamento "Imer Zona", cit.; Diario storico della 2a brigata, cit. Si vedano inoltre vari documenti in Isrsc Bi-Vc, particolarmente fondo Salza, bb. 69 e 73. Cfr. anche P. Secchia - C. Moscatelli, op. cit., pp. 621-622; A. Poma - G. Perona, op. cit., p. 416 e ss.

21 Cfr. don Antonio Ferraris, L'opera dei sacerdoti biellesi durante la guerra partigiana, in Il movimento di liberazione nel Biellese, Biella, Sateb, 1957, pp. 62-63; Quidam, [don Antonio Ferraris], Sacerdoti biellesi nella bufera (1943-1945), Biella, Tip. Unione Biellese, 1962; Un sacerdote biellese durante la guerra partigiana, intervista di Piero Ambrosio a mons. A. Ferraris, in "l'impegno", a. V, n. 3, settembre 1985, p. 37 e ss.

22 A. Poma - G. Perona, op. cit., p. 417.

23 Si vedano il testo dei primi due manifesti e l'illustrazione dei primi atti del Cln di Biella in "Biella libera", organo del Cln biellese, n. 1, 8 maggio 1945. Lo stesso giornale riporta, oltre a varie interessanti notizie, l'elenco dei sindaci insediati il 1 maggio nei comuni del Biellese.

24 Sull'entrata dei partigiani in Biella e sui festeggiamenti, cfr. La nostra discesa, in "Baita", 1 maggio 1945; Il riscatto della città, in "Baita", 4 maggio 1945.

25 Il testo dei due manifesti è conservato in Isrsc Bi-Vc, b. 03/1, fasc. Cln Biella.

26 Sulla liberazione di Vercelli e del Vercellese: La liberazione, in "Vercelli libera", 27 aprile 1945; L'occupazione di Vercelli, in "Baita", 1 maggio 1945; Come venne occupata Vercelli dalle Brigate Garibaldi, in "L'Unità", 2 maggio 1945; Le ultime resistenze, in "L'Eusebiano", 3 maggio 1945; Diario storico della 75a brigata, cit.; documenti vari in Isrsc Bi-Vc; cfr. inoltre D. Roccia, op. cit., pp. 210; 218-224; G. Zandano, op. cit., p. 161, con inesattezze; P. Secchia - C. Moscatelli, op. cit., p. 629 e ss; A. Poma - G. Perona, op. cit., p. 419 e ss; C. Dellavalle, op. cit., p. 284 e ss.

27 Cfr. La lotta delle Sap, in "Vercelli libera", 1 maggio 1945; Domenico Facelli - Carlo Bernabino, La brigata Sap "Boero" di Vercelli, in "l'impegno", a. II, n. 2, giugno 1982, p. 40 e ss.

28 Secondo una relazione del Comando zona Valsesia al Comando generale del Corpo volontari della libertà, datata 4 maggio 1945, la colonna sarebbe stata composta da oltre millesettecento uomini. Il dato da me citato è ricavato dal diario di un ufficiale della brigata nera "Bruno Ponzecchi" (parzialmente edito in D. Roccia, op. cit., pp. 218-224) secondo cui si sarebbe trattato "in tutto di 2.000 militari e duecento tra donne e bambini". Si veda anche la ricostruzione di parte fascista delle vicende della colonna in Pierangelo Pavesi, La Colonna Morsero, 2002, sl, Edizioni degli ignoranti saggi - Nuovo fronte.

29 Cfr. Relazione del Comando zona Valsesia, cit. e M. Begozzi e F. Omodeo Zorini, op. cit.

30 Sul cecchinaggio si vedano le cronache dei giornali vercellesi (alcune pubblicate da D. Roccia, op. cit., pp. 214-216). Sulla situazione di Vercelli nelle ore della liberazione si veda anche l'interessante testimonianza di Alessandro Trabucchi, I vinti hanno sempre torto, Torino, De Silva, 1947, p. 199.

31 "Colonna 8.000 tedeschi e fascisti provenienti Torino in ritirata. Impedire che la colonna raggiunga Milan". Fonogramma firmato Grossi [Francesco Scotti, vicecomandante del Cmrp]. Cfr. P. Secchia - C. Moscatelli, op. cit., p. 631.

32 Su quanto avvenuto a Santhià e nei paesi limitrofi cfr. Diario storico della 2a brigata, cit.; Crimine orrendo, in "Baita", 7 maggio 1945; Le infamie commesse dai nazifascisti a Santhià, in "L'Eusebiano", 11 maggio 1945; Ezio Manfredi, Terrore a Santhià, Vercelli, Chiais, sd, ma 1945; Elvo Tempia, L'ultima infamia nazifascista, in "l'impegno" a. V, n. 1, marzo 1985, p. 49 e ss; G. Zandano, op. cit., pp. 163-164; P. Secchia - C. Moscatelli, op. cit., pp. 631-633; Mario Grato Ferraris, La formazione del Cln vercellese, Vercelli, La Sesia, 1963, pp. 92-93; A. Poma - G. Perona, op. cit., pp. 422-425 (con l'elenco dei caduti); Rosaldo Ordano, Cronache vercellesi. 1910-1970. La vita politica, Vercelli, La Sesia, 1972, p. 196 e ss; E. Manfredi, Dalle Alpi occidentali a SanthiÓ. La strage dell'aprile 1945 e la resa del LXXV Corpo d'armata, in "l'impegno", a. XXI, n. 3, dicembre 2001, pp. 31-44.

33 Sui vari movimenti della colonna tedesca si veda una cronologia anonima (probabilmente redatta da qualche esponente del Cmrp dopo la liberazione sulla base di vari rapporti e appunti di comunicazioni telefoniche) in Ipsrsc, B 26 h.

34 Sulla resa del LXXV Corpo d'armata tedesco cfr. Timo [Primo Corbelletti], op. cit., pp. 106-108; A. Trabucchi, op. cit., pp. 218-219; Giorgio Vaccarino - Carla Gobetti - Romolo Gobbi, L'insurrezione di Torino, Parma, Guanda, 1968, p. 359 e ss; A. Poma - G. Perona, op. cit., pp. 425-427. L'atto di resa è stato riprodotto dal Comune di Biella nel 1970 ed è inoltre riportato in La Resistenza biellese: storia, documenti, immagini, edito nel 1981 dal Comitato manifestazioni per il conferimento della medaglia d'oro al v.m. per la Resistenza a Biella e al Biellese (dove è pubblicata anche un'interessante testimonianza del capitano Patrick Amoore, della missione "Cherokee"). Il testo differisce in alcuni punti da quello edito in G. Vaccarino ed al., op. cit., pp. 360-361.

35 Comando militare piazza [Ivrea], Rapporto firmato Mautino Felice "Monti", edito in G. Vaccarino et al., op. cit., pp. 363-364.

36 Cfr. segnalazioni varie del Comando zona biellese, in Isrsc Bi-Vc, b. 69.

37 Cfr. "Vercelli libera", 3 maggio 1945.

38 Cfr. ad es. Carlo Simiani, I giustiziati fascisti dell'aprile 1945, Milano, Omnia, 1949 e Giorgio Pisanò, Storia della guerra civile in Italia, Milano, Fpe, 1972, p. 1.633 e ss.

39 Ad es. da G. Zandano, op. cit., p. 164 e da M. G. Ferraris, op. cit., p. 68.

40 D. Roccia, op. cit., riporta un elenco di venticinque "cadaveri rinvenuti in epoche diverse in Vercelli e zone limitrofe" a cui aggiunge " n. 24 non identificati".

41 L'elenco è pubblicato in "La Verità", n. 22, 8 giugno 1945 e ripreso da D. Roccia, op. cit., p. 224.

42 Del resto il totale dei giustiziati, secondo l'elenco di Pisanò, op. cit., p. 1.640, sarebbe, nel Vercellese e Biellese, di duecentotrentasette (si tenga però presente che in questo elenco sono citati casi di fucilazione assolutamente non documentati e che i cinquantuno fucilati all'Ospedale psichiatrico di Vercelli diventano settanta!). R. Ordano, op. cit., p. 195 e ss., contestando i dati pubblicati da Simiani, calcola che, approssimando per eccesso, nel Vercellese sarebbero state passate per le armi circa duecentocinquanta persone.

43 Per quanto riguarda i vari proclami e i primi atti del Cln provinciale si vedano i primi numeri di "Vercelli libera". Ad es. nel numero del 3 maggio sono riportati i testi dei provvedimenti presi dalla Commissione economica, di accordi sindacali ecc. La collezione dell'organo del Cln provinciale vercellese è conservata nella Biblioteca civica di Vercelli.