Le medaglie al valor militare per la Resistenza

Medaglie di bronzo



Avvertenze
In alcuni casi sono state integrate o corrette le indicazioni relative alle località e date di nascita. Le indicazioni delle province di appartenenza delle località relative agli episodi per i quali furono conferite le decorazioni, riportate in calce alle motivazioni, sono state aggiornate (facendo riferimento alle province attuali) e, in alcuni casi, aggiunte.


Guerino Agnesetti
Nato a Rimasco (Vc) il 21 aprile 1924.
Partigiano tra i primi, durante tredici mesi di strenua lotta per la liberazione della Patria, diede continue prove di coraggio, valore e capacità. Nel corso di un duro combattimento contro soverchiante avversario, rimasto quasi completamente accerchiato, battendosi strenuamente riusciva a sottrarre da sicuro annientamento i componenti della pattuglia che guidava, trasportando sotto il fuoco nemico un ferito e la salma di un caduto.
Monte Gavala (Valsesia), 30 aprile 1944.


Giuseppe Alicante
Da Borgo Vercelli (Vc), classe 1921, sottotenente di fanteria.
Volontario per una rischiosa missione di guerra veniva aviolanciato nelle retrovie nemiche e partecipava ad audaci colpi di mano contro presidi e linee di comunicazione dell'avversario, distinguendosi per aggressività e sprezzo del pericolo. Incaricato dell'antisabotaggio di alcuni impianti industriali, assolveva lodevolmente il compito ricevuto, sfidando serenamente gravi rischi e superando notevoli difficoltà.
Piemonte meridionale, 23 marzo - 1 maggio 1945.


Emilio Antoniazzo
Distretto di Vercelli, classe 1911, caporal maggiore, 1o reggimento artiglieria alpina divisione "Taurinense". Alla memoria.
Motivazione non reperita.
Berane (Montenegro), 29 febbraio 1944.


Giovanni Barbaglia
Da Borgosesia, classe 1915, reggimento "Garibaldi" (alla memoria)
Artigliere alpino dotato di indiscusse qualità morali e già distintosi nei precedenti combattimenti sostenuti dal suo reparto, incaricato della difesa di una posizione durante un attacco in forze del nemico di prodigava incessantemente, esponendosi con audacia al pericolo per contenere l'urto della massa attaccante. Giunto il nemico a distanza ravvicinata continuava a resistere in posto per permettere lo sganciamento dei reparti, finché cadeva colpito a morte facendo sacrificio alla Patria della sua giovane vita.
Jovanovici (Montenegro), 10 settembre 1943.


Sandro Bassetti
Da Casapinta (Bi), classe 1924.
Malgrado la giovane età, entrava a far parte delle formazioni partigiane della sua zona distinguendosi per entusiasmo e spirito di sacrificio. Nel corso di un audace colpo di mano, veniva sorpreso e circondato da pattuglie nemiche. Rifiutava l'offerta di resa, e si difendeva strenuamente finché ferito, nell'atto di essere sopraffatto, si toglieva la vita preferendo la morte alla prigionia.
Carisio (Vc), 2 settembre 1944.


Rocco Bellio
Nato a Valstrona (Vb) il 15 gennaio 1920.
Già militare dell'esercito, volontariamente entrava, all'armistizio, nelle prime formazioni partigiane e prendeva parte a numerose ardite azioni, sempre distinguendosi per coraggio ed elevato spirito di dedizione. Catturato durante una missione di collegamento con altro reparto partigiano, sottoposto a torture e condannato a morte, affrontava serenamente il plotone di esecuzione, gridando prima di cadere "Viva l'Italia libera".
Breia (Vc), 9 aprile 1944.


Arturo Biella
Nato a Grignasco (No) il 3 febbraio 1925.
Comandante di distaccamento partigiano si distingueva per ardimento, coraggio e perizia in numerose azioni. Durante un attacco di sorpresa contro la sua formazione da parte di preponderanti forze nemiche, si portava unitamente al comandante del battaglione verso quegli avamposti dove più cruento era il combattimento. Caduto in un'imboscata, accortosi che il suo comandante era stato ferito a morte, anziché porsi in salvo, rimaneva in suo aiuto cadendo così al suo fianco. Fulgido esempio di altruismo e di elevato senso del dovere.
Bertagnina (Valduggia, Vc), 9 agosto 1944.


Antonio Biscotti
Da Tavigliano (Bi), classe 1925.
Benché di giovane età, entrava nelle file partigiane partecipando dall'inizio alla lotta con grande slancio ed ardimento. Nel corso di un cruento combattimento contro preponderanti forze nemiche si offriva di restare al fianco del fratello, comandante del reparto, per proteggere il piegamento dei commilitoni. Colpito da una raffica di mitra immolava insieme al fratello, la sua giovane esistenza alla causa della libertà.
Pollone (Bi), 3 febbraio 1945.


Guido Bobba
Nato a Cigliano (Vc) il 1 febbraio 1913.
Entrato tra i primi nella Resistenza, partecipava a numerose azioni dando ripetute prove di coraggio, capacità e profondo spirito di dedizione alla causa della liberazione. Durante un duro combattimento contro soverchianti forze avversarie, si batteva validamente alla testa dei suoi uomini. Rimasto gravemente ferito, continuava a lottare incitando i commilitoni, finché spirava al grido di "Viva l'Italia libera".
Prato del Rio (Condove, To), 20 aprile 1945.


Franco Bocca
Nato a Graglia (Bi) il 10 agosto 1922.
Aviere, entrava all'armistizio nella lotta di resistenza, distinguendosi per spirito di abnegazione e sprezzo del pericolo. Nel corso di un attacco avversario, pur affaticato per altro servizio svolto, si offriva volontario in un'azione di ricognizione in sostituzione di un altro commilitone. Nel coraggioso tentativo di penetrare nel dispositivo avversario, la sua pattuglia veniva sorpresa a causa della fitta nebbia da preponderanti forze nemiche. Immolava così dopo eroica difesa, la sua giovane vita.
Toetto di Roddi d'Alba (Cn), 2 novembre 1944.


Elia Bodo
Da Santhià (Vc), classe 1905.
Valoroso partigiano, sempre presente nelle imprese più rischiose dimostrava non comuni doti di coraggio e di altruismo. Nel corso di un duro combattimento contro superiori forze nemiche, malgrado una grave ferita al volto che gli procurava poi la perdita dell'occhio destro, continuò generosamente la lotta trascinando con l'esempio i commilitoni.
Torino, 25 aprile 1945.


Adriano Boero
Da Camandona (Bi), classe 1921
Di elevati sentimenti patriottici, costituiva in montagna i primi gruppi partigiani ed era di esempio ai suoi uomini in numerose azioni belliche per valore e per spirito di abnegazione. Nel corso di un violento combattimento contro un nemico preponderante che aveva circondato la sua squadra, rifiutava la resa e resisteva fino all'esaurimento delle munizioni. Ferito mortalmente mentre si difendeva a colpi di bombe a mano, immolava la sua esistenza alla causa della libertà dopo aver trovato la forza di lanciare contro il nemico la sua arma e di gridare il suo amore per l'Italia.
Curino (Bi), 8 maggio 1944.


Pier Carlo Boggio
Da Gattinara (Vc), sottotenente di fanteria, paracadutista.
Volontario per una missione di guerra veniva aviolanciato in territorio italiano occupato dai tedeschi quale capo di una missione di collegamento con i patrioti. In breve tempo, con azione intelligente ed efficace si adoprava per l'antisabotaggio degli impianti industriali della zona di combattimento continuando a dare il suo valido contributo fino alla completa liberazione della zona.
Zona di Pavia, 9-27 aprile 1945.


Silvino Borla
Da Trino, capitano dei bersaglieri
Portatosi volontariamente in posto antistante lo schieramento del battaglione ove, dal tiro delle nostre artigliere erano stati immobilizzati poco prima automezzi nemici, incurante del pericolo a cui si esponeva riusciva a raggiungere un sottufficiale nemico e catturarlo.
Ponte del Pinzalone (Corsica), 12 settembre 1943.


Pierino Borrione
Distretto di Vercelli, classe 1918, brigata "Garibaldi" (alla memoria).
Fuciliere di compagnia alpina duramente impegnata in un furioso combattimento contro preponderanti forze nemiche, nell'estremo tentativo di sfondare la linea avversaria e di sfuggire all'accerchiamento si slanciava con assoluto sprezzo del pericolo ed alto senso del dovere al contrattacco a bombe a mano, trascinando con l'esempio i compagni. Colpito a morte nell'infuriare della battaglia, cadeva sul terreno immolando la sua giovane esistenza alla Patria.
Jogoce (Montenegro), 7 gennaio 1944.


Santino Campora
Nato a Cellio (Vc) il 19 febbraio 1923.
Commissario di battaglione partigiano, già distintosi per coraggio e spirito combattivo nell'attacco ed eliminazione di un forte presidio nemico, a cui aveva chiesto di partecipare benché inabile per una grave ferita riportata in un precedente combattimento, assumeva volontariamente il comando di una pattuglia esplorativa col compito di individuare la dislocazione e l'entità dei rinforzi avversari. Sorpreso ed accerchiato dal nemico, sosteneva da solo l'impari combattimento sacrificando generosamente la vita per permettere lo sganciamento dei suoi uomini.
Fara Novarese (No), 16 marzo 1945.


Sergio Carta
Da Benna (Bi), classe 1921.
Organizzatore ed animatore delle prime formazioni partigiane partecipava a tutto il periodo della lotta di resistenza distinguendosi in numerose azioni per capacità di comando e valore personale. Sorpreso con i suoi uomini, al ritorno da un attacco ad un posto di blocco, da un reparto avversario fortemente superiore, resisteva per molte ore al fuoco nemico finché, con un'audace sortita, riusciva a rompere l'accerchiamento e a riportare in salvo il suo reparto.
Zona di Vercelli, marzo 1944 - aprile 1945.


Domenico Ciriano
Da Vercelli, classe 1921.
Partigiano di profonda fede, di indomito coraggio, sprezzante di ogni pericolo. Nel corso di un'azione contro un'autocolonna avversaria, si portava per primo in zona scoperta per intimare la resa al nemico. Ferito gravemente non desisteva dalla lotta ed incitava i commilitoni fino al conseguimento del successo. Decedeva il giorno successivo, dissanguato, immolando così la sua esistenza per la causa della libertà.
Valdassa - Asiago (Vi), 8 agosto 1944.


Primo Corbelletti
Nato a Biella il 15 dicembre 1914.
Caporale di artiglieria, entrato nelle formazioni partigiane, prendeva parte a numerose azioni distinguendosi per capacità, spirito d'iniziativa e valore. Quale comandante di distaccamento e successivamente di brigata e di divisione partigiana riusciva ad infondere ai suoi gregari, con l'esempio, in venti mesi di lotta, coraggio e sprezzo del pericolo. Nel corso di una particolare azione, accortosi che una sua unità si trovava in difficoltà, ne assumeva direttamente il comando riorganizzandone la resistenza e costringendo l'avversario, superiore in mezzi e uomini, a desistere dall'attacco per le dure perdite subite.
Piemonte, 19 settembre 1943 - 5 maggio 1945.


Sergio Corvino
Da Vercelli, caporale maggiore, 51o battaglione bersaglieri. Alla memoria.
Durante un aspro combattimento contro i tedeschi, si offriva volontario per riconoscere le posizioni nemiche. Nell'assolvere il rischioso compito, visto la sua compagnia in fase di attacco che veniva improvvisamente minacciata sul fianco sinistro, di iniziativa, sfidando la reazione avversaria, si portava audacemente in avanti con la sua squadra per sventare la sorpresa impegnandosi in dura lotta. Costretta la compagnia a ripiegare, riusciva, insieme a qualche superstite, a rientrare nelle linee. Pochi giorni dopo l'azione, ritornato in linea coi resti duramente provati della compagnia, riportava ferita mortale all'addome. Conscio della fine affrontave la morte con stoica fermezza d'animo.
Mignano [Montelungo, Ce], 8 dicembre 1943.


Ermanno Cossolo
Da Torino, classe 1924, soldato fanteria, partigiano combattente (alla memoria).
Dopo l'armistizio, con fedeltà e con decisione, partecipava alla lotta di liberazione dimostrando, in difficili circostanze, di possedere belle doti di volenterosità e di ardimento. Capo squadra in una formazione partigiana cadeva gravemente ferito in mani tedesche. Lungamente interrogato nulla rivelava e, con esemplare fermezza, rifiutava ancora di parlare quando, a prezzo della delazione, gli si offriva di farlo curare da un medico. Si spegneva, così, vittima del dovere e per il trionfo degli ideali di libertà e di Patria.
Livorno Ferraris (Vc), 26 ottobre 1944.


Enzo Dellamontà
Da Valle San Nicolao (Bi), classe 1921.
Nel corso di un lungo periodo di lotta partigiana, dava ripetute prove di spirito combattivo e sprezzo del pericolo. Durante un'azione contro un presidio nemico, si lanciava primo fra i suoi commilitoni all'assalto dell'avversario rimanendo ferito. Impossibilitato dal ripiegare con il proprio reparto, per non essere catturato, immolava volontariamente la sua esistenza alla causa della libertà.
Issime (Ao), 25 luglio 1944.


Enrico Del Piano
Da Biella, classe 1900, capitano di complemento, 4o alpini.
All'atto dell'armistizio, lontano dal suo reparto, rifiutava di obbedire alle umilianti imposizioni di resa. Raccolte alcune centinaia di alpini sbandati, animandoli con la parola e con l'esempio, attraverso rischi e pericoli in terra nemica li portava in salvo ricongiungendoli con la propria unità e sottraendoli così alla prigionia. Successivamente, riorganizzava un battaglione di complementi di cui teneva il comando in periodo durissimo di lotta partigiana, malgrado le insidie del terreno, il rigore del clima e l'accerchiamento dei nemici. Prodigavasi con animosa passione per la vita e l'efficienza dei suoi uomini che potevano rinforzare validamente altri reparti. Colpito da tifo petecchiale, veniva catturato quasi morente e subiva dura prigionia, senza mai abdicare agli ideali cui aveva tenuto fede con tanto entusiasmo.
Montenegro, 9 settembre 1943 - 15 aprile 1944.


Remo De Luca
Nato a Ivrea (To) il 9 luglio 1925.
Nel corso di un lungo periodo di dura lotta partigiana si distingueva durante diverse azioni per eccezionale sprezzo del pericolo e per esempio ai suoi dipendenti. Catturato durante un rastrellamento condotto dal nemico e condannato a morte immolava serenamente la sua esistenza alla causa della libertà.
Biella, 4 giugno 1944.


Giulio Cesare De Marmels
Da Verolanuova (Bs), classe 1920.
Al comando di una squadra di partigiani attaccava arditamente un forte presidio avversario. Nel duro combattimento che ne seguiva, si poneva alla testa del suo reparto trascinando con l'esempio e la parola i suoi gregari, riuscendo a mettere in fuga il nemico e catturando grande quantitativo di armi e di munizioni.
Cigliano (Vc), 25 dicembre 1944.


Giuseppe Failla
Da Vercelli, classe 1922, sottotenente spe. Decorato anche di medaglia d'oro.
Passato tra i primi nelle file partigiane mentre si trovava in terra straniera (Jugoslavia), era di esempio per coraggio e spirito di sacrificio. Ferito in combattimento e colpito successivamente da una grave malattia, rifiutava due volte il rimpatrio per non abbandonare i commilitoni. Nel corso di un duro combattimento, mentre alla testa del suo plotone assaltava alcune postazioni avversarie, veniva mortalmente ferito alla testa ed alle gambe. Prima di immolare la sua giovane esistenza alla causa della libertà, trovava la forza di incitare i suoi uomini alla lotta.
Fogniza - Travnik (Jugoslavia), 12 luglio 1944.


Roberto Falcione
Nato a Fobello (Vc) il 15 agosto 1917.
Valoroso alpino del 4o reggimento dopo l'8 settembre, passava con tutto il suo reparto a combattere insieme ai partigiani jugoslavi. Catturato in un combattimento contro i tedeschi e deportato in Germania, riusciva a fuggire e si arruolava nelle formazioni partigiane della Valsesia. Nominato comandante di battaglione, si distingueva in rischiose azioni armate contro i nazifascisti. In un'ennesima azione, nel generoso tentativo di porre in salvo da sicura morte alcuni gregari rimasti accerchiati dal nemico, veniva colpito a morte.
Vanzone - Isolella (Borgosesia, Vc), 19 dicembre 1944.


Natale Faletti
Distretto di Vercelli, classe 1920, reggimento "Garibaldi".
Capo arma di provata capacità e fede, già distintosi più volte durante la campagna balcanica, in una fulminea azione offensiva contro una munita posizione nemica, si lanciava animosamente all'attacco, trascinando con l'esempio la sua squadra. Successivamente contrattaccato dall'avversario e ferito ad una spalla resisteva in posto rifiutando il cambio e continuando a contenere con il fuoco preciso ed efficace della sua arma l'irruenza del nemico, per dar modo al suo reparto di passare nuovamente all'offensiva ed occupare la posizione.
Rozaj (Albania), 4 ottobre 1944.


Luigi Ferraris
Nato a Vercelli il 26 settembre 1912, capitano di complemento 19o reggimento di artiglieria, divisione "Garibaldi"; due decorazioni.
Aiutante maggiore in prima di un reggimento di artiglieria divisionale, durante attacco tedesco, combinato con violenta azione aerea, che colpendo inizialmente la sede del comando, aveva sconvolto i collegamenti, riuniva i dipendenti e, con rapida decisione e grande sprezzo del pericolo, riusciva a ripristinare le comunicazioni, in modo da rendere possibile, in momento critico la collaborazione fra artiglieria e fanteria.
Berane (Montenegro), 17-20 ottobre 1943
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Vedi anche motivazione collettiva.

Ido Festa
Nato a Sala Biellese (Bi) il 21 giugno 1921, partigiano combattente.
Comandante di brigata partigiana trascinava con l'esempio i suoi uomini in numerosi combattimenti contro agguerrite forze nemiche dando prova di indomito valore e di sereno sprezzo del pericolo. Per ben sette volte affrontava e sconfiggeva il tracotante avversario costringendolo ad ignominiose fughe e portava con audaci puntate offensive lo scompiglio nei reparti in rotta, infliggendo sensibili perdite in uomini e materiali.
Biellese, settembre 1943 - aprile 1945.


Elio Fontanella
Da Strona (Bi), classe 1924, partigiano combattente. Alla memoria.
Sempre primo fra i primi, fu in ogni circostanza di esempio ai suoi compagni per slancio, ardimento e sprezzo del pericolo. In servizio di guardia, affrontava con il fuoco un reparto nemico che cercava di attaccare di sorpresa la sua formazione. Ferito la prima volta continuava a combattere finché cadeva sopraffatto dal nemico in forza.
Curino (Bi), 8 maggio 1944.


Ernesto Galazzo
Nato a Ronco Biellese (Bi) il 17 ottobre 1913, divisione "Taurinense", reggimento "Garibaldi".
Artigliere alpino dotato di indiscusse qualità morali e già distintosi in precedenti combattimenti sostenuti dal suo reparto, incaricato della difesa di una posizione durante un attacco in forze del nemico, si prodigava incessantemente, esponendosi con audacia al pericolo, per contenere l'urto della massa attaccante. Giunto il nemico a distanza ravvicinata resisteva audacemente in posto per permettere lo sganciamento del reparto. Caduto gravemente ferito rifiutava di essere trasportato al posto di medicazione finché, perduti i sensi nell'estremo sforzo per continuare a manovrare la sua arma, veniva posto in salvo dai compagni.
Slatino (Montenegro), 11 gennaio 1944.


Odillo Domenico Galioni
Da Sant'Elena (Pd), classe 1920.
Partecipava alla lotta partigiana con entusiasmo, ardimento e abnegazione. Durante una massiccia offensiva nemica accorreva in soccorso di una pattuglia circondata da forze avversarie e, sostenendo una lotta corpo a corpo, permetteva ai commilitoni di mettersi in salvo proteggendone la ritirata. Catturato in seguito a tale azione, sopportava la prigionia con sdegnosa fermezza.
Baraggia della Garella (Buronzo, Vc), 26 marzo 1945.


Arrigo Gallian
Nato a Biella il 9 luglio 1924, partigiano combattente.
Fin dall'inizio partecipava alla lotta di liberazione segnalandosi per slancio e coraggio e per notevoli capacità organizzative. Nel corso di un duro combattimento, per quanto gravemente ferito persisteva nella lotta, riuscendo in ultimo a sottrarsi miracolosamente alla cattura. Per quanto rimasto invalido rientrava ben tosto nei ranghi e continuava a combattere fino al raggiungimento della vittoria da parte delle nostre armi.
Biellese, settembre 1943 - 24 aprile 1945.


Bernardo Giacomo Ghirardelli
Nato a Predore (Bg) il 10 febbraio 1925.
Giovane fervente patriota, entrava nella Resistenza partecipando a molteplici rischiose azioni comportandosi da valoroso. Ricevuto l'ordine di distruggere, con pochi commilitoni, un edificio occupato dalle forze avversarie, si portava travestito sul posto. Mentre stava per innescare la carica esplosiva, già audacemente piazzata, veniva colpito a morte da intenso fuoco nemico e cadeva per la libertà della Patria.
Andorno Micca (Vc), 21 giugno 1944.


Giuseppe Giardini
Da Vercelli, classe 1921, divisione "Taurinense", reggimento "Garibaldi". Alla memoria.
Artigliere alpino di indiscusse qualità morali e già distintosi in precedenti combattimenti sostenuti dal suo reparto, incaricato della difesa di una posizione durante un attacco in forze del nemico si prodigava incessantemente esponendosi con audacia al pericolo per contenere l'urto della massa attaccante. Giunto il nemico a distanza ravvicinata, continuava a resistere in posto per permettere lo sganciamento del reparto, finché cadeva colpito a morte facendo sacrificio alla Patria della sua giovane vita.
Radulic (Montenegro), 7 gennaio 1944.


Martino Giardini
Nato a Varallo (Vc) il 22 aprile 1919.
Vice comandante di brigata, fu sempre d'esempio per le sue virtù militari nel guidare i suoi uomini in molteplici vittoriosi combattimenti e dando chiare prove di grande fede nei futuri destini della Patria. Durante un rastrellamento nemico, per precludere ai nazifascisti l'uso di mezzi motorizzati blindati, si offrì volontario per minare la strada di accesso alla zona. Nel trasportare il forte quantitativo di esplosivo occorrente attraverso impervi sentieri gelati, precipitava in un burrone e decedeva dilaniato dalla tremenda esplosione. Esemplare figura di comandante responsabile e di generoso combattente.
Monte Tracciora - Rossa (Vc), 7 novembre 1944.


Mario Grosso
Nato a Campertogno il 21 gennaio 1921, divisione "Taurinense". Alla memoria.
Artigliere alpino di indiscusse qualità morali e già distintosi in precedenti combattimenti sostenuti dal suo reparto, incaricato della difesa di una posizione durante un attacco in forze del nemico si prodigava incessantemente esponendosi con audacia al pericolo per contenere l'urto della massa attaccante. Giunto il nemico a distanza ravvicinata, continuava a resistere in posto per permettere lo sganciamento del reparto, finché cadeva colpito a morte facendo sacrificio alla Patria della sua giovane vita.
Podped (Montenegro), 6 dicembre 1943.


Guerrino Guidotti
Da Savigno (Bo), classe 1919, caporal maggiore, partigiano combattente.
Subito dopo l'armistizio partecipava alla lotta di liberazione facendosi vivamente apprezzare nelle formazioni partigiane per capacità di organizzatore e di comandante, per decisione, per ardimento. Particolarmente si distingueva il 1° ottobre 1944 a Roccapietra quando si offriva per collocare una carica esplosiva nelle difese nemiche. Nell'effettuare l'ardita impresa veniva ferito e catturato. Durante la prigionia sopportava con stoicismo l'amputazione della gamba destra, conseguente alla ferita, e manteneva esemplare contegno, nulla rivelando nonostante i ripetuti, duri interrogatori.
Zona di Vercelli [sic, ma Valsesia], ottobre 1943 - aprile 1945
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Felice Jervasi
Nato a Zubiena (Bi) l'11 febbraio 1919, partigiano combattente.
Fatto fronte con la sua arma automatica ad un improvviso attacco del nemico, determinava un concentramento di fuoco sulla sua postazione, dando modo ad altri reparti partigiani di muovere più facilmente all'attacco per raggiungere preziosa vittoria.
Ceric, quota 134 (Jugoslavia), 3 dicembre 1944.


Augusto Levis
Nato a Torino il 24 ottobre 1922.
Giovane patriota entrava tra i primi nelle file partigiane distinguendosi al comando del reparto armi d'assalto per coraggio, audacia e perizia. Nel corso di un aspro attacco contro munite posizioni avversarie si batteva con le armi controcarro con esemplare calma e sicurezza, provocando serie perdite al nemico. Colpito mentre provvedeva in zona scoperta al trasporto di munizioni, esortava pria di morire i compagni a continuare nell'azione e ad aver fede nel futuro della Patria.
Andorno Micca (Bi), 26 settembre 1944.


Ulisse Losio
Nato a Borgosesia (Vc) il 24 marzo 1922.
Durante diciassette mesi di duri combattimenti, si distingueva per arditezza, capacità ed elevato spirito di sacrificio, fino a diventare comandante di plotone partigiano. Nel corso di un pesante rastrellamento nemico, mentre si batteva da prode, veniva gravemente ferito alla gamba destra. In ospedale sopportava serenamente l'amputazione dell'arto reso inerte, nella fulgida visione della libertà della Patria.
Vintebbio (Serravalle Sesia, Vc), 3 marzo 1945.


Luigi Celeste Maffei
Da Vercelli, classe 1922.
Nobile figura di patriota, dava tutto se stesso per infondere con la parola e con l'esempio, lo spirito combattivo alla gioventù novarese. Nella notte tra il 4 e 5 ottobre, unitamente a pochi uomini attaccava un nutrito presidio nemico e, benché gravemente ferito al petto, incitava i compagni alla lotta costringendo l'avversario alla fuga dopo ore di aspro combattimento.
Fara Novarese (No), 4-5 ottobre 1944.


Ferdinando Mautino
Da Vercelli, classe 1911, tenente complemento, partigiano combattente.
Nella lotta partigiana, combattuta per venti mesi, ricopriva posti di responsabilità e di comando segnalandosi per ardimento e per belle doti di animatore e di organizzatore. Particolarmente si distingueva nel respingere un attacco, condotto in forze da reparti cosacchi, mantenendo con decisione, benché ferito, il suo posto di comandante ed infliggendo gravi perdite al nemico. Catturato, riusciva arditamente ad evadere per subito riprendere la lotta, sino alla vittoria finale.
Veneto, settembre 1943 - aprile 1945.


Elso Mettadelli
Nato a Rovasenda (Vc) il 20 maggio 1915, caporal maggiore 1o reggimento artiglieria alpina.
Capo pezzo di artiglieria alpina partiva volontariamente alla riconquista del suo obice, che, non col valore, ma col tradimento l'avversario gli aveva carpito. Riuscito nell'intento lo portava in linea ed apriva immediatamente il fuoco dimostrando al nemico quanto sappia valere un artigliere italiano.
Danilovgrad (Montenegro), 15 settembre 1943.


Carlo Minervini
Da Napoli, classe 1924, allievo ufficiale di cavalleria, partigiano combattente.
Arruolatosi, dopo l'armistizio, nelle formazioni partigiane si distingueva per entusiastica dedizione al dovere e per doti di animatore e di capo. Nell'esecuzione di arditi colpi di mano ed in situazioni particolarmente difficili, forniva sicure prove di capacità e di coraggio.
Zone di Vercelli e di Torino, febbraio 1945 - aprile 1945.


Giovanni Miranda
Nato a Casalino (No) il 29 gennaio 1926 a.
Diciassettenne comandante di squadra partigiana, nel corso di un rastrellamento nemico, ricevuto il compito di contrastare con la sua squadra le soverchianti forze avversarie, noncurante del rischio a cui si esponeva, raggiungeva una posizione dominante, rendendo possibile, con il preciso fuoco della sua arma, lo sganciamento degli altri reparti partigiani. Benché gravemente ferito, rifiutava ogni soccorso finché, colpito una seconda volta, cadeva da prode.
Colline di Castelletto Villa (Roasio, Vc), 12 novembre 1944.


Armando Morino Baquetto
Da Sala Biellese (Bi), classe 1920.
Comandante di battaglione, dotato di notevole spirito combattivo, si distingueva sin dall'inizio della lotta partigiana per capacità organizzativa e sprezzo del pericolo. Il 13 aprile 1945, nel corso di un violento attacco condotto da preponderanti forze nemiche, accortosi che l'intera sua brigata stava per essere accerchiata da un nucleo fortemente agguerrito, non esitava, alla testa del suo distaccamento, a fronteggiare l'avversario costringendolo a ripiegare, dopo aspro combattimento, con gravi perdite di uomini e materiali.
Mongrando (Bi), 13 aprile 1945.


Ferruccio Nazionale
Da Biella, classe 1922.
Volontario in formazioni partigiane, dava costante prova di coraggio e di fermezza di carattere, prendendo parte attiva a diverse rischiose azioni. Catturato durante un'operazione di rastrellamento, veniva condannato a morte mediante impiccagione. Generoso esempio di serenità d'animo e di dedizione alla causa della libertà.
Ivrea (To), 29 luglio 1944.


Mario Panizzone
Da Trivero (Bi), classe 1916, alpino, partigiano combattente.
Evaso da un campo di concentramento tedesco, entrava senza esitazione, al seguito di un generale italiano, nelle file della resistenza francese. In numerose azioni di sabotaggio e di guerriglia contro posti di blocco, presidii e installazioni militari del nemico sempre dava belle prove di coraggio e di capacità militare, guadagnandosi la fiducia incondizionata e la stima dei compagni di lotta.
Vosgi e Valle della Mosa (Francia), giugno - settembre 1944.


Armando Peretti
Nato il 24 aprile 1914 in San Maurizio d'Opaglio (No).
Esente da obblighi di leva perché riformato, si univa volontariamente, dopo l'armistizio, alle formazioni partigiane, conseguendo ben presto la nomina a caposquadra dei guastatori per la sua abilità nel colpire le forze avversarie e nel rintuzzarne la reazione. Durante un attacco contro un ben munito presidio nemico, mentre alla testa dei suoi uomini faceva saltare con tubi di esplosivo i reticolati e si apprestava ad eseguirne l'assalto, colpito in fronte, cadeva da prode per la libertà.
Borgosesia (Vc), 16 marzo 1945.


Giacomo Picciolo
Nato a Milazzo (Me) il 14 febbraio 1921.
Valoroso comandante di battaglione partigiano, dopo aver brillantemente espugnato un ben munito presidio nemico, vista la propria unità quasi completamente circondata da sopraggiunte forze blindate avversarie, si gettava con generoso impeto, alla testa di pochi arditi, contro di esse impegnandole con nutrito fuoco. Gravemente ferito rifiutava ogni aiuto, finché, nuovamente colpito, cadeva per la libertà della Patria.
Borgosesia (Vc), 16 marzo 1945.


Libero Albino Pighi
Da Miagliano (Bi), classe 1921.
Partigiano combattente partecipava, in qualità di intendente di battaglione, a numerosi scontri con forze nemiche distinguendosi per coraggio e sprezzo del pericolo. Il 17 gennaio 1945, mentre si accingeva a raggiungere un altro reparto, veniva improvvisamente attaccato da una pattuglia contro la quale non esitava a far fuoco col suo armamento individuale. Ferito una prima volta, continuava nell'impari lotta fino a quando, esaurite le munizioni della sua arma, passava al lancio di bombe a mano. Colpito nuovamente in più parti del corpo si accasciava al suolo privo di sensi. Catturato e portato in luogo di cura veniva liberato all'alba dell'insurrezione nazionale.
Balma (Quittengo, Bi), 17 gennaio 1945.


Pierino Quaglietti
Nato a Villata (Vc) il 14 maggio 1920.
Fervente patriota, partecipava a numerosi combattimenti sempre distinguendosi per capacità e valore. Nel corso della difesa di un'importante centrale elettrica, guidava i suoi uomini al contrattacco con abilità e sprezzo del pericolo. Colpito una prima volta, continuava eroicamente a dirigere l'azione finché colpito ancora, cadeva per la libertà della Patria.
Centrale di Venalzio (To), 27 aprile 1945.


Pietro Rastelli
Nato a Varallo il 15 giugno 1919, soldato del genio, partigiano combattente.
Combattente della lotta partigiana forniva ripetute e belle prove di decisione, di coraggio e di capacità di comando riportando tre ferite in combattimento. Particolarmente si distingueva nel corso di un duro rastrellamento battendosi tenacemente e dimostrando di possedere prontezza di decisione ed intrepida fermezza.
Valsesia, settembre 1943 - aprile 1945.


Pietro Roggero
Da Rivoli (To), capitano artiglieria.
Volontario per una missione di guerra veniva aviolanciato nel Biellese a capo di una missione di collegamento con i patrioti. Non riuscendo subito a stabilire un regolare contatto radio con la base, si adoperava validamente per incrementare la resistenza armata contro i nazifascisti. Durante oltre un anno di permanenza in territorio occupato, malgrado la stretta vigilanza nemica, svolgeva una intensa appassionata opera in contatto con esponenti del movimento di resistenza e presso le stesse formazioni patriote dove organizzava e dirigeva operazioni di sabotaggio, partecipando attivamente alla lotta di liberazione.
Alto Piemonte, 11 marzo 1944 - 25 aprile 1945.


Fiorino Romagnoli
Distretto di Vercelli, classe 1920, caporal maggiore 3o reggimento alpini battaglione "Ivrea". Alla memoria.
Già distintosi in precedenti combattimenti, nel corso di un'azione per la conquista di importante posizione nemica, incurante del fuoco avversario si lanciava per primo all'assalto, incitando i compagni con la parola e con l'esempio del suo ardimento. Volontariamente, superati i reticolati, si avventava quindi contro munite postazioni lanciando bombe a mano, finché una raffica nemica troncava il suo impeto e spegneva la sua giovane esistenza quando ancora era fieramente proteso contro il nemico.
Quota 927 di Grahovo (Montenegro), 1 ottobre 1944.


Lodovico Rovaretto
Da Sala Biellese (Bi), classe 1922.
Nel corso di un violento combattimento contro forze avversarie superiori, era di esempio ai suoi uomini per calma e determinazione. Catturato e condannato alla fucilazione, immolava generosamente la sua esistenza alla causa della libertà.
Biella, 4 giugno 1944.


Vito Rugge
Nato a Strudà Acaia (Le) l'11 novembre 1915.
Dava una bella prova di ardimento e di iniziativa nel sabotare una centrale elettrica con un'azione di minamento nel corso della quale, per lo scoppio prematuro di una carica, rimaneva ferito in modo grave alla gamba destra che doveva essergli amputata. Durante un successivo periodo di convalescenza, veniva catturato e, condannato a morte, immolava generosamente la sua esistenza alla causa della libertà.
Sala Biellese (Bi), 10-11 ottobre 1944.


Clemente Rulfo
Nato a Torino il 2 febbraio 1922.
Giovane e ardito patriota, entrava subito dopo l'armistizio nella Resistenza rivelandosi abile organizzatore ed animatore e dando in combattimento belle prove di coraggio e sprezzo del pericolo. Di ritorno da una missione, accortosi che alcuni suoi dipendenti erano stati circondati da una pattuglia nemica, si lanciava arditamente sugli avversari impegnando con essi viva lotta e dando tempo ai compagni di mettersi in salvo. Colpito a morte cadeva per libertà della Patria.
Crescentino (Vc), 31 marzo 1944.


Pasquale Sorge
Da Mussomeli (Cl), classe 1917, sergente maggiore, partigiano combattente.
Sottufficiale di eccezionali doti tecniche e professionali, combattente animoso ed entusiasta, assumeva, in difficili circostanze, il comando di un battaglione partigiano emergendo per i suoi alti requisiti di organizzatore e di combattente. Impegnato in aspri combattimenti dava continuo esempio di capacità, ardimento e sprezzo del pericolo e si distingueva particolarmente nelle azioni di Quarna (13 marzo 1945) e di Borgosesia (16 marzo 1945) durante le quali, dopo aver sostenuto per lunghe ore l'intenso fuoco nemico, sapeva condurre i suoi uomini al successo.
Valsesia - Verbano, 17 luglio 1944 - 25 aprile 1945.


Sergio Stocco
Nato a Dolo (Ve) il 16 gennaio 1926.
Giovanissimo ed audace partigiano, ferito nel corso di un aspro combattimento, rifiutava di lasciare il suo posto continuando a battersi eroicamente finché, colpito a morte, cadeva per la libertà della Patria.
Monte Mucrone (Piemonte) [Biellese], 5 agosto 1944.


Dovilio Tedesco
Distretto di Vercelli, classe 1920, artigliere alpino. Alla memoria.
Durante l'attacco di una colonna motorizzata nemica fortemente armata, in piedi abbracciava la propria arma e con raffiche precise contrastava da vicino l'avanzata di un nemico agguerrito sino a quando inceppatasi l'arma riusciva a sganciarsi dall'avversario portandola in salvo. Decedeva poco dopo per le gravi ferite riportate in combattimento. Esempio di ardimento e sprezzo del pericolo.
Podpec (Montenegro), 6 dicembre 1943.


Edgardo Tosetti
Nato a Serravalle Sesia (Vc) il 19 novembre 1910.
Offertosi volontariamente per una rischiosa azione contro un munito e fortificato presidio nemico, si distingueva per impareggiabili doti di perizia e ardimento anche quando, benché ferito, rifiutava ogni soccorso e alla testa dei suoi uomini costringeva i tedeschi alla resa dopo dieci ore di aspro combattimento. Vice comandante di brigata partigiana, durante la lotta di Liberazione trasfondeva nei suoi uomini le alte virtù militari che lo animavano, trascinando il suo reparto in molteplici vittoriose azioni di guerra.
Fara Novarese (No), 16 marzo 1945.


Giovanni Toso
Da Mongrando (Bi), classe 1924.
Rimasto con pochi volontari a proteggere il ripiegamento della sua formazione partigiana, benché ferito, continuava a combattere con mirabile valore e tenacia. Nuovamente colpito, immolava la sua esistenza alla causa della libertà dando nobile esempio di dedizione assoluta al sacrificio.
Trivero - Mosso Santa Maria (Bi), 27 febbraio 1945.


Giovanni Vaccino
Da Vercelli, classe 1926.
Volontario fin dai primi giorni nella lotta contro l'invasore, si distingueva in numerose azioni di guerra per coraggio e grande abnegazione. Nel corso di duri combattimenti contro preponderanti forze nemiche, accortosi che il suo distaccamento era seriamente minacciato da aggiramento, di propria iniziativa, benché ferito ad un occhio ed al viso, si portava su posizione favorevole e con il fuoco della sua arma automatica riusciva ad arrestare l'irruenza avversaria, permettendo ai compagni di ripiegare.
Magnano (Bi), 19 aprile 1945.


Dino Vicario
Nato a Riva Valdobbia (Vc) il 26 ottobre 1920.
Comandante di brigata si distingueva per le sue doti di organizzatore, dotato di notevole sprezzo del pericolo. Nel corso dei combattimenti avvenuti in Val d'Ossola durante la guerra di Liberazione contribuiva con il suo reparto in maniera decisiva alla favorevole soluzione di molteplici attacchi sferrati contro i presidi nemici, evidenziando le sue chiare doti di valoroso combattente votato agli ideali della libertà.
Val d'Ossola (Vb), ottobre 1943 - settembre 1944.


Pietro Viotti
Nato a Valduggia (Vc) il 28 giugno 1921, artigliere scelto 1o reggimento artiglieria alpina.
Sistemato a difesa con pochi compagni in posizione molto avanzata, col preciso tiro del suo moschetto teneva a bada numerosi elementi nemici che tentavano di infiltrarsi nel nostro schieramento. Fatto incessantemente segno a raffiche di armi automatiche rimaneva impassibile e sereno al suo posto di combattimento deciso a resistere fino all'ultima cartuccia anche quando il fuoco avversario faceva cadere colpiti a morte due suoi compagni ed altri due ne feriva.
Montenegro, Sretnija, 10 novembre 1943
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Vedi anche motivazione collettiva.

Delfo Zanotti
Da Mongrando (Bi), classe 1921.
Durante un lungo periodo di lotta partigiana, si distingueva, nel corso di diverse azioni, per spirito combattivo e sprezzo del pericolo. Sorpreso da elementi nemici mentre, per ragioni di servizio, si recava alla sede del suo Comando, reagiva, benché ferito gravemente, con lancio di bombe a mano finché, sopraffatto, immolava la sua esistenza alla causa della libertà.
Zimone (Bi), 16 gennaio 1945.


Guido Zuppa
Nato a Ospedaletto Euganeo (Pd) l'11 ottobre 1925.
Durante un improvviso attacco di ingenti forze avversarie dirigeva il tiro del proprio fucile mitragliatore con esemplare calma e perizia. Resisteva a lungo imperturbabile malgrado l'intenso fuoco avversario, permettendo così ai commilitoni di portarsi su più forte posizione, finché colpito a morte, cadeva per la libertà della Patria.
Zimone (Bi), 2 gennaio 1945.



Le motivazioni sono tratte dai volumi Seicento giorni nella Resistenza, Torino, Consiglio regionale del Piemonte, 19832 e Martiri ed eroi della divisione Garibaldi. Divisione italiana partigiana Garibaldi. Onorificenze e ricompense al valor militare, Padova, Ufficio stampa e statistico della divisione Garibaldi, sd.