L'ecomuseo si propone il
recupero delle attività culturali e tecniche che per secoli sono state il fulcro della vita economica e
sociale della comunità candelese e, a tale scopo, si sviluppa a partire da una cellula museale per poi
estendersi su tutto il territorio circostante.
Il "ricetto", sorto nel XIV secolo come deposito di vino
e derrate alimentari e abitato solo in caso di guerra, è l'epicentro di un progetto che, passando
attraverso varie tappe (il vigneto, la cantina, la cascina, il castagneto e la baraggia), rivitalizza
quegli elementi della cultura vitivinicola che nel tempo hanno perso visibilità e significato.
L'itinerario entro le mura del ricetto, alla scoperta delle sue origini storiche, dei suoi edifici,
delle sue torri, delle sue rue e rittane (stretti corridoi dietro le case per lo scarico del liquame), si
accompagna alla cellula museale degli attrezzi della cantina, alla castellonistica e alla postazione
multimediale sulla vitivinicoltura e ad alcune iniziative ancora in fase di progettazione, quali
l'allestimento di un archivio storico con mostre permanenti sui ricetti del Piemonte e di tre nuove
cellule museali sui fossili, la vita contadina e l'economia.
Al di fuori delle mura l'itinerario del vino (che prevede la realizzazione di un
vigneto-laboratorio su un appezzamento di circa 2.000 metri quadri, che si occupi, con pannelli esplicativi,
tanto dell'aspetto tecnico di coltivazione della vite, quanto di quello genetico, legato alle varietà
coltivate) è strettamente legato all'itinerario dedicato alle osterie e trattorie a Candelo tra Ottocento
e Novecento. Questo primo itinerario a tema del percorso ecomuseale, che conduce alla
riscoperta del determinante ruolo sociale ed economico svolto nella vita del paese da edifici ormai chiusi
o addirittura non più esistenti, si sofferma, con l'aiuto dei documenti rinvenuti nell'archivio storico
comunale e delle vecchie guide del viaggiatore, su caffé, trattorie, osterie del passato,
evidenziando per ognuno, oltre alla collocazione attuale, la toponomastica precedente, gli esercenti che si
sono susseguiti nel tempo, le specialità, le attività e le consuetudini.
Già realizzato anche l'itinerario della fede, che si snoda attraverso l'architettura e arte sacra
di Candelo alla scoperta dei tesori artistici conservati nelle chiese e negli oratori e si sofferma
in particolare sul ciclo di affreschi votivi della bottega artistica dei De Bosis, che decoravano i
muri esterni delle case di alcuni importanti cittadini candelesi, ora restituiti a visibilità dopo circa
quarant'anni.
Per informazioni: Comune 015-2537020; Pro Loco 015-2536728.
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