La mostra raccoglie 47 disegni realizzati tra il 1944 e il 1945 da Alfredo Domenicone, giovanissimo partigiano, che partecipò, con il nome di battaglia di "Steo", alla lotta di liberazione in Valsesia.
La rappresentazione grafica della difficile vita del combattente per la libertà emerge da "pochi schizzi scarabocchiati in fretta e tinteggiati con fondi di caffè, vino e rossetto per le labbra", come scrive lo stesso autore in una lettera del 1944 indirizzata a Cino Moscatelli, commissario politico delle formazioni garibaldine valsesiane.
Domenicone fissa sulla carta, in un disegno dal tratto rapido che, anche quando diventa pittura, rimane fortemente dominato dalla plasticità della linea, i volti dei suoi compagni di lotta, colti nella spontaneità di azioni, gesti ed espressioni che li rendono familiari e, ancora a distanza di tanti anni, fanno partecipe lo spettatore delle loro scelte e dei loro ideali.
La passione di Domenicone per la libertà e la democrazia si esprime attraverso la raffigurazione di un uomo che, con la lotta partigiana, cerca di costruirsi come uomo nuovo, rifiutando l'accettazione passiva degli eventi, mostrando una decisa volontà di riscatto e conservando allo stesso tempo, nonostante la violenza e la tragedia di quei giorni, la propria sensibilità umana.
Una selezione di immagini è edita in questo sito nella sezione "Storia on line".
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