"Se venissimo assaliti
ci massacrerebbero tutti come topi"
Il diario di Giovanni Palestro in Africa orientale
italiana
a cura di Tiziano Bozio Madé
"l'impegno", a. XVIII, n. 1, aprile 1998
© Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli.
È consentito l'utilizzo solo citando la fonte.
"Sono partito per l'Africa il giorno 18 ottobre del 1935, quando la guerra giù là era già cominciata. Io ero
inquadrato nella 155a compagnia di sussistenza, panettieri, anche se pane io proprio non ne ho mai fatto. Ci siamo imbarcati
sul Saturnia, che era una delle motonavi più sicure che c'erano, e da Napoli abbiamo fatto una tirata unica fino a
Massaua, quattromilacinquecento soldati di tanti corpi diversi, sistemati in cuccette, corridoi e saloni, dove erano
ammassate alla bella meglio anche scaffalature e vettovagliamenti. Io ero del '12, avevo già fatto il servizio militare nel '31
e sono stato richiamato. Ricordo che ero tenuto in buona considerazione dal colonnello e lui questa volta a Verona
mi ha detto: 'Guarda Palestro, se vuoi ti posso tenere qui, ma se vuoi fa come credi'. Io gli ho
risposto: 'Signor Colonnello, se è mio destino vado'. E lui mi ha
detto: 'Fai bene come tu sei convinto. Sei stato richiamato per l'Africa
allora è giusto che vai in Africa'. E così è andata.
Da Asmara c'era la ferrovia che saliva sugli altipiani del Tigrai. In treno abbiamo viaggiato una giornata,
una giornata e mezza. Si è partiti da Massaua, dal livello del mare, per raggiungere i duemila e passa metri
dell'altipiano. Col treno era uno spettacolo. Si saliva lungo le coste della montagna e si vedeva in dietro giù in basso la strada
ferrata che ci aveva portati su, tutta a serpentina. Era un'opera ardita veramente. Poi da Adigrat, che era l'ultimo paese
della colonia eritrea, la strada si fermava e nel Tigrai si avanzava sui camion in percorsi fatti appositamente dai nostri
per la guerra. Il fronte era ancora più avanti, ma noi eravamo arrivati. Abbiamo piantato le tende e messo su i nostri
forni di lamiere e cominciato la nostra guerra: sfornare pane e pane, che da lì avrebbe raggiunto ogni giorno le truppe
in avanzata. Bisognava aggiustarsi, andare a far fascine e raccogliere legna, ma io questo non facevo perché ero
in magazzino a contare pagnotte e far su sacchi. La farina ci arrivava coi camion direttamente dall'Italia perché là
non c'era la possibilità di coltivare grano, non c'era niente di niente, era tutto montuoso, tutto sassoso, tutto arido.
Tante volte capitava che qualche sacco, con il trasporto, arrivava che sapeva proprio gusto di benzina. E figurarsi
quanto veniva a costare allo stato italiano il pane giù là! I trasporti li facevano quelli dell'autocentro. Io conoscevo bene
il Cotta e lo Stupenengo, di Coggiola, che erano proprio militari, ma poi c'erano anche i borghesi come il Montano
e il Colombo, sempre di Coggiola, e l'Audisio, che erano giù per conto loro e quelli lì si sono fatti i soldi giù là,
perché si facevano pagare per trasportare la roba verso Addis Abeba e poi anche nel ritorno portavano indietro
qualcos'altro e si facevano pagare di nuovo. Avevano quei camion '34' che erano forti ma su per quelle strade anche loro
potevano portare venti o trenta quintali al massimo.
Il tempo era incredibile giù là. In una giornata il clima cambiava non so quante volte. Di giorno si doveva stare
con solo una maglietta di cotone o anche con niente, perché faceva troppo caldo e per fortuna che c'era sempre un
po' d'aria, se no non si poteva mica resistere, si soffocava, che non si poteva neanche respirare. I primi giorni che
siamo arrivati qualcuno si è preso delle scottature da essere ricoverato in infermeria. Poi con il tempo ci si è abituati al
sole e si riusciva a stare anche senza il casco in testa. La sera là praticamente non esisteva. Se fino alle sette meno
cinque era giorno, alle sette e cinque era già tutto buio. Incredibile! Di notte invece faceva freddo e allora veniva voglia
di coprirsi, soltanto che i nostri vestiti erano sempre pieni di pulci e allora ci si aggiustava magari con solo le
coperte. Quando poi pioveva o tempestava, guai a toccare la tenda, perché se no si bagnava e allora cominciava a
gocciolare tutta da dentro. Nella stagione delle piogge pioveva quasi tutti i giorni, magari soltanto un'ora, ma in quei
momenti veniva tutto scombussolato, a volte tempestava fortissimo e si alzava una nebbia che non vedevi da qui a lì e
allora bisognava coprirsi, poi dopo pochi minuti il sole ritornava a bruciare di nuovo. Era una vitaccia!
Noi della sussistenza però la prima linea non l'abbiamo mai vista. Per quella c'erano soprattutto gli ascari e
poi l'artiglieria e l'aviazione. Agli ascari davano i sandali, però loro non li mettevano, se li infilavano nella cintura
e viaggiavano con i piedi scalzi. Erano abituati così. Per andare sull'Amba Aradam Badoglio aveva chiesto altri
soldati e Mussolini gli ha mandato giù gli alpini della Pusteria. Certo che i nostri erano bene armati confronto gli
abissini, ma sulle montagne non era facile prenderli, invece negli scontri aperti noi potevamo solo vincere perché la
differenza tra i due eserciti era troppa. I nostri mettevano bene in posizione cannoni e mitraglie e gli abissini sembrava
facevano apposta venire avanti diritti a frotte e quando erano vicini, si faceva fuoco e era una strage. Poi il giorno dopo
bisognava passare coi lanciafiamme perché i morti con il caldo gonfiavano subito e scoppiavano e non si poteva
più andar vicino a sotterrarli. O magari arrivavano le iene oppure gli avvoltoi. Ma è stata una guerra anche brutta.
Quando c'è stato il massacro in quel cantiere della Gondrand anche a noi ci è arrivato l'ordine: l'ultimo colpo tenetelo
per voialtri perché se vi prendono...
Andare a conquistare un posto al sole! Pensare che ce l'avevamo noi qui un posto al sole. I soldi che hanno
speso là, li avessero spesi in Sicilia! Mandavano i
siciliani a combattere contro il Negus, invece di far fruttare le
nostre miniere che erano quelle del turismo in Sicilia! A Macallè c'era una miniera d'oro che dava dieci chili d'oro
all'anno! Insomma, se c'era qualcosa di buono se lo sarebbero già preso prima gli inglesi o i francesi! E noi ci facevano
cantare "Faccetta nera". Mah!
Però era anche bello giù là, certe immagini me le ricordo proprio ancora con nostalgia. Sarebbe stato bello
se avessimo avuto allora quelle cineprese come ci sono oggi, invece che avevamo solo una macchinetta fotografica
che faceva queste foto così piccole e in bianco e nero. Però io ne ho prese comunque e anche così adesso mi viene
comodo a rivedere quei posti e quella gente! Giù là c'era per esempio un pasticcio di animali. C'erano delle aquile che
venivano vicino al nostro accampamento per cercare da mangiare poi, per alzarsi di nuovo in volo, cominciavano a correre
e a fare viaggiare le ali che ci mettevano dieci o venti metri prima di alzarsi, e in quel momento noi con un bastone
gli correvamo dietro e riuscivamo anche a prenderne qualcuna. Allora gli autisti le prendevano e le attaccavano
davanti al radiatore dei loro camion, con le ali aperte. C'erano anche dei voli incredibili di colombi e i nostri avevano
trovato la machiavellica: con dei sacchi facevano come delle trappole e ne prendevano tutti i giorni, perché questi si
potevano mangiare. Insomma che bisognava aggiustarsi.
Noi per fortuna il pane ce l'avevamo, ma per esempio frutta non ce n'era neanche un po' perché era tutto
proprio secco. Di notte c'erano dei concerti incredibili di animali lì attorno: iene, sciacalli, scimmie e asini selvatici.
Delle volte sentivamo raspare contro le tende, erano magari i babbuini, a gruppi di centinaia, che erano pericolosi
quelli, ma noi stavamo fermi e li lasciavamo andare. Magari di giorno a qualcuno che si avvicinava noi gli tiravamo e
poi di notte gli altri del branco venivano a riprenderselo. Le iene erano le più feroci: c'erano quelle striate e quelle
maculate, che erano più grosse. Noi facevamo dei buchi sul terreno e capitava anche di prenderne. Ma era solo per
capriccio, non si poteva mangiare la loro carne. È che noi avevamo anche l'ordine di non sparare, perché i colpi potevano
attirare le bande degli abissini, che erano nascosti su per quelle montagne e noi non eravamo armati abbastanza per
affrontare magari un loro attacco.
Assieme all'esercito c'erano anche le camicie nere, ma non c'era nessuno che poteva vederli. Erano un po'
buffoni e che alterigia che si davano: i soldati non erano niente, erano tutto loro! Erano dei cafoni! Perfino tutti quei
negretti che venivano sempre a chiedere da mangiare dicevano: 'Camicia nera no buona, buono soldato!'. C'erano
sempre questi negretti che giravano attorno all'accampamento, erano quasi nudi e con tutte le mosche negli occhi e nel
naso che venivano a chiedere qualcosa: 'Guai tana, guai tana' ('dammi pane'), dicevano e noi gli passavamo sempre
qualcosa, dei pezzi che tenevamo da parte. Si vede che il nostro pane piaceva di più del loro 'burgutta', che era una specie
di pizza fatta di miglio senza niente sopra. Solo che in questo modo erano sempre lì fuori dall'accampamento ad
aspettare e non lavoravano più e allora c'erano gli ascari che li facevano correre via. Gli uomini proprio non
facevano niente, tutto il giorno se ne stavano lì con una specie di scopino a cacciare via le mosche e facevano lavorare le
donne. Queste macellavano la carne, la tagliavano a striscioline sottili e la facevano seccare, poi quando era pronta
per mangiarla la mettevano sulla brace con del "zichenì", che era come del peperoncino, che la rendeva piccante da
matti. Erano belle le donne abissine. E tante di quelle non sposate avevano capito subito come aggiustarsi con tutti
quei soldati, anzi sono stati poi proprio i nostri comandi che le avevano dotate di libretto sanitario per esercitare
quella professione. Ma bisognava fare attenzione lo stesso...
Insomma che a un certo punto la guerra era ormai finita e noi aspettavamo sempre di venire a casa da un
giorno all'altro, ma niente. Un giorno ero in libera uscita e ho trovato lo Stupenengo di Coggiola. Lui mi fa: 'Lo sai che
qui ad Asmara c'è anche il mio zio Pratta? Vado io a dirgli di farti venire giù'. Io ero ancora su tra le montagne ed è
stato proprio lui che è riuscito a farmi mandare giù a Asmara nel magazzino viveri dove c'era il Pratta che era un
'capitani'. Lì si stava meglio, si era in paese almeno, e c'erano diversi biellesi e novaresi ma... aspetta e spera, è passato
ancora un anno prima che ci imbarcassero per tornare a casa.
E durante il ritorno in nave prima di sbarcare poi a Napoli abbiamo saputo che non ci lasciavano portare a
casa niente, neanche quel po' di thé o le spezie che ci eravamo comperati, requisivano tutto, perché era un anno e
passa che era finita la guerra e dicevano che saremmo stati dei profittatori. Allora, piuttosto che farci prendere la
roba, abbiamo buttato tutto in mare, anche la divisa che ci avevano dato per cambiarci, così siamo tornati a casa puliti,
senza niente. E giù nel porto non c'era più nessuno a salutarci come alla partenza, le feste le avevano fatte tutte ai
soldati che erano tornati a casa un anno prima. Da Napoli a Verona il treno ha fatto una tirata sola, neanche una fermata
e qui a Verona alla stazione c'è stata almeno la musica ad accoglierci, ma è stata una cosa sbrigativa, subito via. È
perché allora l'Impero era una cosa ormai già passata. Allora c'era già anche la guerra di Spagna.
Ma insomma, che mi è andata ancora bene".
Giovanni Palestro, chiamato Nino, classe 1912, nato a Romagnano e residente a Pray, è un uomo
stupendamente semplice. Semplice nel suo modo di presentarsi, semplice nel modo di parlare. A lui sono arrivato con l'aiuto del
figlio ma con il distinguo preciso che non sarebbe stato facile trasportarlo sul terreno dei ricordi, che non avrebbe
parlato troppo volentieri della guerra ma che conserva un bell'album pieno di fotografie.
Quanti sono rimasti a portarsi in dote il diritto a fregiarsi della medaglia commemorativa delle operazioni in
Africa orientale? Non molti. Meno ancora coloro che con lucidità sanno ritracciare le vicende di quella stagione.
"Molti nemici molto onore" riporta sul retro la bronzea onorificenza a firma Mussolini, ma c'è da credere che in tanti
si ritenessero allora non meno di oggi estranei a tanto sprezzo. Palestro, dal fisico minuto e dal volto cordiale,
credo facilmente di identificare tra questi, anche al tempo della vigoria dei vent'anni, quando l'età poteva incitarlo ad
altri ardimenti e lo Stato ne reclamava il contributo alla conquista dell'Impero.
Cerco di invogliarlo al racconto, lasciandolo libero di sciorinare i suoi ricordi così come gli vengono alla
mente, in maniera disordinata o più precisa, conseguente allo sfogliare dell'album che gli sta davanti. Lui si rammarica
che ne aveva tante in più di foto, ma molte, diversi anni fa, sono andate perdute nei giochi dei figli ed altre, quelle di
tante belle negrette a seni nudi, sua moglie ha sottratto. Segni del tempo. Oggi la signora Letizia con meno
apprensione toglierebbe di mezzo immagini di fascini esotici, anche con tre figli da far crescere. Gli occhi sono luminosi
mentre il discorso viaggia spedito a tratti, per soffermarsi su particolari a volte significanti, a volte da divagazione. Su
tutto mi pare di percepire però la felicità, o forse è soltanto lo stupore di trovarsi di fronte a qualcuno che ha voglia di
stare a sentire di quelle cose passate.
Quanto è lontana oggi la guerra d'Etiopia, da discorsi tra amici, da bar o in casa? Tanto. Forse più della
"grande guerra", la quale pure aveva cessato di tuonare una ventina d'anni prima; più della "seconda", conseguente nel
tempo. Eppure di ragazzi di leva ne sono stati mandati oltre il Mareb a vendicare Adua, Dogali, Macallè, fino alla
conquista di Addis Abeba, nel '35 e nel '36. Il fatto è che diversamente da quelle, lembi patriottici di guerre
d'indipendenza, guerre nazionali o di liberazione, di cui è facile sentirsi comunque partecipi, questa sembra portarsi indelebile
l'impronta del condottiero che l'ha fortissimamente voluta e di un regime, oggi scomodo, da rimuovere dagli atti e
dai ricordi.
Palestro parla di branchi di animali, di luoghi da cartolina, di belle abissine e di rovesci meteorologici con molta
di quella stessa meraviglia che poteva provare allora un ragazzo di paese cresciuto alla terza elementare e alle
copertine della "Domenica del Corriere", prima di essere chiamato ad un viaggio altrimenti inimmaginabile, a
spese tutte a carico dello Stato.
Poi salta fuori un piccolo diario da un cassetto, una minuscola agenda per appunti. Sottovoce Palestro mi dice
di non averla forse mai mostrata neanche ai suoi. Salta fuori così dimessamente, quasi con le scuse di chi non
vuol disturbare o propinare inutilità, ma traspare anche un senso di nostalgia sul volto rigato dagli anni. Rivivono
altri lontani momenti, mentre insieme ne sfogliamo alcune pagine.
Non gli chiedo cosa ne sappia oggi o cosa ne sapesse allora delle tonnellate di iprite buttate dai cieli da un
esercito invasore su uno scomposto sciame di svestiti; non gli chiedo delle decimazioni della popolazione e dei saccheggi
di miseri villaggi o del governatorato di Graziani e dei suoi federali d'assalto. Un soldato semplice della
sussistenza lontano dalla prima linea può solo averne sentito parlare. Non potrebbe poi nemmeno divulgare informazioni.
Gli chiedo solo il piacere di volerci far partecipi di quanto era andato ad annotare, giorno dopo giorno,
pagnotta dopo pagnotta, sessant'anni fa, sotto una tenda del regio esercito italiano piantata sugli altipiani del Tigrai.
La guerra è guerra, anche per chi non è comandato direttamente ad attaccare quel nemico, che sta di fronte o
che aspetta di colpire insidiosamente occultato. Anche da un campo di sussistenza arretrato si può percepire appieno
tutta la drammaticità di cosa vuol dire giocare con la pelle. Tra una distensiva partita di calcio e un pranzo in
compagnia degli amici dell'autocentro, tra un giro al mercato e la serenità di una lettera che arriva da casa, fuoriescono di
tanto in tanto, in maniera improvvisa, la tensione, la paura, il coinvolgimento.
E la scusa per il titolo un po' provocatorio di queste pagine.
"14.10.35 - XIII - Verona. Partenza da Verona per Napoli ore 32 di viaggio.
Verona uscita dalla caserma ore 22, tra le acclamazioni della folla. Partenza da P. Nuova ore 2, arrivo a
Bologna alle 8.30 del giorno 15, arrivo a Firenze alle 13.30, arrivo a Roma alle 20, arrivo a Napoli alle 9.30 del giorno
16, permanenza a Napoli fino al giorno 17 alle 15. Alle ore 17 imbarco sul Saturnia il quale leva le ancore alle 19
tra le acclamazioni della folla e al suono della musica, alle ore 20 primo rancio a bordo, pasta, carne e vino (rancio
molto buono) poi incomincia la visita a tutta la parte superiore della nave, a dormire alle 20.
18.10.35. È il mio compleanno. Prima alba vista quasi in pieno mare si vede il tacco dell'Italia appena
percettibile. A mezzogiorno siamo in alto mare il quale è calmo come l'olio, cielo un po' nuvoloso, si passa la giornata
girando un pochino a poppa e un pochino a prua il mare e il cielo ci circondano eppure sebbene è la prima volta che
viaggio in mare non mi fa nessun effetto, non soffro il mal di mare, sono felice perché a bordo sono tutti i conforti, alla
sera si sta a poppa aspirando l'aria del mare intanto si fa una fumata ascoltiamo suoni e canti dei compagni militari
sono anche contento perché compio il mio 23esimo anno proprio oggi che è il primo viaggio che faccio in mare,
durante il giorno si avvistano due navi che vanno verso l'Italia.
19.10.35. seconda notte passata questa in alto mare, spunta il sole a poppa in un cielo azzurro come il mare,
trascorro la giornata girando da cima in fondo alla nave, verso le 13 si avvista lontano la terra di isole greche dopo
poco scompaiono e siamo nuovamente tra cielo e acqua, incomincia a sentirsi il sole un po' forte e siamo costretti a
portare il casco, a sera verso le 17.30 salgo sopra coperta a godermi il tramonto andrò a dormire verso le 22 e dormo
tranquillo sentendo il fruscio dell'acqua che è proprio di livello a mezza cabina e sono solo diviso da essa dalla parete del
fianco della nave.
20.10.35 mare tranquillo cielo sereno 3.a notte in alto mare. Domenica sveglia alle 6.30 prendo il caffè a
prua scendo e faccio il letto quindi incomincio la solita vita di bordo passeggiando da una parte e l'altra avvisto 4
navi e poi verso le 10 si vedono i gabbiani segno che c'è terra vicina, alle 14 si avvista la terra Egiziana alle 15.30
arrivo in porto Said siamo subito circondati da barche cariche di italiani che ci festeggiano fino alla partenza che è alle
19 e si imbocca il canale di Suez, siamo accompagnati da canotti di nostri connazionali poi non possono più
proseguire per il canale e ci seguono da terra su automobili e ci accompagnano fino alle 22 sempre fra festeggiamenti e
inneggiando al Duce al Re e all'Italia e poi a noi soldati, sventolii di tricolore, alle 22.30 ci fermiamo lungo il canale
prima di imboccare lo stretto.
21.10.35. 4.a notte passata lungo il canale di Suez sveglia alle 6.30 passiamo tutta la mattinata lungo il canale
il quale è costeggiato di belle oasi, alle 10 siamo fuori dal canale e si prende il largo nel mar rosso (che è più
azzurro dell'altro) siamo in alto mare ma si vedono le coste dell'Africa e quelle della Palestina. sole molto caldo alle 20
vado a letto.
22.10.35 (Martedì) 5.a notte passata sveglia alle 7 prendo il caffè passo sopra coperta e non si vede di nuovo
che cielo e acqua siamo quasi svestiti perché c'è molto caldo, il mare è un po' agitato perciò si oscilla un pochino a
destra e a sinistra, questa nave è grossa e non à paura del mare agitato.
23.10.35 - 6.a notte passata in alto mare, magnifica giornata mare calmissimo sole caldissimo, alle 10 faccio
una bella doccia di acqua di mare che è tiepida, prendo un po' di sole e mi asciugo, vado in cabina e mi vesto e vado
a prendere il rancio (si fa sempre avanzare l'orologio, cioè sono già 2 ore in 6 giorni) poi mi metto in branda fino
alle 14, secondo rancio, poi si prepara lo zaino perché si deve sbarcare a Massaua, diffatti si giunge in porto alle 19
siamo pronti per scendere ma siamo costretti ad aspettare fino alle 24 così si scende in terra africana dopo 6 giorni di
viaggio in mare il quale ci ha favoriti in tutto e per tutto.
24.10.35 prima notte passata dalle 24 alle 4 in piedi nel molo per aspettare gli autocarri, i quali giungono alle
4.30 e ci portano in direzione di Asmara, il percorso si fa su strada buona asfaltata ma molto ripida e con moltissimi
giri, ci lasciano a circa 50 chilometri da Asmara perciò noi dobbiamo scendere per accamparci prima che il sole sia
troppo forte, siamo in una posizione molto brulla incoltivabile senza piante e molto esposta al sole, verso le 10 dopo
piazzate le tende scendiamo in una valle vicina a noi dove scorre un rigagnolo d'acqua molto fresca la quale ci ristora,
intanto il sole si è fatto insopportabile, basta stare due minuti svestiti per diventare rossi come peperoni perciò dobbiamo
stare molto attenti per non rimetterci la pelle (uno è stato pochi minuti scoperto ed è caduto a terra come colpito da
una legnata quindi hanno dovuto portarlo subito all'ospedale) ora sono le 17 il sole è quasi per tramontare, ora mangerò
il poco rancio che mi resta e appena notte si andrà a dormire, alle 21 (c'è un traffico per questa strada
indescrivibile, passano continuamente colonne di autocarri con un po' di tutto per mettere in ordine i posti avanzati).
25.10.35 - 2.o giorno passato sotto la tenda, scendo nel fiume a lavarmi poi faccio un giretto per
l'accampamento, dopo pranzo vado coi miei compagni a esplorare per la boscaglia lungo il fiume abbiamo la baionetta alla
cintola e qualcuno ha il fucile, dopo parecchio camminare ci imbattiamo in un branco di scimmie, si fa fuoco ma sono
lontane e non se ne prendono e le perdiamo di vista, allora scendiamo all'accampamento per il 2.o rancio, quindi
prepariamo lo zaino per metterci in marcia nella notte, nel frattempo che prepariamo lo zaino, si è già fatto buio sono le 19
circa e vediamo a valle un incendio il quale si è sviluppato in un capannone di minatori dove cè una cassa di tubetti
di dinamite la quale scoppia proprio nel momento che mi sono portato in posizione per vedere però noi eravamo
a parecchie centinaia di metri distante e anche su una collina, lo scoppio è fragorosissimo e cè un grande
spostamento d'aria che ci butta quasi a gambe peraria, lo scoppio deve aver ucciso diverse persone e parecchie ferite, noi
non scendiamo a valle perché dobbiamo partire alle 21 e facciamo una marcia molto lunga che dura 9 ore, ciò fino
alle 6 del mattino del giorno 26 molto stanchi, da 900 metri ci siamo portati a 1.400 ora riposiamo tutto il giorno e la
notte a Nefasit.
27.10.35 domenica alba è il 3.o giorno che vediamo spuntare in Africa. la giornata trascorre tranquilla, trovo
nella Sussistenza vicina un amico dell 11 Ronchi, stiamo quasi tutto il giorno poi ci rechiamo al nostro accampamento
e il giorno termina così.
28.10.35 lunedì sveglia alle 6 un pochino freddo mi lavo con la poca acqua che ho nella borraccia prendo il
caffè e vado coi miei amici a visitare il villaggio indigeno che cè qui a Nefasit, faccio qualche fotografia di sorpresa
perché gli indigeni non vogliono farsi fotografare.
29.10.35. Si monta in autocarro perché si deve fare un lungo viaggio, si parte alle 6 di mattina e ci fermiamo
in un paese abbastanza civilizzato che è Saganeiti alle 12 per mangiare, alla sera si giunge a Adibaiè e lì si pernotta
dopo un lungo giorno di viaggio in autocarro ci fermiamo a mezzogiorno circa a Senafè ultimo paese della vecchia
colonia Eritrea, quindi si passa nel nuovo territorio abissino conquistato di recente e ci inoltriamo per 40 Km. fino a
Adigrat che dista poco cioè è spostato a sinistra di Adua, qui ad Adigrat c'è un forte numero di soldati di diversi corpi,
intanto si fa notte e dobbiamo fare le tende.
31.10.35 è la prima notte che trascorriamo quì e fa molto freddo dopo le 20 e fino alle 7, abbiamo
incominciato a preparare una tenda per i forni ma non abbiamo ancora tutto il necessario e dobbiamo tralasciare dopo
pranzo facciamo più di 4 chilometri per andare a prendere acqua da bere andiamo armati e finisce così la giornata.
1 novembre. Abbiamo sistemato l'accampamento, i panettieri piazzano i forni io faccio coi sassi una stella
davanti all'accampamento e poi me ne stò sotto la tenda tranquillo al riparo del sole, novità importanti non ce ne sono,
alle 17 però abbiamo dovuto spostare ancora le tende e ci ha fatto perdere tempo di giorno, si vedono sempre lepri e
quaglie attorno all'accampamento però non possiamo sparare perché sarebbe un falso allarme.
[...]
3.11.35. Mi alzo prendo il caffè, poi intanto che sono sotto la tenda viene il Serg. a chiamarmi perché il Sig.
Cap. mi ha assegnato al magazzino pane per la distribuzione, occupazione ottima, sono molto contento, continuo tutto
il giorno a ricevere e spedire il pane la notte posso dormire poco perché continuano a portare pane fino al mattino.
4.11.35. Continuo il mio lavoro ora siamo in 4 e andiamo benone. il tempo è cattivo, piove tutto il giorno e fà
fresco è strano che piova di questi tempi perché non è la stagione, però io sono a dormire qui sotto la tenda del
magazzino pane e non piove dentro perciò sto bene al tiepido.
5.11.35 questa notte ho riposato bene appena alzato ho riempito coi miei compagni 42 sacchi di pane. Il tempo
oggi è bello e si è mantenuto bello per tutto il giorno, alla sera, cioè, ora mentre sono di servizio e sono solo e sveglio
mi metto a sfogliare le fotografie e intanto penso alla borghesia, poi scrivo qualche cartolina ai parenti intanto si fa
giorno e incomincio ad avere sonno.
[...]
7.11.35. Appena alzato mi metto a insaccare pane dopo c'è tempo di fumare e di riposare per un'oretta, nella
mattina sento dal tenente che la nostra sezione deve dividersi quindi io spero di poter passare in un altro paese, dopo
pranzo si scatena un forte temporale che ci ha dato da lavorare perché ci bagnava il pane però l'abbiamo risparmiato.
8.11.35 continuo sempre il lavoro, non si fa tempo ad insaccare il pane che viene spedito, passa il giorno senza
altre novità questa notte sono di servizio con un caporale abbiamo tempo di mangiare scrivere e fumare io scrivo al
mio Colonn., indi si fa giorno.
9.11.35 sono le 7 e dopo la notte di servizio mi metto a dormire tranquillo e non faccio nulla per tutto il
giorno, alle 18 ricevo posta dalla mamma che è stata spedita a Verona il 15.10. e che ho ricevuto oggi con grande gioia,
poi sono andato ha vedere il cinema all'aperto, cinema sonoro e parlato come si vede nei gran saloni l'anno
proiettato sulla tela che è piazzata con canne sul paraurti.
10.11.35. Sono al lavoro ma posso sentire la messa all'aperto quì nel nostro accampamento e perciò mi
accorgo che è Domenica, i giorni volano di più perché non abbiamo tante storie per il capo. la notte la passo sveglio
perché sono di servizio.
11.11.35 mi metto a dormire alle 8 dopo finito il mio turno e dormo fino a mezzogiorno dopo vado col mio
amico di lavoro nel paese Adigrat a vedere il mercato che è veramente pittoresco con tutti sti mercanti neri.
12.11.35 giorno di lavoro oggi la sezione si divide in due io posso restare col tenente col quale preferisco
perché non va tanto per il sottile, però invece di partire noi com'era combinato ci tocca restare, spero però di poter
avanzare presto verso la 1.a linea. Dopo pranzo vado a lavare in una vallata dove c'è qualche pozzanghera e qualche
laghetto di acqua stagnante.
13.11.35 da stamattina il lavoro è stato piuttosto forte perché tutti vogliono il nostro pane che è il migliore e
non ci lasciano mai la scorta però e ancora un lavoro che va perché durante il giorno ci sono 5 uomini che insaccano
con noi e non ci resta tanto lavoro ma c'è solo che siamo impegnati ma tanto qui non c'è nulla per distrarci.
14.11.35 oggi sono molto contento perché ho ricevuto posta dalla mamma e tre altre cartoline una delle quali
di Mazzeo che si trova anche lui qui nei dintorni e spero di poterlo vedere, la giornata è tranquilla c'è ordine di stare
ben armati e con le orecchie aperte se non vogliamo farci bucare la pelle. Sono le 22 e viene un autista a
prendere del pane e lo interrogo e vengo a sapere che con lui c'è Stupenengo e Cotta qui a Adigrat.
15.11.35 lavoro fino all'una per spedire pane in 1.a linea poi continuo il mio servizio fino alle 9 indi invece
di dormire vado all'accampamento del 301 autoreparto e ci trovo Stupenengo Cotta e Fava, rimango lì tutto il
giorno e mangio con loro che se lo fanno da loro stessi una bella pasta al sugo e insalata di cetrioli che non ho mai
potuto mangiare da quando sono in Africa, così speriamo di rimanere insieme per qualche giorno.
16.11.35 stamane ho incontrato un'altro di Pray che è colla salmeria è del 7 e a casa ha moglie e bambini.
Stiamo insieme un paio d'ore perché deve aspettare il pane, servito se ne va, arriva una lettera aerea di mia mamma mi
pare che sia cruciata per me crede che si faccia molta vitaccia e non è vero mi consiglia di far il diario e io sono già
in cammino a farlo molto breve ma che basta.
17.11.35 sento per la 2.a volta la messa al campo c'è solo quella che ci rammenta che sia festa, si sente che
stanotte una banda di armati ha aggredito vari accampamenti ferendo diversi nostri e poi sono fuggiti, questa è colpa
degli ufficiali e generali che lasciano i prigionieri armati intanto c'è più pericolo per noi che proprio in 1.a linea
perché in 1.a linea fuggono e qui ci prendono a tradimento, a noi fin ora non è capitato niente. Monto di servizio questa
notte fino domani mattina però ogni 2 ore faccio un pisolino è poco ma basta.
18.11.35 invece di andare a dormire per la notte persa vado all'autocentro a trovare i miei amici c'è solo Cotta
e fa la pasta asciutta e due cotolettine (per camorra) appena abbiamo finito di mangiare arriva Stupenengo e
mangia anche lui però se lo deve fare, dopo faccio una fotografia, intanto i vicini squartano un capretto che
comperiamo mezzo noi e io devo stare con loro per mangiarlo intanto vengono le 21 e io è tutto il giorno che sono fuori
senza permesso mi accompagna al mio accampamento in moto e mi va bene che non trovo ufficiali che mi fermano e
la passo liscia.
19.11.35 questa mattina c'è aria sospetta, infatti verso le otto vengono scoperti tre o 4 romani i quali facevano
pane borghese e lo vendevano ad altri soldati il ten. è venuto a conoscenza di ciò e ha fatto la rivista sotto la tenda di
questi trovando una 20.na di pagnotte, poteva mandarli sotto processo ma il nostro tenente non è capace di far male a
nessuno e li ha mandati per punizione dal capit. verso sera ne ha pescato un'altro con 6 pagnotte il quale a preso una
buona dose di frustate il giorno è trascorso senz'altri incidenti.
[...]
22.11.35 si incomincia il lavoro alle 7 poi si continua ha fare piccole spedizioni però non c'è furia nei
momenti di riposo penso a casa e sono già 8 giorni che non ci danno la posta, io avrei certo qualche lettera e a non
ricevere qui non è bello perché ricomincia a pesare la lontananza che ci separa da casa, penso alla nostra bella patria e a
tutte le comodità che abbiamo, ma c'è buona idea che per aprile si torni in patria, vittoriosi.
23.11.35 appena alzati bisogna completare una spedizione di 6000 razioni per la 1.a linea, durante il giorno
sento da diversi ufficiali che per il mese di aprile o maggio saremo a casa, che bella cosa tornare alla nostra bella
Italia, in mezzo alla civiltà, invece qui non c'è nulla neanche una casa in muratura per ora nientaltro che tende e
accampamenti, ci sorvolano sempre tutto il giorno aeroplani per sorvegliare se qualche pericolo ci minaccia, questa
notte dietro di noi una 20.na di chilometri c'è stato un attacco di abissini con un reggimento di fanteria però c'è
stato l'allarme in tempo e li anno catturati, per portarsi fin qui chissà che giro anno fatto per prenderci alle spalle ma
tutto è inutile peggio per loro che non verranno poi risparmiati.
[...]
25.11.35 oggi abbiamo la visita di qualche abissino che viene a chiedere da mangiare, noi prima li facciamo
tribulare e poi ci diamo una pagnotta e li facciamo correre, intanto passa la mezza giornata tra una storia e l'altra
poi ci arriva il postino che ci porta la posta da una cara amichetta che si ricorda sovente di me e mi fa piacere, mi
rammenta tanti bei giorni trascorsi, questa sera è stato assassinato un altro bersagliere con una fucilata nella schiena da
qualche abissino appostato, mentre prendeva acqua.
26.11.35 stamani aspettavo con ansia la posta perché sono parecchi giorni che non ricevo e neanche questa
volta la posta non è arrivata si sentono durante il giorno parecchie scariche di cannonate non molto lontano da qui
non sarebbe da meravigliarsi se ci fosse qualche gruppo di ribelli che cercano di prenderci alle spalle ma si sbagliano
di grosso perché abbiamo molti occhi in cielo che ci sorvegliano è l'aviazione.
27.11.35 penso continuamente a casa perché è già un pò di giorni che non ricevo posta, questa notte sono
stato ancora di servizio e così ho scritto ancora a Pray perché sono ormai 40 giorni che non ho più notizie di loro,
chissà che pasticci ci saranno ora in patria per causa di queste sanzioni noi qui non possiamo sapere nulla e non stiamo
male siamo un po' soli.
28.11.35 oggi ho ricevuto la 1.a lettera da Pray sono contento perché così so che ricevono mie notizie. forse tra
poco avanzeremo è tutto quel che desidero sarei curioso d'arrivare proprio in 1.a linea, oggi ho potuto leggere un
giornale del 5 novembre ma per me nuovo e m'è sembrato molto bello a sentire parlare di quello che facciamo noi.
29.11.35 sono soddisfatto perché ho ricevuto notizie da Pray, era un pezzo che non avevo sue notizie oggi
nel pomeriggio ho pensato continuamente a casa, ero seduto perterra fuori dalla tenda e prendevo il sole ma c'era
molta aria e si stava meglio che sotto la tenda, alla sera viene Merlo di Romagnano per salutarmi che va verso Macallè
intanto abbiamo mangiato e bevuto e poi abbiamo parlato di casa.
30.11.35. Oggi ho ricevuto una lettera dal mio Colonnello, nella quale mi dice che è contento sentendo in
quale modo mi comporto senza fare il chiassone, potete immaginare che contentezza nel ricevere questo onore, se
non comprendono gli altri con che passione compio il mio dovere non ho bisogno è solo la mia
coscenza che mi comanda di fare sempre bene.
1 dicembre 1935 Domenica questa mattina ho da scrivere a parecchi perché possano giungere i miei auguri di
buon Natale a tutti. Sono molto contento, siamo già a un'altra Domenica il tempo vola qui sono però di servizio come
al solito e oggi il lavoro è forzato perché ci sono giunte 18.000 razioni di pane dalle altre sussistenze e abbiamo
finito alle 23 di insaccare mentre lavoravo pensavo che era Domenica e a casa facevano festa e io facevo anche i
calcoli dove avrei potuto trovarmi a quell'ora.
2.12.35 oggi come al solito giornata magnifica c'è molto lavoro da sbrigare, si sente che stanno compiendo rastrellamenti in tutto il paese hanno identificato chi è stato l'uccisore del bersagliere, però questo è irreperibile così se
il capo non lo consegna entro pochi giorni sarà distrutto il paese intero con uomini donne bambini e bestiame
così avranno una buona lezione. alla sera siamo sotto alla tenda del mio magazzino parecchi amici io sono di servizio
tutta la notte mentre discorriamo sentiamo sparare una fucilata nel nostro accampamento mentre corriamo fuori a
vedere se c'era qualche allarme invece è una delle nostre sentinelle che caricando il fucile c'è partito il colpo in aria.
3.12.35 smonto dal mio servizio alle 8 poi mi metto sulla branda a sedere avvicino una cassetta che fa da
scrivania e mi metto a scrivere agli amici e ai parenti perché giunga il mio augurio di buon Natale vedremo come lo
passeremo noi. ora mi dò una bella lavata e poi faccio una scappata dai miei amici i quali stanno preparando il pranzo e così
mi fermo anch'io come al solito, tanto che sono lì si sente che ci sono 2.000 abissini armati che venivano dalla parte
di dietro dei nostri accampamenti e che erano a pochi chilometri, vedremo poi come sono le cose.
4.12.35 oggi si sente parlare che presto avremo un grande attacco speriamo di dare una delle più grosse lezioni
agli abissini sarà la conquista di Amba Alagi, intanto oggi hanno distrutto il villaggio di quel tale che aveva ucciso
quel bersagliere e oggi mettono un altra frazione a rasoterra così sarà una buona lezione anche per gli altri, finora non
si è saputo niente di quei 2.000 abissini che erano dietro di noi, gli abissini sono stati forniti di pallotole dumdum,
loro usano quelle e noi useremo qualche dose di gas per convincerli.
5.12.35 questa mattina ho visto la tribù di abissini, quelli che ci hanno bruciato il villaggio che cambiavano
posizione e sono andati dalla parte dietro di noi, pensiamo che se la tengano a mente questa lezione [...].
6.12.35 venerdì. dalle 6 ho dormito fino alle 11 quindi mi sono lavato e sono andato dai miei amici, sono stato
con loro al cammion a discorrere fino alle 18 poi hanno preparato la cena, una buona pasta asciutta un buon
bicchiere di vino e poi il caffè, alle 20 sono tornato nell'accampamento e sono tornato di nascosto perché sono uscito
senza permesso e con solo la baionetta e siccome è notte se mi faccio pescare disarmato mi mettono dentro perché non
si sa mai rientrando sento che a Dolo vicino a Macallè hanno ammazzato 4 militi e ci hanno fatto la solita festa e
ci levarono anche il cuore, Badoglio ha fatto bombardare il villaggio e con le mitraglie attorno hanno sterminato
anche quelli che cercavano di fuggire così hanno liquidato tutto.
7.12.35 oggi ho fatto il lavaggio belle sotto la tenda è da ridere ha vederci tutti a lavare la roba, a pranzo
qualche cosa da mangiare come ho fatto io il latte con latte condensato, poi questa sera mentre scrivevo a casa hanno
dato l'allarme siam corsi tutti coi fucili carichi ma è stato per nulla era perché avevano visto un segnale coi razzi ma
non cè da pensare di essere aggrediti perché siamo ben guardati.
8.12.35 oggi ho ricevuto ancora una lettera da casa, sono contento, mi si augura già buon Natale, sono già due
giorni che bombardano Ambalagi tra giorni sarà nostra anche quella posizione, ho preso diverse fotografie in groppa a
un grosso dromedario da su quella schiena sembrava di essere su un campanile, se riescono bene sarà un bel
ricordo, questa notte la farò sempre in piedi contando sempre il pane e sono montato alle 6.
9.12.35 ho dormito fino alle 10 poi sono rimasto in branda a rammentare tante cose e a sognare a occhi aperti
quindi mi sono dato una buona lavata e sono andato dai miei amici, non mi sono fermato a mangiare la lepre perché si
faceva troppo tardi e sicome come al solito sono senza permesso non mi sono più fidato a stare fuori e non mi son fatto
pescare come al solito, quando sono coi miei amici non facciamo che fare commenti che si torna presto a casa.
10.12.35 oggi ho fatto il lavandaio e mi sono lavato fazzoletto e camicia, qui bisogna fare tutto assolutamente
da noi, sono sempre allegro, siamo sempre in attesa che prendano Amba Alagi stanno già bombardando da diversi
giorni e tutto quello che trovano sul cammino rasano al suolo è solo così che si deve fare con questa gente.
11.12.35 hanno bombardato Desiè dove si trovava il Negus è caduta una bomba vicino alla casa dove si trovava
e per destino la bomba non è scoppiata altrimenti a quest'ora il Negus non c'era più, siamo stati anche noi
molto arrabbiati per questo, ma un'altra volta non si salverà più la pelle, preso Ambalagi siamo già quasi a compito
finito perché dopo Ambalagi c'è la ferrovia di Gibuti preso quella addio rifornimento.
14.12.35 non ci sono novità c'è solo sempre da lavorare - bombardano sempre Amba Alagi.
[...]
16.12.35 sono già diversi giorni che c'è un forte lavoro ci sono sempre forti spedizioni e c'è pure da dare il
pane al presidio, si lavora fino alle 23 - e ci svegliamo alle 5 e per tutto il giorno si lavora. Ho sentito che dalla parte
dietro al nostro accampamento c'è un'infiltrazione di abissini con Ras Cassa che credevano di prenderci alle spalle,
l'autocentro che c'era in quella valle l'hanno fatto sgombrare e hanno piazzato le mitragliatrici.
17.12.35 i nostri in prima linea fanno un bel gioco agli abissini; le nostre truppe si accampano e poi lasciano le
tende piazzate e si allontanano dal campo facendo un semicerchio, gli abissini vedono tutte le tende piazzate e
danno l'assalto credendo di prendere i nostri all'improvviso invece quando sono nel campo i nostri li mitragliano e ne
fanno delle stragi, oggi c'è stata una prova dall'armi l'anno segnalata coi razzi; si fanno queste prove perché ci sono
infiltrazioni se vengono avanti noi siamo i primi ma sapremo difenderci abbiamo un bel trincerone dietro le tende -
questa notte ho fatto un sogno di una ragazza credo che ci sia capitata qualche cosa.
18.10.35 martedì questa notte ero di servizio è stata una notte quasi di 1.a linea, i riflettori hanno illuminato
per tutta la notte incessantemente le montagne e le vallate circostanti, si sentiva ogni tanto gridare sentinella allerta
e la sentinella gridava allerta stò, ha sentire quella voce di notte buia era abbastanza impressionante e poi c'erano
anche i riflettori che illuminavano quasi come di giorno, tutto questo si fa per non farsi sorprendere da questi abissini
che si sono inoltrati nei nostri territori appena conquistati e quindi non vogliamo essere presi alla sprovvista se
vengono sapremo accoglierli.
19.12.35 mercoledì oggi come al solito si parla di infiltrazioni di abissini nei nostri dintorni e tanti cercano di
tenere alto il morale ma veramente hanno molta paura. sono le 20 circa e io e dei miei compagni stiamo insaccando
del pane quando si sente l'allarmi e di notte ciò fa impressione ci armiamo tutti e ci mettiamo nella trincea dietro al
nostro accampamento per aspettare gli abissini che non vengono. restiamo lì per un'oretta poi torniamo al nostro
lavoro perché è solo stato un allarme da poco c'erano pochi abissini nella vallata dietro di noi i quali sono stati presi
e arrestati, altro non c'era.
20.12.35 solita giornata di lavoro sono in pensiero perché è già una 15na di giorni che non ricevo posta n'è da
casa nè dagli zii ho ricevuto solo dalla mia simpatia di Verona ma non mi ha fatto niente perché è una cosa superficiale,
spero di ricevere prima di Natale così farò le feste contento anch'io come gli altri miei compagni. questa notte
sono di servizio ed ogni tanto vado fuori ad ammirare il lavoro dei riflettori che incessante battono sulle montagne
circostanti e dove battono si vede come di giorno.
21.12.35 ho riposato fino a mezzo giorno poi sono stato dai miei amici e sono andato col camion ha scaricare
pietre per fare la trincea che sbarra la vallata però la fanno quelli della salmeria io guardo solo è già qualche cosa
siamo andati col camion su per delle rive e in vallate piene di buchi ma con questi camion si va dappertutto.
22.12.35 incominciando da oggi non facciamo più la distribuzione del pane per il presidio ma lo mandiamo
tutto in prima linea così non abbiamo più tanto traffico come prima, questa sera siamo in attesa d'allarme perché
c'è qualche migliaio di abissini che vuol riconquistare Adigrat ma questa volta si sbagliano non siamo più nel 1896.
23.12.35 oggi finalmente ho avuto ancora notizie da Pray non si parla altro che di Natale, questa volta di
Natale di guerra in terra Africana tra gente sconosciuta. Questa notte forse sarà il colpo decisivo per la conquista di
Amba Alagi che è una delle posizioni più dure da prendere e che ci porterà quasi sulla famosa linea di Gibuti e sarà
il congiungimento delle nostre truppe con quelle della Somalia.
24.12.35 dopo aver lavorato tutta la notte sono andato dai miei amici i quali preparavano la roba per la cena
della mezzanotte, la vigilia di Natale qui ricorda il secondo mese di permanenza in A.O. Alla sera verso le 20 sono
andato dinuovo dai miei amici che stavano cucinando per mezzanotte e intanto si cantava e si pensava pressapoco cosa
stanno facendo a casa nostra finita la cena alle due sono andato a dormire abbastanza contento.
25.12.35 giorno di Natale gran bel giorno per quelli in Patria e abbastanza triste per noi soldati lontani da
casa, appena alzato ho dovuto mettermi coi miei compagni a insaccare per spedire 14 razioni di pane e si deve
preparare ancora in giornata 18.000 razioni perciò si deve lavorare continuamente però siccome c'erano pochi che
lavoravano alle 18 ho smesso anch'io e sono andato dai miei amici a passare ancora poche ore e così ho terminato la
giornata ho però ricevuto posta da casa con fotografia - dallo zio di Quarona e da un'amichetta che mi piaceva.
[...]
27.12.35 ho terminato il mio servizio di notte alle 6 e mi vado a mettere in branda e dormo fino a mezzo
giorno mangio e vado dai miei amici e mentre sono là arriva la notizia che gli abissini hanno ucciso un soldato qui
vicino al magazzino viveri sentiremo poi come sarà. Qui vicino ad Auxum l'altra notte c'è stato uno scontro tra i nostri
e gli abissini di abissini ce ne sono rimasti parecchie migliaia e dei nostri qualche centinaio tra morti e feriti.
28.12.35 si hanno notizie che preparano un trucco per sorprendere gli abissini in massa nella vallata si calcola
che siano in 50.000 circa e poi li bombardano [...].
29.12.35 sempre lavorando si sentono tante cose, che gli abissini si riuniscono in massa dietro le prime linee e
per noi qui è quasi più pericoloso che stare in prima linea ma siamo sempre pronti, quel soldato che è stato ucciso in
questi giorni è stato ucciso da un compagno mentre stava provando il fucile così ci hanno levato le cartuccie anche a
noi così non succederà più com'è già successo che due nostre guardie che stavano caricando il fucile c'è partito il
colpo e ha bucato delle tende vicine per fortuna non ha ucciso nessuno e l'altro colpo è passato a una spanna davanti
allo stomaco a uno dei nostri.
[...]
31.12.35 oggi ultimo giorno dell'anno penso a tanta gente lontana e a tante cose - sono un pò triste perché è
già quasi un mese che non ricevo posta da mamma non so spiegarmi come avvenga che non ho notizie. Mi metto a
dormire pensando alla bella festa che faranno in Patria e rammento altre cose.
[...]
6.1.36 oggi si sente un forte bombardamento sono le artiglierie che fanno dei tiri di prova è bello sentire
mitraglie cannoni e cannoncini tutti insieme, già non mi ricordavo oggi è l'Epifania, ma siccome qui non si vede nulla non
si sa mai che giorno o che festa sia.
7.1.36 sono contento che ho ricevuto posta dal mio Colon. e ho pure ricevuto da diverse amiche le quali pure
mi ricordano delle belle passeggiate fatte tra i campi, oggi ho un pò di mal di gola ma spero domani riposando di
rimettermi questa notte sono di servizio però passerà presto la nottata.
8.1.36 appena finito il servizio mi metto in branda e prendo una pastiglia di aspirina e rimango in branda fino
dopo pranzo ma mi sentivo già molto bene mi resta ancora un pochino di mal di gola. Tra qualche giorno saremo soli
qui a Adigrat non ci sarà neanche un migliaio di soldati e se venissimo assaliti ci massacrerebbero tutti come topi.
[...]
12.1.36 oggi è Domenica io ci penso a casa quello che avrei fatto in mattinata e dopo pranzo, mentre invece
sono qui a insaccare pane ma però mi so aggiustare un pochino e risparmio un po' di fatica, però essere in un corpo
speciale c'è sempre da lavorare e poi alla fine siamo quelli che hanno fatto meno, intanto che noi lavoriamo quelli degli
altri corpi giocano tutto il giorno a pallone e noi tante volte possiamo appena mettere fuori il capo.
13.1.36 questa mattina c'è una fitta nebbia pioviggina e fa un po' freddo ma noi sotto la tenda del pane stiamo
bene e poi verso le dieci si rischiara e esce il sole allora io prendo una latta e mi metto a lavare poca roba fazzoletti
calze e una canottiera se ci vedessero i nostri genitori e parenti chissà cosa direbbero e pensare che dobbiamo farci
tutto da noi rammendi e pulizia, però io sono sempre abbastanza pulito e rammendato basta un po' di buona volontà e
si può stare bene aggiustati.
[...]
15.1.36 si inizia il lavoro presto, sono parecchi giorni che non riceviamo posta e stamane il postino andrà a
Macallè dovè la nostra sezione per prendere la posta che certamente hanno mandato lassù. oggi invece ho ricevuto posta
da mamma e dagli zii con la fotografia dei bambini e sono rimasto contentissimo di essere ricordato dai miei e
dagli zii e dai bambini.
16.1.36 sentiamo che stanno arrivando diverse divisioni di c.n. per preparare una grande offensiva che
eliminerà molti abissini tutto procede bene, sono fermi vicino a Amba Alagi e stanno compiendo un rastrellamento
molto minuzioso e così le zone occupate sono più sicure anche dalla parte della boscaglia hanno rinforzato le linee e
così siamo più sicuri e lavoriamo in pace, questa notte sono di servizio ma non piove questa volta e vado bene.
17.1.36 venerdì. oggi abbiamo avute buone nuove dal bollettino le truppe dalla parte della Somalia hanno fatto
un'avanzata di 70 chilometri e avanzano ancora per la fine del mese saranno a Harrar probabilmente noi
abbiamo buone speranze - sono stato dai miei amici e Cotta mi ha riportato al mio accampamento in moto e mi ha fatto
fare un bel giro così ho visto tante cose che non sapevo che esistessero insomma un po' di civiltà cè. Oggi si compie
già il 4 mese che mi hanno richiamato.
18.1.36 sabato appena alzato mi danno la notizia che il Gen. Graziani è avanzato ancora 40 e prosegue noi
siamo molto di buon umore per queste belle avanzate. [...]
20.1.36 lunedì. mi alzo a mezzo giorno tutto sudato perché il sole batte forte nella tenda e scalda tanto, alle 14
mi metto a lavare, camice, mutandine e asciugamani, un vero bucato mi piacerebbe mi vedessero i miei e poi si
prenderebbero la pancia in mano nel vedermi così affacendato, intanto che lavo il sole le asciuga, finito il mio bucato
mi metto sulla branda tranquillo come un pascià.
21.1.36 martedì. al lavoro presto poi si fa una bella pulizia perché mi aspetta una visita del Col. ma non viene
però nel pomeriggio ci mettiamo fuori al sole con solo i calzoncini e facciamo delle cantatine per passare un pò di
tempo prima di riprendere il lavoro. Le nostre truppe avanzano sempre più bene e hanno già attaccato Amba Alagi dopo
molti giorni di sosta.
22.1.36 mercoledì. Graziani ha avanzato di 380 chilometri e ha sbarrato le vie di comunicazioni e di trasporto
così non ci arriva più nulla agli abissini la popolazione si sottomette e combatte subito contro i suoi, anche sul nostro
fronte si avanza, hanno già oltrepassato Ambalagi e così il più duro se nè andato, c'è un gran scompiglio in tutte le
truppe abissine che sono affamate e bersagliate dappertutto così abbasseranno le ali.
23.1.36 giovedì. sono stato di servizio tutta la notte ho sentito alle 23.30 altre buone notizie dal tenente che è
stato ascoltare l'aradio dal quale trasmettevano il comunicato - dopo pranzo sono stato dai miei amici e dopo sono
tornato all'accampamento e mi sono messo a scrivere al mio Colon. domani si compie il 3.o mese che sono in Africa.
24.1.36 venerdì. oggi hanno formato la squadra di fotbal e mi hanno messo anch'io così dopo pranzo siamo
andati a giuocare un pochino, il nostro tenente era venuto per vedere ma poi ha voluto giuocare anche lui ed era dalla
mia parte così abbiamo fatto anche un po' di risate quando andava a gambe in aria, in totale mi sono divertito ma è
duro a giuocare qui che cè poco ossigeno nell'aria.
25.1.36 sabato. [...] oggi ho saputo i risultati dell'attacco dei nostri che hanno sferrato 4 giorni fa ci sono stati
389 soldati nostri con 12 ufficiali morti e più di 5.000 abissini e i nostri stanno circondandoli per darci un buon colpo
senza subire ancora molte perdite da parte nostra questo fonogramma l'à portato ora il mio ten e sono le 24.
[...]
27.1.36 lunedì. anche oggi ho ripreso il mio lavoro la giornata è passata discretamente però ho aspettato
invano la posta - riguardo alle operazioni i nostri restringono sempre il cerchio intorno agli abissini che presto
verranno sopraffatti.
28.1.36 martedì, oggi si sente parlare della lotta che hanno fatto il gruppo Diamante con un forte numero di
abissini i quali hanno circondato i nostri alla fine del combattimento abbiamo avuto la vittoria con qualche perdita, il
Gen.Graziani ha avanzato ancora di 80 chilometri, dopo aver lavorato tutto il giorno continuo il mio servizio anche di notte.
[...]
30.1.36 spero di ricevere posta perché è già qualche giorno che non ricevo più intanto che sono di servizio di
notte perché il mio compagno sta male sento passare un'infinità di cammion carichi di soldati è la Divisione Assietta
che arriva di rinforzo termino al mattino alle 7 e mi metto a dormire.
31.1.36 mi alzo a mezzo giorno intanto arriva la posta e io ricevo da Amelia e da Giovanni che presto viene
chiamato sotto le armi, poi mi faccio un bel bagno e faccio anche il lavandaio così arriva l'ora del rancio - c'è notizie che
le nostre truppe vanno bene sul fronte nostro ricevo notizie da Vercelli da Amelia.
1.2.36 si incomincia un altro mese in pieno lavoro oggi sono un po' triste ma la tristezza mi passa subito
ricevendo posta da una cara amichetta che con le sue lettere mi tiene di buon umore e così dormo tranquillo.
2.2.36 domenica - questa mattina abbiamo molto lavoro dobbiamo spedire 27.000 razioni di pane perciò ci
mettiamo al lavoro alle 7 e terminiamo a mezzo giorno colle mani che bruciano, sarei più contento trovarmi in prima
linea almeno farei più poco e potrei vantarmi di più che essere in sussistenza, questa notte sono di servizio.
[...]
4.2.36 domani i nostri attaccheranno in tutta la linea per dare un colpo decisivo spero che tutto vada bene,
anche oggi non ho avuto posta n'è da casa n'è dagli zii è brutto a non ricevere quando si è così lontani da casa ma
anche questo giorno è passato.
5.2.36 da questa mattina alle 7 che mi sono messo a insaccare pane ho smesso alle undici coi ginocchi che
mi dolevano, continuo poi il lavoro dopo pranzo, noi in 140 diamo da mangiare giornalmente a 15.000 persone.
ho ricevuto posta dalla mamma e sono contento - questa sera sono di servizio però cominciamo ha montare in due
cosi facciamo un giorno si e uno no.
6.2.36 giovedì, mi sono alzato a mezzo giorno poi ho fatto una passeggiata sulla collina dietro al nostro
accampamento dopo sono andato dai miei amici all'autocentro così sono poi rientrato e intanto ho visto a funzionare
un lanciafiamme.
7.2.36 riprendo il mio lavoro che è di 24 ore continuo siamo in due e andiamo completamente daccordo così
lavoriamo senza accorgersene, siamo considerati meglio degli altri ora il nostro servizio si è organizzato più
bene lavoriamo 24 ore e riposiamo 24 così abbiamo una media di lavoro giornalmente di 12 ore che è sempre più
degli altri orari di lavoro.
[...]
9.2.36 aspetto sempre notizie da Pray per sapere se quel borghese che deve portarmi il pacco è partito o no -
è imminente l'attacco che sferreranno i nostri in grande stile in tutta la linea di fronte spero avremo un buon esito
- questa notte sono di servizio e per tutta la notte abbiamo sentito gli sciacalli che ululavano e giravano intorno
allaccampamento.
10.2.36 questa mattina c'è stato a trovarmi un mio amico bersagliere e mi ha portato i saluti dall'altro amico
Merlo, mi dice che hanno buone speranze di tornare presto in Italia.
11.2.36 abbiamo tanto pane da insaccare però io e il mio amico ci siamo messi di buona voglia e con l'aiuto
di qualche altro soldato abbiamo sbrigato tutto in fretta e abbiamo avuto gli elogi dal nostro sergente che poi lo
riferisce sempre al tenente - sono contento che ho ricevuto posta dalla mamma.
12.2.36 questa è stata una notte d'inferno per noi, eravamo di servizio io e il mio amico verso le 21 si è messo
a piovere dirottamente e siccome la nostra tenda dove abbiamo il pane è poco buona dovevamo continuamente
portare il pane da un luogo all'altro per non farlo bagnare così ci siamo bagnati noi, poche ore dopo ha terminato e così
siamo andati bene fino al mattino quindi mi sono messo in branda ho dormito fino a mezzo giorno.
13.2.36 questa mattina appena alzato mi sono messo al lavoro vedendo che il tempo minacciava di piovere
perciò abbiamo messo dei ripari difatti si mise subito a piovere dirottamente data la molta acqua caduta i forni sono
coperti di terra bagnata quindi hanno dato poco pane alla sera si rimise a piovere poi c'è venuto l'ordine di sospendere
di fare pane perché gli automezzi sono tutti impegnati per il trasporto di munizioni perché hanno attaccato ci sono
già 10.000 morti nemici in due giorni speriamo bene io e il mio amico andiamo in branda ha dormire invece di
fare servizio così è una notte trovata di regalo.
14.2.36 venerdì. [...] oggi ci sono poche novità in prima linea ci sono 10.000 prigionieri abissini e null'altro credo.
[...]
16.2.36 domenica, questa mattina ho dormito fino alle 10 perché ho fatto il mio servizio di notte, dopo pranzo
sono andato a giocare al pallone abbiamo notizie che ci sono 35.000 abissini morti e presto conquistano Amba Alagi e
lo sorpassano dopo non ci sarà più difficoltà avanzare.
17.2.36 lunedì. passo la giornata lavorando però sempre con l'anzia di sapere novità delle nostre avanzate.
questa sera è tornato il tenente con un comunicato che ci mise al corrente delle avanzate compiute dai nostri bravi
compagni che hanno conquistato Ambaradam una delle fortezze più aguerrite del nemico ma hanno travolto tutto e
avanzato ancora.
[...]
19.2.36 mercoledì. grande lavoro durante tutto il giorno - le nostre truppe avanzano sempre ora hanno
conquistato un altro paesetto Antalò e continuano l'avanzata.
20.2.36 giovedì. mi sono alzato al'1,30 nel mentre è arrivata la posta che era su dal nostro Cap. ed era già
una settimana che non si riceveva più nulla. Ho avuto posta da una cara amichetta. nel nostro fronte l'aviazione fa
grandi stragi di abissini e continua incessantemente a bombardare sulle linee nemiche.
21.2.36 la giornata passa in fretta sempre lavorando - sono le ore 20 e ci giunge un bolettino che ci comunica
che il Negus ha preso dei provvedimenti per lasciare l'Abissinia - il figlio di Ras Mulughietà è morto in questo
combattimento, ci sono rivolte all'interno per mancanza di viveri e munizioni le nostre truppe avanzano sempre.
22.2.36 ho riposato fino a mezzo giorno mi sono alzato avevo posta da Maria sono andato dal mio amico era
con dei suoi camerati che suonavano il fonografo ho sentito diverse canzonette molto belle poi il mio amico è andato
al suo nuovo lavoro che è nello spaccio e io me ne sono tornato però oggi non so che ma sono un po' malinconico.
23.2.36 domenica. 4 mesi oggi eravamo ancora in alto mare e alla sera alle ore 19 si arrivava nel porto di
Massaua ora mentre scrivo è mezzanotte e scocca il 4 mese esatto che si posava il piede in terra d'Africa - oggi hanno
preso definitivamente Ambalagi. oggi ho ricevuto posta da mamma e zii di Pray sono lieto.
24.2.36 lunedì. oggi ho fatto una magnifica passeggiata sui monti qui vicini si osserva un panorama magnifico
dell'immensa valle di Adigrat quando avrò la macchinetta fotografica spero di fare delle belle fotografie per
ricordarmi questi luoghi.
25.2.36 martedì. molto lavoro ma sempre allegri si sente un mondo di discorsi riguardo al nostro ritorno ma io
non sarò convinto se non al giorno che metterò piede sulla nave - passo la notte in servizio col mio amico e siccome
sono già parecchi giorni che fa freddo intanto che aspettavo che portassero il pane mi sono fatto uno spazio tra le
pagnotte calde e stavo benone come su una stufa.
26.2.36 ho fatto riposo poi ho fatto un giretto dal mio amico e sono tornato al mio accampamento e mi sono
messo a cucire i pantaloni che avevo rotto sui ginocchi e siccome è l'unico paio che devo tenere dacconto devo curarli
un pochino.
27.2.36 oggi ho ricevuto posta da mamma mi dice che mi hanno visto nel fil Luce. oggi ho ricevuto il più
che desideravo con la macchinetta fotografica e sono molto contento faccio la notte di servizio solo perché il mio
compagno sta poco bene. Hanno preso Ambalagi e definitivamente in nostre mani presidiato.
28.2.36 ho terminato la notte contando tutto il pane da solo ma ero già abituato e sono andato benone oggi ho
provato la mia macchinetta che tutti volevano vedere. novità sui nostri fronti non ce ne sono. in questi giorni c'è un
caldo terribile ma non mi lascio abbattere. si sente che il Negus è stato ferito e a partito subito si trovava a Dessiè.
29.2.36 sabato. da un comunicato si sente che il 1 e 3 Corpo d'Armata continuano le avanzate sulle truppe di
Ras Destà e Seium le quali sono quasi completamente distrutte e resisteranno ben poco di ora in ora saranno
annientate la nostra gioia è senza limiti nel sentire queste cose e speriamo sempre a un prossimo ritorno in patria
1.3.36 oggi Domenica sono in riposo dopo pranzo me ne vado a fare una partita al pallone ci giuoca pure il
nostro tenente che giuoca nella squadra contro la mia e lo facciamo perdere. ora si aspetta i risultati che comunica a
riguardo alle operazioni.
2.3.36 vittorie sempre più vaste su tutto il fronte i Ras più importanti sono annientati l'aviazione bombarda
senza tregua i fuggitivi che lasciano tutto nella loro precipitosa fuga.
3.3.36 sono di riposo faccio un giro per Adigrat e trovo vicino al paese accampati un reparto di autotreni dove
ci sono diversi paesani trovo pure il fratello del mio vicino Pinot che ha il mio pacco sono contento di aver
trovato qualcuno del paese.
4.3.36 lavorando sempre si sentono ogni tanto novità molto buone lavoro poi tutta la notte e nella comp.
Sussist vicina i soldati d'anno una rappresentazione io dalla mia tenda sento la musica che suona faccetta nera e mi
ricorda il viaggio fatto per venire quaggiù trascorso tra canti e suoni.
[...]
7.3.36 sabato questa mattina appena finito il mio servizio invece di andare dai miei amici borghesi e ho avuto il
pacco che mi hanno mandato gli zii di Pray, oggi e venuto l'ordine di fermare i forni perché non si può fornire la
1.a linea perché è molto avanti con ciò spero che sposteremo presto.
8.3.36 Domenica, anche oggi i forni non lavorano si riposa al pomeriggio ci fecero la puntura alla sera sono
andato ad assistere ad un piccolo spettacolo teatrale offerto dall 38 Suss. Un comunicato annunciava la fine della guerra
e presto si ritornerà alle nostre case.
[...]
13.3.36 riposo ma non me ne vado a dormire. con un mio amico che è incaricato a portare l'acqua vado al
paese e prendo qualche foto intanto vado a vedere dove fanno i forni in muratura. dopo pranzo facciamo un bel giretto
con dei compagni abbiamo preso ancora delle fotografie alla sera sono stato al cinema all'aperto dato per noi militari.
[...]
15.3.36 Domenica, oggi invece siamo andati per trovare i nidi dei colombi io mi sono calato su un precipizio a
picco legato con una corda che i miei compagni tenevano salda ma non ho trovato nulla tra le roccie poi siamo andati
su un altro monte vicino dove c'è una chiesa cattolica e l'abbiamo fotografata ma non abbiamo potuto entrare.
16.3.36 lunedì. sono di servizio e siccome ieri sera io e due miei amici siamo andati al cinema senza aspettare
di metterci in fila come fecero molti altri, il tenente ha fatto l'appello e mancavamo in 78 e questa mattina ci
siamo trovati tutti in colonna sulla tabella dei puniti con 4 giorni di prigionia semplice che consiste nel trattenerci la
mezza giornata, totale £. 10 per due spettacoli cinematografici però ci è andata ancora bene.
17.3.36 termino il mio servizio ma non mi metto a dormire, verso le undici parto con altri 4 amici e andiamo
a visitare una valle un po' lontana però siamo stati soddisfatti che abbiamo visto cose veramente belle, boschi
tutti intrecciati e stagni d'acqua tra le roccie. poi siamo tornati al nostro accampamento.
[...]
19.3.36 questa mattina sono stato a visitare i miei amici e poi mi sono recato in paese a girovagare tra quelle
capanne. dopo pranzo ci hanno fatto ancora un'altra pontura poi mi sono messo in branda tranquillo. ho ricevuto due
lettere da casa e una cartolina da Garisio.
20.3.36 venerdì. sono di servizio ma dato che mi sento un pò di febbre e i forni non lavorano ancora sono
scappato dai miei amici all'autocentro sapendo che vanno via, ho trascorso quasi tutta la giornata con loro poi mi sono
tornato al mio accampamento mi sono messo in branda anche per mascherare la mia scappata e l'è andata bene anche questa.
[...]
22.3.36 Domenica oggi riprendo il mio lavoro come tutti, mi passo la mia giornata contando le mie pagnotte
ci sarebbe stata anche una partita al pallone con quelli del Genio ma il nostro Ten non ha permesso per punizione
se tutto andava bene dovevo giocare anchio sebbene ero di servizio ma mi rimpiazzavano sarà per Domenica pros.
[...]
24.3.36 martedì. riprendo il mio lavoro, ma non mi sento troppo bene chiedo al Ten. di andare in branda e mi
fa sostituire subito premuroso, sono un pochino debole certo causa della forte puntura ma mi sento presto più bene.
25.3.36 sono nel turno di riposo e sono ancora un pò fiacco quindi non esco dall'accampamento e giro qua e
la per far passare il tempo intanto arriva unautocolonna di Ro sono una 20.ina e vanno qui al deposito a caricare
munizioni è segno che stanno preparando una grande avanzata sentiremo l'esito tra giorni.
26.3.36 giovedì. sono di servizio ma ora si lavora più poco si spediranno 9 o 10 mila razioni solo al giorno la
giornata è passata bene se pure ha piovuto un pochino, di notte ora si fa servizio da solo così per un po' poi si vedrà, tra
quindici giorni avremo delle grandi vittorie ancora.
[...]
28.3.36 sabato. lavoro tutta la mattina senza smettere a mezzo giorno si ha notizie che il Negus ha chiesto
un consiglio ai nostri capi pare abbia idea di trattare la pace dato che va male per conto suo questa sera sapremo
qualche cosa in merito.
29.3.36 Domenica. lavoro ancora ma ci sono solo tre forni che funzionano quindi ho poco da fare. dopo pranzo
vado coi compagni a giocare al pallone fino a sera poi passo qualche ora leggendo, ricevo una cartolina da una
piccola italiana e una lettera da mamma.
[...]
31.3.36 martedì. si lavora ancora con calma e quindi giro qua e la per passare il tempo si vedono
continuamente andare e venire un'infinità di camion carichi di munizioni e ci danno buone speranze.
1 Aprile 36 mercoledì oggi tra uno scherzo e l'altro si passa la giornata ridendo e facendo sempre poco lavoro,
leggo qualche libretto e così si cambia un pò leggendo qualche cosa, sono di servizio questa notte, si sente che ci sono
grandi vittorie ma bisogna tenere tutto in segreto.
2.4.36 giovedì. questa mattina sono stato capo colonna a degli autocarri che hanno portato del pane a
Ludateclamainot sono stato molto contento di questo viaggio in posti che non avevo ancora visti sono tornato un pò stanco
per i gran balzi della macchina ma è andato tutto bene.
[...]
7.4.36 martedì. lavoro un po' più di questi giorni addietro siccome ci sono parecchi movimenti di truppa per
l'ultima avanzata credo che avrà per meta Addis Abeba spero che tutto prosegua bene come ora.
8.4.36 mercoledì. riposo e vado al 301 per trovare un mio amico che è già più di 2 mesi che era fuori da
Adigrat e questo ripartirà per Asmara dove spero di restare fino al ritorno in Patria.
9.4.36 giovedì. riprendo il mio lavoro ricevo due lettere da mamma e una di esse mi fa moltissimo male perché
mia mamma risponde a un mio avviso come se gli avessi fatto una offesa, com'è brutto a non essere compresi da
una mamma che se la prende subito a male senza che io abbia per il capo di recarle alcun dispiacere.
10.4.36 venerdì. sono stato dal mio amico ho fatto una fotografia con lui e poi tornato all'accampamento mi
accingo coi miei compagni per procurare la roba per fare un buon pranzetto per Pasqua ho ricevuto tre auguri di buona
festa - uno dal mio Col. da Amelia e da Maria con unita una foto.
[...]
12.4.36 Domenica. È Pasqua faccio una scappata per trovare i miei paesani ma sono fuori ritorno all'accampamento
e coi miei compagni mi metto a preparare il pranzo un bel capretto arrosto pasta asciutta e poi biscotti e marsala
di modo che ce la siamo passata magnificamente.
13.4.36 lunedì. sono al mio lavoro in questi giorni si fanno parecchie spedizioni dato che si fanno molti
preparativi per formare le motorizzate che devono raggiungere Adis Abeba.
[...]
15.4.36 mercoledì oggi è arrivata una compagnia di sussistenza indigena e si sistemerà nei forni in muratura
con militari del 14 è molto bene per noi così avremo il cambio presto.
[...]
19.4.36 Domenica. oggi abbiamo spedito 18.000 razioni di pane ma abbiamo avuto il bel tempo fino dopo
aver spedito tutto il pane - ho ricevuto posta da Pray dagli zii.
20.4.36 lunedì sono stato fino ad Adigrat al mercato a girovagare tra gli abissini ho fotografato una banda di
sottomessi che partivano per il fronte.
21.4.36 martedì abbiamo ancora un forte lavoro e non ho un momento di tregua ma finirà presto anche queste
fatiche e saremo vittoriosi.
22.4.36 ho fatto un bel giro a Adigrat in mezzo ai tucul per vedere qualche bella abissina.
23.4.36 ancora lavoro.
24.4.36 sono stato sempre all'accampamento a leggere qualche libro.
25.4.36 sabato. lavoro.
26.4.36 domenica sono stato con due miei amici ha vedere una partita di fotbal poi ce ne siamo tornati al
nostro accampamento dopo aver levato qualche bicchierino di liquori.
27.4.36 lunedì aspettiamo con ansia la presa di Adis Abeba mentre faccio il mio lavoro che credo non duri più tanto.
28.4.36 martedì ho fatto una bella gita per le valli circostanti con dei miei amici vediamo sempre dei posti
nuovi sempre più pittoreschi.
29.4.36 mercoledì oggi il lavoro non è più forte si fa solo una metà del solito e così mi riposo un po le mani
che sono mezze cotte forse domani Adis Abeba è nostra.
30 giovedì sono stato coi miei amici in giro per queste valli e monti a visitare dei tucul ci siamo fermati in
diversi luoghi a parlare con queste donne ma non si può capire nulla dopo quattro ore di marcia siamo tornati
all'accampamento.
1 Maggio non ho più speranze di avanzare e qui non c'è niente di interessante di nuovo e quindi non vale la
pena di scrivere sempre le solite cose.
2.5.36 sabato -
3.5.36 domenica -
4.5.36 lunedì -
5.5.36 Martedì. sono di servizio si lavora poco, poco dopo mezzo giorno il tempo si fa brutto piove verso le
16.30 poco dopo esce un magnifico arcobaleno noi abbiamo pensato ecco il segno che l'abissinia è nostra, ma dopo
non abbiamo fatto tanto caso dato che non c'era ancora il bolettino. sono di servizio alla sera, alle 22.30 quando
sento una sirena che suona lungamente dopo sento una banda militare che suona e militari che cantano si viene a
sapere che c'è stata la conquista di Adis Abeba alle 16.30 allora è successo un gran baccano tra gridi canti sventolii
di bandiere poi si fa un brindisi alla vittoria non posso descrivere la gran allegria che cè.
Maggio 21-5-36-XIV Oggi sono stati presi circa un migliaio di abissini che da due o tre giorni erano nelle
nostre vicinanze e cercavano di prenderci alle spalle, sono stati avvisati due giorni fa di arrendersi, sono passati quindi
oggi tutti armati accompagnati dai nostri ascari; era la banda del Degiac Cassa e ho potuto vederlo, è molto giovane
in mezzo a tutti i suoi armati.
La guerra è finita da parecchi giorni ma noi siamo sempre in pericolo dato che le infiltrazioni sono sempre
nella gola dove siamo accampati dove hanno presi questi; se ci davano l'assalto eravamo spacciati dato che loro erano
in numero molto superiore, spero che non saremo più molestati in avvenire, siamo sempre stati in pericolo durante
le operazioni e lo siamo ancora forse di più che essere in 1.a linea ma finirà.
30.5.36 - Da oggi incomincio il servizio col nuovo tenente Cortesi il quale ha sistemato il lavoro di modo che
di notte si potrà dormire io sono contento di questo cambiamento perché ormai ero stanco di dormire ogni due
giorni, in sette mesi di servizio ininterrotto ho dormito per tre mesi e mezzo e il resto ho sempre lavorato.
14 giugno 1936. Oggi parto per Luera dove devo raggiungere la sezione. Sono di ritorno otto giorni dopo
avendo passato tutti i luoghi delle più aspre battaglie, ho visto molte cose che ricorderò sempre e che qui non scrivo
perché dovrei riempire un libro. Ritorno ad Adigrat il 21.6.
Dal 1-7 non si lavora più attendiamo ordini di spiantare i forni.
13.7.36 Finalmente oggi lascio Adigrat per recarmi con la sezione ad Asmara dove rivedo un po' di cose da
tanti mesi lasciate, ora mi trovo al reparto frigoriferi dove lavoro intanto attendiamo che arrivi il giorno che ci
imbarcheranno.
Asmara sono rimasto deluso dai primi giorni non vorrei mai aver portato piede in questa città male
disciplinata intanto siamo al 25-11- e non si sa ancora nulla del rimpatrio.
24.6.37 Riceviamo l'ordine di rientrare perché abbiamo avuto il cambio perciò lasciamo il fortino Giugurtà a
Debri (ai piedi di Amba Aradam).
29.6.37 Tenda Iesus partiamo per Asmara.
Asmara 4.7.37 sono le 12 arriva l'ordine tanto atteso in un attimo spiantiamo l'ultima tenda alle 15 si parte
dopo dieci ore di viaggio in treno (per la prima e ultima volta in Africa) arriviamo a Massaua non mi pare ancora vero
che dobbiamo proprio rimpatriare è tanta la gioia che abbiamo in cuore che non abbiamo neanche più la forza di
cantare siamo tutti muti col cuore pieno di dolci ricordi".
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