Investiti dai massicci rastrellamenti tedeschi dell'inverno
1944-45, reparti della 7a divisione "Garibaldi" operante nel Canavese, dopo tenace resistenza
furono costretti a trasferirsi nel vicino Biellese.
Il comando si installò provvisoriamente in un
cascinale della frazione Lace di Donato, sulle pendici della Serra.
Nella notte del 29 gennaio, con un colpo di mano, un reparto
tedesco, guidato da una spia, riusci a sorprendere e a
catturare l'intero comando. L'unico a salvarsi fu il vicecomissario
"Nerio"
(il noto giornalista e saggista Saverio Tutino, che si trovava casualmente
fuori sede)
che, con alcuni uomini, cercò di attaccare
i tedeschi mentre stavano rientrando, ma il tentativo di liberare
i compagni fu vano: nel duro scontro a fuoco
tra le case il nemico ebbe la meglio.
Tradotti ad Ivrea e a Cuorgnè, i prigionieri furono torturati e,
dopo alcuni giorni, fucilati.
Sul luogo della cattura del comando garibaldino, nel
cascinale che l'usura del tempo aveva ormai ridotto ad un rudere,
le associazioni partigiane locali hanno voluto realizzare un
Memorial della Resistenza (inaugurato l'11 aprile 1999), a ricordo del sacrificio
di quei valorosi che immolarono la loro vita alla
causa della libertà. (Angelo Togna)
|