16. L'ecomuseo del Briasco

Il periodo resistenziale
Nell'ottobre del '43 Cino Moscatelli decise di organizzare un gruppo armato all'alpe Bordone, che divenne il principale centro d'aggregazione delle prime formazioni resistenziali valsesiane. La scelta del sito risultò essere la migliore in quanto la posizione geografica, la fitta boscaglia, i numerosi alpeggi disseminati nei suoi dintorni, e le diverse vie di fuga, divennero rifugio sicuro e punti di riferimento per il ricongiungimento delle formazioni partigiane, momentaneamente disperse per rastrellamenti o azioni di sganciamento. Alla fine di dicembre, alla banda del Briasco si unì il "gruppo di Camasco", portando così a circa quaranta uomini la forza della formazione. All'alpe Bordone non c'era più posto. La sistemazione scelta fu Castagneia, situata al fondo del vallone; il comando e i servizi vennero sistemati nella casa Bracchi ed un grande edificio rustico fu trasformato in caserma per i partigiani; in un altro locale venne organizzato un circolo, una vecchia chiesa sconsacrata fu adibita a magazzino viveri e deposito di armi.
Il mese successivo (metà di gennaio) l'intera zona venne sottoposta al primo grande rastrellamento nazifascista in Valsesia: tra il 17 ed il 19 gennaio si combatté a Roccapietra, Cavaglia, Cellio, Breia; nelle circostanze i partigiani persero sei uomini, tra cui un soldato irlandese aggregatosi ai partigiani; una donna di Cavaglia, Amalia Cracco, venne uccisa mentre stava sul balcone di casa e un trentenne di Breia, Celso Ottone, fu arrestato e internato a Mauthausen, dove morì il 25 aprile '45, ad un passo dalla liberazione. La frazione di Castagneia venne data alle fiamme. Il 19 Moscatelli ed i suoi si ritirarono all'alpe Sacchi, sopra Camasco ed il 26 gennaio il comando partigiano fu definitivamente trasferito a Rimella.
Nei mesi successivi l'impervia zona del Briasco non perse importanza strategica per la facilità di collegamento con il Cusio, la zona collinare di Grignasco e la pianura, mentre gli alpeggi vennero ancora utilizzati come depositi di armi e rifugi clandestini. Dal febbraio-marzo del '44 l'area del Briasco divenne retroterra della 6a brigata "Nello" (così intitolata dopo la morte del suo comandante Nello Olivieri avvenuta alla Merlera di Cellio il 27 agosto '44), acquartierata nella frazione Boleto di Madonna del Sasso, sul versante del lago d'Orta. Presso la Sella della Crosiggia è stato posto un cippo commemorativo detto "Cippo del Briasco". Ogni anno i comuni di Arola, Breia, Civiasco, Madonna del Sasso e Varallo organizzano una "Passeggiata storica" sui sentieri della Resistenza del monte Briasco. Partendo da punti diversi e seguendo itinerari diversi i partecipanti, accompagnati da una guida, raggiungono tutti il cippo alla Sella della Crosiggia.

Il monumento davanti alla sede del comando a Castagneia
e il cippo alla Sella della Crosiggia, sul monte Briasco