Il progetto di museo all'aperto
La storia di Postua è stata fortemente segnata dagli eventi resistenziali. Pur non avendo offerto al movimento
partigiano un grosso contributo in termini di militanza, la popolazione locale ha sostenuto la lotta di liberazione
convivendo con il "Pisacane", la
50a brigata e la divisione "Nedo" per diciotto mesi e condividendone le sorti, con
elevati costi in termini di perdite umane e danni materiali. A buon diritto si può definire Postua la capitale della
Resistenza in valle Sessera ed attribuire al suo territorio il riconoscimento del valore di area simbolica. Sulla base di tali
presupposti, alla fine degli anni ottanta è nata l'idea di realizzare un museo all'aperto che, attraverso la
rievocazione degli episodi del periodo della Resistenza, conservasse e trasmettesse la memoria di quanto accaduto, unendo
al valore evocativo dei luoghi simbolici della guerra partigiana le valenze storico-architettoniche ed ambientali
del territorio. Dopo una fase di studio, cui ha partecipato l'Istituto, con una proposta elaborata da Pierangelo
Cavanna e Alberto Lovatto, si sono finalmente concretizzati i contenuti del progetto, presentato contestualmente
all'inaugurazione del monumento a ricordo dei 154 caduti della XII divisione "Nedo" e delle vittime civili il 4 giugno
1995. Nell'ipotesi conclusiva il progetto prevede, oltre al citato monumento, che si trova nell'abitato di Postua, le
seguenti realizzazioni:
- l'allestimento di una sala didattica per l'introduzione alla visita (al riguardo è disponibile in Postua un locale
in Casa Betania, dove si trovava all'epoca dei fatti l'asilo gestito dalla suore, teatro di numerosi episodi legati
alla guerra e ora di proprietà comunale);
- il recupero di una baita di fondovalle utilizzata dai partigiani, come documento storico-architettonico della
cultura materiale (l'immobile è già stato acquisito in località Cravoso, lungo il sentiero che da Roncole conduce alla
località Morcei, primo tratto del "sentiero dei partigiani");
- il ripristino di uno dei sentieri di collegamento tra i luoghi più significativi della guerra partigiana,
denominato appunto "sentiero dei partigiani" (finora si è provveduto al ripristino del tratto dalla frazione Roncole, dove
termina la strada carrozzabile, fino alla località Morcei; percorribile in circa 1 h da Postua; resta da recuperare il
tratto superiore, che conduce all'alpe Panin passando per le alpi L'Aigra e Gesiola, per una lunghezza di circa 4 km);
- la realizzazione di una sintetica guida storico-geografica con relativa segnaletica di opere, percorsi, luoghi
ed aspetti ambientali di rilievo e di pannelli con brevi testi, grafici, mappe da collocare nei punti più significativi,
comprendendo nei percorsi l'alpe Noveis.
Sul periodo '43-45 sono già stati realizzati dall'Istituto, per conto della Comunità montana valle Sessera, un
video ed un'antologia ad uso didattico.
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