A forza di essere vento


Giorno della Memoria



Sabato 24 gennaio, a Varallo, nella sede dell'Istituto, in occasione del Giorno della Memoria, Enrico Pagano, condirettore dell'Istituto, ha presentato brani della raccolta di documentari "A forza di essere vento", sul tema della deportazione e dello sterminio di rom e sinti. L'iniziativa, così come la concomitante mostra "Porrajmos: altre tracce sul sentiero per Auschwitz", esposta nella sede dell'Istituto fino al 30 gennaio, è stata organizzata con la compartecipazione del Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, in rappresentanza del quale è intervenuto il consigliere regionale Alessandro Bizjak.
Enrico Pagano ha ricordato che rom e sinti, originari dell'India del Nord e dell'Asia minore, definiti impropriamente "zingari", sono da secoli vittime di pregiudizi per la non omologabilità della loro cultura. Presenti in Italia a partire dalla fine del XIV secolo, oggi contano nel nostro paese circa 150.000 individui, il 70 per cento dei quali sono cittadini italiani, con tutti i diritti civili e politici che ne conseguono.
Perseguitati sulla base di motivazioni razziali alle quali, nell'ambito della cultura positivista di fine Ottocento, venne data una patente di scientificità dall'antropologia criminale di Cesare Lombroso, rom e sinti furono definiti biologicamente deviati, preda di vizi e passioni, dominati da tendenze malvagie trasmissibili ereditariamente, oziosi, facili all'ira e spinti a delinquere dalla loro stessa natura.
Inizialmente considerati, nella Germania nazista, un problema di ordine pubblico e pertanto relegati in ghetti e rinchiusi in campi di concentramento per "asociali" insieme ad alcolisti, prostitute, omosessuali, dal 1938 furono oggetto di una vera e propria persecuzione su base etnica: per quanto ariani, rom e sinti furono ritenuti "razza inferiore" e, come tali, destinati allo sterminio. Porrajmos, che in lingua rom significa "divoramento", sta ad indicare l'eliminazione sistematica di oltre 500.000 uomini, donne e bambini rom e sinti nei campi nazisti, a lungo dimenticati e solo dagli studi storici più recenti restituiti alla dignità della memoria. Così come dimenticata è stata per decenni la presenza, a partire dal 1940, di oltre cinquanta campi di internamento per rom e sinti in Italia.
I documentari presentati da Enrico Pagano - dalla drammatica testimonianza di Hugo Hollenreimer, sinto tedesco che ripercorre dolorosamente la deportazione sua e della sua famiglia ad Auschwitz, alla puntuale ricostruzione storica della presenza "zingara" ad Auschwitz-Birkenau compiuta da Marcello Pezzetti del Centro di documentazione ebraica contemporanea, che ricorda la straordinaria rivolta avvenuta nello Zigeunerlager il 16 maggio del 1944, e la feroce eliminazione di quasi tremila "zingari" nella terribile notte tra il 2 e il 3 agosto dello stesso anno, ai racconti di rom e sinti italiani relativi alla deportazione dei loro familiari - hanno offerto spunti di riflessione che dal passato si riflettono sul presente e inducono a interrogarsi sulla pericolosità dell'ignoranza e del pregiudizio e sulle loro estreme conseguenze.