Fascismo foibe esodo


Le tragedie del confine orientale



La mostra ripercorre, in un ampio arco cronologico (1918-1956), i drammatici eventi che segnarono la storia del confine orientale italiano, dalla fine della prima guerra mondiale, che consegnò all'Italia i territori fino ad allora asburgici della Venezia-Giulia e di Zara, fino all'esodo di decine di migliaia di profughi istriani, giuliani e dalmati.
I grandi fenomeni politici, sociali e culturali che hanno coinvolto il territorio dell'alto Adriatico sono illustrati con il ricorso a immagini e documenti che offrono spunti di riflessione e di approfondimento. Il violento antislavismo degli anni dell'occupazione fascista; l'aggressione del 1941, che portò allo smembramento del territorio jugoslavo tra Germania e Italia; l'occupazione tedesca nel 1943, all'indomani della caduta del fascismo e dell'armistizio dell'8 settembre, dei territori assegnati alla sovranità italiana; la Resistenza contro l'occupazione italo-tedesca; il campo di concentramento della Risiera di San Sabba; l'orrore delle foibe e della violenza di massa da parte dell'esercito jugoslavo, contro militari e civili, in prevalenza italiani; lo spostamento forzato della quasi totalità degli italiani che da generazioni vivevano nel territorio passato sotto il definitivo controllo della Jugoslavia e la durezza delle condizioni di vita dei profughi al loro arrivo in Italia: questi gli argomenti trattati dalla mostra, che consentono di cogliere l'intreccio e le connessioni delle complesse vicende storiche del confine orientale.

La mostra è costituita da 10 pannelli 100x70.