Le foibe e l'esodo
degli istriani, fiumani e dalmati

Conferenza di Enrico Miletto




Enrico Miletto, nella conferenza tenuta lunedì 11 febbraio al Liceo classico "Sella" di Biella, ha analizzato le intere vicende del confine orientale. Il punto di partenza è stato una panoramica sulla situazione antecedente alla prima guerra mondiale, che ha considerato la storia di una terra che fu prima colonia romana, poi soggetta a Venezia e in seguito, dalla firma del Trattato di Campoformio, sotto la sovranità dell’Austria, che la governò fino al termine della prima guerra mondiale.
Dopo questa breve premessa, Miletto ha analizzato la situazione creatasi in Istria, a Fiume e in Dalmazia dopo la firma dell’Armistizio tra Italia e Austria a Villa Giusti (1918), dopo il trattato di Rapallo (1920) e quello italo-jugoslavo di Roma (1924). Procedendo sull’asse cronologico, ha preso in considerazione il cosiddetto fascismo di confine e la sua linea politica, fino ad arrivare al 1943, all’Adriastiches Kunstenland e ai tragici fatti di sangue (le foibe giuliane analizzate nei periodi dell’autunno 1943 e della primavera 1945) che irruppero tragicamente nella storia di queste terre. Miletto ha poi affrontato l'argomento dell’avvento della Jugoslavia titina e della sua politica di jugoslavizzazione del territorio, che ebbe riflessi diretti sugli italiani delle terre giuliane. L’altro grande tema preso in considerazione è stato quello dell’esodo giuliano-dalmata, analizzato in tempi, cifre, direzioni e motivazioni (concentrando l’attenzione, oltre che sul particolare caso di Zara, sulle principali città della zona A Pola e Fiume e poi, a ridosso del Memorandum, della Zona B). All’esodo si collega l’arrivo in Italia dei profughi: a tale proposito sono state esaminate le dinamiche legate all’accoglienza degli italiani e ai campi profughi, per poi terminare con i borghi giuliani, ultimo tassello di questo variegato mosaico.