Il Giorno della Memoria

dello sterminio, delle persecuzioni del popolo ebraico
e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti



Persecuzione razziale, deportazione
e sterminio di rom e sinti




  • Spettacolo teatrale Zingari: l’Olocausto dimenticato, prodotto da Centro Teatro Ipotesi (Genova), in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi. Interpretazione, testo e regia di Pino Petruzzelli.
    Un'orazione civile di Pino Petruzzelli, una fiaba tragica che racconta la storia di una giovane zingara, che a trent'anni sposa un fornaio tedesco da cui avrà due figli. I due vivono felici fino a quando lui non viene richiamato alle armi e muore sul fronte russo. Subito dopo comincia la persecuzione anche degli zingari. Hansa viene portata ad Auschwitz con i suoi due figli, ma le viene riconosciuto lo status di vedova di guerra di un tedesco. Verrà graziata, ma prima deve accettare di essere sterilizzata. Sarà l'ultima zingara ad uscire viva dal lager nazista.

  • Mostra Porrajmos: altre tracce sul sentiero per Auschwitz, realizzata dall’Istituto di Cultura Sinta di Mantova e dall’Associazione Nevo Drom di Bolzano. Sono state allestite anche la proiezione del documentario Hugo, realizzato da Giovanna Boursier e inserito nel doppio dvd A forza di essere vento. Lo sterminio nazista degli Zingari, e una mostra bibliografica.

  • Concerto per il Porrajmos: il genocidio dimenticato dei Rom e Sinti. Canti e poesie della memoria in lingua romaní: concerto di Alexian group, gruppo di Santino Spinelli, in arte Alexian, rom italiano residente a Lanciano, in Abruzzo.

  • Al convegno, presieduto da Roberto Placido, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, sono intervenuti: Gustavo Buratti, consigliere scientifico dell'Istituto, con la relazione introduttiva; Rosa Corbelletto, ricercatrice storica, con la relazione Rom e sinti perseguitati nell’Italia fascista; Carlo Berini, ricercatore dell’Istituto di Cultura Sinta di Mantova, con la relazione Il porrajmos e l’elaborazione del lutto in Italia. In conclusione testimonianza di Mirko Levak.