
Il titolo della mostra "La Gioconda di Lvov", realizzata dall'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d'Aosta è stato ripreso dal titolo di un documentario di molti anni fa, nel quale nove fotografie prelevate dai fotogrammi di un filmato sul linciaggio di un gruppo di ebree di Lvov erano state frantumate in un centinaio di particolari, proiettati in veloce successione sullo sfondo del lento rumore di un treno. Accostare le fotografie dello sterminio a un ritratto noto come "La Gioconda" di Leonardo, fa assumere a tali immagini un significativo carattere simbolico.
Quasi tutte le centonove fotografie istantanee esposte nella mostra "La Gioconda di Lvov" vennero realizzate non da fotografi professionisti, ma da semplici e spesso maldestri dilettanti, come ricordo visivo privato della loro esperienza personale.
La mostra, strutturata come insieme organizzato di fotografie, immagini e testi, si propone come un nuovo sistema di comunicazione "da parete", con scopi che non si esauriscono nel "mostrare" semplicemente immagini fotografiche, ma di usarle per sollecitare la lettura di alcuni libri.
Le fotografie spontanee dello sterminio negli anni 1939-1945 sono usate come coperchi di scatole aperte; all'interno si trova la fotocopia dell'immagine con quelle di due pagine di un libro che si consiglia di leggere. Il testo delle pagine spiega il significato dell'immagine e l'immagine illustra e conferma il testo.
Nel verso delle fotocopie si trova una stella gialla o altri segni cuciti addosso alle vittime del nazismo. Le stelle gialle hanno un significato secolare: nel Medioevo proclamavano che l'ebreo "appartiene al re e non può essere ucciso senza licenza". Le stelle gialle furono le più numerose, ma con questo non si intende porre una questione di primato: l'uccisione razziale di dieci slavi come di cinquanta zingari è un crimine come quella di mille ebrei, anche se ci furono mille ebrei per cinquanta zingari e dieci slavi.
I testi della mostra, titoli e sommari, sono ricavati da libri sull'argomento: lo scopo è di stimolare la lettura, perché l'affermazione secondo la quale un'immagine vale più di mille parole è un falso pericoloso: diecimila immagini non valgono un solo capitolo di uno dei libri che si suggeriscono.
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