Durante la seconda guerra mondiale, a Ferramonti di Tarsia, in Calabria,
venne installato dal regime fascista il più grande campo di concentramento
italiano.
Oltre duemila persone (prevalentemente ebrei stranieri) furono costrette
a vivere per lunghi anni in novantadue baracche sistemate in una valle
paludosa ed afflitta dalla malaria. Ma qui, contro le stesse
intenzioni persecutorie del regime, si realizzò un significativo
rapporto di solidarietà tra la popolazione locale e gli internati e tra
le varie etnie di questi ultimi.
Il messaggio di comunanza tra genti diverse, i valori dell'antifascismo
e l'implicito "no al razzismo" che derivano da questa vicenda storica
sono stati raccolti e riaffermati dalla "Fondazione internazionale 'Ferramonti di Tarsia' per l'amicizia
tra i popoli" (aderente all'Insmli, tel. e fax 0984-32377) che, nell'area del campo di
concentramento (recentemente dichiarata dal Ministero per i Beni
e le Attività culturali "di interesse particolarmente importante")
ha costituito il "Centro studi sull'internamento fascista e la
persecuzione politico-razziale".
e-mail: info@fondazioneferramonti.it
|