Il ritorno


La vita all'estero modifica usi, atteggiamenti, visioni del mondo degli emigranti. Diverso diventa anche il modo di atteggiarsi di fronte alla macchina fotografica.


Foto di famiglia a Varallo e a La Chambre, Francia
(Varallo, archivio privato)

"Eravamo abituati ad andare via e star qui a noi non piaceva, anche se avessi avuto il lavoro non mi piaceva star qui, per il modo di fare, per il modo di mangiare, tante cose".
(Sabbia, Mario Stragiotti, testimonianza orale)


La famiglia

La vita famigliare ed "affettiva" segue i ritmi dell'emigrazione: la presenza degli emigranti nei mesi invernali influenza la distribuzione mensile delle nascite e dei matrimoni.

(Pier Paolo Viazzo, 1983)

Riva Valdobbia, fine Ottocento, matrimonio


Il paese

Se dobbiamo credere ai dati riferiti dagli storici dell'Ottocento, nei periodi estivi la popolazione valsesiana era composta quasi esclusivamente da donne, vecchi e bambini ai quali era affidato completamente il lavoro dei campi, l'allevamento e la gestione complessiva della comunità.

(Varallo, archivio privato)

"Qui le donne erano proprio bestie da soma: fare i bambini, l'alpeggio, tutto, perché gli emigranti venivano a casa durante tre mesi e la maggior parte andavano dove c'era l'osteria".
(Sabbia, Gemma De Dominici, testimonianza orale)

"A sei anni son già andata a far la serva, a guardar bambini. Si passava quei sei mesi, fino a ottobre, fino ai santi. Dopo i santi venivamo giù e andavamo a scuola tutto l'inverno fino al mese di aprile, poi al mese di maggio andavamo ancora, ancora a fare la serva: sono andata fino a quattordici anni".
(Sabbia, Irma Burla, testimonianza orale)


Il ritorno degli emigranti

"Ritornano in seno alle lor famiglie ogni anno, o bienno, più o meno, e portano il guadagno dei loro sudori, quale forma il più sostanziale nervo dell'attività della popolazione".
(1828, Scopa, quadri statistici, Viceintendenza di Varallo, b. 164)

La situazione della popolazione è rilevata dai censimenti nei mesi invernali, quando cioè la maggior parte degli emigranti è rientrata in paese.

(1848, censimento della popolazione, tavola delle emigrazioni periodiche, Viceintendenza di Varallo, b. 251, Asv)

Nel Novecento l'emigrazione cambia drasticamente aspetto: cala la popolazione, si apre la forbice fra presenti e censiti.

(Marie Laure Engelmann, 1989)

Ad ogni ritorno segue una partenza, ma nella storia dell'emigrazione la ciclicità è solo apparente: la piccola come la grande storia è ogni volta diversa. Il cerchio che sintetizza lo schema di questa mostra è solo un espediente teorico per rendere più agevole la lettura. Anche se solo per cenni, dietro alla omogeneità, abbiam lasciato trapelare la complessità e varietà delle situazioni: la storia dell'emigrazione è soprattutto la storia degli emigranti ed è a loro che le ricerche future dovranno porre attenzione.