Pietro Ramella

I Lincolns



Il ritiro dei volontari delle brigate internazionali, deciso unilateralmente nell'ottobre 1938 dal governo repubblicano spagnolo, comportò, ove possibile, il loro ritorno ai rispettivi paesi di provenienza. Eccettuato che in pochi, negli altri stati i veterani furono soggetti a dure forme di repressione da parte delle autorità, che li accusarono di aver combattuto in un esercito straniero e, come in Svizzera e Finlandia, li condannarono a pene carcerarie.
Anche la libera e democratica America non fu da meno: i reduci della brigata "Lincoln"1, i cosiddetti Lincolns, al loro arrivo al porto di New York trovarono ad attenderli "more cops than people". I doganieri ritirarono loro i passaporti per violazione della legge sulla neutralità del 31 agosto 1935, mentre gli agenti dell'Fbi, presenti in massa, li sottoposero a stringenti interrogatori, ma non contestarono loro, al momento, la violazione di una legge del 18182 che proibiva l'arruolamento di cittadini americani in eserciti stranieri. La prima dimostrazione del trattamento loro in seguito riservato fu il divieto da parte della polizia di deporre una corona, "per ricordare quanti morirono per la democrazia", presso la lampada eterna nel parco di Madison Square.
La Friends of Abraham Lincoln Brigade, che per tutta la durata della guerra aveva sostenuto i compatrioti impegnati nel conflitto, si prese cura di loro, fornendo vestiario e denaro, e raccolse fondi per ricoverare gli oltre duecento feriti, rientrati dagli ospedali spagnoli grazie ad una consistente donazione di un finanziere, dopo il rifiuto del governo di provvedere alle spese di viaggio.
Il ritorno alla vita civile non fu meno traumatico, poiché intorno a loro si era creato un clima di diffidenza, alimentato dalla chiesa cattolica, principale sostenitrice di Franco, per cui molti non riuscirono a trovare che lavori di manovalanza, precari e mal pagati. Già durante la guerra di Spagna le associazioni che avevano sostenuto negli Stati Uniti la causa della Repubblica, e principalmente la Veterans of Abraham Lincoln Brigade (Valb), erano viste con diffidenza dalle autorità, che cercarono in ogni modo di limitarne le attività, soprattutto intervenendo con violenza in occasione delle manifestazioni di protesta a Washington contro le ambasciate tedesca ed italiana, per l'intervento di queste nazioni nella guerra di Spagna, o contro quella francese per l'inumano trattamento riservato agli internati spagnoli.
I Lincolns dovettero anche affrontare violente polemiche interne per gli sviluppi della situazione internazionale, specie in occasione della firma, il 23 agosto 1939, del Patto di non aggressione tra l'Unione Sovietica e la Germania nazista, contrasti che si riaccesero al momento dello scoppio della seconda guerra mondiale. "Questa non è la nostra guerra, la guerra europea non è una guerra antifascista ma una guerra imperialista"; per suffragare questa tesi i comunisti ricordavano l'ignavia verso la Repubblica spagnola della Società delle nazioni e del Comitato di non intervento, controllati appunto dagli stati coinvolti nel conflitto.
Erano contrari a queste tesi gli ebrei, in maggioranza comunisti, che denunciavano la persecuzione dei loro correligionari in Europa da parte dei nazisti, mentre i trotzkisti lo erano per avversione a Stalin, responsabile delle atrocità compiute in Spagna nei confronti dei loro compagni e di quanti non erano allineati alle tesi del Partito comunista.
Diversi veterani uscirono o furono espulsi dalla Valb; tra questi un italoamericano, Humberto Galliani, che per breve tempo aveva comandato il battaglione "Garibaldi" in formazione, per poi passare allo Stato maggiore della 15a brigata.
La principale preoccupazione dopo lo scoppio delle ostilità fu di far rientrare in patria i commilitoni ancora detenuti nei campi d'internamento francesi o prigionieri del regime franchista. Ma l'attivismo dei Lincolns acuì l'interesse del Dipartimento della Giustizia, che già aveva investigato sul reclutamento di volontari per la Spagna, ed anche la Valb rientrò nell'inchiesta avviata dal presidente Roosevelt sulle attività sovversive di fascisti, nazisti e comunisti negli Stati Uniti.
A più riprese l'Fbi investigò ed arrestò diversi veterani e medici che avevano servito nell'American Bureau to Aid Spanish Democracy, con l'accusa di aver militato in un esercito straniero. Quando gli agenti dell'Fbi si presentarono alla sede di New York per conoscere il recapito di un veterano, il responsabile, Milton Wolff, ultimo comandante della 15a brigata, bruciò tutti gli indirizzi degli affiliati.
Malgrado fossero sottoposti a tale pressione poliziesca, quando il governo francese, nell'inverno del 1940, decise di rimpatriare tutti i profughi spagnoli ancora presenti in Francia, la Valb si fece promotrice di una dura campagna di protesta con manifestazioni davanti a tutte le sedi consolari francesi e blocchi stradali. Ciò determinò il brutale intervento della polizia e l'arresto dei capi, Milton Wolff, Fred Keller e Gerald Cook, con conseguente condanna al carcere per quindici giorni. Scontata la pena fu ordinato ai tre di presentarsi davanti al House Committe on Un-American Activities (HUAC)3, per rispondere anche delle accuse formulate da diversi disertori che, al rientro in patria, avevano denunciato l'esecuzione degli americani che disertavano. Peter N. Carrol, nel suo "The Odyssey of the Abraham Lincoln Brigade", presume che il numero totale dei disertori americani possa attestarsi sul centinaio, pari circa al quattro per cento di tutti i volontari americani accorsi in Spagna.
Le diserzioni cominciarono subito dopo il primo scontro sul Jarama, dove gli inesperti e poco addestrati combattenti furono mandati all'attacco di posizioni fortificate e subirono pesanti perdite (126 caduti e 175 feriti su 450 combattenti). Numerose altre diserzioni si ebbero dopo la sanguinosa battaglia di Belchite e la conquista nazionalista dell'Aragona, che comportò la divisione della Catalogna dalle province centrali. La motivazione delle defezioni era il trovarsi invischiati in una guerra diversa da quella romanticamente immaginata, caratterizzata dalla durezza degli scontri, dal suo prolungarsi e dalla constatazione della superiorità tecnico-militare del nemico. Perlopiù i fuggitivi raggiungevano le ambasciate Usa a Valencia e Barcellona, ma qui non trovavano aiuto per lasciare il paese; infatti, ligi alle direttive del Dipartimento di Stato, i diplomatici negarono qualsiasi sostegno ai loro connazionali, i quali, eccetto i pochi che, grazie a marinai compiacenti, si imbarcarono come clandestini, tentarono la via dei Pirenei, con il rischio di essere arrestati dalla polizia spagnola, o rientrarono ai reparti.
In un primo tempo, i disertori rientrati o rimandati dalla polizia alle rispettive unità vennero reintegrati dopo aver scontato qualche punizione (privazione delle licenze, lavori nei battaglioni sterratori). Dopo la Grande ritirata, approfittando del generale sbandamento, il numero dei disertori raggiunse livelli non tollerabili, per cui il comando decise di adottare il pugno di ferro e ordinò che venissero giudicati da un tribunale militare sulla base del codice di guerra. Ciò comportò l'emissione di almeno una decina di condanne a morte, poi perlopiù revocate. I disertori rientrati in patria denunciarono che le condanne a morte erano la conseguenza delle ingerenze nelle brigate internazionali dei comunisti, che in questo modo volevano liberarsi di trotzkisti ed anarchici che avrebbero potuto minare il morale delle truppe.
Il caso che maggiormente turbò l'opinione pubblica, in maggioranza favorevole alla Repubblica spagnola, fu quello di Albert Wallach. Il padre, constatato che il figlio non era rientrato in patria, fece delle indagini personali e venne sapere che era morto, probabilmente per percosse, nella prigione di Castillo de Fells, dove era stato incarcerato per ripetuta diserzione. Egli accusò perciò Antony de Maio, un americano aggregato al Sim, che aveva giurisdizione sulla prigione, ma questi negò che un qualsiasi prigioniero fosse morto in quel carcere e le testimonianze di altri disertori, risultate poco attendibili, non svelarono il mistero.
Dagli archivi dell'Unione Sovietica relativi alle brigate internazionali, è emerso un documento, "Lista di individui sospetti e disertori della 15a brigata", che comprende 206 nominativi suddivisi tra i quattro battaglioni dell'unità; di quello a maggioranza statunitense, il 58o, sono riportati 37 nominativi, di cui 25 disertori.
Un altro fatto che venne a turbare l'atmosfera attorno ai Lincolns fu il contenzioso che nacque tra l'associazione dei veterani ed Ernest Hemingway, scrittore che era stato molto vicino ai volontari americani e li aveva visitati più volte nel corso dei suoi tre viaggi in Spagna durante la guerra; i suoi detrattori sostenevano che queste visite erano motivate dal fatto che la cucina del battaglione era migliore di quella degli hotel spagnoli. Hemingway aveva sponsorizzato raccolte di fondi durante il conflitto e, al ritorno dei feriti, aveva pagato di tasca propria le loro cure. Il motivo del contendere fu il romanzo "Per chi suona la campana" ed il film che ne derivò. Il romanzo fu criticato anzitutto perché non faceva riferimento alla brigata, ma ad un singolo americano, che si identificava in un Lincoln, Irving Goff, comandante di un reparto di guerriglieri che avevano operato dietro le linee nemiche, sabotando ferrovie e ponti, liberando prigionieri, eliminando o catturando ufficiali nemici di grado superiore. Per Hemingway l'americano Robert Jordan è un eroe romantico, venuto a combattere in Spagna per puro idealismo, che si assoggetta alla disciplina comunista perché il fine di tutto è vincere. Affrontando criticamente la strategia militare della Repubblica, descrive la leadership comunista come brutale, dura e opportunistica: mentre Jordan compie il suo dovere fino all'estremo sacrificio della vita, la burocrazia militare lancia un'offensiva che sa destinata a fallire; in ciò Hemingway vede le cause del collasso della Repubblica.
Il libro non piacque ai Lincolns, non solo perché criticava la leadership comunista, ma perché sottintendeva che i volontari americani erano andati in Spagna per scopi ambigui ed avventuristici. "Ciò che emerge dal vostro libro - scrissero in una lettera aperta al romanziere - è un quadro così drasticamente distorto e mutilato da denigrare la causa per la quale noi abbiamo combattuto, che la maggioranza dei popoli democratici sostennero, e che voi stesso avete onorevolmente sostenuto sia con i vostri scritti che con il vostro personale impegno".
Elencando tutta una serie di particolari, i Lincolns accusarono Hemingway di aver descritto con morbosità le atrocità della parte repubblicana; di aver usato i nomi reali di André Marty, l'organizzatore delle brigate internazionali, descritto come un pazzo assetato di sangue, e di Dolores Ibarruri, la Pasionaria ("ha un figlio in Russia mentre i ragazzi della tua età combattono in Spagna"), e di aver denigrato il ruolo degli osservatori sovietici. Anche Milton Wolff, l'ultimo comandante della brigata, divenuto amico dello scrittore in Spagna, lo accusò di aver fatto in Spagna il "turista" più che il "sostenitore".
Nel 1943 il film tratto dal romanzo ed interpretato da Ingrid Bergman e Gary Cooper per la Paramount rinfocolò le proteste dei Lincolns che, questa volta, trovarono al loro fianco, ma con motivazioni diverse, lo scrittore, cui non era piaciuto il taglio dato da Hollywood alla storia. Egli lamentava, soprattutto, che il film evitasse ogni riferimento politico, "mentre gli Stati Uniti erano in guerra contro il fascismo, il nemico doveva essere chiamato fascista e la Repubblica doveva essere chiamata Repubblica", altrimenti gli americani non avrebbero mai capito per cosa realmente il popolo spagnolo avesse combattuto. Malgrado il suo intervento, il film non subì modifiche. Tempo dopo, ad un giornalista che gli chiedeva chi avesse impedito di chiamare con il loro nome i fascisti, egli rispose: "In due parole: i fascisti".
Mentre questo avveniva, i Lincolns non avevano cessato di cercare di mobilitare l'opinione pubblica per evitare un coinvolgimento americano nella guerra. L'occasione per una nuova manifestazione pubblica fu la stipula, l'11 marzo 1941, del Land-Lease Act, che concedeva agli Alleati di ottenere aiuti senza limitazioni strategiche o militari e con termini di pagamento a lungo termine. Diversi di loro però erano contrari a questa politica di neutralità, soprattutto per l'atteggiamento antisovietico della Germania nazista, malgrado il patto di non aggressione. Alcuni veterani che, in aperto contrasto con il Partito comunista, si arruolarono nell'Us Army, ebbero una reprimenda, ma non vennero espulsi.
In quel periodo, Milton Wolff fu convocato da William Donovan, consigliere per gli affari europei del presidente Roosevelt, che lo mise in contatto con due ufficiali inglesi dell'Intelligence Service. Essi dissero a Wolff che volevano reclutare degli elementi provenienti da Grecia, Jugoslavia ed Ungheria per inviarli in questi paesi ad appoggiare i movimenti di resistenza, e pertanto chiedevano se tra i veterani della "Lincoln" non ci fossero uomini disposti ad arruolarsi. Wolff prese tempo, perché doveva avere il benestare dei vertici del partito che, con suo stupore, ottenne, malgrado la politica ufficiale fosse contro la partecipazione americana alla guerra. Contattò allora sei compagni che avevano combattuto nelle file della guerriglia in Spagna, tra cui Irving Goff. Venuta a conoscenza del progetto, Evelyn Hutchins, spericolata conduttrice di camion in Spagna, si dichiarò disposta ad unirsi ai compagni, ma la sua richiesta fu respinta dagli inglesi in quanto donna, cosa che la rese furiosa.
L'attacco giapponese di Pearl Harbor indusse Donovan ad utilizzare per il servizio segreto americano i Lincolns, che vennero mandati con altri volontari al centro di addestramento di Camp David. Egli pensava di inviarli in Spagna per organizzare eventualmente un movimento di resistenza contro Franco, se questi fosse entrato in guerra a fianco delle forze dell'Asse, ma il progetto non fu approvato dal Dipartimento di Stato, che temeva che il ritorno di interbrigatisti americani in Spagna desse il pretesto a Franco per rompere la sua neutralità.
Con l'inizio della battaglia d'Italia, i Lincolns vennero trasferiti a Napoli, dove aveva sede il comando dell'Office of Strategic Services (Oss). Goff, posto a capo della compagnia D, grazie al credito che poteva vantare come riconosciuto valoroso combattente nelle file repubblicane in Spagna, entrò facilmente in contattato con il Partito comunista italiano, con cui concordò che, in cambio della segnalazione di nominativi da istruire e mandare al Nord dietro le linee nemiche, i comunisti avrebbero potuto usare la stessa rete per trasmettere messaggi alle loro formazioni partigiane.
La compagnia D, chiamata scherzosamente "chain Goff o communist desk", iniziò ad istruire agenti che poi furono paracadutati nell'Italia del centro-nord e trasmisero utili informazioni al comando americano, in particolare su dislocazione, consistenza e movimenti delle truppe tedesche. La compagnia D doveva inoltre sovrintendere al traffico di messaggi da e per l'Italia occupata, compresi naturalmente quelli di pertinenza dei comunisti. Questo rapporto privilegiato mise in allarme i servizi di sicurezza dell'esercito americano che, ignorando di proposito gli accordi intercorsi ed approvati a suo tempo dal comando di reggimento, misero sotto inchiesta i sei agenti e chiesero il loro rimpatrio. Donovan tentò in tutti i modi di difendere i suoi, giurando sulla loro lealtà, comprendendo che la questione non era politica, ma piuttosto un regolamento di conti con servizi che egli, con la sua iniziativa, aveva scavalcati e superati riguardo le informazioni fornite. Tutto fu inutile, la pregiudiziale comunista ebbe il sopravvento; i Lincolns vennero rimpatriati e nel luglio 1945 furono congedati.
Tra i giovani americani che si arruolarono nell'esercito, certamente motivati dall'amore di patria, i Lincolns avevano qualcosa in più: in loro c'era anche la volontà di riprendere la lotta contro i nazifascisti che già avevano combattuto in Spagna, dove tanti loro compagni erano morti, certi che, dopo la vittoria, le democrazie avrebbero regolato i conti con Franco ed il popolo spagnolo avrebbe riottenuto la libertà perduta. Edwin Rolfe, il poeta della brigata "Lincoln", mentre si addestrava in Texas, scrisse una poesia intitolata "Primo amore": Sono ansioso di iniziare, ansioso di finire./ Ma il mio cuore è per sempre prigioniero/ di quell'altra guerra/ che prima mi ha insegnato/ il significato di pace e fratellanza.
Secondo Peter Carrol, furono non meno di 425 i Lincolns arruolati nelle forze armate americane, mentre un centinaio, 70 dei quali caddero sui diversi fronti, servì nella marina mercantile. Arthur H. Landis nel suo "Death on the Olive Groves" parla di 800 volontari, di cui circa la metà morì combattendo in cielo, terra e mare.
Il trattamento riservato ai sei di Donovan non fu certo un’eccezione, visto che tutti i Lincolns che si arruolarono nell’esercito vennero discriminati, poiché considerati “personale potenzialmente sovversivo”. Furono di regola assegnati a guarnigioni in patria, lontani dai fronti d’oltremare, anche se erano gli unici soldati che potevano vantare un’esperienza militare di prima linea, acquisita nelle dure battaglie di Spagna, fu loro negata qualsiasi promozione, furono assegnati a compiti di basso livello e non vennero armati.
Una notte due di loro, penetrati di soppiatto negli uffici del comando, scoprirono che i loro dossier erano marchiati "P. A." (Premature Anti-Fascists), sigla utilizzata dall'Fbi per schedare come "comunisti" i reduci della guerra di Spagna, indipendentemente dalla loro ideologia politica. Essi insorsero dichiarando: "Hitler e Mussolini hanno usato la guerra civile spagnola per prepararsi alla guerra moderna, gli Stati Uniti relegano in battaglioni di fatica quelli che hanno combattuto in Spagna".
Le rimostranze dei veterani trovarono ascolto in tre rappresentanti democratici del Congresso, che presentarono un'interpellanza al Ministero della Guerra, esigendo spiegazioni per il trattamento riservato a dei volontari che non chiedevano altro che combattere per il loro paese. Con il supporto del segretario agli Interni, Harold Ickes, le autorità militari cambiarono atteggiamento ed i Lincolns videro soddisfatte le loro richieste.
Inviati in zona di operazione, molti si coprirono di gloria e vennero insigniti con medaglie al valore per il loro eroico comportamento in azione. Naturalmente ciò dipese dagli ufficiali comandanti i loro reparti, anche se molti non ebbero alcun riconoscimento perché considerati "maledetti comunisti". La forma di discriminazione più ignobile fu perpetrata nei confronti dei caduti, cui fu negato il diritto, soprattutto se neri, di esse sepolti nell'Arlington National Cemetery. Solo dopo una battaglia legale durata anni, i parenti ottennero che il privilegio riservato ai militari americani caduti per la patria venisse esteso anche ai loro cari.
Il dopoguerra, caratterizzato dal confronto tra i due blocchi, riservò ai Lincolns nuove amarezze e discriminazioni. La cosa peggiore fu constatare i buoni rapporti instauratisi tra gli Stati Uniti e la Spagna di Francisco Franco, culminati nella visita del presidente Eisenhower a Madrid. Ma con l'insorgere della guerra fredda essi si trovarono coinvolti nelle crociate anticomuniste via via sviluppatesi negli Stati Uniti.
Nel 1946 il dr. Barsky, medico che in Spagna aveva diretto uno degli ospedali delle brigate internazionali, fu convocato davanti al Huac, quale responsabile del Joint Anti-Fascist Refugee Committee, ed invitato a comunicare i movimenti di denaro dell'organizzazione, inclusi i nomi di tutti i donatori e di tutti i beneficiati. Barsky si rifiutò, appellandosi al V emendamento e accusando che la richiesta, che metteva in pericolo gli spagnoli, era fatta per rinvigorire i rapporti con il dittatore Franco. Il rifiuto costò caro ai membri dell'organizzazione: dieci furono condannati a tre mesi di prigione, Barsky, in quanto primo responsabile, ebbe sei mesi e fu sospeso per altrettanto tempo dalla professione.
Nel 1947 la Valb fu catalogata dal Dipartimento degli Interni tra le organizzazioni di dubbia lealtà verso la nazione ed in base al Taft-Hartley Act4 fu imposto ai responsabili di consegnare alle autorità l'elenco degli iscritti, i documenti contabili e la corrispondenza. Anche se la partecipazione alla guerra di Spagna era costata a molti Lincolns la perdita dell'impiego e l'iscrizione nelle occupational black-list, essi avevano continuato a manifestare e scrivere articoli contro la politica estera del governo, che appoggiava la repressione greca contro i partigiani comunisti e forniva supporto militare a Chiang Kai-shek.
La discriminazione nei loro confronti divenne repressione quando fu nominato capo del Subversive Activities Control Board (Sacb) il senatore Joseph R. McCarthy che, sfruttando il momento di debolezza degli Stati Uniti di fronte alla conquista comunista della Cina e all'esplosione della prima bomba atomica sovietica, iniziò a perseguitare quanti erano in odore di comunismo. A causa di questa politica, il Partito comunista (era in corso la guerra di Corea), considerando inevitabile un conflitto tra Stati Uniti e Urss, che avrebbe determinato una dichiarazione d'illegalità per il partito, ordinò ai suoi vertici di prepararsi ad entrare in clandestinità. Esperienza che si risolse in aperto fallimento, perché gli arresti continuarono, anzi confermarono nelle autorità la convinzione che i comunisti cospirassero contro la nazione.
Le vittime più importanti della crociata mccartiana furono i coniugi Rosenberg che, accusati di aver consegnato all'Urss i piani dell'atomica, furono condannati a morte e giustiziati. Molti intellettuali, artisti, scrittori finirono sotto inchiesta (clamorosa fu la fuga dagli Stati Uniti di Charlie Chaplin) e molti Lincolns furono condannati al carcere; per provvedere alla difesa legale dei compagni incriminati, la Valb costituì il Committee to Defend Lincoln Veterans. Le motivazioni degli arresti furono le più varie: Steve Nelson, ex commissario politico della brigata, fu arrestato con l'imputazione di "sedizione contro lo stato della Pennsylvania" e una corte lo condannò a ventiquattro anni di carcere. Poiché la Corte suprema degli Stati Uniti dichiarò incostituzionale la legge sulla sedizione, una corte federale condannò Nelson a tre anni in base allo Smith Act. Altri, impegnati nei sindacati, furono condannati con l'accusa di aver portato la sovversione nelle organizzazioni. Ruth Davidow, che aveva servito come infermiera in Spagna, fu accusata di aver fatto propaganda comunista tra i soldati feriti nella seconda guerra mondiale ricoverati al Crile General Hospital.
Anche dopo la fine del maccartismo, nel 1953, il controllo dell'Fbi continuò; i veterani erano inclusi in una lista che li classificava come "individuals deemed most dangerous to national security", che dovevano essere arrestati in caso di emergenza nazionale. Nel 1955 la Veteran Administration revocò la pensione di invalidità della seconda guerra mondiale a tre Lincolns, perché inquisiti sulla base dello Smith Act.
Occorrerà attendere i grandi mutamenti in politica internazionale, come la fine della guerra fredda e del comunismo, le lotte contro la segregazione razziale e la guerra del Vietnam, perché la vita dei Lincolns superstiti possa ritrovare la piena normalità. La morte di Franco ed il ritorno della democrazia in Spagna consentirono ai superstiti di ritornare sul Jarama, a Brunete, a Belchite, a Teruel, sull'Ebro. Intellettuali e storici riscoprirono la guerra di Spagna e le ragioni per cui tanti loro connazionali erano andati a morire.
L'impegno dei Lincolns non venne mai meno nel contrastare molte decisioni dell'amministrazione americana: tra le altre iniziative, denunciarono la strategia nucleare delle Star Wars al grido di "Mai più Guernica, mai più Hiroshima", protestarono contro lo sviluppo del missile Mx e si fecero promotori di una raccolta di fondi per donare al Nicaragua sandinista venti ambulanze e materiale sanitario per curare i feriti degli attacchi dei Contras, sovvenzionati dalla Cia.
Il 14 ottobre 1998, a Seattle, nei giardini dell'Università dello Stato di Washington, è stato inaugurato un monumento dove un pugno chiuso spicca tra le parole ai "Voluntarios Internacionales de la Libertad"; seguono il saluto della Pasionaria: "Voi siete la storia, voi siete la leggenda", e la storia delle brigate internazionali: "40.000 volontari internazionali vennero a difendere la Repubblica spagnola, quando Franco, Hitler e Mussolini l'attaccarono. Fra loro vi furono circa 3.000 giovani americani, la Abraham Lincoln Brigade, ed oltre la metà di loro è sepolta in terra di Spagna. Undici studenti di questa Università di Washington parteciparono allo storico conflitto".


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