Note

* Relazione scritta inviata al Convegno internazionale organizzato dall'Istituto di Filosofia dell'Università di Urbino su "Antonio Gramsci. Un progresso intellettuale di massa" (16-18 novembre 1987).

1 Antonio Gramsci, Quaderni del carcere, Edizione critica dell'Istituto Gramsci a cura di Valentino Gerratana, Torino, Einaudi, 1975, vol. III, p. 1.822. Paragrafo 58, 35 bis del Quaderno 15 (II).
Per ulteriori informazioni in proposito si veda il mio Gramsci operaista e la letteratura proletaria, in "Primo Maggio", saggi e documenti per una storia di classe, Milano, inverno 1980-81, n. 14, pp.11-25.

2 Sull'Istituto di cultura proletaria si veda il mio Breve storia del Proletkul't italiano, in "Primo Maggio", Milano, autunno-inverno 1981-82, n. 16, pp. 27-40.

3 Si veda in proposito Maria Ferretti, Rivoluzione culturale e formazione del consenso nell'Unione Sovietica degli anni venti: Bucharin e il movimento dei corrispondenti operai e contadini, in "Studi storici", Roma Istituto Gramsci, aprile-giugno 1987, n. 2, pp. 471-503.

4 Dalla circolare Collaborazione operaia, firmata dal presidente Zinoviev per il Comitato esecutivo dell'Internazionale comunista. Vedila tradotta in "L'Ordine Nuovo", Torino, 30 ottobre 1921.

5 Si rimanda al proposito al mio "Letteratura e unità nazionale". Le "osservazioni" sul folclore, in Aa. Vv., Gramsci. Un'eredità contrastata, Milano, Edizioni Ottaviano, 1979, pp. 91-115.

6 La collaborazione operaia, in "L'Ordine Nuovo", 27 novembre 1921. L'articolo è seguito da sette vignette di diversi operai.
Anche questa idea è del resto ripresa dalla stampa sovietica. Ricordo che nella circolare di Zinoviev Collaborazione operaia, cit., si fa presente che "bisogna servirsi con molto maggiore frequenza di disegni, di caricature che animano il giornale e spiegano nella forma più accessibile ciò che deve essere spiegato".

7 Vedi al proposito Gramsci operaista e la letteratura proletaria, cit. e "Letteratura e unità nazionale", cit.

8 Tutti i canti di Raffaele Mario Offidani citati e altri ancora si possono ascoltare nel disco Sventolerai lassù. Antologia della canzone comunista in Italia 2, Milano, I dischi del Sole, Ds 1078-80, aprile 1977.

9 Autobiografia di Spartacus Picenus in "Il nuovo Canzoniere italiano", Milano, Edizioni Avanti!, settembre 1963, n. 3, pp. 41-42. È datata "Roma, 15 agosto 1962".

10 Traggo queste notizie sulla rubrica da una lettera inviatami da Alfonso Leonetti datata "Roma, 16 gennaio 1976".

11 La data figura al fondo de La ninna-nanna de la guerra pubblicata nella sezione "Dalla guerra alla pace" del volume di Trilussa, Lupi e agnelli, Roma, Voghera, 1919.

12 Vedi Michele L. Straniero - Sergio Liberovici, Contro la "grande guerra", in "Il Contemporaneo", n. 37, giugno 1961, pp. 158-159, 163-164, dove vengono riportate le versioni rispettivamente cantate da Carando e da Carlin Gagne.
Alla versione Carando si rifanno le esecuzioni di Edmonda Aldini in Canti di protesta del popolo italiano 1, Italia Canta So 33/R/0012 e quella di Maria Monti in Le canzoni del no, Milano, I dischi del sole, DS 24, 1964.
Una versione cantata da Teresa Noce, simile a quella di Carando, è stata registrata da me a Milano il 7 giugno 1967 ed è ora parzialmente pubblicata nella cassetta Antonio Gramsci da Torino operaia al carcere di Turi. Saggio sonoro di Cesare Bermani, Franco Coggiola, Mimma Paulesu Quercioli, AS 13. Allegata al volume Istituto de Martino, Gramsci raccontato. Testimonianze raccolte da Gianni Bosio, Cesare Bermani, Mimma Paulesu Quercioli, Roma, Edizioni Associate, 1987.

13 Si veda la testimonianza di Giovanni Gallo-Pedrot di Torino: Replica con una "ninna-nanna" il "vecchio disfattista", in "l'Unità", Milano, 29 marzo 1964.

14 Testimonianza di Carando citata in M. L. Straniero - S. Liberovici, Contro la "grande guerra", art. cit., p. 158.

15 Da un frammento ricordato da Pietro Comollo di Torino. Parole e musica sono pubblicate in idem, p. 164.

16 "Farfarello": uno dei diavoli della bolgia dei barattieri nell'Inferno di Dante Alighieri; "Gujermone": Guglielmo, re di Prussia e imperatore di Germania dal 1888 al 1918; "Ceccopeppe": Francesco Giuseppe I d'Asburgo-Lorena, imperatore d'Austria dal 1848 e re d'Ungheria dal 1867.

17 Riferite da Romeo Donati e pubblicate in M. L. Straniero - S. Liberovici, Contro la "grande guerra", art. cit., p. 159.

18 V. per esempio, "Il lavoratore", Novara, 16 gennaio 1915.

19 Ninna-nanna, in "L'Ordine Nuovo", 9 gennaio 1921. La nota non è firmata. Per l'attribuzione di essa a Palmiro Togliatti, dovuta a Alfonso Leonetti, vedi Giancarlo Bergami, Togliatti trafilettista de "L'Ordine Nuovo" quotidiano, in "Belfagor", Firenze, Olschki, n. 6, 30 novembre 1977, p. 653 e ss.

20 Ibidem.

21 Nella rubrica "Idee e fatti", in "L'Ordine Nuovo", 9 ottobre 1921.

22 Rib., Ricordi di guerra. Il massacro di Latisana, in "L'Ordine Nuovo", 21 agosto 1922.

23 L'Inno dei lavoratori (il titolo esatto è Il Canto dei lavoratori. Inno del Partito Operaio Italiano) venne scritto, con ogni probabilità, all'inizio del 1886 da Filippo Turati e musicato nel marzo da Amintore Galli. Per dettagliate notizie su questo inno rimando al fascicolo da me curato contenuto nel disco Il bosco degli alberi, Milano, I dischi del sole, Ds 307/9 e 310/12, 1972, pp. 1822.

24 L'arrivo di Cadorna, in "L'Ordine Nuovo", 21 settembre 1922; la strofetta era già stata citata nella rubrica "Sotto la mole": Il general Cadorna, ivi, 14 luglio 1922.

25 Vedi Canti della Resistenza italiana raccolti ed annotati da Tito Romano e Giorgio Solza, Milano, edizioni Avanti!, 1960, p. 156-157 (viene riportata la versione pubblicata su I nostri inni, a cura della Federazione torinese del Pci, Torino, sd ma 1945, p. 16, e un'altra conosciuta da Mario De Micheli, Musica a p. 257).
Per delle versioni in disco si ascolti: Canti comunisti italiani, a cura di Roberto Leydi, Milano, I dischi del sole, DS 5, 1962; Canti della Resistenza italiana 6 a cura di Michele L. Straniero, Milano, I dischi del sole, DS 44, 1965, Canti della Resistenza italiana 10, a cura di Cesare Bermani, Milano, I dischi del sole, DS 55, 1965; Italia: le stagioni degli anni 70, a cura di Sandro Portelli, Milano, I dischi del sole, DS 508/10 - DS 511/13, 1971, Milano - Lotta operaia alla Crouzet, a cura del Consiglio di fabbrica della Crouzet, Milano, Istituto de Martino, Archivi Sonori Sdl/11, 1972.

26 I nostri inni, cit.; Inni della gioventù, a cura del Mcg [Movimento comunista giovanile], Firenze, 1945.

27 Vedi Oddone Bruno Saltini - Remo Delmonte "Ramon", La tana della tigre, Felina (Reggio Emilia), edito a cura di Remo Delmonte "Ramon", 1983, p. 162-163.

28 Una retata di comunisti, in "L'Ordine Nuovo", 27 maggio 1921.

29 Citata alla nota 24.

30 Vedi "L'Ordine Nuovo", 1 maggio 1921 e 6 novembre 1921. In entrambi i casi l'inno è firmato "Bergeret". ll canto è pure menzionato in un corsivo di "Sotto la mole", Festa illegale, apparso nel numero del 3 maggio 1922.

31 Secondo Raffaele Mario Offidani ("Spartacus Picenus") in "Bergeret" dovrebbe ravvisarsi Umberto Zanni, che fu tra i collaboratori della "Rassegna popolare del socialismo" (1899-1900), cui egli attribuisce quella traduzione libera dell'inno. Vedi Canti della libertà, Roma, Edizioni Toto Castellucci, sd ma 1945 ca.

32 L'annuncio della vittoria di "Bergeret" è ne "l'Asino", Roma, 6 ottobre 1901; il testo vincitore figura però nel numero 41, del 13 ottobre 1901.

33 Come è noto, Eugène Pottier scrisse il testo dell'Internationale nel giugno 1871, mentre si stava nascondendo a Parigi per la repressione della Comune. Solo nel giugno 1888 l'operaio Pierre Degeyter provvide a musicarlo a Lille.

34 Questa traduzione e pubblicata con il titolo L'Internazionale, in Nuovo canzoniere rivoluzionario internazionale illustrato con la musica dei principali inni, Milano, Libreria Editrice Sociale, Tipografia Armodio, 1914, p. 30 e ss.; e in Nuovo canzoniere dei ribelli, Patterson, Club Libertario, sd.
È invece pubblicata con il titolo Su, sofferenti!, in Il Nuovo canzoniere socialista, Milano, Libreria editrice Avanti!, 1919.
Su I canti della rivoluzione, Pubblicazione n. 1 di "Umanità nova", La Spezia, Cromo-Tipografia "La Sociale", 1920, il testo è pubblicato due volte, una volta come L'Internazionale e una volta come Su, sofferenti!.
In un foglio volante, senza indicazioni di tipografia ma probabilmente americano, degli anni venti (acquistato da Roberto Leydi da un rigattiere di Tarquinia e ora conservato nel suo archivio), figurano sia questa traduzione che la versione di "Bergeret" con a fianco la musica ("musica del belga Degeyter"). Entrambe le versioni, una per pagina, sono intitolate L'Internazionale.
Dopo il 1945 questa traduzione dell'inno è apparsa con il titolo L'Internazionale, in Canzoniere dei ribelli. Inni e canzoni anarchiche e rivoluzionarie, Modica, Federazione anarchica della Sicilia sudorientale, sd.; e con il titolo Germinal, in Nuovo canzoniere dei ribelli, a cura del gruppo anarchico Ponte Regola, Roma, Edizioni Umanità Nova, sd.

35 Traduzione e informazioni su di essa sono riportate in Spartacus Picenus, Canti comunisti, Milano, Edizioni del Calendario del Popolo, 1967, pp. 45-46. Questa versione di Raffaele Mario Offidani è anch'essa pubblicata con il titolo L'Internazionale.

36 A. Gramsci, Quaderni del carcere, cit., vol. I, pp. 879 e ss., paragrafo 156, 75 bis del Quademo 5 (IX): 1930-1932 (miscellanea).

37 Vedi la sua lettera a Tania Schucht del 19 marzo 1927 in Id, Lettere dal carcere, a cura di Sergio Caprioglio e Elsa Fubini, Torino, Einaudi, 1965, p. 59.

38 Giorgio Baratta, Spirito popolare creativo, in "Filef emigrazione", Roma, a. XIX, n. 89, agosto-settembre 1987, p. 15.

39 A. Gramsci, Quaderni del carcere, cit., vol. III, p. 845 e ss., paragrafo 208, 78 del Quaderno 6 (VIII): 1930-1932 (miscellanea).

40 Vedi il canto Worwarts, Proleten, diffusosi soprattutto attraverso il Kommunisticher Juegenverband (Gioventù comunista) in Herbert Kleye, Canti proletari italiani in Germania, in "Il nuovo Canzoniere italiano", Milano, Edizioni del Gallo, agosto 1966, n. 78, pp. 45-47. Trattasi di una traduzione del dirigente comunista Alfred Kurella.

41 Traggo la notizia da una lettera inviata da Ivan Pavlovic Beresovski a Franco Coggiola il 22 giugno 1979.

42 "Bandiera rossa" cantato in chiesa da 18000 disoccupati inglesi, in "L'Ordine Nuovo", 4 maggio 1922.

43 Vedi Asvero Gravelli, I canti della rivoluzione, Roma, Editrice "Nuova Europa", 1934, II ed. (I ed. 1926), p. 187.

44 Un socialista assolto!, in "L'Ordine Nuovo", 5 gennaio 1921.

45 Registrazione di Gianni Bosio, Roma, 20 febbraio 1970, nastro 70/3 del Fondo Ida Pellegrini/Edm. Si ascolti ora il brano in questione in Antonio Gramsci da Torino operaia al carcere di Turi, cit.

46 I reali carabinieri si esercitano a cantare "Bandiera rossa", in "L'Ordine Nuovo", 16 marzo 1921.

47 Ferroviere arrestato ad Arona, ivi, 16 aprile 1922.

48 Una topica fascista a Chieri. Mario Casaleggio e "Che non me lo dichi". "Giovinezza" e... "Bandiera rossa", ivi, 8 settembre 1922.

49 Si vedano al proposito le considerazioni fatte in Ersilia Perone Alessandrona, Una lettura delle bandiere operaie, in Un'altra Italia nelle bandiere dei lavoratori. Simboli e cultura dall'unità d'ltalia all'avvento del fascismo, Torino, Centro Studi Gobetti - Istituto storico della Resistenza, 1980, pp. 33, 45, 46.

50 Si vedano le considerazioni al proposito contenute in Luisa Passerini, Torino operaia e fascismo. Una storia orale, Bari, Laterza, 1984, pp. 120-127.

51 Legionari che cantano "Bandiera rossa", in "L'Ordine Nuovo", 15 ottobre 1921.

52 Vedi, per esempio, A. Gravelli, I canti della rivoluzione, Roma, "Nuova Europa", 1934, p. 87.

53 La si ascolti nell'esecuzione dell'autore in Sventolerai lassù. Antologia della canzone comunista in Italia 2, Milano, I dischi del sole, DS 1078/80, 1977. E vedi anche la nota a p. 20 del fascicolo accluso al disco. Bolscevismo, con l'indicazione "sull'aria dell'Inno degli arditi" è contenuto in Grande canzoniere della libertà. I canti di Spartaco ed altri celebri inni sociali, Roma, Mondini, 1944.
Bolscevismo è stata registrata con una certa frequenza nelle ricerche su campo effettuate negli anni sessanta, spesso contaminato con altre parodie antifasciste adattate sulla medesima melodia. Una versione registrata da me a Novara nel 1963 è completata da un racconto del testimone, Eugenio Baslino (nato nel 1901 a Mortara, ferroviere in pensione), che l'aveva cantata nel 1920 sotto le armi, mentre marciava con la truppa. Gli ufficiali la sentivano cantare e non distinguendo le parole erano soddisfatti, pensando si trattasse dell'Inno degli arditi.

54 Vedi il testo della versione cantata da Giuseppe Vergano, contadino, di sessantatré anni, nato da Fubine, registrata alla Casa del popolo di Fubine il 29 giugno 1968. Il testo è pubblicato in Franco Castelli, Storia e classi popolari in provincia di Alessandria. Canti e testimonianze popolari dalla grande guerra all'avvento del fascismo (1918-1924), in Almanacco piemontese / Armanach piemonteis 1979, Torino, Andrea Viglongo & C., 1978, p. 133. È databile all'immediato dopoguerra.

55 Per Guardia regia, databile al 1919-20, si veda Lamberto Mercuri - Carlo Tuzzi, Canti politici italiani 1793-1945, Roma, Editori Riuniti, 1962, vol. II, p. 16 (testo cantato da Enrico Venzi da Bologna, secondo il quale era nota nelle carceri e al confino nel 1925-27); Canti socialisti e comunisti, a cura di Leoncavallo Settimelli e Laura Falavolti, Roma, Samonà e Savelli, 1973, p. 81 e ss. (versione registrata da L. Francisci, R. Orano, A. Mortari all'Isola d'Elba. Testimone D'Alessi di Portoferraio. Vengono citate altre due versioni frammentarie raccolte dagli autori del volume a Monteluce, Spoleto, testimone Giovanni Testacuzza; e a Prato, testimone Bruno Brunini). Di questo canto ne ho raccolto cinque versioni, perlopiù frammentarie, nel Novarese, una delle quali contaminata con Bolscevismo.

56 Né il bastone né il fucile è databile al periodo successivo alle elezioni del 16 novembre 1919. Si veda per essa Gianni Bosio, Risposta alle risposte. Le canzoni socialiste, in "Avanti!", 8 novembre 1950, (il canto è qui riportato parzialmente da un vecchio ritaglio di giornale inviato da un lettore, che riporta un articolo dal titolo Musa punitrice); Canti di protesta. Giovinezza, cit., pp. 149-150 (testo contaminato con Son venuti mascherati, raccolto a Buzzoletto, Mantova). Ne ho registrato una variante a Grignasco e una a Novara, quest'ultima con una dichiarazione del testimone secondo cui l'avrebbe cantata nel 1920.

57 Delinquenza è databile al 1921. Vedi oltre la versione pubblicata in "L'Ordine Nuovo" il 5 luglio 1921; Canti di protesta. Giovinezza, cit., p. 149 (testo contaminato con Bolscevismo, riferito da Carando, cantato a Torino durante degli scontri tra Arditi del popolo e Arditi d'Italia in occasione di un comizio per Sacco e Vanzetti) e p. 150 (frammento raccolto a Torino); Canti socialisti e comunisti, cit., p. 180 e ss. (versione raccolta da L. Francisci, P. Orano, A. Mortari, all'Isola d'Elba, testimone Napoleone Hurz, che afferma di averla sentita cantare a Bagnoli); Mario Di Stefano, Canti antifascisti e partigiani noti nel Piacentino, in "Quaderno 1", Piacenza, Ente provinciale del turismo, 1975, pp. 22-24 (due versioni raccolte a Piacenza dall'autore, testo e trascrizione musicale. Testimoni: Rosmunda Salvaderi e Angelo Francesco Babini); L. Passerini, op. cit., p. 269 (versione raccolta a Torino da Albina Caviglione Lusso e Giuseppe Ivaldi). Tre varianti ho raccolto a Novara, tra cui una contaminata con Bolscevismo, una ne ha raccolta Michele L. Straniero a Cosenza.

58 Cesare Caravaglios, I canti delle trincee (contributo al folklore di guerra), Roma, Casa editrice Leonardo da Vinci, 1930, p. 300 e ss.

59 Son venuti mascherati è databile al 1921-22. Si veda Canti di protesta. Giovinezza, cit., p. 149 e ss. (testo già citato, contaminato con Né il bastone né il fucile, raccolto a Buzzoletto, Mantova). Ne ho raccolte due varianti nel Novarese ma come cantate a Ferrara e ad Anguillara Veneta, una terza a Milano, contaminata con Delinquenza.

60 Riferita da un militante del Psi, poi passato allo Psiup, nel 1964 a Novara, come cantata nel 1922. Lo definisce "Inno degli Spartachisti". Ha il ritornello in comune con Sei sempre un vagabondo.

61 Il testimone, un anonimo contadino di settant'anni, dice di avere imparato questo canto nel 1920 da militare da alcuni commilitoni anarchici di Ancona. Registrata a Oviglio, 1 ottobre 1969. Testo riportato in F. Castelli, op. cit., p. 135.

62 Frammento di canto apparso, secondo il testimone Biagio Modino, cit. in "Pensiero e volontà". Veniva cantato a Novara nel 1922.

63 Si ascolti l'esecuzione di Palma Facchetti di Cologno al Serio, Bergamo, nel disco Povero Matteotti. Il risveglio antifascista del '24 e l'Aventino, a cura di Maria Luisa Betri e Anna Maria Ciniselli, Milano, I dischi del sole, DS 313/15, 1975.
Per altra variante della canzone si veda Documenti della cultura popolare in Lombardia 1 - Bergamo e il suo territorio, a cura di Roberto Leydi, Milano, Albatros, 1975 (disco VPA 8222), registrazione di R. Leydi, Cologno al Serio, 4 luglio 1964, informatrice Palma Facchetti.

64 Registrazione di Mimmo e Sandra Boninelli, informatrice Olga Morecchi, Bergamo, 2 giugno 1978 (Ricerca Malpensata, nastro 008), ora pubblicata per il testo in Mimmo Boninelli, Canzoni dell'antifascismo e della Resistenza bergamasca, in "Studi e ricerche di storia contemporanea", Rassegna dell'Istituto bergamasco per la storia del movimento di liberazione, Bergamo, giugno 1987, n. 27, pp. 67-68.

65 Vedi Repertorio dei documenti sonori originali contenuti nei nastri del Fondo Riccardo Schwamenthal, a cura di Mimmo Boninelli, "Quaderni dell'Archivio della cultura di base", n. 1, Bergamo, Sistema bibliotecario urbano, 1982, nastro 25/19, informatore Adamo Bernardi (nato nel 1905), Candino, 9 febbraio 1974. Il testo è ora pubblicato in M. Boninelli, Canzoni dell'antifascismo e della Resistenza bergamasca, cit., p. 69.

66 Si veda Canti di Matteotti, a cura di Michele L. Straniero, in "Il Contemporaneo", Roma, n. 23, marzo 1960, p. 102 (versione raccolta a Ronsecco).
Questo canto ha in comune i primi due versi con quello citato alla nota 64 ma ha poi sviluppo del tutto autonomo.

67 Idem, p. 101 e ss. (versione raccolta a Torino, testimone Carlo Sacchetti).

68 Si ascolti l'esecuzione di Fenisia Baldini, Novara 1963, nel disco Canti della Resistenza italiana 8, Milano, I dischi del sole, Ds 53, 1965.

69 Vedila riportata in Lodovico Targetti, Satire clandestine, Milano, Corticelli, 1943, p. 13 e ss.

70 Leonida Repaci, Prefazione a idem p. 13 e ss.

71 Vedi Autobiografia di Spartacus Picenus, loc. cit., p. 41.

72 Vedi H. Kleye, op. cit., pp. 43, 47, 48.

73 Ernani Civallera, Una promozione di allievi ufficiali rossi (Impressioni di un operaio italiano in Russia) in "L'Ordine Nuovo", 27 novembre 1921.

74 Ivi, rubrica "Idee e fatti", 9 giugno 1921.

75 Ivi, 5 luglio 1921.

76 Ivi, 31 luglio 1921.