Alberto Lovatto (a cura di)
"Cronache ed osservazioni sulla vita della Scuola"
Cravagliana 1940-1945
"l'impegno", a. XI, n. 1, aprile 1991
© Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli.
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Premessa
Nell'ambito della ricerca sulla memoria della seconda guerra mondiale in provincia di Vercelli,
si è avviata la consultazione di fonti e fondi di diverso tipo ed utilizzabilità. In questo ambito
si colloca dunque la lettura qui proposta delle annotazioni e relazioni contenute nei registri
scolastici delle scuole elementari per il periodo
1940-19451.
I registri scolastici della scuola elementare contengono, oltre ad informazioni su assenze, voti
e attività didattiche svolte, anche le relazioni dei fatti salienti della vita scolastica. Redatte
con periodicità che varia in relazione allo zelo della insegnante, le relazioni sono stese su
appositi moduli per le "Cronache ed osservazioni sulla vita della Scuola", allegati, spesso anche se
non sempre, al registro. Si tratta, almeno per il materiale ed il periodo consultato, di relazioni
spesso molto formali, all'interno delle quali tuttavia emergono annotazioni ed informazioni sulle
quali vale la pena di fermare l'attenzione. Nell'ambito della ricerca sulla memoria della seconda
guerra mondiale in provincia, la lettura di questi testi è in prima istanza finalizzata alla ricostruzione
dello "spirito pubblico", della percezione dell'evento bellico. In quest'ottica i registri
scolastici rappresentano una fonte che, presente in maniera omogenea su tutto il territorio provinciale,
offre buone possibilità di consultazione e confronto. Quello proposto qui, dunque, non vuole essere
altro che un primissimo confronto con le fonti, attivato non già a partire da un montaggio di parti ma
da una estesa osservazione di un solo gruppo omogeneo di documenti, guardato nella sua globalità.
Le "Cronache e osservazioni" qui scelte per la pubblicazione non rappresentano quindi in
nessun modo un campione, ma si prestano, per il fatto di riguardare l'arco complessivo della guerra e
di essere redatte da una maestra "organica" alla realtà del paese in cui insegnava, ad una
osservazione che tenti di saggiarne la tenuta complessiva quale fonte possibile per lo studio della realtà
della guerra, ma anche della "vita della Scuola".
La maestra Ermenegilda De Bernardi, cui si devono le relazioni qui pubblicate, nasce a
Cravagliana il 9 agosto del 1898, si diploma a Novara nel 1915 e dopo breve tirocinio prende subito cattedra
a Cravagliana dove rimane fino alla pensione, alla fine degli anni cinquanta, insegnando ad
almeno due generazioni di cravaglianesi. ll ricordo che si ha ancora di lei in paese è di una maestra
severa e materna nel contempo, molto scrupolosa, attaccata al lavoro nonostante i quattro figli,
l'ultimo dei quali, Corrado, frequenta le scuole elementari durante il periodo bellico. Maestro elementare
è anche il marito, Paolo Tosi, di un anno più giovane. Nativo anch'egli di Cravagliana, invalido
di guerra, croce di guerra, capitano dell'esercito, Tosi insegna, durante il periodo bellico, a
Cravagliana, nella scuola del centro. Con lui dunque Gilda De Bernardi condivide non solo la vita ma anche
le cinque classi della scuola di Cravagliana; moglie e marito si spartiscono le due sezioni
pluriclasse in cui è organizzata la scuola secondo uno schema abbastanza comune, insegnando lei ai
"bimbetti" del primo ciclo e lasciando a lui le classi quarta e quinta.
Le relazioni riguardano le attività della maestra De Bernardi nelle classi prima, seconda e
terza durante i cinque anni scolastici di guerra dall'ottobre 1940 al giugno 1945, ma
riguardano evidentemente anche la vita del paese e della valle. Cravagliana è collocato a 600 metri di
altitudine, in val Mastallone, valle laterale della Valsesia, con una popolazione, allora, di più di
ottocento abitanti ed una economia tipica di montagna, fatta di agricoltura, allevamento ed...
emigrazione. La scuola del centro di Cravagliana è frequentata da una quarantina di
alunni2; oltre a quella del centro sono attive anche alcune sezioni in sei delle quasi trenta frazioni del paese.
Oltre che della scuola, è evidente, le relazioni ci parlano anche dell'atteggiamento della maestra
nei confronti della scuola, del paese e della guerra, atteggiamento che è mediato, è chiaro, dalla specificità
del documento: testo scritto per dovere burocratico nel quale tuttavia la scelta dello stile, dei
temi, della struttura narrativa è libera come in un diario vero e proprio; testo rituale e, per molti
aspetti, ripetitivo, immaginato per un lettore modello, il direttore didattico, che rappresenta il regime e
il regime in un momento particolare come quello della guerra; testo manoscritto ma redatto da
mano colta che intrattiene comunque strette relazioni con la diaristica di scrittura popolare.
Per quanto concerne poi i temi che compaiono nelle relazioni, oltre alle parti dedicate alla
guerra, molti sono gli spunti possibili. Alcuni a titolo per ora solo esemplificativo meritano una
prima segnalazione: le descrizioni del rapporto con gli alunni, ad esempio, con l'insegnante che è,
secondo un copione classico, mamma e maestra insieme; oppure l'utilizzo della radio, presentata
come strumento didattico nuovo, ma anche come rito di propaganda del regime. Nelle relazioni
compaiono poi annotazioni sulla realtà della vita nel paese: il freddo invernale, ad esempio, e la necessità
di ovviare alle difficoltà di spostamento imposte dalla neve; ma anche i vantaggi che il
relativo isolamento della vita in una valle laterale come quella di Cravagliana offre. Ulteriori
considerazioni si possono poi fare sulla scrittura, sull'uso di formule, di schemi, riproposti identici o quasi,
ogni anno; sulla scelta delle date attorno alle quali scandire le relazioni; sui temi ed argomenti
trattati con i ragazzi e segnalati all'autorità. Tutti aspetti che, nel proseguire il lavoro, e su un più
ampio spettro di confronti, di realtà e atteggiamenti potranno acquistare maggiore rilievo. Quello che
mi pare fin d'ora da segnalare è che una lettura finalizzata alla sola analisi dello "spirito pubblico",
sia esso quello della maestra che degli alunni che della scuola e del paese, risulta assolutamente
riduttiva per testi che prendono la parola su un arco molto vario di questioni.
Anno scolastico
1940-19413
16 ottobre 1940. Inaugurazione dell'anno scolastico.
Il corteo, formato dagli alunni quasi tutti in divisa, si ferma sul piazzale della scuola e sfila per
le vie del paese, per recarsi alla chiesa. Sono presenti le autorità e parecchi genitori degli alunni.
Il corteo saluta il monumento ai Caduti; gli alunni depongono ai piedi di esso mazzi di fiori.
In chiesa, in attesa, recitiamo tutti insieme le orazioni e poi assistiamo alla funzione religiosa.
Nella casa Littoria, e propriamente nelle sale delle adunanze, il maestro Tosi tiene agli intervenuti
il discorso d'occasione, illustrando il periodo di intensa vita della nostra Patria, nuovamente in
armi per le sue giuste rivendicazioni. Precisa il dovere di ognuno di portare il massimo contributo
ed invita gli alunni a crescere forti ed istruiti, degni di una più grande Italia, e soprattutto
dell'eroico sacrificio di quelli che a costo della vita, faranno la sua grandezza. La festa dell'inaugurazione
si chiude col canto degli inni della Patria e col saluto al Re e al Duce.
17 ottobre. Primo giorno di scuola.
Gli alunni sono tutti presenti. 12. Ci conosciamo già, meno quattro bimbetti che frequentano per
il primo anno. E questi per noi sono i più cari, perché si mostrano i più spauriti.
Forse, qualche volta, nelle loro case, avranno sentito parlare della scuola come di uno
spauracchio. Niente di tutto ciò, e dopo poco tempo, mi guardano già sorridenti e fiduciosi e fra qualche
giorno, vorranno bene anche alla loro maestra. La scuola non sarà per loro un peso.
Gli alunni di prima classe, sono quelli che richiederanno le maggiori cure.
Iniziamo il nuovo anno scolastico pieno di speranze, con tanta buona volontà.
Gli alunni dimostrano di essere contenti di essere ritornati al loro lavoro e io pure. Sono pochi, e
se frequenteranno regolarmente, e se avranno un po' di buona volontà, potranno imparare molto.
Al lavoro dunque!
21 ottobre. Gli alunni frequentano regolarmente.
In prima classe ho una scolaretta che compirà i sei anni solo a febbraio. È sveglia, dimostra
buona volontà, si distrae qualche volta, ma sa anche fissare, quando vuole, la sua attenzione. Mi
sorride sempre quando mi guarda, ed è assai lieta se io ricambio il suo sorriso. Mi tratta con
grande confidenza, come se io fossi la sua mamma. Ciò mi piace e mi è maggiormente cara.
[...]4
Gli scolaretti nuovi di seconda, hanno dimenticato molto durante le vacanze. Devo perciò
rifarmi da principio, e abbiamo ripreso la lettura del sillabario con frequenti esercizi ortografici.
Gli alunni di 3a attendono con desiderio il nuovo libro di lettura.
Anche in questa classe ripetiamo quello che abbiamo imparato lo scorso anno, in attesa di
iniziare il nuovo programma.
26 ottobre. Rievoco con parole semplici e chiare, perché tutti possano ben comprendere, la
marcia su Roma.
Si danno le necessarie disposizioni per la celebrazione di lunedì, 28 ottobre.
31 ottobre. Oggi celebreremo la "giornata del risparmio" facendo ben comprendere come il
risparmio di ogni singolo cittadino, formi la ricchezza della Patria. Distribuisco agli alunni delle carte
assorbenti d'occasione, col disegno del salvadanaio, ricevute in dono dal Sig. Direttore. Gli alunni sono contenti.
2 novembre. Giorno dei morti.
Siamo a scuola. Parlo ai miei alunni del significato della festa di tutti i Santi e passo così a
ricordare i morti, i Caduti per la Patria, per la Rivoluzione, e per la nuova guerra di rivendicazione che
l'Italia sta combattendo.
Gli alunni sono commossi e, certo, nel loro piccolo cuore si ripromettono di essere
veramente buoni, per essere più degni dei cari scomparsi e promettono di pregare per loro.
Oggi nel pomeriggio, intrattengo i miei scolaretti sull'ultima guerra europea.
Lunedì 4 novembre, sul monumento ai Caduti, leggeranno con più amore, il nome dei
32 Cravaglianesi, morti per fare più grande la nostra Patria.
Gli alunni sono stati attentissimi alla lezione. Cantiamo insieme gli inni della Patria.
9 novembre. Oggi parlerò ai miei scolari del "Re Imperatore" e leggeremo, commentandolo,
sul libro di testo, il capitolo che parla di Lui.
Parlerò loro della bontà del nostro Re, del suo valore, del suo spirito di sacrificio, della sua saggezza.
Nei momenti più gravi per il destino della Patria, il nostro Re, quasi illuminato da Dio impone
la sua ferma volontà, e salva l'Italia. Al convegno di Peschiera e durante la marcia su Roma.
E ora, nel nuovo duro cimento, per l'intera indipendenza della Patria, i soldati combattenti,
sentono di essere più che mai presenti, nel grande cuore del loro Re, che come sempre è sicuro nella
vittoria delle armi italiane per il valore dei suoi soldati.
13 novembre. Oggi alla radio i piccoli delle prime classi, hanno sentito con tanto interesse
la trasmissione di Bossin Bossetta.
18 novembre. Abbiamo ricordato le "sanzioni" che cinquantadue stati cinque anni or sono,
hanno dichiarato all'Italia dietro il consiglio dell'onnipotente Inghilterra.
È venuto ora il momento della resa dei conti.
23 novembre. La radio non funziona bene e non si possono sentire le trasmissioni. Occorre
che informi di questo il sig. Podestà.
29 novembre. Gli alunni di prima classe li ho fatti proseguire un po' celermente. Ora occorre
che mi soffermi per renderli ben sicuri sulle consonanti imparate. Il nuovo metodo del nuovo
sillabario, molto bello in teoria, in pratica non è adatto. È inutile, coi piccini bisogna proseguire
gradatamente, non si possono fare acrobazie, occorre che ogni cosa sia bene compresa, assimilata. Occorre
una sicura base d'appoggio per continuare ad innalzare l'edificio. Poiché quest'anno forse, i giorni
di lezione, saranno ridotti, tralascerò le cose non necessarie, ma in prima, l'ortografia è una
cosa importantissima, e deve essere curata.
9 dicembre. Intrattengo oggi i miei scolari sulla prossima festa di Natale.
I più grandicelli ripetono per i più piccoli gli avvenimenti che accompagnarono la nascita
del Redentore. Ci portiamo col pensiero presso i nostri soldati, che purtroppo passeranno lontani
dalla loro famiglia la santa ricorrenza.
20 dicembre. Abbiamo spedito la radio a Varallo per le necessarie riparazioni, così dopo le feste
di Natale, si potranno sentire le trasmissioni.
23 dicembre. Oggi è stata per i miei scolari una giornata assai lieta e densa di lavoro. Abbiamo
preparato i biglietti d'augurio con qualche disegno.
I piccoli di prima hanno già potuto scrivere qualche parola per il papà e la mamma e
anch'essi hanno illustrato la loro letterina.
31 dicembre. Ultimo giorno dell'anno. Ne approfitto per parlare delle misure di tempo. La
lettura delle ore sull'orologio per i più piccoli riesce assai interessante e con buon esito.
Parliamo dell'anno nuovo, che porterà alla Patria la giusta vittoria.
3 gennaio 1941. Lascio oggi la scuola perché non mi sento bene. Ho avvisato il sig.
Direttore Didattico.
3 febbraio. Oggi riprendo la scuola, dopo un mese di congedo per malattia.
Essendo stato richiamato il maestro Tosi, così ho tutte le cinque classi e faccio orario alternato.
6 febbraio. I miei scolaretti di
1a 2a e 3a hanno fatto una sosta, anzi qualcuno ha
peggiorato specialmente nella scrittura.
Con cinque classi, certo non si possono fare miracoli, e con sole tre ore, e tre
classi contemporaneamente, resta poco tempo da dedicare ad ognuna di esse.
E la prima classe invece, ha tanto bisogno di tempo! Non si può correre, non si possono fare
salti. Vedremo di riprenderci un po' alla volta.
11 febbraio. Parlo oggi ai miei alunni della Conciliazione. Ricordiamo insieme la paterna
figura del Papa Pio XI. Faccio rilevare l'importanza del patto, conclusosi per merito del Duce.
15 febbraio. Gli alunni vanno man mano riprendendosi. Faranno ancora meglio d'ora
innanzi, perché le classi 4a e
5a sono state affidate a una signorina Insegnante. A me quindi resta
maggior tempo da dedicare alle prime classi.
24 febbraio. Ieri abbiamo sentito il discorso del Duce, che ha ravvivato le nostre speranze. Oggi
a scuola ne ho commentato qualche brano ai miei alunni, chiarendo a loro la nostra
situazione. Parleranno forse nelle loro famiglie e questo forse potrà giovare.
Oggi abbiamo pure iniziata la refezione. Gli scolari hanno fatto festa, intorno alle fumanti
scodelle di buona e sana minestra. Hanno detto la preghiera per il Duce.
1 marzo. Da qualche giorno si verificano delle assenze. Gli alunni sono malati.
In questi giorni perciò non proseguo nello svolgimento del programma, ma facciamo ripetizioni
ed esercizi di applicazione. Sono assai utili.
3 marzo. Dai superiori ricevo l'ordine di informare gli alunni sulle vicende della guerra.
Noi viviamo coi nostri soldati e non passa giorno, nel quale non si presenti l'occasione di
parlarne. Sia per spronare la velocità di qualche scolaretto un po' pigro, sia per la raccomandazione di
non sprecare la roba; sia per raccogliere ferro ecc.
Anche i più piccoli stanno attenti; quelli di terza classe, s'intende comprendono un po' di più, e
il loro animo vibra e si tende nel desiderio di essere utili, e di recare qualche consolazione ai soldati.
Sono stati perciò miei attivi collaboratori nel procurarmi gli indirizzi dei nostri soldati che si
trovano in Albania e nell'impero, poiché intendiamo iniziare con essi una corrispondenza.
18 marzo. Dedichiamo oggi una nostra lezione a S. Giuseppe. I bambini amano e conoscono
il Santo, poiché nella nostra Chiesa è stato restaurato un quadro dove è raffigurato morente.
22 marzo. Impartisco agli alunni gli ordini ricevuti per l'adunata di domani 23 marzo,
fondazione dei Fasci. Spiego agli alunni il significato della data, e ricordiamo i militi che a fianco dei
soldati combattono ora, mirando alla visione di una più tranquilla grandezza della nostra Patria.
29 marzo. Sono giunto a buon punto nello svolgimento del programma di tutte le classi, anzi si
può dire ultimato.
Mi rimane perciò parecchio tempo a mia disposizione per ripetizioni ed esercizi che
renderanno più sicuri gli alunni su quanto hanno appreso.
In maggioranza fanno bene, ve n'è qualcuno però un po' lento, che deve sempre essere
spronato. [...]5
Abbiamo oggi, finito di distribuire la refezione gratuita agli scolari. Ora il tempo è bello,
e nell'intervallo tra le lezioni antipomeridiane e pomeridiane hanno tempo sufficiente per andare a
casa. A me resta così maggior tempo da dedicare alla scuola.
4 aprile. Oggi abbiamo avuto nella scuola un istante di intensa gioia e profonda commozione.
Appena dopo la trasmissione consueta, la radio ci ha dato la notizia della riconquista di Bengasi.
Il momento di entusiasmo è stato indescrivibile e spontaneo, e molti bimbi, quelli che più
comprendono, e che seguono con noi, appassionatamente l'andamento della guerra, sorridevano felici e
avevano gli occhi pieni di lacrime. Ho detto loro, ed è stata raccomandazione inutile, di portare dopo
la scuola, la bella notizia nelle loro famiglie. La ferma speranza sta tramutandosi in sicura
certezza nella nostra vittoria.
15 aprile. Siamo a scuola dopo le vacanze pasquali. La prima notizia che comunico ai miei
scolaretti sono le bellissime vittorie dei nostri eroici soldati. Sono tanto contenti.
Ci avviamo verso la fine dell'anno scolastico e i programmi sono si può dire finiti. Non tutti
gli alunni però meriteranno la promozione; non ritengo opportuno promuovere alunni non ben
sicuri, e che nel seguente anno non possano poi profittare dell'insegnamento come è desiderabile.
In prima classe siamo alle ultime pagine del libro, e per la lettura tutti meriterebbero la promozione.
In seconda classe fanno benino, però qualcuno è ancora incerto e scarso nella composizione.
[...]6
19 aprile. Comunico ai miei alunni la bella notizia dell'incontro delle nostre truppe nella
Dalmazia, a Ragusa. Ormai la Jugoslavia è conquistata. Ora la battaglia continua, vittoriosa, in Grecia.
21 aprile. Siamo tutti in divisa. Celebriamo oggi la festa degli alberi, affidando alla terra
alcune piantine di pino montano. Più tardi, tutti gli alunni in corteo, si recano alla casa Littoria,
recando cesti pieni di ferro, raccolti dagli alunni durante l'anno.
Terminiamo la festa con canti patriottici e col saluto al Re, al Duce e ai nostri valorosi soldati.
23 aprile. Durante la trasmissione scolastica, la radio ha comunicato il bollettino di
guerra straordinario che annuncia la resa delle armate greche, dell'Epiro e della Macedonia.
Questa notizia è stata accolta con sincero giubilo, anche gli alunni vivono intensamente
queste giornate di gloria e di sacrificio dell'esercito italiano. Sono tanto contenti e non sono mai sazi
di notizie, vorrebbero che tutto il giorno si parlasse loro dei nostri soldati.
5 maggio. Oggi lunedì intrattengo i miei alunni sullo svolgimento della guerra.
Particolarmente parlo loro dell'eroica resistenza dei nostri soldati, nel nostro Impero, dove contendono a palmo
a palmo il terreno sacro alla Patria, al nemico.
Cinque anni or sono l'Italia era in festa poiché il generale Badoglio alla testa delle truppe
vittoriose, entrava in Addis Abeba.
I miei scolaretti sono commossi, tanto più che nel lontano impero sono anche soldati del
nostro paese, che essi conoscono, e che un giorno sedettero sui medesimi banchi.
9 maggio. Celebriamo la proclamazione dell'impero. In corteo ci rechiamo alla casa Littoria,
dove l'insegnante sig.ra Rambucchi parla della celebrazione odierna.
La nostra adunata si chiude con il saluto al Re, al Duce, al nostro valoroso esercito e col canto
degli inni della Patria.
10 maggio. Oggi iniziamo le prove d'esame e gli scrutini.
13 maggio. Ultimo giorno di scuola. Comunico agli alunni i risultati.
19 maggio. Esami per le scuole sussidiate di: Meula, Brugaro e Salaro.
Anno scolastico 1941-1942
5 ottobre 1941. Inaugurazione dell'anno scolastico.
[...]7
[Il maestro Tosi] Inneggia ai nostri valorosi combattenti con una parola particolarmente
affettuosa per gli eroi di Gondar, esalta la figura di Bruno Mussolini, che arditamente e con grande
umiltà donò la sua giovinezza promettentissima alla Patria.
6 ottobre. Primo giorno di scuola.
Gli alunni sono tutti presenti e hanno così obbedito alla mia raccomandazione; ve ne sono
persino due in più, due piccini di cinque anni compiuti che desiderano tanto di venire a scuola.
Intanto li accetto, ammiro la loro buona volontà; chiederò poi al Sig. Direttore come devo
regolarmi. I miei scolari paiono tutti animati di buona volontà: 3 in terza, quattro in seconda, e 7 in prima.
Subito il nostro pensiero corre ai nostri cari soldati lontani, e al primo caduto di Cravagliana,
che negli anni scorsi ha frequentato qui l'ultima classe.
Li incoraggio nei doveri che li attendono e faccio conoscere quale prezioso aiuto possono, essi
pure così piccoli, portare alla nostra Patria.
I piccoli sono commossi e leggo nei loro cuori la loro promessa di studio, di lavoro e di
obbedienza ai loro doveri di piccoli soldati.
18 ottobre. Gli alunni frequentano regolarmente e con buona volontà.
In terza e in seconda sono un po' incerti; nelle vacanze hanno molto dimenticato.
In prima pendono dal mio labbro, sono tanto buoni, e fanno tutto quello che è loro possibile
per imparare.
Sarà la classe, che come sempre, mi darà maggiori soddisfazioni.
[...]8
28 ottobre. Celebrazione della Data, assistenza a una funzione religiosa, discorso
d'occasione, improntato al più chiaro patriottismo e fede nella vittoria, tenuto dal Rev. Don Terruggi.
31 ottobre. Giornata del risparmio.
Ai piccini racconto la favola della cicala e della formica e lascio a loro le considerazioni
perché siano spontanee.
Solo qualche avaruccio, forse perché non ha ben compreso, dà ragione alla formica. Tutti gli
altri, pur ammirando la sua previdenza, mi dicono di non volerle bene.
Il buono c'è dunque, sta a me coltivare questi buoni sentimenti e farli fruttare.
Ai più alti faccio comprendere come il risparmio di ognuno di noi, sia anche ricchezza della
Patria. Esorto a non sciupare la minima cosa, specialmente in questi momenti.
1 e 2 novembre. Spiego ai ragazzi il significato delle due ricorrenze, che passeranno a casa.
Un pensiero riconoscente e affettuoso ai Caduti per la Patria che riposano in terre lontane.
4 novembre. Siamo di nuovo a scuola, tutti in divisa per la festa della vittoria, e partecipiamo
in massa alla celebrazione.
Si dà lettura al "Bollettino della vittoria".
7 novembre. Da qualche giomo si verifica qualche assenza fra gli alunni per indisposizione.
[...]9
10 novembre. Oggi, alla radio gli alunni hanno sentito la trasmissione del radio giornale balilla.
In primo piano è stata la festa di domani: il compleanno del Re.
Poi hanno sentito raccontare la storia di S. Martino. Peccato che la radio funzioni poco
bene. Bisognerà che ne informi il Sig. Segretario Politico.
Dopo la trasmissione, con parole nostre, tratteggiamo l'alta figura del nostro Sovrano, che
con tanta saggezza ha retto e reggerà le sorti della nostra Patria.
I piccoli di prima classe imparano a salutarlo, a dire il suo nome e disegnare alla meno
peggio, dietro la mia guida, lo stemma di casa Savoia e a scrivere la parola: Re.
18 novembre. Abbiamo ricordato le "sanzioni" che cinquantadue stati, sei anni or sono,
hanno imposto all'Italia, dietro consiglio dell'Inghilterra.
È venuto il momento di saldare ogni conto.
22 novembre. Quest'anno l'apparecchio radio funziona benissimo e sentiamo perciò tutte
le trasmissioni.
26 novembre. La frequenza degli alunni è regolare, grazie ad un tempo che si mantiene bello
e lascia le strade sgombre dalla neve. Lo svolgimento del programma, nelle varie classi,
procede regolarmente e con buon profitto.
Sono soddisfatto di tutte le classi, ma specialmente della
1a che promette assai bene.
6 dicembre. Intrattengo gli alunni sull'ultimo mese dell'anno.
La festa dell'Immacolata Concezione. Preparazione per la dolce festa del Natale. Natale di
guerra, quest'anno, e il nostro pensiero corre ai nostri soldati, che tanto valorosamente combattono,
per darci la vittoria.
15 dicembre. I piccoli di prima classe stanno imparando con molto impegno la poesia di Natale.
21 dicembre. Ricevo oggi la comunicazione per le vacanze di Natale: sono lunghe perciò
raccomando agli scolari di lavorare a casa un pochino tutti i giorni per non dimenticare quanto hanno imparato.
19 gennaio. Le vacanze sono state lunghissime. Mi accorgo, con piacere che molti degli alunni
mi hanno obbedito, e anche i piccoli di
1a classe non hanno dimenticato. Mentre al mattino li
lascio scaldare un pochino attorno alla stufa, il freddo è davvero intenso, ne approfitto per fare un po'
di ripetizione, rinfrescare la memoria e procedere innanzi.
Così tutti vicino a me si distraggono meno e mi pare approfittino maggiormente. Ricordiamo
pure insieme il significato delle feste e ricorrenze che sono passate durante le vacanze.
30 gennaio. In classe terza quest'anno vi sono solo tre alunni.
[...]10
2 febbraio. La Madonna Candelora. In questo giorno, il sole, già un po' alto arriva anche
alle frazioni di Canera, Selva e Roncaccio che sono rimaste tutto l'inverno prive di sole.
Il carnevale di guerra. Riflessioni.
Modo di aiutare i genitori a superare i momenti un po' difficili che attraversiamo.
11 febbraio. [...]11
14 febbraio. Già dal mese di dicembre, tutti gli alunni sono ammessi alla refezione
scolastica: pane e minestra, durerà forse fino alla fine di febbraio.
20 febbraio. Oggi gli alunni hanno eseguito il disegno radiofonico.
Vi è qualche assente, per casi di morbillo.
2 marzo. Oggi, nella trasmissione, si è parlato del mese di marzo. Gli scolari hanno fatto il riassunto.
Gli assenti per il morbillo, aumentano.
10 marzo. Purtroppo si segna un po' il passo nello svolgimento del programma. Molti scolari
sono assenti perché sono ammalati di morbillo. Approfitto per fare un po' di ripetizione, e per
occuparmi personalmente di ognuno, curandolo dove è un po' deboluccio.
11 marzo. Oggi alla radio hanno sentito della radioscena della Fata Chiarafonte che ha
interessato i piccoli, ai quali poi l'ho fatto riassumere, per abituarli ad esporre.
22 marzo. Spiego agli alunni il significato della ricorrenza di domani, e li invito a presentarsi
in divisa per l'adunata.
23 marzo. Fondazione dei Fasci. Adunata in casa Littoria. Offerta della carta da macero.
24 marzo. I bambini si sono quasi tutti rimessi dal morbillo e sono presenti. Possiamo
riprendere così lo svolgimento del programma, che ha subito qualche giorno di sosta.
In classe 1a fanno bene.
[...]12
1 aprile. Ultimo giorno di lezione prima delle vacanze pasquali.
Rivivo coi miei piccoli gli episodi più commoventi della passione di Gesù. Gli scolaretti
sono attentissimi e non perdono una parola della mia narrazione, nemmeno quelli che di solito
non prestano a lungo attenzione.
Vedo alcuni occhietti umidi di lacrime, e in tutti i visetti leggo il proponimento di essere, in
avvenire più buoni.
Nello svolgimento del programma sono a buon punto in tutte e tre le classi, riprenderemo il
nostro lavoro con buona volontà dopo le vacanze. Tutti gli alunni hanno avuto la pagella per la firma
dei genitori.
Nessuno si è presentato a conferire con l'insegnante o a chiedere ragione di qualche
classifica, come sarebbe mio desiderio.
Vi sono due modi di interpretare la cosa: o hanno nella maestra grande fiducia, e quindi
non discutono sulla misura usata da lei, o si interessano poco e temono qualche osservazione che
potrebbe toccarli sul vivo. Poiché dei loro bambini, e di come si comportano a scuola si interessano
poco. Aspettano tutto dalla maestra, e qualche volta pretenderebbero pure il miracolo.
22 aprile. La festa degli alberi, che avremmo dovuto celebrare il giorno 19 per il cattivo tempo,
si è dovuto celebrare ieri 21 aprile.
Sono stati messi a dimora piantine di abete rosso. Il comune poi, continuerà la piantagione davvero
promettente, al "piano della Sella".
Il maestro Tosi ha spiegato agli alunni il significato della festa, ricordando agli alunni gli
innumerevoli benefici che noi ricaviamo da tutte le piante e noi in montagna specialmente dal bosco.
A mezzogiorno, nella sala del Dopolavoro, gli alunni hanno consumato, con grande
contentezza, un ottimo risotto.
Appena sarò in possesso dello stampato farò la relazione da inviare al Sig. Direttore. Ieri
abbiamo già spedito quella per il Comando Federale G.i.l.
29 aprile. Faccio ogni giorno la refezione e il dopo scuola.
Per la refezione ho stabilito due turni, con relativi due gruppi, così i ragazzi possono meglio
essere beneficiati, di questa provvidenziale assistenza del Regime.
Durante il dopo scuola gli alunni eseguiscono i loro compiti, e posso io pure occuparmi di
quelli più... bisognosi per far loro qualche ripetizione su esercizi non bene capiti.
Certo che il lavoro è molto, ma gli alunni sono così assistiti da me e maggiormente curati. Cura
e assistenza, che molti di essi non possono certamente avere nelle loro famiglie, che ora
specialmente sono occupati nei lavori primaverili della campagna. La frequenza si mantiene regolare.
9 maggio. Proclamazione dell'Impero e giornata dell'Esercito.
In questa giornata parlo ai miei bambini della conquista dell'Impero, del nostro entusiasmo
di allora e delle condizioni attuali.
Si commuovono i piccoli, e il loro cuore è gonfio di dolore pensando ai nostri Caduti, che
laggiù nella lontana nostra terra, di nuovo in mano al nemico, riposano, aspettandoci.
Sì, vi ritorneremo, dicono i piccoli, e se bastassero la loro volontà e il loro grande
desiderio, ritorneremmo subito.
Sono più buoni oggi, e lo sono sempre, ma li sento più disciplinati, animati da spirito di
sacrificio. "Non importa se il pane è poco, purché i nostri soldati vincano", dice uno.
E allora parliamo, parliamo tanto dei nostri cari soldati, e viviamo un po' insieme della loro
stessa vita, del loro eroismo, dei loro immensi sacrifici.
Giornata bella, tutta di passione e io sono certa che anche questi piccoli, sapranno un giorno
essere valorosi combattenti, come quelli tanto cari al mio cuore, che un giorno sedettero qui su
questi banchi, ai quali insegnai che cosa fosse la Patria, e quale fosse il loro dovere che oggi compiono
con grande valore.
13 maggio. Spiego ai miei alunni, il significato della festa di domani: Ascensione.
22 maggio. L'anno scolastico si avvia al suo termine. Dalla radio e dai giornali ho appreso
che anche quest'anno la promozione si farà con lo scrutinio.
Saranno promossi solo quelli che potranno veramente frequentare con profitto la classe successiva.
Fare diversamente sarebbe nuocere agli alunni. Quest'anno la
1a classe è veramente
soddisfacente. Il programma in tutte le classi è svolto, tranne qualche lezione di storia in
3a classe. Ci sono state durante l'anno lunghe vacanze, pure, secondo il mio parere, l'insegnamento non ne ha risentito.
La radio non funziona più. Meno male che siamo giunti ormai alla fine dell'anno scolastico
e prima di ricominciare avremo tempo di farla rimettere in efficienza.
3 giugno. Spiego agli alunni il significato della festa religiosa del Corpus Domini. Racconto a
loro il miracolo di Bolsena. [...]13 Siamo agli ultimi giorni di scuola, e il Sig. Direttore ci ha
mandato tutte le disposizioni per gli scrutini e prove d'esame.
Li faremo in questa settimana, con frequenti e generali interrogazioni su tutto quanto
abbiamo imparato durante l'anno.
Anno scolastico 1942-1943
1 ottobre 1942. [...]14
2 ottobre. Primo giorno di scuola.
Gli alunni sono tutti presenti e hanno così obbedito alla mia raccomandazione: due in prima, nove
in seconda e tre in terza classe. Subito il nostro pensiero corre ai nostri Combattenti lontani.
Li incoraggio a compiere con buona volontà i doveri che li attendono, e faccio conoscere
quale prezioso aiuto possano, essi pure così piccoli, portare alla Patria in armi.
I piccoli sono commossi e leggo nei loro cuori la loro promessa di studio, di lavoro e di
obbedienza ai loro doveri di piccoli soldati.
17 ottobre. Gli alunni frequentano regolarmente e con buona volontà.
In terza e in seconda specialmente, sono un po' incerti; nelle vacanze hanno molto dimenticato.
27 ottobre. [...]15
28 ottobre. Celebrazione della data. [...]
31 ottobre. Giornata del Risparmio. [...]
1 e 2 novembre. [...]
4 novembre. [...]
7 novembre. Gli alunni sono quasi tutti colpiti dalla pertosse e quelli malati più gravemente,
con grande rincrescimento dovranno restare a casa un po' di tempo, almeno finché sia passato il
periodo più acuto. A scuola non li posso tenere, perché oltre a tossire rigettano.
10 e 11 novembre. [...]
18 novembre. [...]16
23 novembre. L'apparecchio radio non funziona più e chissà fino a quando rimarrà così. Ne
ho informato le autorità ma..... una mi manda dall'altra.
Durante l'estate ci dev'essere stata qualche scarica elettrica perché anche la lampadina della
scuola non si accende più.
26 novembre. Purtroppo nello svolgimento dei programmi si segna un po' il passo. Parecchi
alunni sono assenti perché sono stati colpiti dalla pertosse.
Approfitto di ciò per curare quelli che stentano ad imparare e facciamo molti esercizi
pratici, curando pure la lettura, che per qualcuno è ancora molto stentata.
2 dicembre. [...]17
5 dicembre. Riceviamo le disposizioni per la prossima sospensione delle lezioni, che si inizierà
il 19 c. m.
Scriveremo qualche letterina di augurio ai Combattenti.
18 dicembre. Festa della "Fede". Ricordiamo insieme l'avvenimento che ha dimostrato quanto
sia nelle donne e in tutto il popolo italiano, il desiderio di potenza e di grandezza della Patria.
Preparo i miei alunni per le vacanze. Raccomando loro di ripassare e leggere per non
dimenticare quanto abbiamo imparato. Assegno loro qualche breve esercizio scritto e li invito a presentarsi
a scuola, due volte ogni settimana, il nostro lavoro non resterà così interrotto.
4 gennaio 1943. Ricevo l'ordine di sospendere la refezione. Comunico perciò agli alunni
la disposizione e lascio loro libertà di presentarsi a scuola, poiché con le strade brutte e quasi
tutti provengono dalle frazioni, non posso obbligarli a venire a scuola e a ritornare a stomaco vuoto.
Riprenderemo, più intensa la nostra attività quando avremo l'ordine di preparare di nuovo la refezione.
1 febbraio. Le lezioni regolari ricominceranno il giorno 15 c. m., io però faccio ritornare i bimbi
a scuola e ricominciamo il nostro lavoro. Il Comando G.i.l. ci ha concesso di nuovo la refezione.
2 febbraio. La Madonna Candelora. In questo giorno, il sole già un po' alto, arriva anche
alle frazioni di Canera e Roncaccio che sono rimaste tutto l'inverno prive di sole: gli alunni che
abitano in esse sono assai lieti.
11 febbraio. [...]18
15 febbraio. Tutti gli alunni sono ammessi alla refezione, con grande soddisfazione loro e
della famiglia. Il Comando Federale poi ha mandato dell'ottima marmellata e i piccoli golosi
sono contentissimi.
16 febbraio. Lo svolgimento del programma prosegue regolarmente e con una certa sveltezza,
ora che gli alunni, tutti ormai guariti, sono presenti.
È il tempo più proficuo questo, e ne devo approfittare anche per rifarci un po' delle vacanze. In
generale, posso però dire di essere soddisfatta, poiché gli alunni lavorano con buona volontà.
26 febbraio. Perdura un tempo veramente primaverile e gli alunni frequentano regolarmente.
Peccato che l'apparecchio radio sia guasto. Però si perde meno tempo, perché tante volte si
dovevano sentire trasmissioni non adatte alle mie classi, con vero dispendio di tempo e pochissimo profitto.
Lavoriamo, in compenso, in altra maniera alacremente. Noto però che qualche alunno, ha
peggiorato nella scrittura: forse perché si sente più sicuro e vuole perciò scrivere più in fretta.
3 marzo. Celebriamo insieme l'anniversario della morte del Principe Amedeo Duca d'Aosta,
viceré di Etiopia.
Anche i più piccini sono attentissimi e dopo la rievocazione sono tutti commossi. Nei loro
cuori sentono il dolore della rinunzia, sia pure temporanea del nostro Impero, che i soldati italiani
avevano conquistato a prezzo della vita, e nella loro piccola mente certo si figurano la lontana tomba
di Nairobi, sotto il sole equatoriale, dove riposa uno dei principi più buoni e più eroici della
casa Savoia.
6 marzo. Si lavora alacremente nello svolgimento dei programmi e quasi tutti gli alunni mi
seguono con buona volontà. Bisogna approfittare di questo tempo, che ancora è il migliore, perché a
primavera inoltrata gli scolari dimostrano sempre col caldo, un po' di stanchezza.
8 marzo. Ieri, 7 marzo, gli alunni in divisa hanno accolto il Segretario Federale, che insieme
alla Segretaria del F.F. hanno tenuto rapporto alla popolazione di Cravagliana.
15 marzo. La frequenza degli alunni è regolare, con buon profitto per l'insegnamento.
16 marzo. A Varallo, si tengono due lezioni sulla "Ruralità nella Scuola".
3 aprile. La frequenza degli alunni è regolare. Lavoriamo alacremente.
Commemoro oggi a scuola, l'eroe irredento di Malta, Carmelo Borg Pisani ed invito gli alunni
a portare una piccola offerta per una fondazione benefica intitolata al nome dell'Eroe.
Oggi finalmente verrà l'elettricista a riparare i guasti. Ci sarà così possibile, ed è ora, di
sentire qualche trasmissione.
20 aprile. Natale di Roma e festa del lavoro. Spiego ai miei alunni il significato ed essi ripetono
la leggenda della fondazione di Roma che conoscono già.
21 aprile. [...]19
Nello svolgimento del programma sono a buon punto in tutte e tre le classi, riprenderemo il
nostro lavoro dopo le vacanze.
30 aprile. Faccio ogni giorno la refezione e assisto gli alunni durante la consumazione.
Questa provvidenza del regime è particolarmente apprezzata dai piccoli e dalle famiglie, e tutti
vi partecipano con gioia, tanto più che quest'anno il Segretario Federale ha avuto la bontà di
farci avere tanta buona marmellata.
Gli scolaretti sono felici e io me ne valgo per spronarli maggiormente al loro lavoro poiché il
Duce li ama e si interessa di loro.
8 maggio. Invito gli alunni per la cerimonia di domani, proclamazione dell'Impero e
festa dell'Esercito, lezione che interessa vivamente gli scolari e li commuove. Parlo a loro del
nostro Impero, degli eroismi compiuti dai nostri soldati per difenderlo. Rievochiamo la nobile figura
del Duca d'Aosta, morto in prigionia per aver voluto seguire la sorte dei soldati, e le sue parole
estreme inviate al Duce prima della resa.
Parliamo per tanto dei nostri soldati ai quali siamo vicini col nostro cuore affettuoso e trepidante.
I bimbi sono commossi. Apprendiamo dai giornali, per superiore volontà, la disposizione di
chiusura anticipata delle scuole. Restiamo in attesa degli ordini dal nostro Sig. Direttore.
20 maggio. Oggi, ultimo giorno di scuola, abbiamo celebrato la festa degli alberi.
I programmi sono stati interamente svolti, non vi è stato il tempo per la ripetizione, ma,
nonostante tutto, gli alunni in complesso hanno imparato e sono soddisfatta.
Promossi 12, rimandati 2.
Anno scolastico 1943-1944
10 gennaio 1944. Riprendiamo la scuola dopo le vacanze di Natale, Capo d'anno ed Epifania.
Incomincio solo ora a registrare qualche nota di cronaca, perché solo nelle vacanze abbiamo
potuto avere i registri ed anche perché finora nessun avvenimento nella scuola, si è verificato degno
di... cronaca.
In classe 1a frequentano sette alunni più tre che non hanno ancora sei anni. Per accontentare
le famiglie ed anche perché frequentando la scuola possono già imparare qualche piccola cosa, e
non restano così tutto il giorno per la strada, li ho accettati. In seconda due alunni. In terza nove
alunni. Totale obbligati 18, non obbligati 3. La scuola non è numerosa, ma come ogni anno, c'è da
lavorare, perché vi sono tre classi.
Dall'inizio delle lezioni, abbiamo già lavorato parecchio; vi sono buoni elementi volonterosi,
altri invece poco redditizi dovranno pure imparare e sono questi che maggiormente richiedono
cura costante.
11 gennaio. Ricevo l'ordine dal Sig. Direttore di sospendere le lezioni fino a nuovo avviso.
Ho riflettuto, e d'accordo col sig. Maestro, abbiamo deciso di non sospendere le lezioni, dato che
nei nostri paesi tutto è tranquillo.
28 gennaio. Siamo alla fine di gennaio. Nello svolgimento del programma sono a buon punto.
Più che soddisfacente il progresso che fanno i piccoli di prima. È una vera gara per imparare.
4 febbraio. Ieri, giovedì, abbiamo partecipato all'adunanza tenuta dal Sig. Direttore Didattico,
per chiarire lo svolgimento dei nuovi programmi.
Gli insegnanti devono svolgere la loro azione educativa con somma prudenza. La scuola
deve restare al di fuori e al di sopra di ogni evento politico e deve contribuire alla pacificazione
degli animi. I: perché i nuovi programmi sono stati elaborati; II: sobrietà della materia; III:
aderenza della materia all'ambiente. Gli ideali che devono ispirare il maestro.
La materia dei nuovi programmi è quella necessaria alla cultura del popolo, perciò è stato
tolto tutto quello che è sembrato superfluo e non adatto. I programmi nuovi sono frutto di esperienza
e di ponderazione da parte di chi li ha compilati, perciò i nuovi programmi non sono né una
riforma né una controriforma.
Occorre partire dal generale, per scendere al particolare inquadrandolo nel generale.
Si vuole specialmente lo studio dell'ambiente in cui vive il fanciullo, accompagnato in seguito
da una cultura generale nei secoli scorsi, sulla vita e opere degli uomini grandi.
La distribuzione della materia è fatta in cicli, l'istruzione incomincia dai 4 fino ai 14 anni, ed
entra così anche la scuola materna a far parte dell'ordine elementare. In questi dieci anni di studio
il fanciullo deve essere curato particolarmente, e tutti devono giungere al traguardo.
Ogni ciclo rappresenta un periodo di sviluppo fisico dell'alunno.
D'ora in avanti, non è lo scolaro che deve adattarsi al programma, ma il programma è fatto
e adattato all'alunno. Insegnare le cose più necessarie, con metodo libero ma in cui l'alunno sia
al centro, in modo che il lavoro del maestro sia quello di guidarlo alla scoperta di sé, dell'ambiente
in cui vive e di spingere poi lo sguardo più lontano. Al maestro è concessa grande libertà sul
metodo d'insegnamento e quindi una maggiore responsabilità.
Non occorre insegnare troppe cose, ma le nozioni fondamentali siano veramente assimilate,
perché restino a base della cultura dell'alunno ecc. La trattazione è stata veramente interessante. Si
ritorna così alla scuola che istruisce e forma il carattere del futuro cittadino, senza tutti i fronzoli, e
quegli studi che non interessavano da vicino la vita del popolo, e che lasciata la scuola erano dimenticati.
La mia impressione è stata ottima, e ritorno perciò al mio lavoro con animo più tranquillo.
Io riassumo così il mio compito: devo insegnare a questi fanciulli le cose che nella vita servono ed
è necessario conoscere, formando il loro carattere, di gente cioè che ami il lavoro, sia affezionata
alla sua famiglia, al suo paese, e contribuisca alla prosperità della nazione. Al lavoro dunque e
avanti perché ritengo di essere sempre stata sulla buona strada.
Opere che desidero conoscere: edite da Vallecchi. Bargellini P. Città di Pittori; Via larga. Volti di
pietra.
12 febbraio. Parecchi alunni sono assenti, perché indisposti.
18 febbraio. Riprendo le lezioni dopo due giorni di assenza per malattia. Ho informato il
Sig. Direttore. A scuola vi sono pochi bambini, gli altri sono tutti colpiti dall'influenza.
29 febbraio. In questa seconda metà di febbraio ho dovuto sospendere lo svolgimento del
programma, causa le numerose assenze.
Ho curato perciò quelli presenti, facendoli leggere, facendo calcolo mentale per quelli meno
pronti ecc.
Il tempo non è stato perduto; ma mi auguro che presto siano tutti presenti e si possa
riprendere insieme il normale svolgimento del programma.
1 marzo. Presenti solo 7 su 18.
11 marzo. Sospendo le lezioni a mezzogiorno, perché le mamme sono venute in iscuola a
prendere gli scolari.
Hanno fatto rovinare il ponte alla Gula.
Viviamo in momenti molto brutti, e nonostante le esortazioni di calma, che io non manco di
rivolgere, anche la scuola ne risente.
15 marzo. Oggi siamo ritornati a scuola. Pare che la situazione nella valle si sia stabilizzata.
20 marzo. Gli alunni sono quasi tutti presenti, quindi posso riprendere il normale svolgimento
dei programmi. Purtroppo si è perduto molto tempo, cause le indisposizioni degli alunni.
4 aprile. Festa degli alberi. In forma modesta, quest'anno, si è svolta la festa degli alberi. Gli
alunni hanno messo a dimora alcune piantine di larice, nel prato Rivetta, a nord ovest di Cravagliana.
5 aprile. Anche oggi sospendo le lezioni a mezzogiorno. Sono giunti i Militi della G.N.R.
Accompagno a casa gli scolari delle frazioni. Domani hanno inizio le vacanze Pasquali,
meglio così, perché i ragazzi potranno stare a casa sorvegliati dai genitori.
11 aprile. Ritorniamo a scuola. Nella valle si è ristabilita un po' di tranquillità.
15 aprile. Lavoriamo intensamente a scuola, per riacquistare il tempo perduto; ma purtroppo,
come sempre succede, ci sono gli alunni lenti, che stentano a seguire. Come giungeranno al
traguardo? [...]20
22 aprile. Questo mese di aprile ha dato buoni frutti. È progredito lo svolgimento del programma
e siamo a buon punto.
In classe prima, gli alunni che hanno frequentato regolarmente la scuola, sono in grado ormai
di leggere in qualunque pagina del loro libro, sanno scrivere sotto dettatura.
Inizieremo ora gli esercizi, già sempre fatti oralmente, di composizione scritta. Fanno il
calcolo orale fino a 15.
Pure in classe 2a e
3a lo svolgimento del programma è a buon punto, ma difficilmente tutti
potranno passare alla scuola del lavoro; qualcuno non è ancora maturo abbastanza.
29 aprile. Credevo, con la fine di aprile di sospendere la preparazione della refezione, invece
dal Comando dell'O.B. è pervenuto l'ordine di continuarla.
1 maggio. Il Sig. Direttore ci ha comunicato che le lezioni finiranno il 31 maggio,
bisognerà provvedersi di tutti i documenti da presentare per la chiusura dell'anno scolastico. E le pagelle?
Gli alunni, eccettuati 3, frequentano regolarmente. Gli assenti, lo sono per malattia. Informerò
il Sig. Direttore sulle loro condizioni per quanto riguarda gli esami di promozione.
5 maggio. Il Sig. Direttore oggi ha visitato la scuola ed è rimasto soddisfatto.
La scuola finirà verso la fine del mese. Ho ancora il tempo per fare un po' di ripetizione agli
alunni di terza specialmente.
22 maggio. In prima classe il programma è stato interamente svolto. Gli alunni hanno avuto
il tempo di rileggere una seconda volta il loro libro.
Sanno il calcolo mentale, le quattro operazioni, fino al 20 e conoscono i numeri fino al 50.
Oggi hanno scritto un brano di dettato, con gli alunni di seconda e di terza, e i loro occhietti
erano splendenti di gioia e di soddisfazione di sapere veramente scrivere come quelli più avanti di loro.
Sono soddisfatta anch'io.
I due alunni di seconda classe, saranno pure promossi, lo meritano. Conoscono tutta la
tavola pitagorica, leggono benino, ed eseguiscono bene le quattro operazioni aritmetiche fino al 1.000.
In terza classe conoscono il sistema metrico decimale, eseguiscono problemi d'applicazione.
Leggono discretamente e sanno riassumere. Eseguiscono le quattro operazioni con numeri decimali,
anche nei casi più difficili.
Abbiamo studiato insieme la geografia del comune, i prodotti ecc., come dai nuovi
programmi: conoscono la storia gloriosa del risorgimento italiano.
24 maggio. Ultimo giorno di scuola. Comunico loro l'esito dello scrutinio.
Assegno qualche compito attendendo di riprendere un po' di attività scolastica fra una
quindicina di giorni. Ci lasciamo colla soddisfazione di aver intensamente lavorato, e nonostante tutto,
lietamente, colla speranza di ritornare presto al nostro lavoro.
Anno scolastico 1944-1945
8 gennaio 1945. Abbiamo ricevuto durante le vacanze natalizie il giornale di classe.
Torniamo a scuola oggi. Gli alunni sono tutti presenti sebbene abbia nevicato.
Gli alunni frequentanti dovrebbero essere 19. 10 di
1a classe, 6 di seconda e tre di terza.
In classe 1a frequentano 7 alunni, uno è assente per malattia. Per accontentare le famiglie, ed
anche perché frequentando la scuola possono già imparare qualche cosa, e non restano così tutto il
giorno per le strade, ò accettato due alunni non ancora obbligati. Seconda classe 5, una s'è trasferita con
la famiglia a Varallo. Terza 3.
La scuola non è numerosa, ma come ogni anno, c'è da lavorare, perché ci sono tre classi.
Dall'inizio delle lezioni, abbiamo già lavorato parecchio, vi sono buoni elementi volonterosi,
altri invece, poco redditizi dovranno pure imparare, e sono questi che richiedono una cura costante.
27 gennaio. Ci avviciniamo alla fine di gennaio.
Vi sono state giornate di intenso freddo. Nonostante questo la frequenza è stata regolare.
Alla mattina, all'inizio delle lezioni, concedo il permesso di riscaldarsi accanto alla stufa.
Facciamo intanto esercizi di lettura, ripetizione della lezione, calcolo mentale. Lo svolgimento dei
programmi procede bene. Questi mesi invernali sono quelli che rendono sempre di più.
I piccoli di prima classe, imparano bene e di tutte le classi sono soddisfatta.
31 gennaio. Viene preparata e distribuita a tutti gli alunni la refezione scolastica. Anche questo
ha contribuito alla frequenza regolare degli alunni. Parecchi di essi provengono da frazioni
lontane dalla scuola e, se non ci fosse la refezione scolastica si troverebbero nell'impossibilità di
presentarsi alle lezioni pomeridiane.
5 febbraio. Lavoriamo intensamente a scuola, con buon profitto da parte degli alunni. Solo
qualcuno batte la fiacca. Io cerco di incoraggiarli ed aiutarli, ma ritengo che la causa non sia totalmente
per mancanza di buona volontà. I bambini in questi duri anni di guerra sono anche un po'
denutriti, mancano di zucchero, di pane nutriente, e in molte case, non hanno né latte né latticini.
La buona minestra della refezione è una provvidenza, ma è per un solo pasto.
12 febbraio. Abbiamo passato un inverno tranquillo, e la scuola non si è mai chiusa per
motivi straordinari. Anche la salute degli alunni, nonostante il freddo, si è mantenuta buona.
19 febbraio. Ogni anno, riscontro, che dopo i primi mesi di scuola invece di migliorare, gli
alunni vanno peggiorando nella scrittura. Non valgono le esortazioni e le ammonizioni. C'è penuria
di quaderni, pure dovrò esigere che sia fatto qualche esercizio di scrittura. Istituirò qualche
piccolo premio per quegli alunni che scrivono meglio e che tengono i quaderni con maggior cura.
21 febbraio. In classe terza, non ho ancora iniziato l'insegnamento della storia. Non so con
precisione come orientarmi e chiederò consiglio al Sig. Direttore. Nel programma di geografia, siamo a
buon punto.
In classe prima, ormai possono leggere tutto il loro libro. Fanno bene pure quelli di seconda.
28 febbraio. Oggi, il Sig. Direttore Didattico, alle ore 11 ha visitato la scuola.
6 marzo 1945. (Relazione della visita fatta dal Sig. Direttore C. Burla di Varallo). La frequenza
è sempre stata regolare. L'aula, ampia e luminosa, è fornita di sufficiente materiale didattico.
Gli esercizi scritti di lingua e di aritmetica sono numerosi, ben scelti e graduati, e danno
buoni risultati.
Anche gli insegnamenti artistici sono curati. La lettura, salvo poche eccezioni, è chiara e spedita
e il calcolo orale rapido e sicuro. Buone le risposte alle domande di cultura. La maestra, seria,
attiva e disciplinata, lavora con impegno e si distingue per le sue doti personali e didattiche. Le
ho raccomandato di insistere ancora per ottenere da tutti gli scolari una scrittura ordinata e regolare
e di rendere più disinvolta ed appropriata l'esposizione orale degli alunni.
7 marzo. Sono giunte le pagelle degli alunni. Vedrò di compilarle e di consegnarle per la firma
dei genitori.
9 marzo. Il Sig. Direttore aveva una volta, raccomandato di riassumere nella cronaca il
contenuto delle circolari che più interessano la scuola e lo svolgimento del programma. Io ritengo più
opportuno conservare le stesse circolari, e rileggerle quando ritengo opportuno.
20 marzo. Lo svolgimento del programma procede bene: gli alunni volonterosi imparano e
mi seguono. Ci sono però anche gli svogliati che si fanno continuamente rimorchiare. Purtroppo
certe mamme s'interessano di tutto, fuorché dell'educazione dei loro figli.
26 marzo. Inizio della settimana santa. In questa settimana farò delle lezioni sulla vita pubblica
di Gesù, sui miracoli da lui fatti e specialmente sui principi di bontà e di perdono reciproco che
egli raccomandava.
28 marzo. Oggi ho parlato ai miei scolaretti della morte in Croce di Gesù. Molti erano
visibilmente commossi. Il cuore è sensibile e buono e se a casa fossero curati maggiormente e avessero
sempre dei buoni esempi, potrebbero riuscire bene, e l'opera dell'insegnante sarebbe maggiormente
proficua. Domani incominceranno le vacanze pasquali.
[...]21
20 aprile. Abbiamo celebrato la festa degli alberi. Le piantagioni fatte negli anni passati, sono
in ottima condizione di vegetazione. Parecchi alunni sono assenti perché indisposti.
11 maggio. In tutte e tre le classi lo svolgimento del programma prestabilito è ultimato.
Durante l'anno la scuola ha funzionato regolarmente e senza interruzioni e la frequenza degli alunni è
stata buona. Gli alunni hanno imparato e io sono soddisfatta del mio lavoro.
17 maggio. La scuola continuerà fino a nuovo ordine.
9 giugno. Ultimo giorno di scuola.
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