Editoria on line

Indice dei saggi di storia locale

M-Z e senza indicazione di curatore


Alberto Magnani, Emilio Grossi a Vercelli: ricostruzione della vicenda del capitano degli alpini Emilio Grossi che, per contrasti con il regime fascista, fu declassato al ruolo di addetto al magazzino vestiario e armamento a Vercelli, congedato dal servizio all’ingresso dell’Italia in guerra e che in seguito fu attivamente impegnato, pur senza scegliere la via della montagna, nell’organizzazione della Resistenza nel Vercellese prima e in Friuli, dove si rifugiò per sfuggire all’arresto, fino alla Liberazione.

Marco Malagola, Il messaggio del ponte della Pietà: testimonianza del frate francescano Marco Malagola, che costituisce un determinante tassello nella ricostruzione di uno degli eventi più drammatici della guerra di liberazione in Valsesia: la tragedia del 14 agosto 1944 al ponte della Pietà di Quarona.

Pierfrancesco Manca, Guerra civile e guerra di popolo nel Biellese: i comportamenti dei biellesi (non solo la posizione dei molti che scelsero consapevolemente di opporsi, ma anche la cosiddetta "zona grigia", occupata da coloro che vissero quel tragico periodo nell’indifferenza o in una condizione di attendismo ai limiti del collaborazionismo); le regole della giustizia partigiana nei confronti dei militari della Rsi e dei civili responsabili di delazioni; il ricorso a una violenza "necessaria", che a volte colpì erroneamente, ma che tenne sempre presente la necessità di non perdere il consenso della popolazione e che rifuggì sempre dalla vendetta personale.

Ezio Manfredi, Dalle Alpi occidentali a Santhià: le vicende del 75o Corpo d’armata tedesco dall’agosto del 1944 fino alle stragi di Cavaglià e Santhià del 29 e 30 aprile 1945 e all’atto di resa firmato a Biella.

Laura Manione (a cura di), Anni50anni: il 1957: presentazione del lavoro fotografico dell’agenzia Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita nel 1957, nuovo tassello del progetto culturale avviato nel 2004 dall’Archivio, che, riproponendo le più significative immagini scattate da Giachetti nel corso degli anni cinquanta, racconta un decennio fondamentale per la ripresa economica e sociale del nostro paese.

Laura Manione (a cura di) Anni50anni: il 1958: il lavoro fotografico di Luciano Giachetti nel 1958, con particolare attenzione al mondo dell'infanzia, dell'istruzione, delle attività extrascolastiche e dei momenti di aggregazione dei vercellesi, in un'Italia che si avvia alla fine del decennio animata da una solida fiducia nel futuro.

Laura Manione, L'Archivio fotografico "Baita": descrizione dell’attività e degli scopi dell’Archivio fotografico Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita di Vercelli, che ripercorre le tappe attraverso le quali l’imponente documentazione fotografica raccolta, tra cui una quantità considerevole di prezioso materiale resistenziale, è stata conservata, catalogata e restituita al pubblico tramite attività espositiva ed editoriale.

Laura Manione (a cura di), Fotocronache del 1968: presentazione della mostra "Fotocronache del 1968", realizzata dall'Archivio fotografico Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita di Vercelli, con particolare attenzione al racconto per immagini dell'alluvione, alla visita del presidente del Consiglio Aldo Moro e alle numerose manifestazioni indette in quell'anno.

Laura Manione, Un'immagine di campagna: lettura delle fotografie di Luciano Giachetti dedicate all'ambiente rurale vercellese in tutti i suoi aspetti, inquadrata nel contesto storico della rappresentazione fotografica del mondo agricolo tra Ottocento e Novecento.

Laura Manione (a cura di), 1946, l’anno della Repubblica: il lavoro fotografico dell’agenzia Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita in un anno cruciale, il 1946, raccontato in tutti i suoi aspetti dalle immagini raccolte nella mostra "1946, l’anno della Repubblica".

Laura Manione (a cura di), Sguardi alla pari. Immagini dei Fotocronisti Baita: presentazione di immagini dell’Archivio fotografico Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita (facenti parte della mostra "Sguardi alla pari" curata da Laura Manione in occasione dell’anno dedicato alle pari opportunità), che ripercorrono l’evoluzione del ruolo della donna nell’arco di cinquant’anni di storia locale e rendono omaggio ad una presenza femminile determinante e troppo spesso non adeguatamente messa in risalto.

Laura Manione - Piero Ambrosio (a cura di), 1947: l’anno della Costituente. Immagini dei Fotocronisti Baita: presentazione di immagini dell’Archivio fotografico Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita che raccontano il 1947, anno dell’Assemblea costituente, nei suoi aspetti politici, sociali e di costume.

Laura Manione - Piero Ambrosio (a cura di), 1948: l'anno della Costituzione. Immagini dei Fotocronisti Baita: presentazione della selezione di fotografie dell’Archivio fotografico Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita tratta dalla mostra "1948: l'anno della Costituzione", curata da Laura Manione e Piero Ambrosio, che restituisce l'immagine di un Paese che intende lasciarsi alle spalle l'esperienza bellica e che manifesta un grande desiderio di normalità.

Piera Mazzone, Lea Schiavi: un enigma valsesiano: qualche altro tassello utile a ricomporre il complesso puzzle della vita e della morte della coraggiosa antifascista, uccisa in Azerbaigian nel 1942.

Piera Mazzone, "Mi domando che vita è mai questa!". La Resistenza in Valsesia nelle pagine del diario di Angelo Biglia: una parte dei diari del serravallese Angelo Biglia, che riconducono alla vita politica, sociale, economica e culturale della comunità di Serravalle nei difficili anni dal 1943 al 1945.

Cristiana Merani, Dal cronomotografo al cinemascope. Appunti sui cinema a Vercelli: la storia delle sale cinematografiche in rapporto all'evolversi dei mezzi cinematografici, dalla fine dell'Ottocento agli anni cinquanta.

Cristina Merlo, La Comunità ebraica di Vercelli nel 1943: studio della Comunità ebraica vercellese nel 1943 che descrive, oltre all'aspetto quantitativo del gruppo, anche lo stato civile dei suoi membri, le professioni esercitate, i mutamenti dovuti ai fenomeni migratori e, soprattutto, l'impatto esercitato dalle leggi razziali del 1938 e dalla violenta propaganda antisemita su una comunità fino a quel momento perfettamente integrata e rispettata.

Cristina Merlo, La Comunità ebraica di Vercelli dal 1943 al dopoguerra: le vicende esemplari di cinque famiglie ebree vercellesi nel periodo che va dal 1943 al dopoguerra, aggiungono un altro significativo tassello alla ricostruzione della vita e degli eventi di cui fu protagonista la piccola Comunità ebraica di Vercelli negli anni di guerra, segnati tragicamente dall’arrivo dei tedeschi e dalle persecuzioni che ne derivarono.

Luigi Moranino, Il campo di prigionia Pg 106: la ricostruzione delle vicende del campo di concentramento allestito nel Vercellese durante il secondo conflitto mondiale e dell'utilizzo dei prigionieri di guerra appartenenti agli eserciti alleati come manodopera nelle aziende risicole della zona, con particolari inediti degli avvenimenti dell'8 settembre 1943.

Luigi Moranino, Il grande sciopero del 1901: ricostruzione delle principali vicende che videro le donne socialiste biellesi (in maggioranza operaie) impegnate nelle lotte di fabbrica, basata su corrispondenze, resoconti di convegni e congressi e sull'analisi attenta del bisettimanale socialista "Corriere Biellese".

Luigi Moranino, La "guerra contro le lapidi" nel Biellese antifascista: ricostruzione delle azioni delle squadracce fasciste contro lapidi in memoria di lavoratori morti durante la prima guerra mondiale inaugurate, a partire dal 1919, da leghe operaie ed altre organizzazioni socialiste.

Luigi Moranino, La "scuola" per quadri partigiani al rifugio del monte Cerchio. Gennaio-febbraio 1944: ricostruzione di un momento di educazione politica dei partigiani, utile non solo per le circostanziate informazioni, ma anche per la comprensione dello stato d'animo dei giovani partecipanti, delle loro speranze e del loro diverso modo di rapportarsi al corso.

Gladys Motta, Donne, cultura, storia. I caratteri della partecipazione femminile alla Resistenza nel Biellese: testi di quattro interviste a donne protagoniste della lotta di liberazione, utili ad una considerazione della figura femminile che vada al di là degli stereotipi culturali e rivaluti il ruolo della donna nella società.

Gladys Motta, Donne, cultura, storia. I caratteri della partecipazione femminile alla Resistenza nel Biellese (2): altre interviste a donne biellesi partecipanti alla Resistenza diventano uno strumento per una riflessione sul significato della storia locale e sul valore storiografico delle fonti orali.

Gladys Motta (a cura di), Esperienze resistenziali femminili a Vercelli. Appunti per una ricerca: alcune interviste a donne vercellesi che presero parte alla Resistenza operando in vari settori (fabbrica, ospedale, ecc.). Le testimonianze, scelte fra un gruppo di interviste realizzate da ex partigiane e giovani vercellesi, costituiscono un utile apporto alla conoscenza della lotta di liberazione in Vercelli.

Carlo Musso, I garibaldini della Valsesia e la Svizzera: uno studio sui complessi e sfaccettati rapporti che la Resistenza seppe sviluppare oltralpe.

Marco Neiretti, Aspetti di politica culturale nel Biellese degli anni trenta: il tentativo del regime fascista di appropriarsi, travisare, utilizzare luoghi, cultura, tradizioni del Biellese e l'esperimento del "Premio Biella".

Marco Neiretti, Note sul movimento cattolico sociale nel Biellese in periodo giolittiano (1908-1912).
Prima parte: Struttura ed organizzazione
:il movimento cattolico biellese colto nella sua fase di ristrutturazione organizzativa e di rifondazione.
Seconda parte: Programmi e attività: la linea politica e le iniziative che determinarono l'azione del movimento cattolico biellese nel periodo giolittiano.

Marco Neiretti, Le origini del socialismo nel Biellese. Cenni storici: le avanzate forme organizzative e politiche di un partito di massa, ricco di valori, uomini, avvenimenti.

Marco Neiretti, Rinascita del movimento cattolico politico-sociale biellese negli anni della Costituente: quadro del ruolo svolto dal movimento cattolico-sociale biellese negli anni della Costituente e della costruzione della Repubblica, che mostra come le sue varie componenti, tutte mosse da un profondo desiderio di rinnovamento dello Stato, trovassero naturale sbocco e completamento nella Dc degasperiana.

Giuseppe Nicolo, Le "bierre" nel Biellese. Gli "anni di piombo" nella testimonianza di un dirigente comunista: un'ampia e dettagliata memoria di un protagonista della lotta contro il terrorismo.

Francesco Omodeo Zorini, Anello Poma, un operaio biellese tra guerra di Spagna e Resistenza: a settant’anni dalla guerra civile spagnola, ricordo di Anello Poma che rivitalizza la memoria di quanti combatterono nelle Brigate internazionali assumendosi la responsabilità di dare un contributo diretto alla lotta contro l’oppressione del potere.

Alessandro Orsi, Rinaldo Rigola: un biellese nella storia della classe operaia. Quando il "mestiere" era un valore. Alcuni appunti sugli operai, il sindacato, la società biellese fine '800-inizio '900: il dirigente sindacale colto nelle sue personali preoccupazioni di uomo e di militante di sinistra nei momenti della sua formazione politica, della sua adesione ai principi corporativi del fascismo e nel suo ruolo di rappresentante della corrente riformista.

Alessandro Orsi - Gianfranco Fasanino (a cura di), Una "banda" autonoma nel Biellese. Settembre 1943-febbraio 1944. Dal diario di Eraldo Bassotto: testimonianza del comandante di una "banda" partigiana operante sulle montagne tra Valsessera e Valsesia, interessante soprattutto perché si tratta di uno dei rarissimi casi di formazione autonoma in una zona caratterizzata da una massiccia presenza garibaldina.

Enrico Pagano, I caduti partigiani piemontesi e il colore politico delle formazioni di appartenenza: riflessione sul peso che ebbe, nella scelta resistenziale, il colore politico delle formazioni di appartenenza e sulle caratteristiche distintive di garibaldini, matteottini, gielle e autonomi, che ravvisa, nella pur sostanziale identità delle cause di morte, alcuni fattori di distinzione tra i caduti delle varie formazioni, riconducibili alla loro differente storia politica.

Enrico Pagano, "Loro rossi... noi fascisti". Cronache giudiziarie di Quarona dal dopoguerra al fascismo (1919-1922): ricostruzione, sulla base dei fascicoli penali del Tribunale di Varallo, di alcuni episodi verificatisi a Quarona negli anni dal 1919 al 1922, esemplificativi del clima di tensione che si respirava nel primo dopoguerra e fondamentali per comprendere una realtà politica e sociale di forte conflittualità, premessa imprescindibile del successivo periodo resistenziale e postresistenziale.

Enrico Pagano, Partigianato biellese e società civile: analisi dei dati biografici relativi ai partigiani che nell'immediato dopoguerra risiedevano nel territorio biellese, che evidenzia il primato di questa zona in rapporto all'intera provincia nella partecipazione attiva alla lotta di liberazione.

Enrico Pagano, Partigianato e società civile in valle Elvo: esame delle caratteristiche del partigianato in valle Elvo, scenario fondamentale della lotta di liberazione e teatro di significativi episodi di guerra, sulla base dei dati elaborati nell'ambito della ricerca regionale "Partigianato piemontese e società civile".

Enrico Pagano, Partigianato e società civile in Valsessera: esame delle caratteristiche del partigianato in Valsessera, che evidenzia il notevole coinvolgimento militare della popolazione della zona e la continuità tra gli orientamenti politici nettamente definiti del periodo resistenziale e quelli espressi nelle elezioni dell'immediato dopoguerra.

Enrico Pagano, Partigianato piemontese e società civile. I resistenti del Biellese e del Vercellese: una prima elaborazione dei dati sul mondo partigiano della I zona Cvl piemontese, nell'ambito della ricerca regionale.

Enrico Pagano, Partigianato valsesiano e società civile: attenzione puntata sui dati riguardanti i resistenti valsesiani, differenti da quelli relativi a vercellesi e biellesi, poiché le domande per il riconoscimento della qualifica partigiana furono inoltrate alla Commissione lombarda, che usò criteri diversi da quella piemontese.

Enrico Pagano, Partigianato vercellese e società civile: studio sul contributo attivo alla lotta di liberazione da parte dei residenti nel territorio del Vercellese, che evidenzia come la partecipazione alla Resistenza sia nata in montagna con l'apporto determinante del mondo della fabbrica e si sia diffusa poi in pianura dopo la prima fase di consolidamento militare e politico.

Enrico Pagano, "Quello con la camicia alla Robespierre": due episodi avvenuti a Varallo nell'estate del 1921: una rissa tra squadristi e socialcomunisti e la morte del carrettiere Luigi Seccatore, rinvenuto cadavere sulla riva del fiume.

Enrico Pagano, Il referendum del 2 giugno 1946 in provincia di Vercelli: risultati del referendum istituzionale in una provincia protagonista e testimone degli eventi legati alla lotta di liberazione.

Enrico Pagano, Senza più armi né bandiera. La distruzione dell’organizzazione socialista di Cellio nel ’22: episodi di violenza fascista avvenuti nel 1922 a Cellio, comunità ad amministrazione socialista, evidenziando gli aspetti salienti dello squadrismo nella fase di formazione del regime e l’incapacità dell’autorità giudiziaria di opporsi efficacemente al suo dilagare.

Enrico Pagano, Gli sfollati a Varallo durante la seconda guerra mondiale (1943-45): un'accurata indagine sugli sfollati nella città valsesiana nel periodo della Resistenza.

Maurizia Palestro, Aspetti, problemi, vite vissute dell'emigrazione veneta nel Biellese: riflessione sull'emigrazione dei veneti verso il Piemonte e, in particolare, verso il Biellese, che traccia un quadro dello sviluppo industriale di queste zone nella prima metà del XX secolo ed evidenzia le conseguenti trasformazioni subite dal territorio, le politiche adottate dalla classe imprenditoriale e le lotte del mondo operaio.

Maurizia Palestro, L'inserimento dei veneti nelle vallate laniere biellesi: prosegue la ricerca sull'emigrazione veneta nel Biellese, che questa volta si sofferma sui fattori economici e sociali che determinarono lo spostamento in massa di lavoratori dall'area vicentina alla vallate laniere biellesi e sull'impatto che il cambiamento radicale produsse sulle persone e sull'ambiente di accoglienza.

Maurizia Palestro, L'inserimento dei veneti nelle vallate laniere biellesi. II parte: ricostruzione delle condizioni di vita e di lavoro dei veneti emigrati nelle valli biellesi, che mostra, attraverso le testimonianze, il clima di ostilità che si trovarono ad affrontare, le difficoltà di inserimento nelle fabbriche, la fatica di adattarsi a mentalità e modelli culturali differenti e i legami che mantennero con la regione di provenienza.

Maurizia Palestro, Piemonte e Veneto: confronto tra due pezzi d'Italia che si sono riequilibrati: conclusione dell'analisi dei movimenti migratori tra Piemonte e Veneto, che evidenzia l’influenza che le due regioni esercitarono l’una sull’altra, a partire dall’evoluzione della popolazione in Piemonte, regione d’arrivo, per arrivare all’esaurimento della spinta migratoria in un Veneto ormai progredito.

Silvana Patriarca, Famiglia e valori contadini nelle memorie di un agricoltore gattinarese dell'Ottocento: la cultura contadina e i suoi valori in rapporto al processo di trasformazione industriale.

Silvana Patriarca, Famiglie contadine a Gattinara nel '900. Un'analisi di microstoria: il mutamento delle strutture sociali e familiari.

Gianni Perona, La crisi politica del novembre 1943 e la formazione dei distaccamenti garibaldini biellesi. Le tesi comuniste: una raccolta di documenti inediti del Partito comunista che consente di meglio comprendere la posizione assunta dal partito al suo interno e nei confronti degli altri partiti del Cln.

Luca Perrone, "In un’atmosfera gravida di incognite è sorta l’alba del nuovo anno": studio della comunità di Varallo nel 1940 che, attraverso l'analisi degli articoli apparsi nei giornali locali dell’epoca, si sofferma sull’attivismo del Partito fascista, che operava capillarmente nel tessuto cittadino, e sulle ripercussioni dell’imminente entrata in guerra sulla vita quotidiana e sullo spirito dei varallesi.

Luca Perrone, Varallo: gli anni di guerra 1941-42: le ripercussioni che la guerra ebbe sulla comunità di Varallo, in particolare negli anni 1941-42, e le crescenti difficoltà di approvvigionamento cui la popolazione dovette fare fronte, dato l’incontenibile aumento dei prezzi, il razionamento delle merci e l’imperversare della borsa nera.

Bruno Pozzato, 1922: la caduta delle "giunte rosse" nel Biellese: ricostruzione, attraverso i giornali dell'epoca, dello scioglimento delle giunte di sinistra operato dal fascismo e dei tentativi di resistenza.

Jacques Prevosto, Giovanni, Lorenzo, Gioacchino e gli altri. Storie di emigrazione postuese in Francia: ricostruzione, grazie al fortuito ritrovamento di alcune lettere della famiglia Novello di Postua, della storia dei fratelli Giovanni, Lorenzo e Gioacchino, emigrati in Francia nella seconda metà dell’Ottocento nel tentativo di costruire un futuro sereno per sé e per la propria famiglia.

Andreina Rastello - Lorenzina Opezzo, Vercelli: 1922-1927. Nascita e organizzazione del fascismo: gli aspetti salienti della presa del potere da parte dei fascisti e della sconfitta delle organizzazioni antifasciste.

Angela Regis, Il dopoguerra in una comunità valsesiana: scelte politiche e amministrative: ricostruzione della vita sociale e politica di Boccioleto nel dopoguerra, che trae dai risultati elettorali, amministrativi e politici, i tratti caratteristici di una comunità che visse all'insegna della continuità col passato e del rispetto delle regole imposte dall'autorità costituita.

Angela Regis, Esperienze al margine della guerra: il conflitto analizzato attraverso le testimonianze di ex combattenti di Boccioleto, comune dell'alta Valsesia.

Angela Regis, Una guerra mai dimenticata: storie di sconfitti: testimonianze di ex militari di Boccioleto (alta Valsesia) sul periodo che va dalla dichiarazione dell'armistizio nel settembre del 1943 fino ai primi anni del dopoguerra, con particolare riferimento al rapporto che vi fu fra la guerra e la comunità.

Angela Regis, La percezione della guerra e i racconti dei soldati di Boccioleto: il rapporto che vi fu tra la guerra e la piccola comunità dell'alta Valsesia e quello che vi è oggi fra la guerra e coloro che l'hanno combattuta. In questo articolo le testimonianze riguardano il periodo precedente l'8 settembre 1943.

Angela Regis, Rimella durante la seconda guerra mondiale: l’impatto della seconda guerra mondiale sulla comunità di Rimella, inizialmente toccata solo marginalmente dal conflitto, poi colpita dalle prime perdite di soldati al fronte, infine, nel gennaio del 1944, sede prescelta dai partigiani in fuga dai rastrellamenti nazifascisti sul monte Briasco e, per questo, oggetto di un bombardamento aereo nel marzo del ’44 e di un rastrellamento il mese successivo, che portò all’arresto e alla deportazione in Germania di alcuni giovani del paese.

Marco Reis, Le elezioni del 1946 nel Vercellese: uno spaccato del clima socio-politico, a partire dai gravi problemi amministrativi dell'immediato dopoguerra, per arrivare alla dialettica del confronto e della battaglia politica, dopo gli anni di silenzio imposti dalla dittatura.

Francesco Rigazio, Le origini del Partito socialista vercellese. Appunti per una storia 1892-1898: i "primi fermenti", la repressione del 1898, le competizioni elettorali del 1895 e del 1897 e numerose figure di protagonisti.

Irmo Sassone, Le lotte storiche delle mondine e dei braccianti vercellesi. La conquista delle 8 ore nel 1906: ricostruzione delle lotte condotte nel Vercellese per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro della manodopera risicola. In questa prima puntata si ricordano i primi scioperi, la costituzione delle Leghe e della Camera del lavoro di Vercelli e l'accordo per le otto ore stipulato nel 1906.

Irmo Sassone, Le lotte storiche delle mondine e dei braccianti vercellesi. La conquista dell'imponibile di manodopera nel 1920: la seconda lotta condotta da mondine e braccianti, culminata nella primavera del 1920 con lo sciopero più lungo della storia del proletariato vercellese.

Irmo Sassone, Le lotte storiche delle mondine e dei braccianti vercellesi. Gli scioperi per il salario e le libertà democratiche dal 1927 al 1945: la battaglia per l'aumento dei salari, dal patto monda del 1927 fino al primo contratto del dopoguerra nel 1945, è al centro di questa terza puntata sulle conquiste del bracciantato vercellese.

Irmo Sassone, Le lotte storiche delle mondine e dei braccianti vercellesi. Le lotte del dopoguerra e per una politica di programmazione democratica: la quarta parte della ricerca sulle battaglie di braccianti e mondine analizza la dura stagione di scioperi e lotte per la conquista dei contratti collettivi di lavoro e per il miglioramento della qualità della vita che accompagna gli anni del dopo-Liberazione.

Enrico Strobino, Vita di una banda musicale: Romagnano Sesia: analisi della vita di una banda che supera l'approccio specificamente musicologico a vantaggio di uno più complessivamente storico, consentendo così di assumere un argomento di "frontiera" come spia di più vasti meccanismi di comunicazione culturale e come osservatorio di vari aspetti della realtà sociale di un paese.

Massimiliano Tenconi, Prigionia, sopravvivenza e Resistenza. Storie di australiani e neozelandesi in provincia di Vercelli (1943-1945): ricostruzione delle vicende dei prigionieri di guerra australiani e neozelandesi in provincia di Vercelli, sia di quanti all'indomani dell'8 settembre, con l'aiuto e l'assistenza dei civili, cercarono la salvezza in Svizzera, sia di quanti si unirono alle formazioni partigiane, partecipando attivamente alla lotta di liberazione.

Massimiliano Tenconi, I ricordi partigiani di un soldato inglese: racconto, tratto dall’archivio digitale della Bbc che raccoglie testimonianze e immagini relative alla seconda guerra mondiale, del soldato inglese George Evans, prigioniero del campo Pg 106 di Vercelli che, dopo l’8 settembre 1943, si unì ai partigiani del Biellese e divenne membro della missione alleata Cherokee.

Massimiliano Tenconi - Alberto Magnani, La brigata "Ticino": ricostruzione delle poco conosciute vicende della brigata partigiana “Ticino”, di stanza nella zona a ovest di Milano, con compiti di collegamento tra la pianura lombarda e i partigiani della Valsesia, cui procurava armi e uomini.

Federico Trombini, La cartiera di Serravalle Sesia: le principali tappe della storia di una delle principali aziende valsesiane, attraverso la ricostruzione delle fasi salienti dello sviluppo fino alla dettagliata analisi del declino, iniziato negli anni cinquanta e che segnò la fine di una parabola ascendente durata oltre trecentocinquanta anni.

Marilena Vittone, E le chiamavano rappresaglie : ricostruzione dei tragici eventi dell'8 settembre 1944 a Crescentino, inquadrati nel clima di esasperata violenza che portò al moltiplicarsi delle cruente rappresaglie nazifasciste contro civili inermi.

Marilena Vittone, Un processo a collaborazionisti vercellesi tra amnistia e giustizia penale: analisi degli atti giudiziari relativi a un processo a collaborazionisti vercellesi, che affronta contestualmente il complesso problema dell'epurazione che si pose all'indomani della Liberazione e le ambiguità della legge di amnistia del 22 giugno 1946.

Marilena Vittone, Il tempo della memoria. La rappresaglia tedesca del 19 settembre 1944: ricostruzione, attraverso testimonianze orali e documenti d’archivio, della rappresaglia del 19 settembre 1944 a Crescentino, quando la città fu depredata e incendiata da reparti militari tedeschi, che prelevarono oltre duecento ostaggi e causarono la morte di due civili.

Marilena Vittone, Il tempo della memoria. Crescentino nel dopoguerra: le difficoltà del dopoguerra a Crescentino, l’impegno politico del Cln, la volontà di celebrare degnamente i nove martiri con la costruzione di un monumento ai caduti, che suscitò un acceso dibattito, e infine le vicende processuali relative all’eccidio dell’8 settembre 1944 e alla rappresaglia del 19 settembre, nel tentativo di fornire un quadro il più completo possibile di quei tragici eventi.

Bruno Ziglioli, I Cln in Valsesia: il ruolo svolto dai Cln comunali in Valsesia all'indomani della guerra di liberazione e i problemi legati alla designazione di un'autorità amministrativa cittadina, formalmente distinta dal Cln, ma in realtà, data la scarsità di personale, spesso sovrapposta ad esso.

Bruno Ziglioli, I Cln in Valsesia. II parte: analisi del problema dell’appartenenza provinciale della Valsesia che, passata durante la Resistenza da Vercelli a Novara, con l’impegno di ripristinare lo stato di cose precedente a guerra finita, all’indomani della Liberazione si trova ad affrontare le difficoltà amministrative connesse ad una ambigua distinzione di competenza tra le due province.

Bruno Ziglioli, Ipotesi per una sconfitta. Il fallimento dell'esperienza dei Cln valsesiani: la parabola discendente dei Cln valsesiani, che rispecchia il fallimento dell’esperienza dei Cln in tutta Italia, dovuto tanto a cause esterne, quali la restaurazione della situazione politica prefascista da parte di angloamericani e governo centrale, quanto a cause interne, quali l’inefficienza organizzativa e la mancanza di coordinamento, perfettamente esemplificate in Valsesia dal problema degli ammassi e dalla questione dell’epurazione.

"Il combattente". Numero speciale, gennaio 1944: il giornaletto clandestino, conservato nell'archivio dell'Istituto, è una rarissima testimonianza dei primi mesi della lotta di liberazione nella nostra provincia.

La relazione del Comando di zona Cvl sulla Resistenza nel Biellese: la Resistenza nel Biellese nella relazione stilata da Domenico Marchisio "Ulisse", Anello Poma "Italo" e Felice Mautino "Monti", rispettivamente comandante militare, commissario politico e vice comandante delle formazioni partigiane operanti nella zona.


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