"II combattente"
Numero speciale - gennaio 1944
"l'impegno", a. I, n. 0, aprile 1981
© Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli.
È consentito l'utilizzo solo citando la fonte.
Fra l'imponente documentazione delle Brigate Garibaldi, conservata nell'archivio dell'Istituto, spicca un
giornaletto clandestino: pochi fogli dattiloscritti su una sottile velina gialla.
È uno dei rarissimi documenti dei primi mesi della lotta di liberazione nella nostra provincia giunto fino
a noi. Agli inizi si scriveva poco; bisognava pensare prima di tutto alle armi e ad organizzarsi, ricordano
i protagonisti e, in alcuni casi, come accadde a Moscatelli nell'aprile 1944, gli "archivi" di quello che
era diventato un movimento che aveva messo radici profonde, che era ormai "un popolo alla macchia",
dovettero essere distrutti, nel corso di rastrellamenti, perché non cadessero nelle mani dei nemici.
Per chissà quale fortunata circostanza si è salvato questo documento del gennaio 1944, un numero
speciale che "Il combattente", l'organo dei distaccamenti e delle brigate d'assalto "Garibaldi", dedicò
alla "promozione per merito di guerra" dei distaccamenti del Biellese, comandati da Piero Pajetta "Nedo",
a Brigata d'assalto1.
I garibaldini biellesi avevano saputo superare positivamente i momenti iniziali di difficoltà,
caratterizzati soprattutto dalle posizioni attendiste dei militari e dalla conseguente disgregazione dei primi
"gruppi". Riorganizzati gli sbandati e i giovani desiderosi di combattere in distaccamenti, rafforzata
l'organizzazione degli stessi con l'inserimento di comandanti e di commissari politici validi e benvoluti dagli
uomini, riesaminati autocriticamente gli avvenimenti dei mesi di ottobre e di novembre, i garibaldini
poterono iniziare la guerra partigiana. Nel mese di dicembre tutti i distaccamenti "scesero in linea" ed iniziarono
gli attacchi alle caserme, le azioni di disturbo, l'occupazione di paesi, il sabotaggio della produzione di
guerra destinata ai tedeschi.
Il resoconto dettagliato di tutte le azioni è riportato puntualmente nel giornaletto clandestino, accanto
ad altre istruzioni per i comandanti ed i commissari dei distaccamenti: la lettura collettiva degli articoli,
fatta nelle pause tra un'azione e l'altra, il loro commento servivano anche a sollecitare e a favorire lo spirito
di emulazione dei partigiani, specialmente per quei distaccamenti che ancora non avevano
imboccato decisamente la strada della "lotta senza tregua contro gli occupanti nazisti ed i traditori fascisti" (come
nel caso del "Matteotti" e del "Mameli" che presto si scioglieranno e le cui forze superstiti saranno
aggregate a distaccamenti meglio organizzati). Identica funzione di stimolo e di "istruzione" doveva certamente
avere nelle intenzioni dei redattori de "Il combattente" la pubblicazione di alcuni ordini del giorno e ordini
di servizio del distaccamento valsesiano "Gramsci", una formazione già notevolmente sviluppata sul
piano organizzativo ed operativo e di cui si additavano l'esempio e l'esperienza ad altri comandanti e commissari.
Siamo quindi ancora nella prima fase di sviluppo delle formazioni delle nostre zone: dall'elenco
delle azioni emerge l'impostazione data in quel periodo alla lotta di liberazione, non scevra di limiti ed anche
di errori, che verranno in seguito riconosciuti dagli stessi partigiani e superati.
Un'attenta analisi del documento può tuttavia aiutarci a ritrovare la "memoria storica" di quel periodo,
il più difficile, il più duro e per questo forse il più glorioso di quei venti mesi di lotta.
Spesso in opere generali sulla Resistenza questo periodo è trattato in modo meno appronfondito
rispetto agli altri: ciò potrà dipendere forse dalla scarsità di documentazione a cui si accennava all'inizio, o
forse perché, magari inconsciamente, si tende soprattutto a scrivere la storia delle fasi più eroiche, la storia
delle battaglie, degli scontri in campo aperto o a rievocare con animo ancor oggi colmo di commozione gli
eccidi di decine e decine di combattenti e di civili.
Ma anche queste pagine, le prime dell' "epopea" partigiana, hanno una loro importanza, non inferiore
a quella delle pagine che verranno, scritte con le fatiche e col sangue, quando la primavera porterà
nuove "reclute" e l'esercito partigiano sarà in grado di attaccare il nemico in pianura e persino nelle città.
Perché è da queste pagine, da questo susseguirsi quotidiano di azioni, che il movimento trae la sua forza
e che il nemico nazifascista comprende che in queste valli, su questi monti, non avrà vita facile. È fin
da queste prime azioni che si prepara la resa di un intero Corpo d'armata tedesco a Biella il 2 maggio 1945
e la discesa del Monte Rosa a Milano.
p. a.
La costituzione della Brigata d'assalto Garibaldi n. 2 "Biella"
A cura del "Combattente"
Organo dei distaccamenti e delle brigate d'assalto "Garibaldi"
Promozione di guerra
Dopo lo sbandamento avutosi nel Biellese tra le formazioni partigiane in seguito al famoso ordine di
un colonnello traditore2 di consegnare le armi, grazie all'esempio e all'azione dei distaccamenti
d'assalto Garibaldi, si è rapidamente superata la crisi ed oggi i partigiani del Biellese possono presentare per il
mese di dicembre il magnifico bilancio che qui riassumiamo, bilancio che ha valso ai distaccamenti d'assalto
la loro promozione per merito di guerra a Brigata d'Assalto Garibaldi N. 2
"Biella".
L'attività del Comando della Brigata d'assalto Garibaldi
Al commissario politico del distaccamento
Appunti per tema da svolgere nell'ora politica
1. Dopo aver messo in luce ancora una volta la necessità della lotta attiva per assicurare l'avvenire
d'Italia, sottolineare con molta forza l'ultimo avvenimento politico d'importanza massima: la Conferenza di
Teheran. Conferenza in cui è stata ribadita la necessità di battere Hitler, nemico n. 1 dell'umanità. Sottolineare
l'intesa che esiste tra Russia, America e Inghilterra e della garanzia che la Russia rappresenta per ogni popolo e
che i suoi interessi non siano lesi. Nella conferenza sono stati stabiliti i piani militari per il prossimo
attacco generale contro Hitler. Noi dobbiamo tenerci pronti per contribuire efficacemente. Ricordare la
conferenza di Mosca e ciò che è stato deciso per l'Italia, sottolineando la nostra esigenza di avere un bilancio attivo.
2. Le vittorie sovietiche continuano vittoriose. Esempio che dobbiamo imitare rendendo la nostra
azione continua e rafforzando la nostra lotta.
3. L'offensiva inglese al sud d'Italia continua vittoriosa e potrebbe avere come obbiettivo l'occupazione
di Roma. Le conseguenze politiche nel nostro Paese saranno enormi. Possibilità di costituire un
governo democratico e liquidazione della dittatura militare badogliana che nessun italiano vuole. La nostra lotta
si rafforza sia nel sud (costituzione di un vero esercito italiano) che nel nord dove si potrà attendere un
afflusso di volontari nelle file dei Partigiani.
4. I distaccamenti partigiani devono preoccuparsi di formare buoni quadri che serviranno ad inquadrare
le altre forze che si aggiungeranno. Istruzione, intesa politica e militare che ogni partigiano deve
preoccuparsi di seguire ed assimilare bene. I Partigiani costituiscono i futuri quadri delle forze armate italiane.
5. Illustrare come il popolo italiano nonostante venti anni di fascismo e gli avvenimenti sconcertanti
di questi ultimi mesi sia stato capace di capire immediatamente quale via era necessario battere per
salvare l'Italia: combattere il tedesco ed il suo servo fascista. Mettere in luce il ruolo primordiale giocato
dalla classe operaia e dal suo Partito di Avanguardia.
La combattività del popolo italiano è dimostrata dai suoi partigiani, dagli ultimi scioperi e dalla
gioventù che non risponde alla chiamata alle armi. Il popolo italiano si prepara alla insurrezione nazionale. I
partigiani debbono aiutare con l'azione per preparare il terreno e risvegliare sempre più lo spirito combattivo
delle masse ad essere pronte a intervenire in difesa degli operai e delle popolazioni in occasioni di scioperi,
rivolte per non adempiere alle costrizioni fasciste.
6. La lotta dei partigiani si rafforza e si sviluppa (citare esempi). Per non permettere al nemico di reagire
è necessario mantenere tutto il fronte in movimento. Si eviterà così al nemico di concentrare le sue forze
su qualche punto isolato facilitando così la nostra difesa.
7. Obbiettivi principali da colpire di cui i partigiani debbono capire il significato politico e l'importanza
dei colpi sono:
a) forze e materiali tedeschi;
b) forze e materiali fascisti compresi gli aderenti al fascio repubblicano;
c) impedire ai tedeschi di asportare i nostri prodotti, intervenendo sia per la distribuzione al popolazione,
sia per la distruzione;
d) distruzione di fabbriche che lavorano esclusivamente per i tedeschi;
e) disorganizzazione dei trasporti.
Tendere i nostri sforzi e prepararci per liberare parzialmente nostri territori che dobbiamo difendere presidiare.
Il Comando della Brigata d'assalto Garibaldi
***
Al comandante militare del distaccamento
Nell'intento di migliorare e rafforzare la nostra lotta vogliate attenervi alle seguenti disposizioni:
1. Curare intensamente l'istruzione militare dei partigiani e mantenere una ferrea disciplina.
2. Intensificare il servizio di guardia e di pattuglia per evitare la sorpresa.
3. Tenere efficienti le opere di fortificazione e studiare bene la via di eventuale ritirata.
4. Studiare attentamente gli obbiettivi nei dettagli e nelle occupazioni dei paesi attenersi
scrupolosamente alle seguenti norme generali:
a. bloccare tutte le vie d'accesso dell'abitato e stabilire difese
b. occupare telefono e telegrafo
c. disarmare ed immobilizzare le forze armate presenti: carabinieri, ecc.
d. impedire alla gente di circolare o comunque di mischiarsi coi partigiani
e. mantenere l'ordine e la calma tra la popolazione
f. esigere dalle popolazioni il rispetto assoluto delle disposizioni date dai partigiani
g. non ritardare l'azione più del previsto
h. agire rapidamente e ognuno adempia al compito assegnato in precedenza.
5. Ogni settimana stabilire un piano d'azione da comunicare a questo comando.
6. Nella scelta degli obbiettivi tener presente l'importanza politica e materiale: gli obbiettivi da colpire sono:
a. soldati e materiali tedeschi
b. militi e fascisti repubblicani
c. trasporti
d. impedire ai tedeschi di asportare merci; impossessarsene e distribuirle alla popolazione
e. distruggere le officine che lavorano esclusivamente per i tedeschi
f. distruggere stock di materie prime e prodotti destinati ai tedeschi
g. ricercare depositi d'armi, materiali e viveri delle forze armate fasciste e tedesche (carabinieri
compresi) per impossessarsene.
7. Studiare e preparare occupazione di territori da presidiare e difendere.
8. Nella zona d'azione del distaccamento far sentire alla popolazione la nostra autorità intervenendo
nella amministrazione civile e dare le seguenti disposizioni:
a. disobbedire alle leggi fasciste
b. non pagare le tasse
c. non versare prodotti agli ammassi
d. intervenire per regolare litigi tra gli abitanti
e. intervenire per impedire eventuali abusi privati e pubblici.
Il Comando della Brigata d'assalto Garibaldi
***
Distaccamento della Brigata d'assalto Garibaldi
Ordine del giorno n. 5.
Martedì 7 dicembre 1943
L'elezione dei capinucleo avvenuta democraticamente con la partecipazione di 22 uomini segna il
cammino al nostro distaccamento che assume di giorno in giorno sempre nuove caratteristiche che lo rendono
sempre più atto ad operare contro il crudele e spietato binomio hitlero-fascista.
L'azione e l'attività operativa imminente rende sempre più necessaria l'osservanza di alcune
norme fondamentali alle quali ognuno di noi dovrà attenersi per realizzare i successi auspicati.
Ecco intanto le semplici norme dettate dal buonsenso e dall'esperienza della vita partigiana.
1. Tutti gli uomini componenti i nuclei e le squadre devono rispetto ed obbedienza a quei giovani che
essi hanno posto a capo dei rapidi temibilissimi organismi. La disciplina, la sana disciplina vera, è quella
che scaturisce e si sviluppa dentro di noi. Ma la disciplina e l'obbedienza devono essere
attive per essere efficaci. Fare quanto giova al buon andamento del
Distaccamento dimostra che si è disciplinati; fare ciò che nuoce
e non fare nulla dimostra che non si è raggiunta quella maturità di coscienza dalla quale l'autodisciplina
ha vita.
2. Il caponucleo ed i capisquadra non sono stati eletti per farvi "scattare"; essi sono lì per consigliarvi,
per aiutarvi all'espletazione delle vostre mansioni. Essi sono anche responsabili del buon andamento del
nucleo o della squadra: vostro dovere è di aiutarli dividendo le loro responsabilità.
3. I nuclei, le squadre, il distaccamento non avrebbero ragione di esistere se non operassero; ma per operare
ci vogliono i nemici e le armi; i primi li abbiamo, spietati, terroristi e crudeli. Le ultime sono poche e
non sempre efficienti. Per questo è necessaria la massima cura delle armi che si hanno in consegna. L'arma è
ciò che ci permette di cacciare il nemico e i traditori della tua terra. L'arma ti difende e con te difende la
tua famiglia e la tua casa. Le armi non si mollano
mai. Sono più preziose del pane, perché senza pane non
si muore ma senza armi, sì.
4. Durante le azioni tre cose si dovrebbero curare di compiere: a) Tenere la bocca chiusa; b) Tendere
le orecchie per afferrare gli ordini; c) Mantenere il polso fermo e alimentare la volontà di vincere.
5. Il successo può essere assicurato se si eseguiscono le disposizioni e gli ordini con
esattezza e rapidità.
6. Nei periodi preoperativi e postoperativi occorrerà curare
l'addestramento al maneggio delle armi.
Un'arma ottima se non si conosce vale niente.
7. Sempre sarà necessaria l'efficienza fisica ed indispensabile quella morale. La prima si mantiene
curando la persona e mantenendola costantemente in attività. La seconda si acquisisce e potenzia interessandosi
di tutti i problemi del mondo e della vita - in special modo di quelli politici ed economici e sociali.
8. Perciò abbinando preparazione tecnico-militare con quella politica si addiverrà a quella sintesi che darà
al giovane, al combattente il vero carattere di patriota-partigiano.
Oggi intanto gli uomini del primo e secondo nucleo provvederanno alla pulizia delle armi avute in dotazione.
Gli uomini del terzo e quarto nucleo continueranno nell'opera di abbattimento di piante in zone demaniali.
Alle ore 20 riunione generale per assistere ad una conversazione sul tema: "Perché combattiamo
i tedesco-fascisti".
Alle ore 21 riunione dei capi-nucleo.
Per il C. M. Ypsilon
Tabellina servizi
Z. è nominato aiuto cuciniere.
Dovranno prestare servizio di guardia A. e B.
***
Distaccamento della Brigata d'assalto
Garibaldi3
Ordine del giorno N. 6
Mercoledì 8 dicembre 1943
Tenuto conto dello scarso addestramento e dell'insufficiente conoscenza delle armi si dispone:
1. Tutti gli uomini del I e del II nucleo con i rispettivi comandanti si aduneranno oggi alle ore 9 per
partecipare all'addestramento sulla pratica delle armi.
2. Gli uomini del III e IV nucleo assisteranno alle esercitazioni. Il terzo nucleo dotato di randelli e
funicelle parteciperà in un secondo tempo all'addestramento.
3. Uomini del I e II nucleo seguiranno nel pomeriggio.
4. Alle ore venti riunione per svolgere una conversazione sull'importanza dell'incontro di Teheran.
5. Riunione alle ore 21 e 30 dei capi nucleo.
Per C. M. Ypsilon
Tabellina servizi.
Al servizio di guardia: Y e Z.
***
Ordine di servizio4
Sabato 12 dicembre 1943
Ore 6: Sveglia del cuoco.
Ore 6,30: Sveglia per i seguenti compagni che dovranno andare in missione: A. L. e tutti i componenti il
I nucleo. Partenza ore 7.
Ore 7: Sveglia del distaccamento.
Ore 8: I compagni D. K. R. S. di giornata in cucina.
I compagni del secondo nucleo in perlustrazione col caposquadra N. distribuiti a seconda
l'itinerario predisposto.
Il compagno F. del 3° nucleo disporrà per lo sgombro della stalla dagli inglesi e loro sistemazione
(casermaggio e vettovagliamento) nella baita predisposta. Nella stalla rimasta libera predisporrà poi per la disinfezione:
pulizia e allestimento per un nuovo dormitorio.
Il compagno I. coi comp. V e H. provvederà per la pulizia e l'ordine delle cose del distaccamento e
controllerà la pulizia e l'ordine delle camere. Il comp. U. istruirà il comp. D. sull'impiego del fucile mitragliatore e
della mitragliatrice pesante.
Il comp. J. idem col comp. G e col comp. T.
Il comp. Q. si aggrega al comp. X.
Ore 12: Rancio e riposo.
Ore 15,30: Il compagno H. in perlustrazione coi componenti il terzo nucleo.
Il comp. P. disporrà e sorveglierà l'istruzione sull'impiego del fucile impartita dai rispettivi
capinucleo, curerà la pulizia delle armi.
Il comp. F. continuerà nel lavoro suddetto con i comp. dei nuclei mitraglieri e raccogliendo i
disponibili. Provvederà inoltre alla raccolta delle foglie e della legna.
Ore 17,30: Secondo rancio, riposo.
Ore 21,30: Silenzio.
N. B. I servizi devono iniziare all'ora stabilita.
Il Comandante M.
***
L'azione dei distaccamenti della Brigata d'assalto
"Garlbaldi"5
Dal primo al dieci dicembre
Distaccamento "Piave"
1 dicembre
Nella fabbrica lanificio di Vallemosso era pronta una partita di grigio-verde destinata ai tedeschi. A
mezzanotte tre nuclei guidati dal Comandante e dal Commissario occupavano la fabbrica, previa postazione di
elementi per il controllo degli accessi della città, del centralino telefonico e della caserma dei carabinieri. Dopo
avere imprigionato il portinaio e i guardiani e requisito un camion che veniva caricato di grigio-verde, il
deposito fu incendiato. L'intero stoc fu distrutto (32.000 metri di grigio-verde e 2.400 coperte). Il danno arrecato
si aggira sui 5 milioni. Fu impedito l'intervento dei pompieri. I carabinieri non osarono uscire. La
ritirata avvenne in perfetto ordine, senza perdite.
5 dicembre
A Mosso Santa Maria, due gruppi dopo essersi resi padroni del paese, verso le ore 20 asportavano una
forte quantità di cuoio, in deposito per conto dell'esercito fascista. Ritirata senza incidenti.
6 dicembre
Alle 17 Vallemosso fu bloccata da due gruppi. Si procedette alla distribuzione del cuoio (preso il
giorno prima) alla popolazione. Due guardie di finanza vollero intervenire sparando qualche colpo di pistola.
La reazione dei partigiani fu immediata; le due guardie furono uccise. Un civile imprudentemente
volle attraversare la strada durante la sparatoria e rimaneva ferito. Fu soccorso immediatamente dai Partigiani.
La popolazione incitò i Partigiani alla lotta e li acclamò per la vittoria. Ritirata senza incidenti.
9 dicembre
Saputo che il conte Zegna di Trivero rifiutò di versare un aiuto per i Partigiani, due gruppi sono stati
inviati alle nove del mattino col compito di bloccare il paese indi forzare la mano al detto conte. Durante
l'operazione fu segnalato l'imminente arrivo di un camion carico di carabinieri, avvertiti da spia ignota. Fu presa
posizione di battaglia e all'apparire del camion fu aperto il fuoco. I carabinieri batterono in ritirata portando
cinque feriti. Nessuna perdita nelle nostre file. Da Zegna sono state prelevate 52.000 lire. A mezzogiorno fu
iniziata la ritirata che avvenne senza incidenti.
Distaccamento "Fratelli Bandiera"
1 dicembre
Un gruppo alle ore 20 scese ad Andorno Micca ove fece irruzione nella casa di un fascista, credendo
di trovare secondo informazioni avute, una riunione del fascio locale. La riunione era stata rimandata.
Trovarono il solo proprietario che, per debolezza, non fu eliminato. I partigiani si accontentarono di asportare la
ben fornita dispensa del traditore. La ritirata avvenne senza incidenti.
2 dicembre
Tre uomini sono stati incaricati di eliminare il traditore V. Colpo riuscito.
5 dicembre
Sapendo che la fabbrica di Faudella a Pavignano era stata requisita dai tedeschi per fabbricazioni di
guerra, due gruppi alle quattro del mattino, dopo aver bloccato il paese occupavano la fabbrica e ne iniziavano
la distruzione, aiutati dagli operai del turno di notte. Dopo avere incendiato i magazzini, le caldaie
vennero messe sotto pressione e furono fatte saltare provocando la distruzione di tutto il macchinario. Il danno
è valutato a trenta milioni di lire. Ritirata perfetta senza incidenti.
10 dicembre
Martedì sette gli operai (duemila) della filatura di Tollegno iniziavano un'agitazione che culminava
venerdì con lo sciopero, appoggiati da due altre fabbriche del paese. Due gruppi scesero per difendere gli
operai appostandosi agli immediati dintorni della fabbrica. Mentre già stavano caricando sui camion i
capireparto, i carabinieri intervennero, avendo avuto ordine di arrestare i partigiani.
Dopo breve scaramuccia i carabinieri si ritirarono (erano una diecina) portando due feriti. Gli operai
ritornarono alle loro case. Nella notte un'automobile carica di tedeschi arrivò in paese, a fari spenti e a casaccio
(per intimidire) lanciarono alcune bombe e fecero scariche di mitraglia ritirandosi poi immediatamente sì che
i nostri partigiani non ebbero il tempo materiale per intervenire. Sapendo che al lunedì gli operai, visto il
non dilagarsi dello sciopero nel restante della regione avrebbero ripreso il lavoro i nostri Partigiani si
ritirarono in perfetto ordine. Indescrivibile entusiasmo degli operai per questa azione dei Partigiani.
Distaccamento "Bixio"
7 dicembre
Un gruppo alle ore 12 e 30 riusciva ad occupare la tipografia in Biella del giornale "Il lavoro
biellese" (fascista). Il deposito carta incendiato e le macchine distrutte. Ritirata perfetta senza incidenti.
Distaccamento "Pisacane"
10 dicembre
Un gruppo alle 12 dopo aver bloccato il paese, riusciva con abile manovra a penetrare nella caserma
dei carabinieri di Crevacuore e ad impadronirsi dell'armamento.
Zona del Novarese
Distaccamento "A. Gramsci"
30 novembre
Occupazione di Omegna per quattro ore in collaborazione col distaccamento di Q[uarna] S[opra].
Come predisposto dopo la marcia di avvicinamento al centro di raccolta, cominciano ad affluire ai rispettivi
posti prestabiliti, le varie sezioni del distaccamento di Q. S. contemporaneamente, e ciò verso le 6 circa, i
nostri nuclei si dirigono verso i loro posti. Vengono così bloccate le strade di accesso mentre da parte nostra
si provvede, senza colpo ferire a bloccare telefono, carabinieri, stazione ferroviaria e tranviaria. Degno di
nota il fatto che uno dei nostri caponuclei ha bloccato da solo la stazione ferroviaria, controllato telefono
e telegrafo, disarmato i carabinieri ivi stazionati, arrestata una spia travestita da carabiniere, tenuto fermo
il treno e mantenuto l'ordine tra i passeggeri. Nel frattempo un nostro nucleo che doveva fare il prelievo
di armi e munizioni procedeva alla requisizione di un autocarro. Vengono nel frattempo requisite altre
macchine per i vari servizi di collegamento e di trasporto materiali dalla sede del fascio alla Piazza dove stazionava
la squadra di comando. Viene pure requisita l'autopompa dei pompieri adottata da un nostro nucleo
quale mezzo di trasporto offensivo, per controllare la città con mitragliatrici piazzatevi sopra.
Un nostro nucleo arresta il segretario del fascio repubblicano di Omegna. Un fascista viene ucciso
mentre tenta lanciare contro una sezione di blocco, una bomba a mano.
La spia [...] viene arrestata come pure la spia [...]. L'entusiasmo tra la popolazione è indescrivibile
e spontaneamente inizia una raccolta di viveri e di indumenti per i Partigiani. La ritirata è avvenuta in
perfetto ordine e senza nessuna perdita da parte nostra. Il bottino alla fabbrica di munizioni è stato abbondante
ma poco utilizzabile.
1 dicembre
Grignasco - Prelevamento di scarpe presso industriale fascista che si era più volte rifiutato di
rifornircele con belle maniere. L'azione si è svolta senza incidenti. Circa 200 operai della fabbrica hanno applaudito
alla nostra azione e aiutato nelle operazioni di carico. Particolarmente applaudito l'ordine dato dai Partigiani al
titolare della fabbrica di festeggiare il nostro intervento con la gratifica di una doppia giornata di paga
da darsi agli operai. Le scarpe prelevate sono in numero di 150 paia. Inoltre l'industriale si è impegnato
a fornirci ogni 10 giorni 200 paia di scarpe sino a raggiungimento di un totale di 1.000.
1 dicembre
Quarona - Piccola azione condotta da un nucleo contemporaneamente a quello di Grignasco. È stato
dato ordine al podestà di consegnare le tessere ai cosidetti "ribelli". L'ordine è stato eseguito prontamente.
2 dicembre
Varallo Sesia - Azione improvvisata, scaturita da una informazione che ci è giunta troppo in
ritardo. L'informazione giuntaci alle ore 12, preavvisava l'arrivo per le ore 15 di un camion di militi fascisti,
a Varallo Sesia. La distanza tra noi e il punto più favorevole per tendere un'imboscata ci richiese tre ore
di marcia forzata. Disponemmo uomini ed armi, però ci vennero ad informare che i militi erano già
passati. Decidemmo di andarli a trovare nel Municipio dove si erano installati. In piazza al nostro apparire
davanti alla caserma dei carabinieri viene aperto il fuoco contro di noi. Neutralizziamo la caserma con fuoco
di mitragliatrice; neutralizziamo un caffè dove erano appostati i fascisti con lancio di bombe a mano
e proseguiamo verso il municipio. Il massiccio portone d'accesso è chiuso. I fascisti preavvisati ed
appostati alle finestre dei piani superiori rovesciano su di noi un fuoco infernale soprattutto di bombe a mano.
Il nostro attacco però li obbliga a ritirarsi dalle finestre e rimanemmo padroni della strada. La popolazione
ci ha applauditi con entusiasmo. La ritirata venne eseguita con calma e ordine. Le perdite dei fascisti
sono state: il comandante ucciso e 5 militi gravemente feriti. Da parte nostra abbiamo avuto 4 feriti
leggerissimi e uno leggermente.
7 dicembre
Alzo - È stata effettuata un'incursione nell'abitazione del ministro Peverelli. Fu asportato un camion
di vettovaglie trovate nelle cantina del profittatore proveniente in massima parte dai pacchi di viveri che
erano destinati ai prigionieri inglesi. Il ministro non fu trovato in casa.
Distaccamento di Q[uarna] S[opra]
30 novembre
Partecipato all'azione di Omegna in collaborazione col distaccamento "Gramsci".
4 dicembre
Bloccato camion carico di lardo sequestrato dai tedeschi in una ditta di Omegna.
Dal 10 al 20 dicembre
Zona del Biellese
Distaccamento "Bixio"
14 dicembre
Disarmato un milite giunto al paese di Miagliano per un periodo di licenza. L'azione è stata condotta da
un nucleo senza incidenti.
16 dicembre
A Santa Eurosia il milite Givone, spia notoria al servizio dei tedeschi è stato ucciso dopo breve lotta
nella propria abitazione. Azione compiuta da un nucleo senza perdite.
20 dicembre
Attaccato e disarmati i carabinieri (10 uomini) della
caserma di Andorno. Bottino: 5 moschetti e 5 pistole.
Nessun incidente.
Distaccamento "Pisacane"
10 dicembre
Attaccato e disarmato i carabinieri di Crevacuore. Vano tentativo di resistenza da parte del maresciallo.
Di ritorno alla base lo stesso gruppo si impadroniva di un deposito militare a Peschiera dove era depositato
uno stock di materassi requisito dai tedeschi. I due carabinieri di guardia sono stati disarmati e i
materassi prelevati.
15-16-17 dicembre
I1 distaccamento è stato mobilitato per proteggere e aiutare gli operai di Crevacuore, Coggiola e Pray
entrati in sciopero per ottenere giuste rivendicazioni di aumenti salariati e aumento razione viveri. Nel contempo
si procedeva a disarmare per la seconda volta i carabinieri di Crevacuore e ad aiutare un distaccamento in
formazione ad impadronirsi delle armi dei carabinieri di Coggiola.
Fu visitata pure la casa del fascio di Crevacuore (chiusa) dove furono trovati e prelevati indumenti
militari. Alla fine dello sciopero, risultato vittorioso il distaccamento si è ritirato alla base senza incidenti.
Distaccamento "Piave"
11 dicembre
A Vigliano alle ore 4,30 del mattino un gruppo ha preso d'assalto un magazzino militare. Furono
trovate solo 187 paia di scarpe. Nessuna resistenza da parte dei guardiani. Incidenti N. N.
11 dicembre
Alle ore 9 del mattino tre gruppi occupano il paese di Ponzone. Tutti gli operai sospendono il lavoro.
Il commissario del fascio Ponzecchi viene arrestato e condotto davanti alla popolazione raccoltasi
esultante attorno ai Partigiani. Il Ponzecchi fu condannato a morte dalla stessa popolazione e passato per le armi.
Uno stock di stoffa preparato dalla ditta Giletti per i tedeschi viene distribuito alla popolazione. Dalla cassa
del Giletti che sempre rifiutò l'aiuto ai Partigiani furono prelevate 200.000 lire. Alle due i Partigiani si
ritirarono in perfetto ordine salutati con entusiasmo dalla popolazione.
12 dicembre
Un delinquente che estorceva soldi agli industriali spacciandosi per Partigiano è stato arrestato dal
nucleo del distaccamento, portato in montagna e giustiziato. (Cossato).
13 dicembre
A Mosso Santa Maria veniva individuata ed arrestata una banda di delinquenti che agivano sotto il nome
di Partigiani terrorizzando la popolazione. Il capobanda fu ucciso mentre tentava di fuggire. Gli altri tre
furono portati in montagna e dopo serrato interrogatorio e confessione dei banditi, uno fu condannato a
morte (principale responsabile) e gli altri due tenuti come prigionieri.
13 dicembre
Tre gruppi dopo aver occupato il paese di Buronzo alle 24 penetrano nella caserma dei carabinieri
ove procedevano al disarmo degli stessi. Bottino: 10 moschetti, 4 rivoltelle e alcune bombe a mano.
Ritirata senza incidenti.
G.A.P. biellesi
18 dicembre
Attaccato ed arrestato due poliziotti repubblicani inviati per arrestare dei soldati in Vallemosso. Furono
poi consegnati ad un distaccamento di Partigiani che provvide dopo interrogatorio a farne giustizia sommaria.
Zona del Novarese
Distaccamento del Q. S.
12 dicembre
Due gruppi attaccano e distruggono la sede del fascio di Pisano.
14 dicembre
Tre gruppi hanno bloccato i mulini Saini di Cressa da dove venivano prelevati cento quintali di riso e
farina pronti per essere spediti per conto dei tedeschi. Nel tragitto due tedeschi che tentavano di fermare il
camion sono stati uccisi. Le armi e le automobili loro sono nelle nostre mani.
15 dicembre
Due gruppi si sono impadroniti di una fabbrica e prelevato diversa stoffa per uso militare e pronta per
i tedeschi (Omegna).
Distaccamento "Gramsci"
12 dicembre
Un gruppo bloccato il paese di Serravalle per attaccare la caserma dei carabinieri. Prelevato dalla
Banca Popolare 300.000 lire. Distrutti i ruolini delle imposte e ordinato alle esattorie di non esigere né imposte
né tasse dalla popolazione.
15 dicembre
Occupato il paese di Borgosesia. Disarmati i carabinieri. Prelevato stock di viveri al consorzio fascista
e distribuito alla popolazione. Da una fabbrica è stata presa tutta una partita di materiale telefonico pronta
per i tedeschi (tre centralini, 120 telefoni da campo, 6 radio e materiale vario). Requisito due camions
e un'automobile militare, 12 fusti di benzina e 6 di olio lubrificante. Nessun incidente a segnalare.
Da1 20 al 31 dicembre
Zona del Biellese
Distaccamento "Fratelli Bandiera"
21 dicembre
Il distaccamento alle ore 6,30 del mattino occupava la zona di Tollegno per proteggere gli operai entrati
in sciopero. Alle 11,30 un'automobile tedesca occupata da un capitano e un sergente delle SS, un
soldato tedesco come autista e un capitano dei carabinieri, proveniente da Biella, avvistata da due pattuglie
(10 uomini) appostate al bivio Tollegno-Pralungo. Giunta a tiro si scatenava l'attacco dei Partigiani.
Reazione viva da parte dei tedeschi armati di fucile e mitragliatrici. Dopo breve scaramuccia i Partigiani erano
padroni della situazione essendo riusciti ad uccidere il capitano e il sergente e a ferire gravemente il soldato e
il capitano dei carabinieri. Il soldato tedesco fu portato all'infermeria della filatura di Tollegno, medicato
e spedito all'ospedale di Biella. Il capitano dei carabinieri dopo avere espresso un vivo elogio ai Partigiani
e incoraggiati a proseguire la lotta, chiedeva di essere nascosto perché non intendeva riprendere servizio
dato che temeva rappresaglie da parte dei tedeschi perché durante il combattimento non aveva preso le armi
ma cercato di nascondersi. Le armi e l'automobile tedesca sono messi al sicuro dai Partigiani. Dalle
dichiarazioni del capitano risulta che i tedeschi erano diretti nella zona di Tollegno per obbligare gli operai a riprendere
il lavoro.
Un'altra pattuglia (5 uomini) nel frattempo si spingeva sino a Rione Riva in Biella, procedeva al disarmo
di due carabinieri e all'arresto dell'ex podestà Serralunga che in seguito fu rilasciato per le informazioni
avute sulla sua opposizione in contrasto con i fascisti repubblicani. Nel ritorno la nostra pattuglia stava per
essere attaccata di sorpresa da un sergente tedesco, ma fu visto in tempo e ucciso con due colpi di moschetto.
Alla sera il distaccamento al completo si ritirava nelle vicinanze del paese di Tollegno su una posizione dominante.
Il giorno 22 lo stato d'assedio fu proclamato in Biella. Lo sciopero però continua. 7 ostaggi vengono
fucilati in una piazza a Biella, uno di costoro miracolosamente non colpito riesce a salvarsi fingendosi morto per
più di un ora.
Più di 300 tedeschi sono diretti nella zona di Tollegno dove commettono atti di terrore ed uccidono
tre operai. Non osano però attaccare i Partigiani sempre in postazione tenendosi anzi molto lontani. Il giorno
23 gli operai, vinta la partita riprendono il lavoro. Il distaccamento si ritira alla sua base alla sera dello
stesso giorno.
Distaccamento "Piave"
21 dicembre
Occupato Vallemosso e Cossato per proteggere gli operai entrati in sciopero. Si è proceduto al disarmo
dei carabinieri di Cossato.
22 dicembre
Verso sera il distaccamento è obbligato a ritirarsi per l'arrivo di militi fascisti in forze superiori. I militi
ad esempio dei tedeschi fucilano due operai a Vallemosso e due a Cossato. Lo sciopero nonostante le
rappresaglie continua sino alla vittoria. Il distaccamento si è ritirato alla sua base il 23 sera.
25 dicembre
Un gruppo alle 8 di sera ha attaccato e disarmato i carabinieri di Mottalciata; senza perdite.
28 dicembre
Un gruppo verso sera ha attaccato e disarmato i 4 carabinieri di Mosso Santa Maria.
Distaccamento "Mameli"
21 dicembre
Alle 6,30 del mattino il distaccamento al completo occupa la zona di Andorno per proteggere gli
operai entrati in sciopero. Un gruppo è inviato ad attaccare e disarmare i 7 militi forestali della Balma.
Colpo riuscito. Alle 16 tre uomini del distaccamento di propria iniziativa senza avvisare il comando partono
in perlustrazione verso Pavignano. Avvistati una ventina di tedeschi pattuglianti sulla linea tranviaria aprono
il fuoco senza prendere cura della superiorità del nemico e di essere in cattiva posizione. Dopo breve
scaramuccia vengono accerchiati e uno solo riesce a fuggire, mentre gli altri due cadono prigionieri e al mattino
vengono fucilati come ostaggi (uno di costoro è quello scampato miracolosamente). Alla sera il distaccamento
si ritira su posizioni dominanti.
22-23 dicembre
Il distaccamento continua la sorveglianza fino alla fine dello sciopero. Alla sera del 23 ritirata alla base.
I tedeschi uccisero il giorno 24 per rappresaglia un operaio di Sagliano.
Distaccamento "Bixio"
21 dicembre
Occupata la zona di San Grato di Sordevolo per proteggere gli operai entrati in sciopero. Il giorno 22
un gruppo è inviato a disarmare i carabinieri di Sordevolo. Colpo ben riuscito senza incidenti.
Il giorno 23 due gruppi a mezzo di autobus partono per Mongrando dove dopo aver bloccato il paese
viene attaccata la caserma dei carabinieri. Nel contempo un nucleo era inviato all'esattoria col compito di
distruggere tutti i ruolini delle imposte e prelevare dalla cassaforte i proventi delle recenti tasse pagate dalla
popolazione. Alle 19,30 venne raggiunto il resto del distaccamento e iniziata la ritirata verso la base dato che lo
sciopero era finito.
24 dicembre
Due gruppi sono inviati rispettivamente a Occhieppo Superiore e Occhieppo Inferiore e a Graglia per
fare azioni di propaganda col lancio di manifestini. A Graglia è stata fatta visita all'esattoria e bruciati i
ruolini delle imposte. Il rientro alla base dei gruppi è avvenuto senza incidente.
25 dicembre
Due gruppi occupano il paese di Netro e procedono al disarmo dei carabinieri che non hanno
opposto nessuna resistenza. Ritirata senza incidenti.
Distaccamento "Matteotti"
21 dicembre
Occupata la zona di Coggiola, Pray, Trivero per proteggere gli operai entrati in sciopero; il giorno 22
una pattuglia del distaccamento si incontra con due militi e alla intimazione di quest'ultimi di
arrendersi rispondevano aprendo il fuoco e uccidendo i due fascisti. In tale azione sono stati conquistati un
mitragliatore, una balilla, un moschetto e due pistole. Il giorno 23 verso sera, essendo terminato lo sciopero, il
distaccamento si ritira alla sua base senza altri incidenti.
Distaccamento "Pisacane"
19 dicembre
Occupato il paese di Gattinara e proceduto al disarmo dei carabinieri. Nel ritorno il magazzino
"ammassi" di Gattinara è stato occupato e si è asportato una
ingente quantità di viveri.
21 dicembre
Occupata la zona di Trivero, Ponzone, Crevacuore per proteggere gli operai entrati in sciopero.
25 dicembre
Per rispondere alle rappresaglie fasciste compiute nel paese di Crevacuore, il fascista notoria spia, De
Giorgi, è stato giustiziato.
Zona del Novarese
Distaccamento "Antonio Gramsci"
21 dicembre
Occupata Borgosesia, per proteggere gli operai scioperanti. Il giorno 21 trecento militi arrivavano sul
posto ed obbligavano i Partigiani a ritirarsi su posizioni difensive. Una pattuglia del distaccamento si
incontrava con due militi nei dintorni di Borgosesia e li uccideva. Il giorno stesso due Partigiani furono sorpresi da
una pattuglia di militi. Ingaggiato il combattimento un nostro Partigiano cadeva gloriosamente dopo avere
ucciso un milite e ferito un altro. Il secondo uccideva pure un milite e poi riusciva a scappare.
25 dicembre
Per rispondere alle rappresaglie inumane dei fascisti che hanno fucilato 10 ostaggi a Borgosesia si è
proceduto ad arrestare tre fascisti repubblicani e a giustiziarli.
Distaccamento di Q. S.
Nel periodo dal 21 dicembre al 31 dicembre il distaccamento ha compiuto 5 azioni per rifornirsi di
viveri. Nessun incidente da segnalare, i viveri sono stati tutti asportati dai magazzini degli "ammassi".
***
La Brigata d'assalto Garibaldi alla popolazione
Avviso alla popolazione
In seguito a qualche incidente verificatosi durante le azioni dei nostri gloriosi partigiani e per impedirne
il ripetersi disponiamo:
1. La popolazione di località occupate per necessità d'azione dai Partigiani devono mantenere la
calma assoluta.
2. Evitare di circolare nelle strade.
3. Attenersi scrupolosamente agli ordini e prescrizioni date dai partigiani.
4. Non tentare di sfondare gli sbarramenti disposti dai Partigiani lungo le strade.
5. Non approfittare della situazione per darsi al saccheggio di magazzini.
6. Nulla deve essere toccato senza ordine preciso dei Partigiani.
7. La distribuzione eventuale di merce è regolata e controllata dai Partigiani.
8. Nulla deve essere fatto che possa intralciare l'azione dei Partigiani o comunque creare confusione.
9. I civili debbono tenersi a disposizione dei Partigiani e solo se chiamati intervenire per portare
eventuali aiuti.
Chi trasgredisce alle suddette disposizioni si esporrà a subire rappresaglie o sanzioni stabilite dai Partigiani.
Abbiamo fiducia nella comprensione della popolazione per evitare sgradevoli incidenti.
Disciplina, ordine, calma è il solo modo per aiutare efficacemente la lotta eroica e difficile condotta
dai nostri invitti Partigiani.
Zona di Biella - 14 Dicembre 1943
Il Comando della Brigata d'assalto Garibaldi
***
Avviso alla Popolazione
Da alcuni giorni ignobili malfattori, abusando del glorioso nome di Partigiani si presentano presso
industriali, commercianti e privati e con false dichiarazioni e con minaccie a mano armata estorcono denari,
viveri, indumenti e altri generi.
Il Comando dei Partigiani informa che tali atti sono abusivi. Nessun Partigiano è autorizzato a compiere
tale raccolta data l'esistenza di appositi comitati autorizzati legalmente dal Comitato di Liberazione
Nazionale, e sono incaricati di quest'opera di solidarietà. Ordine è stato dato ai Distaccamenti Partigiani di ricercare
e passare per le armi simili approfittatori che qualifichiamo col nome di traditori della Patria.
Invitiamo la popolazione a rifiutare qualunque richiesta fatta da elementi non autorizzati e che non si
fanno conoscere di persona.
Segnalare immediatamente con tutte le indicazioni a questo comando le losche figure che si
presenteranno per compiere tali estorsioni.
Zona di Biella - 14 Dicembre 1943
Il Comando della Brigata d'assalto Garibaldi
***
Distaccamento d'assalto Garibaldi gruppo "Piave"
Ai compagni, al popolo tutto che contribuisce, gode e soffre con noi, portiamo a conoscenza:
Sono stati giustiziati i seguenti individui rei di tradimento:
Durando Cav. Prospero
Raviglione Giovanni.
Motivazione: ambedue sottufficiali della Milizia repubblicana fascista in servizio presso il comando
tedesco di Biella si recavano a Vallemosso per procedere all'arresto di un exmilitare.
Sartorio Mario, Cantoia.
Motivazione: colpevoli di ricatto e di aggressione a mano armata valendosi del nome onesto di
Partigiani davano il via alla formazione di vere e proprie bande di criminali.
Additiamo al disprezzo generale i seguenti individui:
F[...], N[...]
Motivazione: complici delle bande di ricattatori.
C[...]
Motivazione: colpevole di furto a danno del nostro magazzeno.
I suddetti individui sono tutti rei confessi.
Il Comando
In tutta Italia si intensifica la lotta partigiana contro i tedeschi e contro i fascisti.
La battaglia ingaggiata dai Partigiani per la cacciata d'Italia dell'occupante nazista e per la
liquidazione definitiva dei traditori fascisti si è ancora sviluppata in queste ultime settimane. Le formazioni
partigiane stanno passando ovunque su di un preciso piede di guerra e già realizzano importanti e concrete
azioni belliche. [...]6
Paesi, centri e Caserme nemiche attaccati.
Il nemico ha attaccato alcune nostre formazioni partigiane ma dei distaccamenti audaci di patrioti
hanno dato l'assalto a caserme, centri e a interi paesi occupati dal nemico con azioni audaci, bene studiate
e organizzate [...]
A Gattinara il 30 novembre è assaltata la caserma dei carabinieri e sono asportate le armi. A
Borgosesia (Novara) (sic) la caserma dei carabinieri è presa d'assalto dai partigiani per liberare degli ostaggi presi
nelle famiglie dei giovani che si sono rifiutati di arruolarsi nell'esercito fascista. Analoga operazione viene
compiuta il 5 dicembre contro la caserma della milizia di Grignasco (Novara). Il 1 Dicembre in Vallemosso
(Biella), i Partigiani venuti a conoscenza che un industriale collaboratore doveva consegnare un'importante
quantità di stoffe ai tedeschi, assaltano e occupano la fabbrica, caricano un autocarro di stoffe per i bisogni
dei Partigiani e incendiano il rimanente che non potevano asportare.
Fuori i tedeschi morte ai fascisti.
Parecchi tedeschi che calpestavano da conquistatori il suolo della Patria nostra, in queste settimane
hanno lasciato la pelle così come buon numero di traditori fascisti [...]
Bilancio largamente attivo.
Il bilancio della lotta per il periodo considerato è largamente attivo:
61 tedeschi uccisi e 84 sicuramente feriti. 39 traditori fascisti giustiziati e 7 messi in condizione di
non nuocere.
Avanti perciò sulla strada intrapresa. Moltiplichiamo i distaccamenti e le brigate d'assalto
"Garibaldi", garanzia di lotta a fondo e di vittoria contro i tedeschi e i traditori fascisti.
| |