Gustavo Buratti
Le radici esoteriche del nazismo
"l'impegno", a. XIV, n. 2, agosto 1994
© Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli.
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L'arresto in Argentina di Priebke, con l'accusa di essere il boia delle Ardeatine, ha fatto riemergere
la tematica dei rapporti tra nazismo e sette occultiste. Infatti, il vecchio nazista Reinhardt Kops (agente
dei servizi segreti del Terzo Reich, fu anche collaboratore subordinato di Otto Skorzeny e come tale
partecipò alla liberazione di Mussolini sul Gran Sasso), in Cile dov'è rifugiato, ha rilasciato un'interessante
intervista a Marco Dolcetta del "Corriere della
Sera"1 dove, tra l'altro, afferma: "So che il nazismo è stato
considerato, come il fascismo, un movimento avversato dalla massoneria. Ma in realtà il nocciolo occulto del
movimento nazionalsocialista, le logge del Vril, e la Società di Thule, erano espressioni di due massonerie diverse
tra loro. La prima si rifaceva alla teosofia della Blavatsky e poi a Rudolf Steiner, che era grande amico
del nazismo e confidente di Rudolf Hess. Non è vero che fu perseguitato dai nazisti, anzi... Questo gruppo
fu manipolato da sempre, da quel mago diabolico, al servizio degli Inglesi, Aleister Crowley. L'altro
gruppo, quello della Società di Thule, in Baviera, era più puro, meno infiltrato dagli scozzesi: si rifaceva agli
illuminati del 'German Orden', i massoni razzisti della Santa Vehme. Sanguinari, di radici integraliste cattoliche,
dal 1700 sono stati violenti antisemiti. Hitler era uno di questi. Ma ho poco da spiegare a un italiano: il
'Progetto Gladio' e la 'loggia P 2'. Questo è il complotto dei massoni".
E più oltre: "Vede, io non facevo parte di quel gruppo di 12 che si riunivano periodicamente nel
sotterraneo del Castello di Wewelsburg, a Paderborn, ma vi ho assistito qualche volta come incaricato della
sicurezza. Quelle non erano riunioni militari o politiche. Era una liturgia particolare: Himmler officiava quel
rito segreto, e tra gli altri c'era Friedrich Hielscher, il filosofo, e anche, a volte, lo scrittore Ernest Jünger:
sono ancora tutti e due vivi, in Germania. E poi Otto Rahn, ed Ernst Shäffer che faceva la missione al
Montségur, alla ricerca del Graal, ed in Tibet nel '39, dal Dalai Lama; questo è l'aspetto più profondo del nazismo; le
Ss non sono state dei robot, e dei carnefici, sotto c'è un'ideologia ben precisa, legata alla tradizione
millenaria nordeuropea".
Il vecchio nazista così conferma e rievoca oggi quei rapporti tra hitlerismo e sette occultistiche,
che costituiscono tuttora un campo ambiguo e sfuggente, ma che è stato ampiamente affrontato da storici
e filosofi2.
Alcuni ritengono che queste tematiche non appartengano alla "Storia" con la "S" maiuscola; replica
Gianfranco De Turris nella sua introduzione all'edizione italiana dell'Alleau: "Invece lo è. Non è storia nel
senso orizzontale (cioé solo di eventi e di idee), ma storia in senso
verticale, che guarda dietro le quinte e
tende l'orecchio anche ai fatti dello 'spirito', alla
Weltanschauung di un dato tempo, ai miti e ai simboli che,
come ha ricordato per primo in epoca moderna Johann Jakob
Bachofen3 (oggi riscoperto, rivalutato e
ristampato) sono più veritieri della storia stessa".
Tutti i lavori di "scavo" citati sottolineano come il nazionalsocialismo non sia sorto da un giorno all'altro
in una nazione sconfitta e prostrata dal dopo-Versailles, ma abbia avuto invece alle spalle una non
irrilevante tradizione culturale. Lo storico tedesco Mosse inizia dal XIX secolo, come il britannico
Goodrick-Clarke; Alleau risale assai più indietro, spingendosi addirittura sino alla Germania pre-conquista romana e segue
un filo ininterrotto che lega le grandi personalità religiose (ortodosse e eterodosse mistiche, mitiche,
esoteriche: dai miti dell'Edda con il "crepuscolo degli dei" ai legami di sangue e amicizia delle
Männerbunde medioevali; dagli ordini cavallereschi tedeschi alle rivolte messianiche della Riforma; dai messaggi della
"Rosa-Croce" ai rituali della Framassoneria, alla nascita degli "Illuminati" di Baviera), per spiegare come sia potuto
accadere che Adolf Hitler sia riuscito per oltre un decennio a soggiogare il popolo tedesco, esercitando un
potere quasi magico, medianico, sulle folle, mentre la sua dottrina era scarna di contenuti, traendo egli la
sua ispirazione da miti ancestrali e dai riti delle società segrete, da sempre numerose in Germania.
Alleau sostiene, per primo, che "il partito nazionalsocialista e la sua rivoluzione non si possono
completamente spiegare soltanto attraverso il genio demagogico di Adolf Hitler, né attraverso gli avvenimenti economici,
né attraverso le strutture sociali"; egli si meraviglia che gli specialisti non abbiano tenuto conto della
funzione delle società segrete come il Germanenorden, da cui derivò la Thule-Gesellschaft (Società Thule) che
Mosse liquida in sole dieci righe e che, erroneamente, chiama Thule Bund: sia Hitler, sia Rudolf Hess, sia
altri fondatori del Partito nazionalsocialista (prima Dpa, poi Sndpa), appartenevano a questa misteriosa setta
alla quale un singolare personaggio, Rudolf von Sebottendorff, aveva trasmesso le conoscenze magiche delle
confraternite razziste turche. Continuando questo filone, Goodrick-Clarke si sofferma particolarmente
sui miti, leggende, creazioni fantastiche e pseudostoriche che hanno preceduto e preparato il terreno per
l'avventura hitleriana, sottolineando i motivi neo-pagani di un recupero del culto di Wotan (Odino), il principale dio
del pantheon germanico, da parte degli pseudo aristocratici Guido von List e Adolf Lanz, ex frate
cistercense (padre Jörg), il quale aveva fondato, come diremo più oltre, all'inizio del secolo l'Ordine del nuovo
tempio, richiamandosi ai templari del Medioevo, eliminati dalla scena nel 1307 dal papa Clemente V e dal re
di Francia Filippo il Bello.
Là dove lo studioso inglese si abbandona alle descrizioni degli strani mondi "ariosofisti", Giorgio
Galli indaga e cataloga in maniera più sobria. Però, al momento di valutare l'importanza storico-politica
della materia, i ruoli si invertono. Goodrick-Clarke, con un certo scetticismo, nega che l'occultismo abbia
davvero giocato un ruolo importante nella costruzione dell'ideologia
nazista4; Galli invece ritiene che nella
formazione di Hitler questa cultura esoterica sia stata rilevante, collegandola ad ambienti politici europei, ed in
particolare francesi e inglesi, in rapporto ai quali vennero prese decisioni che portarono alla seconda guerra mondiale.
Ciò spiegherebbe il viaggio di Hess in Inghilterra: Hitler ed i suoi erano convinti di trovare interlocutori
in Gran Bretagna, così come le società segrete inglesi, scozzesi, irlandesi, francesi e tedesche avevano,
almeno dal secolo scorso, reciproci contatti ed anche interdipendenze. Fu infatti un nobile inglese, Edward
George Bulwer Lytton, deputato liberale a soli ventotto anni nel 1831 e membro della Camera dei lord nel 1866,
a scrivere, tra le altre opere ispirate alla tradizione occulta, "La razza ventura", nella quale è ipotizzata
la forma di energia, detta Vril, che darà il nome alla società (1920), la quale, col fondatore dell'istituto
di geopolitica Karl Haushofer, contribuirà all'elaborazione dell'ideologia nazista. Lord Lytton, divenuto
nel frattempo segretario di stato, morì nel 1873. Un ecclesiastico inglese, A. F. Woodford, trovò per caso in
una libreria di Londra un manoscritto con riferimenti ad una Societas rosicruciana, con indirizzo in
Germania presso Anna Sprengel che autorizzava William R. Woodman ed altri due membri di una preesistente
Societas rosicruciana in Anglia (i cui membri erano tutti framassoni) a dar vita in Inghilterra ad un ramo della
setta cui ella apparteneva. Così ebbe vita nel 1887 l'Order of Golden Dawn in Outer (Ordine ermetico
dell'alba d'oro all'estero), abbreviato in Golden
Dawn5, al quale aderirono illustri personalità delle lettere,
quali Brahm Stoker (l'autore di "Drakula"), il poeta irlandese William Butler Yeats, premio
Nobel6, Arthur Machen (pseudonimo di Arthur Lewellin Jones) e Thomas Eliot. A capo della Golden Dawn era William R.
Woodman che, nel 1878, era al vertice della Societas rosicruciana in Anglia, fondata nel 1865 e limitata allo
stretto ambito prettamente massonico. Molto più estesa era invece l'organizzazione della nuova associazione,
poiché la Golden Dawn (che ammetteva anche le donne) aveva logge (chiamate "templi") in Germania (dove
aveva sede la loggia-madre: "Lichte, Liebe, Leben" ossia "Luce, vita, amore"), in Olanda ("Hermanubis") e
quattro in Gran Bretagna ("Isis Urania" a Londra; "Hermes" a Bristol; "Horus" a Bredford; "Amon-Râ" a
Edimburgo) ed una in Francia ("Ahator", avenue Mozart). Alla morte di Woodman nel 1891, divenne capo della
Golden Dawn Samuel D. Mathers, che aveva sposato la sorella del filosofo francese apprezzato da Gramsci,
Henri Bergson (1859-1941), premio Nobel per la letteratura, ebreo che, pur vicino al cattolicesimo, non si
volle convertire per non tradire la sua stirpe perseguitata dai regimi totalitari di cui fu oppositore.
È singolare circostanza che Mathers, capo di una setta così vicina all'antisemitismo, sposi
un'intellettuale ebrea... Morti gli aderenti illustri, come Yeats succeduto a Mathers, la Golden Dawn tra le due
guerre decadde, sino a finire nelle mani di un tipo non molto equilibrato, Aleister Crowley (1875-1947),
organizzatore di "orge sacre", che si firmava "La Grande Bestia" (il 666 dell'Apocalisse) facendosi passare per
l'incarnazione di Satana. In stretta colleganza con ordini di neo-templari tedeschi, compie molti viaggi anche in
Germania e, come nota Giorgio Galli7, "l'accostamento è importante per chiarire i precedenti del viaggio di Hess
nel maggio 1941 alla ricerca di interlocutori per una possibile pace". Era infatti sulla base di antichi
rapporti dell'aristocrazia inglese (anche politica) con le società occulte, che un settore del vertice nazista pensava
di poter ritrovare contatti al fine di rendere neutrale la Gran Bretagna in vista dell'attacco anticomunista a
Est; e poi, nell'ultimo periodo della guerra mondiale, per far fronte comune contro il bolscevismo che
minacciava di invadere l'Europa con l'armata sovietica vittoriosa. Questa è la tesi di Giorgio Galli, che ritiene
l'occultismo tedesco non così allucinato come viene presentato da Clarke e, a maggior ragione, quello inglese non
privo "di una certa dignità intellettuale, con la differenza che, per quanto antisemita, non si poteva definire
razzista"8.
Vale dunque la pena di ricapitolare per sommi capi la "genealogia" dei movimenti pseudostorici e
filosofici che prestarono ai partiti nazionalisti e poi nazionalsocialisti, sempre antisemiti e razzisti, le ideologie
che portarono alla tragedia della seconda guerra mondiale e dell'olocausto.
Il "maestro" dell' "arcaismo teutonico", dedito alla ricerca delle radici del popolo-nazione
(Volk) attraverso
il recupero dell'antica religione i cui simboli avrebbero resistito alla cristianizzazione celandosi nelle
tradizioni popolari, nell'architettura spontanea (le cui linee riprodurrebbero le
rune, i segni magici della scrittura ermetica degli antichi germani), nell'araldica, fu Guido List (Vienna 1848 - Berlino 1919). Egli ebbe
grande successo con il suo romanzo "Carnuntum", dal nome della città romana avamposto contro la resistenza
dei germani che, nel 375 dopo Cristo riuscirono a travolgere i secolari nemici liberandosi dal loro imperio.
Nel 1891 pubblicò un'antologia di precedenti suoi scritti di soggetto folklorico:
"Deutsch-Mythologische Landschaftsbilder" ("Paesaggi mitologici tedeschi") e poi, per tutto il decennio di fine secolo, una serie
di libri e di saggi sul folklore magico, sulla scoperta di dimenticati, remoti "santuari" della religione
pagana; sui costumi popolari relativi al battesimo, al matrimonio e alla sepoltura, alle feste del solstizio d'estate.
Nel 1895 si rivelò decisamente antisemita con il saggio denigratorio "Die Juden als Staat und Nation".
Divenne campione della causa pangermanista ed applaudito autore di letteratura neo-romantica e nazionalista;
il successo del primo romanzo si ripeté con altri due, ambientati nella Germania delle tribù: "Jung
Diethers Heimkehr" ("Il ritorno del giovane Diether",1894), storia di un germano del V secolo, convertito con
la forza al cristianesimo; e "Pipara" (1895), dal nome di una giovinetta di Eburodunum (Brno, tra i Sudeti),
ex schiava romana divenuta imperatrice. Nei primi anni del secolo si entusiasmò alle scienze occulte e
alla teosofia che gli consentivano di "comunicare" con la spiritualità degli antichi germani. Tanto fu il
suo ascendente anche negli ambienti intellettuali di destra, che venne fondata nel 1908 una Società List
per finanziare e sostenere le sue "ricerche" sul più remoto passato della nazione. All'interno della Società
List egli creò un piccolo gruppo di iniziati, la Hao (Hoher Armanen-Orden). Egli sosteneva che dei
re-sacerdoti, benché perseguitati, avrebbero gelosamente conservato i tesori della più remota cultura del
Volk tedesco, come in un "Ordine" di iniziati del quale i templari ed i rosa-croce sarebbero stati in qualche modo gli
eredi. La casta dei re-sacerdoti era definita da List
l'Armanenschaft (da cui il termine di "armanista" per List e
per i suoi seguaci), mai distrutta, sopravvissuta all'interno di conventicole segrete, per cui il culto da lui
elaborato era ciò che restava di quell'antica civiltà, da rivificare affinché in Europa potesse essere stabilito un
glorioso impero pangermanico. Propugnava la sottomissione spietata dei non ariani ai padroni ariani, in uno
Stato rigidamente gerarchizzato, dove l'eroica razza ario-tedesca sarebbe stata sollevata da ogni lavoro
salariato per governare liberamente, come un'élite,
sulle caste schiavizzate dei popoli non ariani. Nel nuovo
ordine avrebbe dovuto regnare una rigida apartheid,
regolata da leggi razziali e matrimoniali che impedissero
ogni "contaminazione". Queste idee, pubblicate fin dal 1911, mostrano un'indubbia somiglianza con le
leggi razziali di Norimberga promulgate negli anni trenta, e con la visione nazista del futuro. Come nota
Clarke, "List si spinse addirittura oltre, anticipando l'elitarismo mistico delle Ss della Germania nazista [...]
Le somiglianze con i piani di Himmler per uno stato-ordine delle Ss sono
sorprendenti"9.
L'ipotetica esistenza di una rinata Armanenschaft suggeriva a chi ci credeva che l'età dell'oro stava
per essere ristabilita e che Germania, Austria e gli altri paesi d'origine germanica (come gli
olandesi-fiamminghi e gli scandinavi) sarebbero stati uniti in un impero teocratico pangermanico, nel quale gli interessi dei
non-tedeschi non avrebbero contato nulla. Dopo trentacinque anni questa visione sarà istituzionalizzata
nella politica estera del Terzo Reich...
List non visse abbastanza per vedere il Partito nazista, ma ne fu onorato dal suo spirito nascente; dopo
la morte del "maestro", la Società List proseguì l'attività sotto la
leadership del suo principale esponente, Philiph Stauff, un giornalista di Berlino, violentemente antisemita e, dopo il suicidio di quest'ultimo
(1923), dalla sua vedova Berta. Almeno sino alla metà degli anni venti la società continuò a fungere come
punto d'incontro tra i membri di prima della guerra ed i nuovi affiliati anche di altre associazioni, più o
meno segrete. Saranno poi tutte bandite negli anni trenta dal Partito nazionalsocialista, perché concorrente
più forte e trionfante.
Altro personaggio importante del prenazismo, che sviluppò le tematiche di List, fu Adolf Lanz (detto
Jörg) (1874-1954), nobilitatosi (come del resto Guido List, divenuto
von List) aggiungendo al nome di famiglia
il predicato von Liebenfels. È il fondatore dell'ariosofia e dell'ariocristianesimo, dottrina che,
mescolando elementi di origine diversa (misticismo ed occultismo orientali, mitologia germanica, Bibbia), a
differenza dell'armanismo di List più rigidamente rivolto ad una riscoperta e proposta del paganesimo, sosteneva
che il regno di Dio predicato da Krist (un dio germanico "riciclato" dai giudei romani) e la redenzione
del mondo si sarebbero attuati grazie al dominio spirituale universale dell'elemento "arioeroico". Ogni
individuo di pura razza germanica aveva il dovere di rafforzare in sé questo elemento mediante la conoscenza
approfondita del proprio io. Malgrado le differenze, dovute alla formazione cattolica dell'ex frate cistercense Lanz
rispetto al pagano List, armanismo e ariosofia vengono perlopiù assimilati; ed il secondo termine, in senso
lato, viene generalmente impiegato per descrivere le teorie arianico-razzistico-occulte di entrambi e dei loro
seguaci. Nel 1905 Lanz pubblicò la sua trattazione dottrinaria fondamentale: "Theozoologie oder die
Kunde von den Sodoms-Äffligen und dem Götter-Elektron" ("Teozoologia, ovvero l'eredità dei bruti sodomitici
e l'Electron degli dei"); la definizione di "teozoologia" deriva dalla pretesa di mutuare credenze religiose
di fonti giudaico-cristiane tradizionali (la Bibbia) alla luce delle nuove scienze umane. Gli dei sarebbero le
più antiche e superiori forme di vita
(Theozoa), nettamente distinte dalla progenie adamica degli
Anthropozoa. La recente scoperta dei raggi x e della radioattività, suggerì a Lanz di ritenere che questi antichi esseri
(gli dei) possedessero straordinari organi sensoriali per la ricezione e la trasmissione di segnali elettrici, tali
da conferire loro i poteri di telepatia e di onniscenza; organi atrofizzati, perché ritenuti superflui oggi a
causa della contaminazione degli uomini-dei con gli uomini-bestie; tuttavia, con un programma di
attenta segregazione (così come si fa per recuperare la purezza di razze animali, nel tempo imbastarditesi con
gli incroci) si sarebbero potuti restituire quei poteri agli ariani, poiché i più vicini discendenti degli
uomini-dei. Lanz tuonava contro la "falsa tradizione giudaico-cristiana" della compassione per i più deboli e per
gli umili, chiedendo che la nazione fosse implacabile con i diseredati e gli handicappati. Tutte le dottrine
che, per un verso o per un altro, si rifacevano al messaggio cristiano rivolto al più debole anziché al più
forte, erano da rigettare. Pertanto, socialismo, democrazia e femminismo erano i bersagli più importanti
della spietata missione di Lanz proprio perché "emancipavano" chi invece doveva essere eliminato, od
emarginato in un'eterna posizione subalterna. Lanz, entusiasta dei regimi di destra di Spagna, Italia e Ungheria sin
dal 1925, aveva esaltato il movimento fascista. Herbert Reichstein (morto nel 1944), scrittore ed editore
entusiasta sostenitore di Lanz, identificava il Partito nazionalsocialista come l'elemento dell'energia materiale
che avrebbe realizzato la cultura e la dottrina ariosofica e salutò in Hitler "uno strumento di Dio"; a
Berlino, dopo la presa del potere da parte di Hitler, la "Arische Rundschau" ("Rivista ariana"), settimanale di
Reichstein, professava la lotta contro Giuda, Roma e la massoneria in un contesto di razzismo ariosofico e di
predizioni occulte. Lanz, nell'ottica di recuperare la pura razza degli dei, propugnò l'istituzione di monasteri
eugenetici (Zuchtklöster) frequentati da maschi da monta purosangue
(Ehehelfer), che poi Himmler volle attuare per
le sue Ss. "Le specifiche raccomandazioni di Lanz per l'eliminazione degli inferiori razziali
comprendevano: deportazione in Madagascar; schiavizzazione; cremazione come sacrificio a Dio; e impiego come bestie
da soma. Dunque, sia la psicopatologia dell'olocausto nazista che il soggiogamento dei non ariani
dell'Est, erano stati presagiti dalle tenebrose speculazioni di
Lanz"10. Si comprende così il termine di
"olocausto", inteso come "sacrificio alla divinità, in cui la vittima veniva interamente bruciata": alla divinità
pagana, appunto.
La concezione razzistico-elitarista di Lanz doveva stimolargli la velleità di fondare un ordine cavalleresco
e poiché egli stesso era stato cistercense, e il fondatore di quell'ordine monastico, San Bernardo di
Chiaravalle, essendo stato un grande patrocinatore dei cavalieri templari, ne conseguì l'idea di ridar vita (nel 1907) ad
un Nuovo ordine del tempio (Ont). Secondo la fantasia di Lanz, questi cavalieri avrebbero effettivamente
custodito e difeso la gnosi razzista nel corso del Medioevo.
Alla fine del 1905 Lanz aveva fondato "Ostara" (dal nome della dea pagana della primavera),
rivista "razzial-economica" rivolta ad applicare nella prassi le scoperte antropologiche per
contrastare "scientificamente" la rivolta degli inferiori e tutelare invece la nobile razza ariana; il manicheismo
razziale (razze inferiori, non dovevano essere emancipate, sottoposte a razze superiori a cui riservare ogni
privilegio) aveva la base pseudofilosofica nei temi religiosi ed occulti. Gli amici lo aiutarono nell'acquistare il
castello di Burg Werfenstein a picco sul Danubio (a Studen, nei pressi di Grein, Austria superiore) dove l'Ont
ebbe la sua sede; nel Natale del 1907 (Solstizio d'inverno) venne dispiegata per la prima volta una bandiera
con la svastica rossa (contornata da quattro fiordalisi in un campo giallo-oro). All'Ont potevano affiliarsi
soltanto persone di "sangue puro" (capelli più o meno biondi, occhi azzurri, aspetto "ario-eroico").
Anche durante la guerra l'Ont continuò la sua attività confortando i "fratelli" sul campo di battaglia;
vennero diffuse preghiere celebranti la protezione di san Bernardo sui suoi servitori e sulla loro consacrazione
come sacerdoti della gnosi razzista.
La sconfitta e i disordini dell'autunno 1918, i successivi eventi sino al 1923 parevano confermare le più
nere previsioni di Lanz sul trionfo delle razze inferiori. Abbandonata Vienna, affidata ad altri la direzione
dell'Ont in Germania, Lanz si dedicò a sviluppare l'Ordine dei nuovi templari in Ungheria, dove promosse anche
una comune rurale utopica. Nel 1933 Lanz lasciò l'Ungheria per la Svizzera e a Lucerna pubblicò una
nuova serie di scritti. Sembra che le sue simpatie per i nazionalsocialisti si fossero affievolite dopo la conquista
del potere da parte di Hitler.
Le imprese dell'Ont nell'Europa centrale si esaurirono praticamente con l'avvento dei regimi autoritari e
lo scoppio della seconda guerra mondiale ma, mentre le sezioni tedesche ed austriache vennero ufficialmente
sciolte nel 1940, l'Ont continuò per tutta la durata della guerra in Ungheria. Nel corso di tutta la sua
esistenza l'Ont propugnò la salvezza del mondo tramite la "selezione eugenetica e lo sterminio delle razze
inferiori". Intervistato da Wilfried Daim nel 1951, Lanz disse che Hitler era andato a trovarlo nella sede di "Ostara"
nel 190911: il futuro dittatore era allora un giovane così povero da non avere il denaro per acquistare i
numeri arretrati, che Lanz gli donò, con degli spiccioli per il biglietto di ritorno al centro della città. Orbene, a
quel tempo Lanz aveva già pubblicato venticinque numeri di "Ostara" ed altri quaranta avrà pubblicato prima
che Hitler lasci Vienna nel 1913: un legame ideale tra i due risulta evidente dalla somiglianza delle loro idee
a proposito della razza ariana da glorificare e da salvare, allo sterminio e alla soppressione dei non-ariani,
alla creazione di un favoloso impero ariano tedescomillenario. Hitler medesimo in "Mein Kampf " ammette
di aver studiato opuscoli razzisti e che le sue esperienze viennesi avevano "gettato fondamento di granito per
la sua visione del mondo"12.
Con List e Lanz, il terzo importante personaggio precursore delle idee naziste è Rudolf von
Sebottendorff, il cui vero nome era Adam Alfred Rudolf Glauer (18751945), figlio di Ernst Rudolf, conducente
di locomotive. Riuscì a farsi adottare a Istanbul da un barone austriaco espatriato, tale Heinrich von Sebottendorff.
È da rilevare come questi pseudofilosofi "elitari" mal accettassero la loro origine piccolo borghese
od operaia, e sentissero quindi la necessità di "nobilitarsi": il che avvenne appunto per
von List, Lanz von Liebenfels e per
von Sebottendorff... almeno da questa velleità, Hitler fu immune; come alcuni di
loro, invece, egli fu nn "apolide interiore": sino al 1932 non ebbe la nazionalità tedesca e fu senza vera patria,
così pure era stato per molto tempo senza un mestiere definito, "senza casa, senza donna, senza amici, in
uno stato pressoché completo di alienazione nazionale, economica, familiare e sociale. E fu per
compensare miticamente questa conclusione che egli divenne profeta di una nuova comunità così fanaticamente
chiusa in se stessa come quella dell'illuminismo razzista e che oppose, in qualche modo, una
super alienazione dottrinale all'angoscia inconscia dei suoi capi, provocata da un'alienazione iniziale vera, un delirante
progetto basato sull'odio in risposta ad un'assenza d'amore e di uno
status legittimo - individuale e collettivo - di
cui si risentivano non soltanto i nazionalsocialisti, ma anche molti tedeschi
dopo il crollo della loro
patria"13.
Stando alla sua autobiografia, Glauer discendeva da un soldato francese dell'esercito napoleonico
rimasto bloccato nella Slesia prussiana dopo la battaglia di Katsbach (1813). Marinaio, cercatore d'oro in
Australia, tecnico al servizio di un pasha turco in Egitto e poi suo sovrintendente in Turchia, considerò questo paese
la sua seconda patria, ne apprese la lingua; fu colà che iniziò a studiare l'occultismo.
Dopo aver combattuto nelle forze armate turche ed essere stato ferito nel corso della seconda guerra
balcanica (1912), si stabilì a Berlino nel 1913. Poiché aveva acquisito la nazionalità turca, non fu arruolato
nell'esercito tedesco; nel 1917 egli venne in contatto con il Germanenorden, una associazione virulentemente
antisemita organizzata come una setta pseudomassonica, nata nel 1912 da un gruppo sorto a Magdeburgo intorno
alla rivista "Hammer", fondata nel 1902 da Theodor Fritsch, figura di spicco dell'antisemitismo tedesco
prebellico. L'obiettivo principale del Germanenorden era il controllo degli ebrei e della loro attività; attività e
"liturgia" erano una sintesi di ispirazione razzista, massonica e wagneriana. Nel 1918 la loggia di Monaco assunse
il nome di Società Thule, per sfuggire alle attenzioni di elementi socialisti e filorepubblicani che
avevano individuato nel Germanenorden un'organizzazione reazionaria di destra. L'emblema della Thule era
una lunga daga sovrapposta ad una svastica inserita in una fiammeggiante ruota solare. Il 9 novembre la
rivoluzione bavarese colse di sorpresa la Thule mentre era in corso una sua riunione; Glauer, ormai a tutti noto
come barone von Sebottendorff, pronunciò un'appassionata orazione e diventò l'organizzatore della
reazione nazionalista a Monaco alla repubblica del giornalista socialdemocratico, ebreo e
bohémien, Kurt Eisner, e alle successive repubbliche comuniste.
Von Sebottendorff diventò il nuovo
leader "ariosofo" per la controrivoluzione.
Secondo quanto scrisse egli stesso nel suo "Bevor Hitler kam: Urkundliches aus der Frühzeit
der nationalsozialistichen Bewegung" ("Prima che Hitler venisse: i primi anni del movimento nazista"),
pubblicato a Monaco nel 1933 e nel 1934 (e subito tolto dalla circolazione, per cui divenne
rarissimo)14, i membri della Società Thule furono le persone alle quali Hitler si rivolse per prime e che per prime si allearono con lui.
In seguito all'assassinio, compiuto da un conte, del presidente bavarese Eisner, esplose la rivoluzione
comunista che arrestò nella sede della Thule la segretaria e altri sei membri della società, i quali vennero fucilati
mentre le truppe bianche assediavano Monaco. Quando queste entrarono in città il 1 novembre, centinaia di
persone, sospettate di essere sovversive rosse, furono fucilate per rappresaglia; la controrivoluzione trionfava così
a Monaco dove il clima duro e rancoroso favorì lo sviluppo di movimenti estremisti come il nazionalsocialismo.
Partiti tedeschi antisemiti erano nati in Germania fin dal 1889: il Deutsch-Soziale Partei e l'Antisemitische
Volkspartei fusi nel 1894 nel Deutsch-Soziale Reformpartei, che non ebbe tuttavia rilevanti successi
elettorali (sei seggi nel 1907 scesi a tre nel 1912). I1 7 marzo 1918 un fabbro delle ferrovie dello Stato, Anton
Drexler (1884-1942) creò a Monaco un Libero comitato di lavoratori per una giusta pace, sezione locale del
Comitato antisemita dei lavoratori per una pace tedesca. In quello stesso anno H. G. Grassinger fondava
il Deutsch-Sozialistische Partei, il cui organo era il "Münchener Beobachter", acquistato da von
Sebottendorff che lo chiamò "Münchener Beobachter und Sportblatt", con redazione nella sede del Dsp di Grassinger. Il
5 gennaio 1919 Anton Drexler, il conduttore di locomotive Michael Lotter e il giornalista sportivo Karl
Harren (1890-1926) della Thule a Monaco diedero vita al Deutsche Arbeiterpartei (Dap) ereditando il circolo
di lavoratori promosso dal Sebottendorff (chiamato Deutscher Arbeiterverein). Il nuovo partito ebbe
come organo il "Münchener Beobachter und Sportblatt", le cui azioni, alla fine del 1920 nelle mani del
presidente Anton Drexler, nel novembre 1921 furono trasferite ad Adolf Hitler, il quale aveva partecipato per la
prima volta ad una riunione del Dap il 12 settembre 1919. Nel febbraio 1920 il Dap divenne il Nsdap
(Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi) con Hitler a capo, interessato ad un partito politico di massa e
non alla natura cospiratoria del vecchio gruppo. In "Mein Kampf" Hitler prenderà le distanze da queste
origini criptiche legate alla Thule ed al Germanenorden, attaccando sprezzantemente i "vaneggiamenti
accademici" degli ariosofi; tuttavia, almeno per quanto riguarda le ispirazioni, le finalità e il simbolo della croce
uncinata e sinanco dei colori - svastica nera in un cerchio bianco su fondo rosso - è evidente il legame con il Dap e
di questo con il Germanenorden e, in ultima analisi, con Guido von List.
La Thule, "in sonno" dal 1925, si sciolse formalmente nel 1930, l'anno del primo grande successo
elettorale del partito derivato; von Sebottendorff con il suo libro rivendicò i titoli "storici" di precursore
del nazionalsocialismo, ma ciò gli valse un arresto e poi l'esilio in Turchia, sua terra d'elezione, dove,
durante la seconda guerra mondiale, lavorerà per il servizio segreto tedesco. Hitler mette la sordina ai dati
storici reali del suo processo di formazione: nel 1934 fa tacere von Sebottendorff e, nel 1938, occupata
l'Austria, anche Lanz von Liebenfels. Il 9 maggio 1945, un anno dopo l'abbandono della Turchia da parte dei
tedeschi, Glauer von Sebottendorff, vecchio, solo ed in miseria, si suiciderà gettandosi nel Bosforo. All'interno
del nazismo al potere, Heinrich Himmler rimarrà il fedele interprete e custode dell'ariosofia, legata ai miti
del Graal, templari e rosacruciani; il castello di Wewelsburg (vicino a Padeborn, in Vestfalia) sarà la
sede dell'Ahnenerbe, santuario delle Ss dal 1934, destinato a divenire una sorta di Vaticano della rifondata
religione "irminista".
Torniamo ora alle recenti affermazioni di Reinhardt Kops che, mi sembra, necessitino di alcune
precisazioni. Innanzitutto occorre distinguere le società ariosofe dalla massoneria tradizionale, che fu avversata
dal socialnazionalismo quale parte di quella "plutocrazia giudaica" che parallelamente ai bolscevichi, ai
socialisti e ai "criminali di novembre" (firmatari dell'umiliante armistizio del 1918) "complottava per distruggere
la Germania"15. I gruppi ariosofi mutuavano dalla massoneria strutture e liturgie, ma senza per questo
aderire alle avversate logge uffficiali. La massoneria cui fa riferimento Kops concerne, come abbiamo visto,
piuttosto quegli "ordini" neo-templaristi occulti fondati nel continente intorno al 1900, nella convinzione che i
templari medioevali, durante il periodo in cui risiedettero nell'area del Mediterraneo orientale, sarebbero venuti
in possesso di conoscenze arcane, di "forze" - il
Vril - caratteristiche di superuomini. In Francia queste
teorie erano già state delineate dall'occultistica Eliphas Levi (1810-1875), socialista partecipante ai moti di
Parigi del 1848, poi passato all'occultismo, celando il suo vero nome (Alphonse-Louis Constant, già
seminarista!), di cui il già citato mago inglese Aleister Crowley si proclamava erede: egli fondò in Inghilterra
l'Austrum argentinum, collegato con la Golden Dawn e, soprattutto, sezione inglese dell'Ordo novi templi,
società occultistica tedesca. In Crowley, agente dei servizi inglesi che lasciò il suo paese per gli Usa allo
scoppio della prima guerra mondiale e che vi ritornò alla vigilia della seconda (1937), Giorgio Galli vede non
tanto un ciarlatano quanto un importante "pilone" di quel ponte, costituito dalle società esoteriche, che si
era andato formando tra i due "rami ariani", venuti poi in conflitto tra loro nel 1914 e nel 1939, malgrado
le "simpatie" dei circoli inglesi più reazionari, e aristocratici (che lambivano la famiglia reale), nei
confronti del "nazismo magico", "ultima Thule" nella difesa contro il bolscevismo e il
"giudaismo"16.
Quanto dice Kops riguardo a Rudolf Steiner e ad Otto Rahn non ci sembra invece accettabile, perché
frutto di semplificazioni alquanto grossolane. Se sugli ariosofi ci fu un indubbio influsso delle dottrine
teosofiche (Elena Petrovna Blavatski, 1831-1891), per le quali l'attuale umanità, definita razza ariana, sarebbe
erede degli atlantidi, quasi completamente periti in un maremoto che avrebbe sommerso il loro continente
in mezzo all'Atlantico, dotati di forze soprannaturali da recuperare per il progresso liberandosi di
"degenerazioni" razziali inferiori, altrettanto non si può sostenere per Rudolf Steiner (1861-1925) che, pur continuando le ricerche sull'occulto, mise l'uomo al centro del suo sistema filosofico e, fondando l'antroposofia
(1912), ruppe con i teosofi. Mentre i gruppi occultisti assumono posizioni sempre più autoritarie ed
antisemitiche, Steiner rimane un liberal democratico ed un mistico cristiano. Alla vigilia del conflitto mondiale, egli
si trasferi a Dornach, in Svizzera, dove creò il suo centro culturale, il "Goetheanum". Pedagogista
tuttora apprezzato (esistono anche in Italia scuole steineriane) tornò nel 1920 in Germania dove fondò, a
Stoccarda, la sua scuola per un metodo antiautoritario, fondato sullo sviluppo della persona e non sulla
disciplina. Promosse anche una clinica e una fattoria per la sperimentazione del metodo biodinamico in
agricoltura (precursore dunque della agricoltura biologica "verde") e svolse un'azione pionieristica per l'educazione
dei piccoli handicappati: ciò basterebbe per sottolinearne l'incompatibilità con il nascente nazismo,
teorizzatore dell'emarginazione e della sterilizzazione dei colpiti da tare ereditarie. C'è da chiedersi cosa conosca
Kops della pedagogia di Steiner! Fatto sta che questi fu osteggiato, minacciato, aggredito e che il suo
"Goetheanum", tutto in legno, fu bruciato da nazisti entrati in Isvizzera... Egli era del resto molto vicino alla
cosmologia càtara, cioè agli eretici non violenti, ferocemente sterminati dai re capetingi e dai papi romani in
Occitania (oggi Francia meridionale) con le "crociate" e l'inquisizione dei secoli XII e
XIII17.
Sovente si fa una grande confusione mettendo in un unico fascio càtari, templari, rosa-croce,
teosofi, antroposofi, circoli occultisti più o meno razzisti. In realtà, i templari furono i primi grandi
persecutori dell'eresia càtara (od albigese). In effetti fu con il patrocinio dell'ordine dei cistercensi (fondato nel
1090), al suo apogeo nel XII secolo con la guida di san Bernardo, che l'Ordine del tempio sorse nel 1118 e
si sviluppò: tra i suoi nove fondatori figurano uno zio del santo ed il medico dei cistercensi; la regola
dei templari fu redatta da san Bernardo medesimo. Nel 1145 fu lui in persona a recarsi a predicare contro i
càtari in Linguadoca.
Nel 1198 papa Innocenzo III, grande protettore dei templari, "suoi figli diletti", condannò i càtari e
diede mandato di combatterli ai cistercensi che nel 1209 furono a capo della crociata sterminatrice di
ventimila "eretici" nella sola città di Béziers. Nessuna affinità, nessuna segreta collisione, quindi tra templari e
càtari, schierati in due campi opposti...
In questo contesto si situa anche il mistero di Otto Rahn (1904-1939), scrittore e filologo, che fu
incaricato per conto delle Ss di ricercare il Graal nelle grotte della regione di Montségur, rocca che rappresentò
l'estremo rifugio dei "perfetti", le più prestigiose figure dei càtari perseguitati. Nel 1935 Rahn lavorava come
membro civile per conto dell'Ahnenerbe (L'eredità degli antenati), gruppo occultista collegato con la Società
del Vril, attivo nel primo dopoguerra e in quel medesimo 1935 trasformato in istituto scientifico alla
diretta dipendenza di Himmler. Si trattava del Dipartimento di storia e protostoria, retto da Karl Maria
Weisthor (pseudonimo di K. M. Wiligut, 1866-1946, astrologo-visionario, sedicente specialista di
rune, nonché riesumatore del paganesimo "irminista" - dal nome del
totem Irminsung - distinto ed opposto al culto
di Wotan-Odino), nell'ambito del Rasse und Siedlungshauptamt (Ufficio centrale per la razza e gli
insediamenti) delle Ss con sede a Monaco. Nel marzo 1936 Rahn fu tuttavia inquadrato nelle Ss e il mese
seguente promosso Ss-Unterschar fuhrer
(sottufficiale)18. Lo scrittore e storico francese Gérard De Sède non crede
a questa documentazione ed esclude perentoriamente che Rahn, "filo-càtaro", sia mai stato nazista. In
effetti nel suo libro "Kreuzzug gegen den Graal",1933 (tradotto in francese: "La croisade contre le Graal",
Parigi, 1934), Rahn manifesta la sua ammirazione per la civiltà medievale occitana che garantiva libertà agli
ebrei: "In Occitania, gli Ebrei potevano vivere e lavorare senza essere disturbati e persino godere dei diritti
civili come gli altri cittadini. Era loro consentito di occupare pubblici impieghi e funzioni e di insegnare
nelle università. La nobiltà occitana li proteggeva e li incoraggiava. I Trenkavel di Carcassona avevano degli
Ebrei come tesorieri: Natham, Samuel e Mosè Caravita. Alcuni Israeliti professori nelle università occitane
erano famosi in Oriente e in Occidente. Gli studenti giungevano da lontano per ascoltare il rabbino Abraham
a Vauvuvert, presso Nimes. A Narbona insegnava il rabbino Calonimo, figlio del gran duca e rabbino
Teodoro, della stirpe di Davide. Questa dinastia principesca di rabbini era detta `famiglia dei re di Narbona'
"19. De Sède si chiede se queste, piuttosto che parole di un nazista, non siamo di un avversario del nazismo,
posto che l'antisemitismo e il razzismo erano il fondamento
dell'hitlerismo!20 Ma non è tutto. Ritornato in
Germania, nel 1937, Otto Rahn scrisse ad un suo amico occitano: "Soffro molto nel mio paese. Due settimane fa,
sono stato a Monaco; due giorni dopo, ho preferito andare solo in montagna; è impossibile per un uomo
tollerante e generoso quale io sono vivere in un paese quale è divenuta la mia bella patria". Questa lettera
figurava nella nuova edizione tedesca del suo libro, con le notizie biografiche. Nel 1939 egli si dimise comunque
dal suo ufficio; in una sua lettera scrisse: "Sono stato denunciato". Pochi giorni dopo, il 16 marzo
1939 (l'anniversario esatto del 635° anno della caduta di Montségur alla mercé dei crociati antialbigesi e del
rogo dei duecento càtari), sulla cima della montagna di Wilderkaiser, nei pressi di Kufstein (Austria), fu trovato il
suo corpo; la versione ufficiale fu: "Morto per assideramento". Ma corse voce che fosse stato decapitato
dai nazisti con l'ascia, dopo la sua cattura al confine. Rimane in ogni caso il fatto che non è possibile
tracciare un parallelo tra i càtari, che non accettavano altra denominazione che quella di cristiani, e i nazisti,
cantatori di un neo-paganesimo dichiarato; tra i "perfetti", apostoli della non violenza, ed i nazisti, che eressero
il terrore a sistema; tra le vittime dei roghi di Cassès, Lavaur, Minerve e Montségur, e gli inventori dei
forni crematori.
Se Hitler sperava di trovare in Francia gruppi di formazione culturale "ariana", alimentata dal
tradizionale antisemitismo della destra e dai circoli esoterici ed occultisti, l'Italia era estranea a questi disegni, in
quanto dominata da quella religione "papista" nemica della concezione che Pio XI ed i suoi
collaboratori consideravano a giusto titolo neo-pagana. L'unico teorico neo-pagano in Italia, anticristiano in nome
del paganesimo imperiale romano fu il barone Julius Evola (1898-1974), fascista "estremo", isolato durante
il regime concordatario mussoliniano, ma recuperato dalla "nuova destra" più radicale e razzista nel
secondo dopoguerra. Le sue idee elitaristiche e antimoderniste ed i suoi libri sul razzismo, sul misticismo del
Graal e sulle tradizioni arcaiche trovarono dapprima un certo credito nella Germania nazista, dove furono
pubblicati "Heidnischer Imperialismus" ("Imperialismo pagano", 1933) e "Erhebung wider die moderne Welt"
("Rivolta contro il mondo moderno", 1935) e dove fu invitato a tenere conferenze. Wiligut tuttavia lo sentiva
una specie di atavico nemico, in quanto erede dei romani, nemici degli antichi germani, e lo riteneva
comunque all'oscuro delle istituzioni preistoriche germaniche e dei loro arcani significati; le attività di Evola
finirono pertanto con l'essere scoraggiate anche nel Terzo
Reich21.
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