Piero Ambrosio (a cura di)

Verso la vittoria
I bollettini militari delle formazioni partigiane della provincia di Vercelli (gennaio-aprile 1945)



Nel 1968 Franco Antonicelli scriveva: "Troppo si tarda a pubblicare i documenti dei nostri archivi, in attesa di studiosi disposti a curarne la pubblicazione e a usarli per l'interpretazione storica; lo sappiamo benissimo, documenti siffatti, condizionati dalla loro natura clandestina, hanno bisogno di essere integrati dai ricordi dei testimoni ancora viventi, e non si può dunque indugiare troppo a sollecitarli. Iniziarne la pubblicazione, anche senza farne nel tempo stesso oggetto di studio, vuol dire pertanto supplire alle gravi lacune, o difficoltà di comprensione del domani: può avere il vantaggio, anche, di stimolare l'interesse degli storici".
Quest'indicazione ci sembra tanto più vera oggi, quando molti protagonisti sono purtroppo scomparsi e la memoria di parecchi avvenimenti si affievolisce. È vero che, nel frattempo, sono apparse opere che hanno dato un quadro complessivo della Resistenza biellese e, parzialmente, di quella valsesiana, ma è anche vero che esistono ancora aspetti da documentare compiutamente, spunti di ricerca per i quali non ci sembra inutile sollecitare l'interesse di studiosi.
Le ultime fasi della lotta partigiana nella nostra provincia sono, è vero, tra le più studiate, le più note: oltre alle ricostruzioni di Secchia e Moscatelli, di Poma e Perona, di Dellavalle esistono anche testimonianze, peraltro abbastanza frammentarie, pubblicate sui periodici locali più attenti alla tematica resistenziale, particolarmente nei primi anni del dopoguerra e negli ultimi anni. Tuttavia non ci risulta che siano state pubblicate, prima d'ora, serie di documenti al riguardo1, come è stato fatto invece (anche da noi) in riferimento a vicende di altri periodi. Per questo abbiamo ritenuto utile pubblicare i bollettini militari delle formazioni partigiane operanti nel Biellese, nel Vercellese e nella Valsesia per il periodo che va dal gennaio del 1945 alla Liberazione.
Abbiamo diviso i documenti o, meglio, le notizie in due parti: quelli relativi alla Zona militare Valsesia e quelli relativi alla Zona Biellese (che comprendeva, come è noto, anche il Vercellese). Per quanto riguarda la Valsesia si tratta dei bollettini militari emanati dal Comando raggruppamento delle divisioni Garibaldi e dal Comando zona2, per il Biellese si tratta di bollettini del Comando raggruppamento delle divisioni Garibaldi biellesi, del Comando zona e di comandi di divisione (la 5a "Piemonte" e la 12a "Nedo")3.
La serie dei bollettini valsesiani è completa ed è perciò quasi certo che essi riportino, se non tutte, le principali azioni effettuate dalle formazioni di Moscatelli e Gastone: tra queste la più importante è senza dubbio quella coordinata condotta il 16 marzo contro i presidi nazifascisti di Borgosesia, Romagnano e Fara; tutte le altre fanno parte di quello "stillicidio" quotidiano di sabotaggi, di imboscate, di attacchi4 condotti contro un nemico ancora forte ma sempre meno sicuro di sé, anzi sempre più "impressionato" appunto da questo succedersi continuo di azioni dei "ribelli". Di rilievo è inoltre la descrizione delle operazioni compiute nei giorni della Liberazione: attacchi alle colonne nazifasciste in fuga, conquista di presidi in varie località, resa dei reparti tedeschi e fascisti di stanza a Novara.
Per quanto riguarda invece il Biellese e il Vercellese non vi può essere la certezza che nei bollettini e nei rapporti reperiti e pubblicati siano riportate tutte (almeno le più importanti notizie. Conferma di questo dubbio è data, ad esempio, dal fatto che, nei vari bollettini consultati, non si trova la notizia della battaglia sostenuta dai garibaldini a Sala il 1 febbraio 1945.
Ci sembra, anche in questo caso, opportuno sottolineare la gran quantità di azioni effettuate da tutte le formazioni5. Di rilievo sono le vicende legate al rastrellamento dei mesi di gennaio e febbraio, le notizie sulla fase insurrezionale6 e quelle relative alla notevole attività dei vari reparti (ed in particolare del battaglione "Vercelli", poi 182a brigata "Primula") nella zona pianeggiante del Biellese e nel Vercellese7: richiamiamo l'attenzione in particolare su queste ultime, in considerazione della scarsità, da molti rilevata, di documentazione relativa alla Resistenza vercellese.



Zona "Valsesia"

2 gennaio
A conoscenza dell'ordine del presidio di Borgosesia di incendiare 15 case per rappresaglia all'attacco del 31 dicembre, 4 garibaldini della "Nello" attaccano un posto di blocco del presidio stesso con lancio di granate provocando il crollo del tetto di un fortino. Si ignorano le perdite nemiche.

9 gennaio
Sei uomini della "Musati" presso Gattinara attaccano una squadra di fascisti che si recava solitamente in paese a compiervi atti di terrorismo. Il nemico si riprende con energico fuoco di mitragliatori, costringendo i nostri a disimpegnarsi ma con l'appoggio di altri 13 uomini attaccano nuovamente mettendo in fuga il nemico. Si ignorano le perdite nemiche.

29 gennaio
Otto uomini della "Servadei" catturano nel Vercellese 3 militi con 3 pistole.

1 febbraio
Una squadra del plotone comando della "Servadei " preleva nella stazione di Rovasenda un sottotenente e un soldato con 1 mitra e 1 pistola.

4 febbraio
Nostri elementi, sbandati in seguito agli ultimi rastrellamenti, in collaborazione con appartenenti alla 12a divisione Garibaldi "Nedo", attaccano una pattuglia di sette fascisti. Dopo aspro combattimento i nemici si arrendono. Un garibaldino rimane gravemente ferito.

5 febbraio
In seguito all'azione precedente, circa duecento nazifascisti giungono sul luogo dell'avvenuto combattimento per compiere rappresaglie. I nostri li affrontano decisamente ed il combattimento si prolunga per oltre 2 ore. Perdite nemiche accertate: 4 morti e 1 ferito. Nostre: 1 ferito. I nemici, nell'impossibilità di sopraffare i garibaldini, si sfogano incendiando alcune cascine e una casa.

10 febbraio
Garibaldini della "Musati" e della divisione "Nedo" a Serravalle catturano 2 sottufficiali [della] X Mas con 2 mitra.
Quattro uomini della "Musati " alla stazione di Rovasenda sequestrano da un treno 5 q. di tabacco destinato a forze nemiche nel Biellese.

12 febbraio
Cinque uomini della "Musati", presso Casa del Bosco, catturano 3 militi di cui 1 è ucciso nel tentativo di reagire. Bottino: 1 mitra, 2 sten, bombe.

15 febbraio
Una squadra di sette uomini della 6a brigata "Nello" attacca sulla strada Borgosesia-Cellio una pattuglia nemica. Tre feriti nemici; nessuna perdita nostra.

10-15 febbraio
Elementi del plotone guastatori della 6a brigata "Nello " hanno provveduto a compiere numerose interruzioni, con lavori di mina e taglio di rotaie, della strada ferrata Novara-Biella. La linea è tuttora inattiva.

15 febbraio
Due garibaldini della 81a brigata "Volante Loss" si imbattono nei pressi di Pray con quattro militi che scortano tre garibaldini prigionieri e aprono il fuoco sui fascisti, permettendo la fuga dei nostri tre compagni. Un milite rimane ferito; nessuna perdita nostra.

18 febbraio
Nella zona di Rovasenda un distaccamento di sette uomini della 84a brigata "Musati" viene attaccato di sorpresa da un centinaio di nemici, guidati da una spia. Dopo aver reagito fino all'esaurimento delle munizioni, esso rimane sopraffatto. Due garibaldini cadono (uno della 6a brigata "Nello").

20 febbraio
Una pattuglia di sette uomini della 84a brigata "Strisciante Musati" cattura nei pressi di Quarona un milite del presidio locale. Bottino: un moschetto e due bombe a mano.

21 febbraio
Una squadra del plotone sabotatori della 82a brigata "Osella" procede nei pressi di Ghislarengo alla distruzione di circa 200 metri della linea Novara-Biella. L'azione è stata condotta nonostante la vicinanza di forti contingenti nemici.

22 febbraio
Nostri garibaldini dislocati nel Biellese, in collaborazione con appartenenti alla 12a divisione "Nedo" attaccano in località Chiaverina un'autocolonna forte di cento uomini tra tedeschi e fascisti. Nella violenta battaglia durata circa un'ora i nemici subiscono ingenti perdite in morti e feriti. Perdite partigiane: un appartenente alla 12a divisione "Nedo" caduto.

24 febbraio
Una pattaglia di sabotatori della 6a brigata "Nello" provvede alla distruzione, a mezzo mina, di una casermetta in cemento, appena costruita e non ancora impiegata sopra un'altura che domina Borgosesia. Il nemico, impressionato dallo scoppio apre un violento fuoco e richiede al presidio di Varallo il rinforzo di un'autoblinda e carro armato.

18-25 febbraio
Parecchi militari, militi della "Muti", alpini, Ss, marò, hanno ritrovato la via dell'onore ed abbandonando le file repubblichine e fasciste hanno chiesto ed ottenuto il privilegio di poter combattere al nostro fianco. Complessivamente essi sono: 3 ufficiali, 5 sottufficiali, 16 graduati e militari di truppa. Notevole l'apporto di armi e munizioni.

1 marzo
Una squadra di nove uomini appartenenti al plotone comando della 118a brigata "Servadei" operante nel Vercellese, eludendo le guardie alla stazionedi S. Germano, in un deciso colpo di mano, catturava da un treno proveniente da Torino venti prigionieri tra ufficiali, sottufficiali, ausiliarie e truppa. Sono stati recuperati: 4 fucili mod. 30, 2 moschetti, 9 pistole e 7 bombe a mano.

4 marzo
Una pattaglia del 3o battaglione "Cesare Goi" della 81a brigata "Volante Loss" fermava sull'autostrada Novara-Torino un autocarro avente a bordo sei militi della divisione "Littorio", che vennero disarmati e catturati. Armi recuperate: 3 fucili, 3 pistole e 3 bombe a mano.

7 marzo
Tre garibaldini del nostro Servizio intendenza venuti a conoscenza della presenza di due paracadutisti all'ufficio telefonico di Gattinara si portavano sul posto, disarmavano e catturavano i due militi. Bottino: 2 mitra Beretta, una pistola.

13 marzo
Una squadra del 2o plotone del 2o battaglione della 6a brigata "Nello" attaccava in località ponte della Pietà presso Borgosesia un autocarro avente a bordo alcuni soldati tedeschi. La pronta e violenta reazione del nemico non permetteva di bloccare il camion. Sono stati tuttavia accertati due morti e un ferito tedeschi. Da parte nostra nessuna perdita.

15 marzo
Elementi della 82a brigata "Osella" sulla rotabile Grignasco-Borgosesia facevano brillare una mina che provocava la distruzione di un autocarro e ne danneggiava un secondo. Dodici dei tedeschi che si trovavano a bordo sono stati catturati.

16 marzo
Un plotone della 82a brigata "Osella" attaccava su una collina tra Grignasco e Borgosesia un reparto tedesco. Con un nutrito lancio di bombe a mano e intenso fuoco di armi automatiche il nemico veniva costretto a sgombrare. Nessuna perdita nostra. Quattro morti nemici.
Nelle prime ore del mattino ebbe inizio un'azione combinata e simultanea di diverse brigate, diretta all'annientamento dei presidi di Fara, Romagnano e Borgosesia.
Alle operazioni parteciparono direttamente la 6a brigata "Nello", la 81a brigata "Volante Loss", la 84a brigata "Strisciante Musati", la 118a brigata "Servadei" ed aliquote della 82a brigata "Osella". Indirettamente la 124a brigata "Pizio Greta", la 10a brigata "Rocco", la brigata F. d. C. "Curiel".
Operarono azioni di disturbo sui vari presidi delle località circostanti reparti del Comando Zona Ossola e della 12a divisione "Nedo".
Fara
L'attacco venne eseguito dalla 81a brigata "Volante Loss" che provvedeva anche con le proprie forze a difendersi contro eventuali rinforzi provenienti da Novara e Vercelli.
Il nemico arroccato nella propria caserma decideva la resistenza ad oltranza. La decisa volontà di vittoria dei garibaldini ed in particolar modo lo spirito di sacrificio degli arditi guastatori che con varie acrobazie raggiunsero il tetto della caserma, ebbero ragione dell'ostinatezza del nemico che chiedeva la resa dopo 6 ore di combattimento quando già l'edificio era pressoché demolito.
Le perdite inflitte al nemico furono le seguenti: 3 morti, 16 prigionieri di cui 5 feriti.
Le nostre perdite: 6 feriti di cui uno successivamente deceduto.
Il bottino: 2 mitraglie Fiat mod. 35, 1 f. m. Breda, 15 moschetti, abbondante munizionamento, materiale vario.
Mentre durava l'attacco un btg. dislocato di protezione a Briona prendeva contatto con tre colonne nemiche della forza totale di 150 uomini. Dopo una violenta reazione le nostre formazioni ripiegavano secondo gli ordini ricevuti essendo ormai caduto il presidio. La brigata si attestava a Ghemme dove in serata sosteneva l'attacco del nemico respingendolo.
Le perdite inflitte al nemico da fonte non controllata risulterebbero: 12 morti, 15 feriti, 1 autocarro fuori uso.
Perdite nostre: 1 ferito.
Romagnano
L'attacco venne condotto dalla 84a brigata "Musati" protetta contro l'arrivo di rinforzi sulle varie direttrici da forze proprie e delle brigate 118a, 124a e 10a.
Venuta a mancare la sorpresa l`azione di avvicinamento è resa difficile dall'immediata intensissima reazione del forte presidio che tentava più volte delle sortite ma veniva sempre prontamente respinto.
Lo spirito aggressivo dei nostri garibaldini e la loro volontà di vittoria ebbero ragione di tutti gli ostacoli e dopo altre 12 ore di duro combattimento impiegando anche un contingente di truppe fresche della 82a brigata "Osella " si costringeva il presidio alla resa.
Si fa riserva di comunicare le perdite subite ed inflitte durante l'azione.
Il bottino fu il seguente: 1 mortaio da 81 con 50 colpi, 3 mortai da 45 con 205 colpi, 5 mitraglie Breda mod. 37 con 4000 colpi, 7 f. m. con 6000 colpi, 24 mitra Beretta con abbondante munizionamento, 41 moschetti con abbondante munizionamento, 30 bombe a mano.
Il numero dei prigionieri (con riserva di conferma): n. 52.
Le postazioni della 10a brigata "Rocco" poste tra Borgomanero ed Arona presero contatto con forze avversarie provenienti da Arona che di fronte agli sbarramenti stradali predisposti ed all'intervento delle nostre armi automatiche invertirono la rotta.
All'azione principale sulla caserma nemica dette valido contributo l'intervento di due lanciagranate e relativi serventi della 12a divisione "Nedo".
Lungo la rotabile Borgomanero-Novara all'altezza di Baraggia di Suno un battaglione della brigata "Rocco" si scontrava con un camion nemico proveniente da Borgomanero che veniva respinto. Successivamente giungevano altri rinforzi ed il combattimento si protrasse per 5 ore dopo di che il nemico si ritirava. Non si conoscono le sue perdite. Un caduto da parte nostra.
Borgosesia
All'azione parteciparono tre battaglioni della 6a brigata "Nello" e quattro plotoni della 118a brigata "Servadei". La protezione era effettuata da due battaglioni della 6a brigata. Due plotoni della 82a brigata "Osella" di riserva non vennero impiegati.
L'avvicinamento all'obbiettivo da parte dei plotoni venne eseguito con decisione e prontezza. L'azione di fuoco da parte dei nostri, piazzatisi a distanza ravvicinata intensissima; forte la reazione dell'avversario. Precisa l'azione di tiro di due lanciagranate. Efficace l'intervento degli arditi guastatori che buttarono cariche esplosive e bombe a mano attraverso le finestre dell'edificio.
Dopo due ore di aspra lotta il nemico (come risulta da sue successive dichiarazioni) era propenso ad arrendersi data anche l'impossibilità di servirsi di due cannoni di due mortai e di una mitragliera da 20 le cui postazioni erano costantemente tenute sotto il tiro delle nostre armi.
Il sopravvenire di un'autoblinda pesante proveniente da una frazione di Borgosesia e la cui occasionale presenza in zona non era conosciuta, colse sul retro, all'improvviso, alla distanza di trenta metri le nostre forze schierate frontalmente all'obbiettivo, provocando gravi perdite ed imponendo la ritirata che venne effettuata con calma lungo le direttrici prestabilite.
Perdite inflitte al nemico: 4 morti, 5 feriti gravi.
Perdite subite: 9 morti, 3 feriti.
Una parte dei nostri morti erano stati catturati feriti e vennero successivamente trucidati per ordine del criminale di guerra tenente Pisoni.

17 marzo
Una pattuglia del 3o battaglione della 81a brigata "Volante Loss" effettuava un'azione di controllo sulla strada Novara-Vercelli fermando tutti gli autocarri in transito. Venivano così catturati: un allievo ufficiale paracadutista della "Nembo'' e tre alpini della divisione "Monterosa". Ricuperato: un moschetto e 2 bombe a mano.

23 marzo
Una pattuglia di 5 uomini del 3o plotone della 84a brigata "Strisciante Musati", appostata sull'autostrada Torino-Milano nei pressi di Greggio apriva il fuoco su una macchina tedesca. La macchina riusciva tuttavia a sfuggire. È stata accertata la morte di un capitano tedesco e il ferimento dell'autista.

27 marzo
Tre volontari della brigata "Volante Loss" s'imbattevano, sull'autostrada Torino-Milano, in una macchina tedesca. All'intimazione di alt i tedeschi che erano a bordo aprivano il fuoco prontamente imitati dai nostri. Un tedesco che tentava di scendere dalla macchina rimaneva ucciso, mentre gli altri riuscivano a portarsi fuori tiro abbandonando sul terreno il cadavere del loro camerata. Ricuperato un mitra Beretta, una pistola ed una bomba a mano. Nessuna perdita nostra.

30 marzo
Dieci uomini del 3o battaglione della 82a brigata "Osella" appostati sulla rotabile Novara-Varallo aprivano il fuoco su un automezzo avente a bordo una ventina di militari tedeschi. Dopo mezz'ora circa di combattimento i nostri erano costretti, data l'inferiorità numerica e di armamento, al ripiegamento. Nessuna perdita nostra; da parte del nemico: 3 feriti e l'automezzo fuori uso.

31 marzo
Un volontario della brigata "Nello " ed uno della brigata "Osella" catturavano sulla provinciale Torino-Milano, due militi. Ricuperato un mitra Beretta ed un moschetto.
Il plotone comando della 118a brigata "Servadei" si recava alla stazione di S. Germano per fermare il treno proveniente da Torino. Giunto il treno in stazione i nostri tentavano di bloccare tutte le uscite ma venivano investiti da violenta sparatoria da parte della scorta al treno stesso. Venuta a mancare la sorpresa, dopo breve sparatoria i nostri desistevano dallo scopo prefisso. Il capo plotone Quargnul rimaneva ferito durante il combattimento. Risultano sei feriti tra i nemici.

2 aprile
Una squadra della brigata "Nello" sull'autostrada Torino-Milano faceva brillare una mina al passaggio di due autocarri nazifascisti. I due automezzi rimanevano fortemente danneggiati.

4 aprile
Una squadra della brigata "Nello" sull'autostrada Torino-Milano faceva saltare, a mezzo mina, un camion con a bordo fascisti e tedeschi. L'autocarro è stato completamente distrutto. Risultano finora accertati dodici morti. Nessuna perdita nostra.

8 aprile
Uomini della brigata "Nello" appostati sulla rotabile Borgosesia-Varallo aprivano il fuoco su alcuni militari che transitavano. Un milite veniva catturato ed un secondo ferito. Ricuperato un mitra, una pistola e due bombe a mano. Nessuna perdita nostra.

9 aprile
Una squadra di guastatori della brigata "Pizio Greta", in pieno giorno nei pressi della stazione di Olcenengo provvedeva alla distruzione di circa 50 metri della strada ferrata Torino-Milano.
Alcuni uomini della brigata "Nello" si portavano nei pressi di Borgosesia per attaccare un posto di blocco. Venuta a mancare la sorpresa, perché segnalati, i nostri erano costretti a desistere. Veniva però aperto il fuoco sulla sentinella fascista che rimaneva uccisa. Nessuna perdita nostra.

11 aprile
Una squadra della brigata "Strisciante Musati" fermava sull'autostrada Torino-Milano un autocarro repubblichino con a bordo un sergente della divisione "Folgore". Oltre all'autocarro Om Taurus veniveno recuperati un mitra Beretta, 48 mitra Breda, una pistola.

13 aprile
Uomini della brigata "Osella" provvedevano ad interrompere la linea telegrafica e telefonica sulla linea Novara-Varallo asportandone il filo per un totale di 360 metri.
Il comandante della brigata "Pizio Greta" ed un comandante di plotone della stessa brigata, attraversando lo stradale Novara-Vercelli si imbattevano in 4 marò della "S. Marco". Dopo qualche raffica i marò si arrendevano. Bottino: 3 fucili Mauser, una pistola e 4 biciclette.
Due volontari della brigata "Osella" prelevavano sull'autostrada Torino-Milano un milite armato di pistola. Altri due volontari della stessa brigata catturavano a Albano Vercellese un ufficiale degli alpini.

14 aprile
Venti uomini della brigata "Osella", appostati sulla strada Novara-Varallo aprivano il fuoco su di un autocarro tedesco avente a bordo una ventina di militari. Il nemico reagendo debolmente tentava di sganciarsi. I nostri provvedevano all'accerchiamento ma l'improvviso arrivo di rinforzi e di due autoblindo li costringeva a ritirarsi. Da parte nostra non si lamentano perdite. Da parte nemica risultano accertati due morti e tre feriti.
Una squadra del 1o battaglione della 82a brigata "Osella", attaccava sull'autostrada Torino-Milano un'autocolonna nemica composta di tre autocarri. Un automezzo veniva bloccato ma data l'inferiorità numerica e l'inceppamento dell'unico fucile mitragliatore i nostri erano costretti a ritirarsi. Non si conoscono le perdite nemiche. Nessuna perdita nostra.

23 aprile
Le operazioni che portarono alla liberazione della Valsesia e della provincia di Novara (parte situata a sud della rotabile Romagnano-Arona) ebbero inizio nella notte tra il 23 ed il 24 aprile 1945.
La situazione nella zona fino al 23 aprile u.s. era la seguente:
Dislocazione forze avversarie:
Varallo: n. 207 Polizei Ss. e 100 Muti;
Roccapietra: n. 10 Polizei Ss. e 40 Muti;
Quarona: idem;
Romagnano: n. 100 Polizei Ss.;
Borgomanero: n. 21 Polizei Ss. e n. 237 paracadutisti Folgore;
Cressa: n. 27 Gnr;
Oleggio: n. 68 Gnr;
Novara: n. 2500 tedeschi forze repubblicane miste n. 1200;
Borgosesia: n. 150 Polizei Ss. e 100 Muti. Dislocazione Volontari della Libertà:
n. 1 battaglione della brigata "Nello" a Boleto;
battaglione Sabotatori della 2a divisione a Boleto;
n. 1 battaglione della brigata "Osella" a Grignasco;
brigata "Musati" a Gattinara; battaglione Sabotatori della 1a divisione a Carpignano;
brigata "Volante Loss" a Ghemme; brigata "Pizio Greta" a Suno;
n. 2 battaglioni della brigata "Osella" a Cavaglio;
brigata "Curiel" a Gargallo;
n. 2 battaglioni della brigata "Nello" a Mezzomerico;
brigata "Servadei" a Borgoticino e Arona.
Le brigate " Volante Loss ", "Pizio Greta" e "Osella" avevano plotoni avanzati nei dintorni di Novara e a sud della città.
Nelle prime ore del giorno 24 aprile u.s. si ebbe notizia che i nazifascisti si predisponevano a lasciare la Valsesia.
Venne disposto il blocco della rotabile Borgosesia-Grignasco-Romagnano da parte di un battaglione della brigata "Osella"; quello delle rotabili Romagnano-Biella e Romagnano-Vercelli da parte della brigata "Musati"; quello della rotabile Romagnano-Borgomanero con la brigata "Pizio Greta"; quello della rotabile Romagnano-Novara dalla brigata "Volante Loss".
Verso le ore 4 del giorno 244 u.s. la colonna nemica veniva attaccata nei pressi di Grignasco dove lasciava 18 morti, 22 feriti e 17 prigionieri; la colonna riusciva però a raggiungere Romagnano. Nella Valsesia venivano costituiti presidi con il battaglione della brigata "Nello" già di stanza a Boleto. Il Comando di Zona si spostava da Valduggia a Cavaglio d'Agogna. Nella stessa giornata la brigata "Servadei" si portava su Arona per fronteggiare la minaccia di una colonna nazifascista costituita da gran parte delle forze nemiche già di presidio nell'Ossola e sul Verbano forte di oltre 800 uomini.
Nel tardo pomeriggio la brigata "Volante Loss" attaccava tra Romagnano e Ghemme e tra Ghemme e Sizzano la colonna nemica che si dirigeva da Romagnano a Novara. L'attacco portava alla distruzione di un carro armato, di un'autoblinda e di due camion. Il nemico ebbe quindici morti e 27 feriti mentre da parte nostra si lamentavano 5 feriti non gravi.
Avuta notizia che la colonna suddetta aveva forzato sia pure con gravi perdite il blocco della "Volante Loss", venne deciso di impiegare le forze disponibili per attaccare il forte presidio di Borgomanero.
Accerchiata la città con reparti delle brigate "Pizio Greta", "Curiel " e "Osella", veniva intimata la resa per le ore 24. Il nemico accettava di trattare e firmava la resa incondizionata alle ore 5 del giorno 25-4 u.s.
Prigionieri tedeschi 21, paracadutisti della "Folgore" 237. Notevole il bottino di armi leggere e pesanti abbondantemente munizionate.
Durante le trattative per la resa del presidio di Borgomanero vennero fatti anche i preliminari per la resa di quelli di Oleggio e Cressa. Queste località erano state nella notte circondate e bloccate da reparti delle brigate "Pizio Greta" e "Curiel" tempestivamente spostate da Borgomanero.
Alle ore 7 si arrendeva il presidio di Cressa. 27 militi della Gnr prigionieri. Notevole bottino di armi automatiche. Alle ore 10 si arrendeva il presidio di Oleggio.
68 militi della Gnr prigionieri; ingente bottino di armi leggere e pesanti. Nel pomeriggio dello stesso giorno un battaglione della brigata "Curiel" effettuava una puntata, oltre Ticino in direzione di Lonate Pozzolo incontrando forze tedesche preponderanti contro le quali iniziarono combattimento a distanza ravvicinata. La forte pressione avversaria costrinse il battaglione a ripiegare sulla riva destra del Ticino attuando il difficile sganciamento con la perdita di un solo uomo. Le perdite inflitte al nemico furono di sette morti e dieci feriti.
Un plotone della brigata "Nello" dislocato nei pressi di Cameri otteneva nello stesso giorno la resa del presidio aeronautico tedesco e repubblicano dell'aeroporto di Cameri. 112 prigionieri tra tedeschi e fascisti. Buon bottino di armi individuali.

26 aprile
Dopo i successi dei giorni precedenti veniva deciso l'investimento della città di Novara. Nella notte vengono disposte forze di tutte le brigate per bloccare, all'altezza dei sobborghi cittadini, il capoluogo.
Nella stessa notte, prima che le nostre forze blocchino la città, alcuni reparti repubblicani e fascisti abbandonano le caserme dirigendosi verso la Lombardia.
Alle ore 8, dopo aver attuato il previsto schieramento, venivano iniziate le trattative di resa con il comando tedesco di Novara. Allo scopo di maggiormente premere sul capoluogo, la brigata "Servadei" era stata sottratta all'urto della colonna nazifascista e portata nei pressi di Oleggio per essere impiegata come unità di manovra. Tutte le altre brigate partecipavano al blocco di Novara.
Le trattative di resa si conclusero nel pomeriggio del giorno 26-4 u.s. Con esse i tedeschi si dichiaravano nostri prigionieri impegnandosi a restare consegnati in caserma salvo a consegnare le armi agli alleati non appena questi fossero giunti in città.
Alle ore 18 i Patrioti entravano in città e prima di sera i principali servizi pubblici erano già nelle mani del Comando Piazza.
Con le forze fasciste veniva trattata una resa a parte che veniva accettata senza dilazioni. Deponevano le armi e passavano nostri prigionieri circa 1000 fra appartenenti alle brigate nere, Muti, Squadraccia, ecc. ecc.; ingente il bottino di armi e munizioni.
Le trattative di resa riguardavano anche la forte colonna nazifascista proveniente dal Verbano e che raggruppava gran parte delle forze nemiche provenienti dai presidi dell'Ossola e raggruppando circa 800 uomini notevolmente armati.
Degno di rilievo il fatto che le forze tedesche neutralizzate in Novara comprendevano 1500 uomini di varie specialità della Wermacht e l'intero 159o Reggimento Ss. Polizei forte di oltre 1000, di 14 carri armati pesanti e 20 autoblinde.

27 aprile
Nella giornata del 27 le brigate vennero dislocate a protezione della città particolarmente lungo le direttrici Biandrate-Novara, Fara-Novara, Oleggio-Novara e Mortara-Novara.
Sulle prime due direttrici infatti si profilava la minaccia d'una forte colonna fascista composta da circa 1800 uomini provenienti da Vercelli; sulla seconda direttrice era opportuno invece premunirsi contro una eventuale mancata accettazione delle clausole di resa da parte della colonna nazifascista proveniente dal Verbano.
Da Mortara la minaccia era rappresentata da vari forti reparti fascisti e tedeschi che si aggiravano nella zona.
Altro sbarramento venne effettuato all'altezza del ponte ferroviario e stradale del Ticino fra Trecate e Magenta; nei pressi di Magenta stazionava infatti una colonna tedesca la quale fece ben presto conoscere di non avere delle velleità offensive e di essere a contatto con il proprio comando che già trattava la resa con il Corpo Volontario della Libertà.
Nella notte tra il 27 ed il 28 la brigata "Servadei" e la brigata "Curiel" oltrepassarono il Ticino provenienti da Oleggio e dirette a Busto Arsizio.
Tedeschi della Luftwaffe opposero resistenza nei pressi di Turbigo dove vennero respinti con perdite.
Le nostre brigate ripresero contatto con il nemico a Turbigo e Lonate Pozzolo dove imposero la resa al locale presidio aeronautico tedesco.
Prigionieri ed ingente bottino di armi.
Tra Lonate e Busto la stessa colonna trattò la resa con 800 tedeschi incaricando le formazioni locali delle operazioni di disarmo.
Verso le ore 17 le due brigate, rafforzate da un battaglione della "Volante Loss", entrarono in Milano accolte con entusiasmo dalla popolazione.
Nella stessa notte la brigata "Osella" dislocata nei pressi di Cesto, veniva in contatto in vicinanza di Castellazzo con la già menzionata colonna fascista proveniente da Vercelli decisa ad aprirsi un varco con le armi per raggiungere Como.
Malgrado la notevole sproporzione di forze e di armamento la colonna venne bloccata dal deciso attacco dei volontari della brigata "Osella" che costrinsero l'avversario ad arroccarsi all'abitato di Castellazzo.

28 aprile
Nella notte tra il 27 e il 28, approfittando del fatto che la colonna proveniente dal Verbano aveva accettato le condizioni di resa già firmate dal comando tedesco di Novara ed aveva raggiunto senza incidenti la città consegnandosi in caserma e che ogni minaccia da parte di forze nemiche provenienti dalla provincia di Pavia aveva perso consistenza, si provvide a spostare i reparti delle brigate "Pizio Greta", "Musati" e "Osella" intorno all'abitato di Castellazzo bloccandolo.
Durante la giornata vennero iniziate da parte dei comandanti delle brigate assedianti trattative di resa che non approdarono ad alcuna conclusione.
Nella stessa giornata forze tedesche della Ss Polizei, venendo meno alle clausole contenute nel trattato di resa, tentarono di forzare il blocco della città tenuto dalla brigata "Volante Loss".
Il nemico impiegò a tale scopo 2 carri armati pesanti 2 autoblinde ed alcune autocarrette blindate cercando con tali forze di stabilire un saldo controllo della rotabile Novara-Veveri e dell'imbocco dell'autostrada Torino-Milano.
Il tentativo venne sanguinosamente respinto ed i tedeschi lasciarono nelle mani della brigata "Volante Loss", 2 carri armati pesanti ed 1 autoblinda leggera; 1 autoblinda pesante venne distrutta.
Il nemico ebbe 8 morti contro 1 da parte nostra.
Il battaglione guastatori della 1a divisione, dislocato nei pressi del fiume Sesia sull'autostrada catturava senza combattere 150 prigionieri tedeschi autocarrati.

29 aprile
Alle ore 7 del mattino veniva imposta la resa alle forze fasciste arroccate in Castellazzo.
Il nemico veniva immediatamente disarmato ed avviato in campi di concentramento a Novara.
La forza della colonna ammontava a oltre 1700 uomini della Muti brigata nera, granatieri della Guardia, divisioni Italia, Monterosa, oltre a civili repubblicani.
L'armamento, automatico leggero e pesante, considerevole.
Notevole il numero degli automezzi per la maggior parte in efficienza.

30 aprile
Giunge in città una rappresentanza del comando Alleato che prende contatto con il comando tedesco per la convalida delle trattative di resa dei tedeschi stessi già sottoscritte con il nostro comando.
Nelle giornate successive le brigate vennero schierate lungo il Sesia a Romagnano, Carpignano e Biandrate col compito di evitare eventuali sorprese da parte di forze tedesche provenienti da occidente e concentrate a nord-est di Salussola.
Le forze suddette si arresero successivamente alle forze americane nel frattempo sopravvenute.
Attualmente non si registra nella zona da noi controllata alcuna resistenza controllata.
Proseguono le operazioni di rastrellamento di elementi fascisti e sbandati.
I risultati ottenuti nel breve ciclo di operazione nella Valsesia e nel Novarese dai garibaldini sono i seguenti:
- neutralizzazione e cattura di tutte le forze nazifasciste dislocate in Valsesia e nella parte della provincia di Novara sottoposta al nostro controllo;
- neutralizzazione e cattura dei reparti nazifascisti provenienti dai presidi dell'Ossola, Cusio e Verbano e sfuggiti al controllo delle formazioni di volontari dipendenti dal Comando Zona Ossola;
- neutralizzazione e cattura delle forze fasciste sfuggite da Vercelli al controllo delle formazioni locali e biellesi
- liberazione delle località comprese tra il ponte del Ticino di Busto Arsizio e cattura delle forze tedesche ivi dislocate
In totale:
- Tedeschi: prigionieri 3779; morti 48; feriti 32;
- Fascisti: prigionieri 3644; morti 25; feriti 31.


Zona "Biellese"

2 gennaio
Una colonna di circa 200 uomini scelti della repubblica (arditi ufficiali) inizia una puntata nella zona della Bessa partendo da Cerrione e Salussola e dirigendosi verso Zimone. L'armamento di questi reparti era molto forte e comprendeva 4 carri armati leggeri. A Salussola in un incidente occasionale tre nemici restano uccisi. Verso le ore 15 avvengono i primi contatti con elementi della 75a brigata Garibaldi, i quali lasciati passare i carri armati attaccano la fanteria nemica. Verso sera le fanterie nemiche entrano in Zimone, dopo aver subito un secondo attacco da parte dei garibaldini della 75a. Il giorno successivo la colonna nemica ancora suddivisa in due prende la via del ritorno verso Cerrione e Salussola subendo nel tragitto un terzo attacco garibaldino. Da parte nostra si ebbero a lamentare nel complesso 4 feriti di cui due della 75a brigata e due della brigata G[iustizia e L[ibertà] biellese. Il nemico ebbe il giorno 2 sei ufficiali morti e 8 feriti; il giorno 3 altre perdite non precisate, ma specificabili in un minimo di 2 morti.

3 gennaio
Altre forze nemiche per circa 700 uomini tra russi tedeschi e pochi fascisti eseguono nella zona della Serra un'azione più vasta. Colonne nemiche muovono all'alba dalle basi di Bollengo, Burolo, Chiaverano, Borgofranco, Mongrando, Cerrione verso la zona in cui sono dislocate la 75a e la 76a brigata Garibaldi. La colonna che da Bollengo punta su Torrazzo è impegnata da un distaccamento della 76a brigata che ne ritarda di parecchie ore l'avanzata. La colonna che da Borgofranco punta attraverso Andrate e Donato su Sala è impegnata presso Scalveis da un distaccamento della 76a brigata. La colonna proveniente da Mongrando verso Sala è nettamente arrestata da un reparto della 75a brigata sotto Sala, un'altra colonna pure proveniente da Mongrando è attaccata da altro reparto della 75a brigata, che mette fuori combattimento un autocarro ed arresta il procedere del nemico. Dal nord i nemici giungono in Sala, Torrazzo, Zubiena, dove si infliggono da sé un morto e sei feriti. Alla sera le varie colonne si portano a Mongrando dove si apprestano a difesa.
Nostre perdite: 75a nessuna; 76a 5 morti. Perdite nemiche: 2 morti e una decina di feriti da parte della 76a e 11 morti e una ventina di feriti da parte della 75a. Il nemico, che è rimasto poi in zona per alcuni giorni, ha abbondantemente rastrellato galline, orologi apparecchi radio, burro ecc.; una donna violata nel sobborgo di Mongrando.

8-9 gennaio
In previsione di concentramenti offensivi di forze nemiche in Biella la 2a brigata fa saltare i ponti presso Cerreto Castello della ferrovia Biella-Novara e presso Salussola della ferrovia Biella-Santhià.

11 gennaio
Un garibaldino [della 12a divisione] cattura un sergente della repubblica armato di pistola.
Iniziando il nemico un suo ampio spiegamento offensivo nella zona della 2a brigata, una sua colonna sorprende un distaccamento in trasferimento nell'alta Valle Cervo. I nostri uomini colti in terreno scoperto da fuoco incrociato di armi automatiche pesanti tengono testa al nemico per oltre un'ora infliggendogli 8 perdite. Sono da deplorare da parte nostra 4 morti, 11 prigionieri (tutti più o meno feriti), 5 feriti di cui uno abbastanza grave.
Ottimo il comportamento del reparto nelle difficili condizioni. Nello smistamento dei feriti si sono veramente distinte le compagne del Fronte della Gioventù di X.
Durante l'attacco subito in alta Valle Cervo da un reparto della 2a brigata si sono distinti il caposquadra Cip-Cip che è eroicamente caduto senza arretrare di un passo nel proteggere la ritirata dei compagni, il garibaldino Bill che, caduto il mitragliere, continuava fino all'ultimo il fuoco con il fucile mitragliatore e l'infermiere Rus, che veniva colpito a morte mentre si lanciava al soccorso del comandante del distaccamento ferito.
Nella notte tra l'11 e il 12 gennaio notevoli forze nemiche cominciavano a concentrarsi in Biella mentre giungevano notizie che il famoso rastrellamento stava per iniziarsi.
Il giorno stesso venivano arrestati in Biella, pare a seguito di indicazioni di un prigioniero, quasi tutti i nostri informatori.
Dall'11 gennaio il nemico esegue un notevole spiegamento di forze tutto intorno alla zona della 2a brigata dall'alta Valle Cervo per Biella e Cossato in valle Mosso. I reparti della 2a brigata escono dalla zona nella notte tra il 13 e il 14. Durante questa operazione un reparto si scontra presso Piatto con forze nemiche e le mette in fuga causando 7 morti e numerosi feriti. Nessuna perdita nostra.
Anche il Comando [del Raggruppamento divisioni "Garibaldi" Biellesi] ha effettuato lo stesso movimento ed [è giunto] in nottata presso la 75a passando più volte sui piedi di presidi fascisti che ora sono disposti un po' dappertutto in quella zona.

12 gennaio
Una pattaglia [della 12a divisione] comandata dal garibaldino Brenta viene rafficata nei pressi di Massazza da scariche di mitra provenienti da una Topolino. Due garibaldini cadono feriti leggermente. I superstiti rispondono al fuoco con tanta efficacia da annullare quello nemico. Risultato: un tenente ed un maresciallo maggiore tedeschi uccisi. Recuperati: due mitra Beretta, due pistole automatiche, una bomba a mano.
Il garibaldino Marusca della Polizia [della 12a divisione] cattura un sergente repubblicano armato di pistola Beretta.

14 gennaio
Una pattuglia del distaccamento "Lupo" al comando del comandante Plutone attacca il casello dell'autostrada di Balocco. Con un fuoco nutrito di due mitragliatori i nostri riuscivano a mettere fuori uso una mitragliatrice pesante ed il faro. Le perdite del nemico sono rilevanti.

15 gennaio
Reparti della 2a brigata attaccavano presso Cerrione un'autocorriera carica di tedeschi e qualche repubblicano. Sei tedeschi tutti sottufficiali sono nostri prigionieri, 13 fra tedeschi e fascisti morti (tra questi un capitano tedesco). Da parte nostra un ferito grave. Catturati: 1 fucile mitragliatore tedesco con munizioni, un mitra tedesco, uno sten, 8 fucili tedeschi oltre varie pistole, bombe a mano ecc. I tedeschi hanno minacciato di bruciare Cerrione se non vengono restituiti tutti gli uomini con le armi. Il Vescovo di Biella è intervenuto per trattare gli scambi di prigionieri.

16 gennaio
Una colonna di tedeschi e fascisti favorita dalla nebbia giungeva verso le ore 14 nel paese di Zimone sfuggendo ad ogni avvistamento; in Zimone e dintorni si trovavano reparti della 75a brigata e della 2a brigata. Ne nacquero confuse sparatorie, durante le quali noi perdemmo un garibaldino della 75a. Il nemico ha avuto sei morti tedeschi. Ignoto il numero dei fascisti morti e dei feriti.

17 gennaio
Nella mattinata il maggiore Mac Donald, comandante la Missione [Cherokee], malgrado lo si volesse dissuadere, partiva per un'ispezione nel Canavese. Imbattutosi il suo piccolo gruppo in Magnano con una colonna nemica, egli veniva catturato; due elementi italiani della Missione venivano uccisi e un garibaldino ferito e catturato.
Una colonna nemica si spingeva da Cerrione nella Bessa. Violentemente attaccata e costretta ad asserragliarsi nel mulino di Vermogno, veniva salvata dal completo annientamento dal sopraggiungere di rinforzi con artiglierie. In questa azione i garibaldini della 75a non hanno avuto perdite. Perdite denunciate dal nemico: 12 tedeschi morti; non si conosce il numero dei feriti né le perdite fasciste.

21 gennaio
In Mongrando è stato fatto in forma solenne lo scambio dei prigionieri. È stato un buon successo propagandistico, tanto più che i tedeschi hanno in tutte le maniere mostrato il loro supremo disprezzo per i fascisti.
Un altro sottufficiale tedesco è stato catturato [alla] sera in Biella da elementi della 2a brigata.

24 gennaio
Una pattaglia comandata dal commissario politico Cobra della 50a brigata, gruppo "Lazzarotto", effettua il taglio di numerosissimi pali telefonici lungo lo stradale Torino-Trino-Casale.

25 gennaio
Nei pressi di Villata una pattuglia della 50a brigata è attaccata da una dozzina di tedeschi: nel rapido combattimento trova la morte il garibaldino Flecchia e due altri rimangono gravemente feriti. Da parte nemica due morti ed alcuni feriti.

27 gennaio
Un distaccamento in formazione della 109a brigata sottrae una mitragliatrice S. Etienne dal presidio di Carpignano Sesia ed un camioncino 1100. Rientrando in zona viene attaccato a Crocemosso dal presidio e perde la mitraglia ed il camioncino conquistati precedentemente.

28 gennaio
Una pattuglia di nove garibaldini [della 12a divisione] comandati dal vice comandante Wladimir che sostava nella cascina Merletto di Candelo veniva sorpresa da una colonna di una sessantina di nazifascisti. Le nostre sentinelle aprivano il fuoco sul nemico permettendo ai garibaldini di mettersi in postazione. Lo scontro durava dieci minuti e dopo una intensa sparatoria i nostri costringevano il nemico a ritirarsi portandosi dietro alcuni feriti ed un morto. Da parte nostra nessuna perdita.
Due pattuglie [della 12a divisione] al comando del vice comandante di gruppo Gat che si trovavano nelle vicinanze delle cascina Merletto, avuto sentore dell'attacco si portavano velocemente a tergo del nemico ed attaccavano decisamente la colonna nazifascista, mentre questa si ritirava dalla cascina.
Nel violento scontro i nostri riuscivano ad isolare una pattuglia di due fascisti ed un tedesco: questi si asserravagliavano in un cascinale tallonati dai nostri. Dopo un breve corpo a corpo, dove si distinse il v.c. Gat ed il garibaldino Feroce, i nostri riuscivano ad impadronirsi di un fucile mitragliatore e di due moschetti. Un tedesco ed un fascista uccisi. Sopraggiunti rinforzi nemici da quattro direzioni le nostre pattuglie si sganciavano sparando.
Oltre ai due morti i nemici ebbero 5 o 6 feriti ed un cane poliziotto ammazzato. Fra i nostri un ferito leggero.
Presso il comando della 50a brigata due agenti della polizia partigiana portano un milite della brigata nera catturato nei pressi di Lessona. Fascista del 19. Giustiziato. Recuperato un moschetto e pistola.
Tre garibaldini del gruppo "Acquadro" della 50a brigata penetrano in Biella e catturano un maggiore tedesco.
Una pattuglia della 12a divisione comandata dal garibaldino Blek cattura 6 repubblicani armati di moschetto in quel di Crosa.
[12a divisione]. Attacco alla caserma del presidio del Lanificio Valle di Cossato, con cattura di 30 repubblicani fallito in seguito a morte gloriosa del garibaldino Tedesco e della conseguente fuga dei catturati. Bottino: una cassetta munizioni per mitragliatore.
Tre garibaldini del gruppo "Lazzarotto" della 50a brigata, al comando del commissario politico Cobra, catturano a Quinto Vercellese un sergente del battaglione S. Marco.
Il capo di stato maggiore della 50a brigata Efisio con 4 garibaldini preleva e giustizia il segretario comunale reo confesso di spionaggio a Quinto Vercellese. Tale spia era stata segnalata dal Cln di Vercelli.
Il c.p. Cobra con garibaldini del gruppo "Lazzarotto " si reca nei pressi di Balocco e quivi attacca fortemente un camion con rimorchio carico di Gnr. Risultato: numerose le perdite nemiche non controllate. La medesima pattuglia infila nel presidio di Balocco tre colpi di bombarda, causando perdite fra gli uomini del presidio.

29 gennaio
[Battaglione "Vercelli"]. Sabotata la stazione di Saluggia: scambi e impianti di stazione. Interrotta la linea Torino-Milano tra Bianzè e Tronzano. Interrotta la linea Torino-Milano tra Olcenengo e San Germano. Sabotata completamente la stazione di Livorno Ferraris.
[12a divisione]. Un carro che trasportava due feriti ed una garibaldina venne circondato dai fascisti. Il pronto intervento e l'audacia del commissario politico Moschetto permettono ad un ferito ed alla garibaldina di sfuggire alla cattura. Il conducente e l'altro ferito riescono a mascherare la loro identità.
[50a brigata]. Azione di disturbo sul casello dell'autostrada all'altezza di Balocco. La reazione nemica è fortissima tanto da poter riscontrare l'aumento di armamento effettuato a causa dell'attacco del 14 gennaio. La nostra pattuglia era guidata dal capo di stato maggiore Efisio. Perdite nemiche: 3 feriti accertati.

30 gennaio
[12a divisione] Presso Greggio attaccato un autocarro nemico: 78 fascisti morti altri feriti.
[Battaglione "Vercelli"] In Vercelli vengono uccisi due agenti di Ps e ferito il commissario Narducci. Attaccato presso Carisio un carro con 5 fascisti: 2 prigionieri, 3 mitra catturati.

31 gennaio
[Battaglione "Vercelli"] Sabotata la stazione di S. Antonino. Interrotta la linea Torino-Milano tra Olcenengo e S. Germano. Abbattuta presso Vercelli una fondamentale piramide di alta tensione. Interrotta la linea Torino-Milano tra Torrazza e Saluggia.

1 febbraio
[Battaglione "Vercelli"] Fatto saltare un treno (locomotiva e sette vagoni) tra Torrazza e Saluggia. Interrotta la linea Torino-Milano tra Bianzè e Tronzano.
Mentre un garibaldino del servizio centrale di polizia si trovava in permesso a casa, la sua abitazione viene visitata da due repubblicani e un agente di Ps., che minacciano la moglie. Il garibaldino attacca i 3 fascisti e li mette in fuga a raffiche di sten. Uno degli aggressori è ucciso, un altro ferito (Chiavazza).
[Battaglione "Vercelli"] Presso Santhià vengono colpiti due tedeschi. Sabotata la stazione di Tronzano. Interrotta la linea Torino-Milano tra Torrazza e Saluggia. Interrotta la linea Torino-Milano tra Olcenengo e S. Germano. Interrotta la linea Torino-Milano tra Livorno Ferraris e S. Antonino.
Una pattuglia del gruppo "Lazzarotto " al comando del commissario politico Cobra si reca a Quinto Vercellese e si porta al posto di avvistamento dell'Aeronautica, preleva il vestiario completo di 11 soldati.
Una pattuglia del battaglione "Vercelli" della 75a attacca presso Carisio una pattuglia nemica catturando 2 mitra e 3 moschetti, uccidendo 2 fascisti e ferendone 3.

3 febbraio
L'instancabile pattuglia Cobra tende lungo l'autostrada un'imboscata a due camion carichi di militi. I camion sono centrati in pieno. Segni evidentissimi di risultati raggiunti perché gli uomini cadono. La reazione nemica è forte e la pattuglia deve "sganciare".
I garibaldini Fulmine e Croc [della 12a divisione] catturano un sottotenente repubblicano.
Lungo l'autostrada oltre Greggio garibaldini al comando del c.p. Cobra del gruppo "Lazzarotto" della 50a brigata attaccano un camion di militi. La nutrita sparatoria dei nostri provoca la morte di 78 fascisti ed il ferimento di numerosi altri.
I repubblicani attaccano di sorpresa una pattuglia [della 109a brigata] comandata dal garibaldino Badoglio, alla Sella di Trivero. La pronta reazione dei nostri dà come risultato due repubblicani feriti gravemente.
[Battaglione "Vercelli"] Interrotta la linea Torino-Milano tra Bianzè e Tronzano.

4 febbraio
Un distaccamento della 109a dopo violento combattimento cattura presso Trivero un ufficiale e 6 briganti neri con 3 mitra, 4 moschetti, pistole e bombe.
[Battaglione "Vercelli"] Scontro di pattaglie in S. Damiano: un ferito nostro, 1 morto nemico. Ucciso o ferito in Santhià un milite della Muti. Giustiziata a Santhià una spia. Interrotta la linea Torino-Milano tra Santhià e S. Germano. Scontro di pattuglie presso Borgo d'Ale: 2 nemici morti.
Il distaccamento "Pionieri" della 109a brigata al comando del garibaldino Badoglio dopo vivace combattimento nei pressi dell'asilo Cerino Zegna di Trivero cattura il tenente comandante il presidio di Crocemosso più 6 briganti neri. Bottino: tre mitra Beretta, quattro moschetti, pistole, bombe a mano.

5 febbraio
Il garibaldino Aquila della 109a brigata sorprende un repubblicano nell'atto di rubargli un coniglio e lo fredda a colpi di mitra. Bottino: un moschetto.
Alla Piana di Trivero una pattuglia del distaccamento "Pionieri" della 109a brigata si scontra con un pattuglione nazifascista. All'intimazione di resa da parte del nemico i garibaldini aprono prontamente il fuoco: nel vivace combattimento che ne segue un garibaldino rimane ferito, mentre il nemico lascia sul terreno: 5 morti (due tedeschi e tre fascisti).
Automezzo nemico i cui uomini erano stati attaccati alla Piana di Trivero viene centrato in pieno in un'imboscata, dal fuoco delle armi del distaccamento "Dedè" comandato da Furia. Le perdite del nemico sono: 6 morti, numerosi feriti.
A Masserano l'agente della polizia partigiana [della 12a divisione] Freccia cattura due militi dell'Op armati di moschetto.
[12a divisione] Un repubblicano catturato e poi scambiato, abbandonava le file della Gnr e ritornava da noi portandoci un mitra Beretta, due moschetti ed alcune bombe a mano.

6 febbraio
Sull'autostrada viene aperto il fuoco da parte dei garibaldini della 12a con evidenti risultati su un motocarrozzino nemico: almeno 3 feriti.
Presso Curino una forte colonna nemica cade in un'imboscata tesa da garibaldini della 12a e subisce 4 morti e 3 feriti. Il garibaldino Menelik del gruppo "Fausto Acquadro" in Ponderano armato di mitra "Nedo" cattura due fascisti: bottino: due moschetti, tre bombe panchester, due Breda. I due fascisti vengono giustiziati.

9 febbraio
Tra Buronzo e Gattinara una squadra della 50a brigata in appostamento apre il fuoco sull'ultimo di tre autocarri nemici. La colonna si allontana lasciando tracce di sangue sullo stradone. Informazioni confermano notevoli le perdite nemiche.
[12a divisione] I garibaldini Cervo e Zebrotto portatisi nella stazione ferroviaria di Salussola catturavano un marò della X Mas. Il marò che aveva partecipato a decine di rastrellamenti viene giustiziato.

10 febbraio
Garibaldini della 12a continuano il sabotaggio telegrafico e telefonico verso Vercelli.
Una pattuglia della 75a brigata ferma un treno merci sulla ferrovia Torino-Milano, cattura 3 tedeschi e un sottufficiale repubblicano che scortavano il treno stesso e sganciata la locomotiva, la lanciavano vuota sulla linea.

11 febbraio
Una pattuglia del gruppo "Fausto Acquadro" guidata dal comandante Brenta attacca il posto di blocco di Biella sulla rotabile Biella-Occhieppo Inferiore, con un Piat e mitragliatore. Il nemico ha subito sicuramente delle perdite. Sette fari frantumati. L'intervento di rinforzi ha impedito la cattura del blocco.

12 febbraio
Presso Quaregna elementi della 110a catturano due repubblicani armati di moschetto.
Una pattuglia della 12a in collaborazione con garibaldini di Moscatelli cattura presso Serravalle Sesia due sottufficiali della repubblica con due mitra.

13 febbraio
Sullo stradale Masserano-Buronzo una pattuglia di 10 garibaldini [del gruppo "Lazzarotto"] comandata dal commissario politico Cobra tendeva un'imboscata ad un camion di fascisti. La violenta e rapidissima azione dei nostri faceva sicuri 7 feriti 4 dei quali gravemente. Da fonte attendibile risulta che i 4 sono morti ed i tre sono stati medicati a Buronzo.
15 garibaldini del battaglione "Vercelli" catturano il presidio di Bianzè: 6 morti e 6 prigionieri.

14 febbraio
Una pattuglia del battaglione "Vercelli" infligge 4 morti ai fascisti presso Borgo d'Ale.
Elementi della 2a rientrati in sede (Bioglio) infliggono al nemico 1 morto e 6 feriti.

15 febbraio
Un'autocolonna nemica composta di una macchina e 3 autocarri di cui uno con rimorchio è segnalata presso Trivero diretta a Coggiola. Garibaldini della 110a e della 109a preparano l'imboscata. Sotto il violento fuoco un autocarro si capovolge; il nemico riesce tuttavia a sganciarsi con gli altri autoveicoli non senza aver subito 23 morti accertati e una trentina di feriti. Quattro garibaldini prigionieri evadevano durante il combattimento. Nel frattempo altri reparti preparavano una seconda imboscata ai resti della colonna che procedeva appiedata in formazione di sicurezza. Sotto il fuoco il nemico perdeva altri 7 morti e 10 feriti. L'azione è pateticamente descritta sul giornale fascista di Biella che accusò il duro colpo.

17 febbraio
Una pattuglia del battaglione "Vercelli" cattura a Costanzana 6 briganti neri ricuperando le loro armi.

18 febbraio
Elementi del battaglione "Vercelli" catturano in Vercelli due posti di blocco facendo una ventina di prigionieri e catturando 11 mitra e 10 moschetti.
La 2a brigata è attaccata a Camandona e respinge l'attacco con un caduto nostro, un morto e due feriti nemici.

19 febbraio
Una pattuglia della 50a brigata attacca sulla strada Biella-Vercelli un automezzo nemico uccidendo 4 fascisti e ferendone due.
A Costanzana elementi del battaglione "Vercelli" infliggono al nemico 4 morti e 1 ferito e ricuperano 1 sten e 4 moschetti.
Elementi della 2a attaccano il presidio della ditta Piaggio di Pavignano: catturano 4 fascisti e 1 tedesco, 1 fucile mitragliatore, 1 mitra, 13 moschetti.

20 febbraio
Due spie giustiziate dalla 50a brigata.
Sulla strada Torino-Vercelli garibaldini della 12a abbattono parecchi pali telefonici. Dispostili attraverso la strada attaccano la prima macchina, un'autocarretta con 8 repubblicani, che vi cozza dentro. Alcuni nemici cadono, altri fuggono. Impossibile il ricupero delle armi a causa del sopraggiungere di un'autocolonna.
Garibaldini della 12a tagliano la linea telefonica tra Trino e Vercelli.
Presso Netro elementi del battaglione "Vercelli" colgono una colonna nemica in imboscata e al prezzo di un ferito infliggono al nemico 7 morti e 20 feriti.
Elementi dello stesso battaglione annientano il presidio ferroviario di Santhià: 32 prigionieri, 3 mitragliatrici, 3 mitra, 1 mortaio da 45 e 26 moschetti.

21 febbraio
Elementi del battaglione "Vercelli" catturano presso Santhià un tedesco armato di mitra. Elementi dello stesso battaglione fanno saltare un treno tra San Germano e Santhià e ne fanno deragliare un altro nella stazione di Olcenengo: su quest'ultimo catturano 5 tedeschi e 2 fascisti e uccidono un tedesco.

22 febbraio
Elementi del battaglione "Vercelli" prelevano a Santhià tre alpini con 2 moschetti e 1 mitra.
Elementi dello stesso battaglione distruggono una locomotiva nella stazione di Brianco.
Circa 500 nemici attaccano Sala e Torrazzo dove sono un battaglione ("Bixio") della 75a e un battaglione della 76a. Il combattimento dura fino a sera, quando i nostri reparti si sganciano in ordine e senza perdite, mentre le perdite nemiche sono almeno una trentina.
Un attacco non grande (80 uomini) è pure effettuato da Valle Mosso contro la 2a brigata, l'attacco è nettamente respinto e il nemico in fuga è accolto dal fuoco del presidio di Valle Mosso e subisce in complesso 6 morti e molti feriti abbandonando parecchio materiale sul campo; nessuna perdita nostra.

23 febbraio
Un gruppo di 30 operai dello stabilimento Piaggio di Vigliano Biellese, in accordo con la 2a brigata, sabota gli impianti della fabbrica e raggiunge poi le formazioni partigiane.
Elementi del battaglione "Vercelli" incendiano in stazione San Germano Vercellese 3 vagoni di materiale diretto in Germania.
Sabotatori della 2a brigata interrompono in 5 punti la ferrovia Biella-Novara e abbattono molti pali del telegrafo.
Allo scopo di alleviare la pressione nemica insistente sulla zona della 75a brigata la 2a brigata che era rientrata in sede insieme anche a un distaccamento della 75a inizia una serie di operazioni offensive e difensive. Alla sera una pattuglia attacca un posto di blocco di Biella. Intensa la reazione nemica che invia rinforzi di fronte ai quali la pattuglia si ritira con un ferito leggero mentre le certe perdite nemiche restano imprecisate. Nella stessa sera un altro posto di blocco di Biella è attaccato e 3 colpi di lanciagranate colpiscono il fabbricato dando sicure gravi perdite al nemico, tanto più che il fabbricato stesso prende fuoco. Intensa la reazione nemica, peraltro inutile.

24 febbraio
Una pattuglia della 50a brigata cattura al posto di blocco di Biella verso Ponderano 5 militi con un mitragliatore, un mitra e 7 moschetti.
Alla sera un'azione di disturbo è effettuata contro un altro posto di blocco ed è tagliata la ferrovia Biella-Valle Mosso. Contemporaneamente deboli forze della 2a occupano Andorno Micca e tagliano la ferrovia che l'unisce a Biella.

25 febbraio
Una pattuglia della 50a brigata cattura presso Massazza un autocarro tedesco con l'autista.
Due distaccamenti della 110a brigata assediano il presidio di Valle Mosso. Con azioni di disturbo infliggono al nemico 2 morti e 5 feriti. Il giorno successivo una colonna nemica sale per liberare il presidio ma è respinta e perde due morti e un ferito. Catturato un moschetto. Da parte nostra due feriti leggeri. Successivamente nuovi rinforzi con artiglierie riescono a sbloccare Valle Mosso.
In Tronzano viene catturato un olandese della marina tedesca da elementi del battaglione "Vercelli" (un moschetto).

26 febbraio
Una pattaglia della 109a brigata cattura un posto di blocco a Trino Vercellese (9 prigionieri), ricuperati 7 moschetti, un mitra e una pistola.
Elementi del battaglione "Vercelli" catturano su un treno sulla Torino-Milano 3 tedeschi e 1 fascista (1 mitra, 2 moschetti alcune pistole).
Una pattuglia della 50a brigata in uno scontro presso Sandigliano uccide un ufficiale e un milite della Gnr ricuperando 2 mitra.
Una pattuglia della 50a brigata attacca sulla strada Biella-Vercelli un'autoblinda e una macchina. L'autoblinda fugge, mentre i componenti l'equipaggio della macchina (tre sottufficiali di cui due tedeschi) viene catturato con due mitra e un moschetto.
Forti contingenti nemici attaccano presso Trivero le posizioni tenute da due distaccamenti della 12a. Sotto il fuoco delle artiglierie i nostri ripiegano lentamente combattendo. Il combattimento dura fino a sera e costa al nemico una quindicina di perdite. Cinque perdite nostre. Nel frattempo interveniva nella lotta un distaccamento della 110a che attaccava il tergo di una delle colonne attaccanti. Verso sera il nemico si dirige verso Coggiola, ma lungo la strada è nuovamente attaccato in imboscata e subisce altre 5 perdite.
Un distaccamento della 110a brigata si scontra presso Ponzone con una colonna nemica e le infligge alcuni feriti. Un'altra squadra nostra mentre si dirige verso il luogo di questo scontro cade in un'imboscata e perde 6 uomini; 2 morti e 4 prigionieri feriti. Anche il nemico però riporta 4 perdite.
Si scatena la reazione nemica sia contro il distaccamento in Andorno Micca che contro Camandona e dintorni, sede della 2a brigata. Entrambe le azioni sono condotte dal nemico senza risparmio di mezzi (mitragliere da 20 mm., mortai da 81, cannoni da 47 e da 88). In Andorno il nostro distaccamento si fa sorprendere, malgrado la segnalazione di allarme. Tuttavia i garibaldini combattono veramente bene contro forze enormemente superiori e si difendono nell'interno del fabbricato e del paese. Le nostre perdite sono gravi (1 morto e 11 prigionieri in gran parte feriti), ma le perdite nemiche sono di molto superiori: da confessioni nemiche i tedeschi e i fascisti hanno avuto 63 uomini fuori combattimento tra morti e feriti. Nel frattempo si sviluppa l'attacco principale su Camandona e Callabiana. Una colonna proveniente da Valle Mosso giunge fino alle prime case di Camandona, ma qui è contrattaccata e respinta ad asserragliarsi in un fabbricato industriale in valle. Un'altra colonna è arrestata fuori Veglio Mosso dal distaccamento della 75a. Una terza colonna giunge fino alle prime case di Callabiana, ma ne è successivamente respinta. A questo punto il nemico desiste dall'attacco e si accontenta di fare un intenso fuoco di artiglieria. Nel frattempo tuttavia fa accorrere ingenti rinforzi che aggirano il nostro schieramento da Andorno Micca. Di fronte a ciò i nostri reparti ripiegano verso la montagna.

27 febbraio
Il distaccamento "Les" della75a è nuovamente attaccato da forze superiori e perde 3 garibaldini sacrificatisi eroicamente per proteggere la ritirata del grosso: catturati feriti sono seviziati e uccisi. Il complesso delle nostre forze, risalito in montagna, ne esce successivamente in ordine e si porta verso la zona della 75a, dove tuttora si trova, mentre il nemico fa affluire nuove forze, convinto di circondare la brigata in montagna da Valle Sesia, Valle Sessera, Valle Ponzone, Valle Strona e Valle Cervo. La radio ha annunciato questo accerchiamento e ancora adesso l'assedio al vuoto continua. Pare che il nemico impieghi in questo assedio circa 1.500 uomini. In questi combattimenti di Camandona e dintorni noi abbiamo perso: 1 morto e 8 feriti di cui 4 catturati (compresi quelli del distaccamento della 75a). Il nemico ha subito perdite che devono essere fatte ammontare ad almeno 110 uomini oltre a quelli di Andorno.
2 garibaldini della 109a brigata attaccano presso Livorno Ferraris un autocarro carico di 6 tedeschi. Fuggiti i tedeschi i due garibaldini si impadroniscono dell'autocarro e lo portano in un luogo dove vengono asportate le ruote e sabotato il motore.
Elementi Sap tagliano il cavo telefonico Torino-Biella.
Un camion nemico cade tra Coggiola e Pray in un'imboscata tesagli da garibaldini della 12a divisione e perde 20 uomini morti.

febbraio
[50a brigata]. Sono continuate le azioni di sabotaggio sulle linee telefoniche e telegrafiche sulla rotabile da e per Vercelli. Comanda la pattuglia il capo di stato maggiore Efisio.

1 marzo
Una pattuglia della brigata Gl attacca in località Baraccone una macchina nemica che, colpita, si allontana con due feriti a bordo.
Garibaldini della 110a attaccano presso Pray una colonna nemica reduce da un rastrellamento e le infliggono numerose perdite.

2 marzo
Elementi della brigata Gl tagliano il cavo telefonico Torino-Milano-Laghi.

3 marzo
Elementi della polizia centrale tagliano i cavi telefonici tra Ronco e Biella e tra Vigliano e Biella. Requisiscono un autocarro carico di lana destinata al Magazzino militare centrale vestiario ed equipaggiamento di Milano (strada Biella-Cossato).

4 marzo
Sabotatori della brigata Gl fanno saltare un treno militare tedesco sulla Torino-Milano. La locomotiva è distrutta con 5 vagoni. Una trentina di prigionieri che erano sul treno evadono.
Una pattuglia della brigata Gl uccide sull'autostrada due motociclisti della San Marco. Impossibile il ricupero delle armi a causa del sopraggiungere di automezzi nemici. Anche su questi fu aperto il fuoco ma con esito ignoto.

6 marzo
Una colonna nemica in movimento tra Zimone e Salussola è attaccata da una pattuglia della brigata Gl. Il nemico fugge lasciando sul terreno 4 morti, 2 feriti gravi, 3 prigionieri, 2 autocarri, un fucile mitragliatore, 7 moschetti, pistole e bombe a mano. In seguito a questo brillante attacco il nemico sfogò la sua ira con le feroci fucilazioni di Salussola.

7 marzo
Presso Massazza si verifica un violento scontro tra reparti repubblicani ed elementi della 50a brigata. Il nemico subisce 3 morti e 4 feriti. Nessuna perdita nostra.

11 marzo
Elementi Sap interrompono la linea ferroviaria Biella-Santhià.
La polizia centrale giustizia a Cossato una spia.

12 marzo
Una pattuglia della brigata Gl attacca sull'autostrada una grossa macchina nemica. La macchina viene distrutta e dei suoi occupanti 2 tedeschi vengono uccisi e 3 fascisti della Muti (tra cui forse il comandante stesso) feriti. Durante il combattimento sopraggiunge un autocarro carico di truppa nemica. Nel nuovo scontro cade il patriota Marino. Non accertate le ulteriori perdite nemiche.
Elementi Sap fanno deragliare un treno sulla Biella-Novara.
Elementi della 75a brigata giustiziano presso Biella una spia.
Elementi della 75a brigata catturano in Occhieppo un tedesco.
Elementi della 182a brigata catturano presso Arro due fascisti.
Una pattaglia della 182a brigata attacca in Vercelli per l'ennesima volta un posto di blocco (verso Trino): 8 prigionieri, 4 mitra, 4 moschetti, pistole e bombe a mano. L'azione è stata fatta in collegamento con elementi Sap.

13 marzo
Due spie fascisti repubblicani sono giustiziate a Vigliano e Chiavazza dalla polizia centrale.

14 marzo
Sabotatori della brigata Gl fanno saltare presso Olcenengo una tradotta tedesca. Locomotiva rovesciata, 4 vagoni distrutti, treno deragliato.
Un reparto tedesco attacca presso Ronco una pattuglia della 2a brigata. Due feriti leggeri da parte nostra. Otto perdite nemiche, tra cui un capitano tedesco ucciso.
Elementi dell'intendenza della 75a brigata requisiscono 20 bovini che sotto scorta armata di repubblicani erano stati raccolti e timbrati "per uso delle forze armate repubblicane ". La scorta fascista è fuggita dopo il terzo colpo di pistola.
A Chiavazza agenti della polizia centrale aprono il fuoco su 4 militi della X Mas. Risultato: un morto, un ferito grave poi deceduto, un prigioniero. Un nostro ferito leggero. Catturati 2 moschetti e 2 pistole.

15 marzo
Reparti tedeschi si dirigono verso Ternengo. Attaccati da reparti della 2a brigata vengono respinti dopo alcune ore di fuoco. Nessuna perdita nostra. Non note le perdite nemiche.
Una pattuglia della 182a brigata attacca sull'autostrada presso Santhià una colonna di 4 autocarri nemici. Intensa la reazione del nemico che subiva una decina di perdite.
Reparti della 109a brigata attaccano presso Curino una colonna fascista. Il nemico viene inseguito fino a Roasio. Due feriti nemici, nessuna perdita nostra .

16 marzo
In appoggio alle operazioni offensive eseguite dalla 1a divisione "Garibaldi" Valsesia, una squadra lanciagranate della 50a brigata partecipa all'attacco del presidio di Romagnano conclusosi colla resa del presidio stesso. Nessuna perdita nostra. Reparti della 110a brigata eseguono azioni di disturbo contro il presidio di Pray. 6 fascisti uccisi nessuna perdita nostra. Reparti della 109a brigata effettuano un'azione di disturbo contro il presidio di Crevacuore. Un ferito da parte nostra, parecchi feriti nemici di cui alcuni gravi.
Piccola puntata fascista contro la 2a, agevolmente respinta con due feriti nostri e non ancora precisate perdite nemiche.

17 marzo
Puntata di circa 150 tedeschi (ottimi combattenti) contro la zona di Mongrando-Sala. Al combattimento hanno partecipato da parte nostra alcuni distaccamenti della 75a e due della 76a. Il fuoco ha avuto inizio alle 6 di mattina ed è terminato alle 4 del pomeriggio. Noi non abbiamo avuto perdite. Le perdite del nemico, accertate, sono di 4 morti e di 15 feriti gravi. Alla sera il nemico si è ritirato dopo aver raggiunto Bornasco, non Sala. Come commento nostro dobbiamo dire che, malgrado l'esito favorevole dello scontro, i tedeschi hanno mostrato di essere meglio addestrati dei nostri reparti. Si trattava peraltro di reparti scelti.

18 marzo
In uno scontro tra Zimone e Salussola elementi della brigata Gl infliggono un ferito ai fascisti del presidio di Salussola.
Una pattuglia della 110a brigata è attaccata sulla Ratina da un reparto tedesco. 8 feriti nemici; da parte nostra un caduto.
Elementi della Sap di Biella effettuano un'azione di disturbo contro il presidio fascista dello stabilimento Piaggio di Gaglianico. Due bombe a mano inglesi esplodono nell'interno del corpo di guardia.

20 marzo
Sulla strada Ivrea-Cavaglià elementi della brigata Gl catturano un ufficiale della Brigata nera di Varese.

22 marzo
Reparti della 109a brigata impegnano una colonna fascista presso Santa Maria di Curino. Nessuna perdita nostra. Non accertate le perdite nemiche.
Due autocarri tedeschi inviati in zona per sedare gli scioperi, sono attaccati tra Mosso Santa Maria e Valle Mosso da reparti della 2a brigata. Approfittando dell'incipiente oscurità il nemico riesce a sottrarsi al combattimento, non senza subire perdite (2 morti e 5 feriti). Preda bellica: 2 autocarri, di cui però uno inutilizzabile, 2 moschetti, bombe a mano, munizioni e accessori per fucile mitragliatore tedesco. Durante lo scontro, svoltosi a breve distanza dal presidio di Valle Mosso, il comandante di questo presidio assisteva alla scena compiacendosi delle botte che i tedeschi prendevano e si rifiutava di muovere al loro soccorso.

23 marzo
Una pattuglia della 110a brigata cattura presso Masserano un caporale e un milite della Gnr ricuperando un moschetto.
Una colonna nemica muove da Valle Mosso contro lo schieramento della 2a brigata, con l'appoggio di armi pesanti e mortai. Il combattimento dura fino a sera, senza che il nemico avanzi. Alla sera la colonna nemica si ritira. Un ferito da parte nostra. Non accertate le perdite nemiche.
A Mosso Santa Maria 2 camion tedeschi attaccati dalla 2a brigata.
[12a divisione] Respinta puntata nemica a Veglio Mosso.

24 marzo
Reparti della 110a brigata attaccano un centinaio di fascisti nelle scuole di Masserano. Il nemico subisce parecchi feriti.

25 marzo
3 agenti di Questura con un mitra e due moschetti si consegnano alla 50a brigata.

26 marzo
2 battaglioni della 50a brigata sono attaccati nella Baraggia di Rovasenda da ingenti forze nemiche munite di artiglieria. I garibaldini combattono per 7 ore, dopodiché si ritirano ordinatamente. Le perdite nemiche ammontano a 20 morti e almeno altrettanti feriti. Da parte nostra 3 prigionieri che però riusciranno ad evadere il giorno dopo.
A rettifica del bollettino precedente si danno in appresso le cifre successivamente accertate sulle perdite nemiche [...]: 27 morti di cui 13 tedeschi e 50 feriti.

28 marzo
Una pattuglia della brigata Gl attacca il presidio di Salussola causando 2 morti e 4 feriti.
Elementi Sap interrompono la ferrovia Biella-Valle Mosso.
Tra Crocemosso e Ponzone reparti della 110a brigata impegnano una colonna nemica, il combattimento dura circa un'ora. Un carro nemico carico di materiali salta su una mina. Risultato dello scontro: un ferito grave da parte nostra. 10 morti e parecchi feriti da parte nemica.

29 marzo
Tra Candelo e Benna una pattuglia della 2a brigata sequestra due autocarri carichi tra l'altro di 100 eliche per veicoli e 6 bidoni di olio lubrificante.

31 marzo
Elementi Sap danneggiano sulla Biella-Valle Mosso un ponte in modo da rendere necessario il trasbordo e far sospendere quindi il traffico delle merci.
Elementi Sap interrompono la ferrovia Biella-Novara presso Candelo.
Una pattuglia della brigata Gl cattura sulla strada Biella-Vercelli un sottufficiale dei bersaglieri.
Una pattuglia della 109a brigata sulla strada Biella-Vercelli attacca un autobus tedesco causando un morto e alcuni feriti.

2 aprile
Agenti della polizia partigiana disarmano presso Biella un alpino della Monterosa.
Agenti della polizia partigiana disarmano le guardie civili delle officine Piaggio di Biella (2 pistole e 4 bombe a mano).

3 aprile
Alle ore 0.30 quaranta partigiani della 182a brigata attaccano in Santhià la caserma dei Rap. Disarmate di sorpresa le sentinelle viene fatta irruzione nella caserma. Al pianterreno 35 soldati e 2 ufficiali si arrendono. Un garibaldino sale al piano superiore: qui un ufficiale tenta di resistere e lo ferisce leggermente. Viene abbattuto con una raffica di mitra, mentre altri sei soldati si arrendono. Armi ricuperate: 1 mitragliatrice, 1 fucile mitragliatore, 7 mitra, 33 moschetti. Nel frattempo comincia la reazione delle altre caserme delle città dove sono stanziati circa 400 uomini. I nostri reparti riescono tuttavia a uscire dalla città e a ritirarsi inseguiti per tutta la giornata da grosse pattuglie nemiche.
Alla sera non hanno ancora potuto raggiungere le nostre basi. La mobilitazione delle forze nemiche in caccia del nostro distaccamento intanto continua da Santhià, Massazza e Salussola. Il mattino successivo una colonna di circa 150 militi riesce finalmente ad individuare il nostro reparto e lo attacca. Malgrado le difficili condizioni (stanchezza, inferiorità, prigionieri) i nostri reagiscono violentemente infliggendo al nemico 4 morti e 7 feriti. Da parte nostra cade eroicamente un garibaldino che proteggeva la ritirata dei compagni con un mitragliatore (l'arma va perduta). Anche tre dei prigionieri sono uccisi. Nella caserma erano prigionieri 7 patrioti che sono stati così liberati.
Una squadra dei garibaldini della 2a brigata penetra nella città di Biella e alle ore 2 raggiunge l'ospedale. Bloccato il centralino telefonico vengono disarmati i feriti nemici giacenti in cura. Ricuperati: 10 moschetti, 7 pistole, pugnali bombe a mano, ecc. Alle ore 3.30 la pattuglia lasciava l'ospedale e la città. L'ardita penetrazione in città ha suscitato molto entusiasmo
6 militi del battaglione "Pontida" si consegnano alla 2a brigata con 2 mitra e 2 moschetti.

5 aprile
Un distaccamento della 110a brigata attacca presso Cossato una colonna di un centinaio di fascisti. Dopo una ventina di minuti di fuoco il nostro distaccamento si ritira senza perdite. Morti e feriti in numero non accertato da parte nemica.
Elementi Sap interrompono la ferrovia Torino-Milano tra San Germano e Olcenengo.

6 aprile
Una pattuglia della 109a brigata cattura sull'autostrada 3 tedeschi con un'automobile, un mitra e 3 pistole.
Una pattuglia della 50a brigata penetra in Candelo dove intima la resa a tre fascisti. Avendo questi reagito, due vengono uccisi e il terzo fugge ferito. Due moschetti recuperati.
Venuti a conoscenza che i repubblicani dovevano asportare del grano dall'ammasso di Borgo d'Ale, garibaldini dell'intendenza della 75a brigata ne asportano preventivamente 170 quintali.

7 aprile
Presso Candelo una pattuglia della 50a viene coinvolta in un rastrellamento da ingenti forze nemiche. Riesce a sottrarsi con la perdita di due uomini.
Un autocarro portante rifornimenti di viveri al presidio di Valle Mosso viene dirottato verso una brigata partigiana da agenti della nostra polizia.

9 aprile
Una pattuglia della 2a brigata attacca tra Biella e Cossato un autocarro nemico causandogli tre morti e due feriti.
Una pattuglia della 2a brigata attacca il presidio di Valle Mosso causandogli due morti e 3 feriti.
Una pattuglia della 2a brigata effettua un'azione di disturbo contro il presidio dello stabilimento Piaggio di Pavignano. Da distanza ravvicinata vengono fatte esplodere bombe a mano nell'interno del corpo di guardia. Intensa la reazione nemica. Nessuna perdita nostra. Non accertate le perdite nemiche.

10 aprile
Presso Vigliano una pattuglia della 2a brigata attacca una colonna nemica causandole tre morti.
Una pattuglia della 50a brigata arresta presso Villata 5 militari tedeschi, catturando 4 moschetti e una pistola.
Una pattuglia della 109a brigata cattura sull'autostrada un sergente della divisione "Etna", un cap. magg. della "Muti" e due militi confinari. Recuperando tre mitra.
Una pattuglia della 110a brigata attacca presso Balocco quattro fascisti, di cui tre vengono uccisi e uno ferito. Recuperati 3 moschetti.
Una colonna di 60 fascisti si spinge da Cossato verso Bioglio. Una pattuglia della 2a brigata la attacca due volte lungo la strada. Nel frattempo altri reparti della 2a brigata intervenivano sul fianco del nemico e lo volgevano in fuga inseguendolo fino a sera. Le perdite del nemico sono state gravi.

11 aprile
Una grossa pattuglia della 2a brigata impegna combattimento sulla provinciale Biella-Cossato con un'autocolonna di 2 autocarri e una macchina nemica. Dopo due ore di combattimento i nostri si ritirano. Tra le numerose perdite nemiche c'è un ufficiale della Gnr morto.
Un garibaldino della 110a brigata fa fuoco contro un'autocorriera piena di tedeschi. Secondo informazioni il nemico avrebbe avuto 6 perdite.
Una pattuglia della 109a brigata cattura in pianura un sottotenente fascista e 4 tedeschi, con due mitra e tre fucili.

12 aprile
Due militi si arrendono alla 2a brigata.

13 aprile
Una pattuglia della 2a brigata effettua un'azione di disturbo al posto di blocco di Chiavazza.

19 aprile
Il nemico iniziava operazioni su larga scala contro la zona della Serra, tenuta dalla 75a e dalla 182a brigata della nostra 5a divisione, oltre a parte della 76a brigata e brigata Gl. In questo giorno si sviluppava un attacco concentrico da Biella e da Ivrea contro la 75a e la 76a brigata con obbiettivo rispettivamente Sala Biellese e Torrazzo. Dopo 9 ore di combattimento gli attacchi erano nettamente respinti con gravi perdite per il nemico e una decina di perdite nostre. Il nemico ripiegava su Mongrando e Bollengo. Il giorno successivo l'azione veniva ripresa dal nemico con truppe fresche contro la bassa Serra (182a), ma non si avevano combattimenti di grande rilievo: 2 perdite nostre, non accertate quelle nemiche.

23 aprile
L'azione nemica si estendeva alla zona della 2a brigata. Ma nel giorno stesso, mentre i combattimenti erano in sviluppo, si verificava la crisi risolutiva. Le truppe tedesche alla sera abbandonavano la zona.

24 aprile
Nuclei tedeschi si arrendevano stamattina. Ed ha così inizio lo sfacelo delle forze repubblicane.
I presidi fascisti di Valle Mosso e di Cossato si sono arresi oggi alla nostra intimazione. Il battaglione "Pontida" della Gnr rifiuta la resa e tenta il trasferimento a Vercelli: attaccato lungo la strada dai nostri reparti prontamente scesi su Biella e verso Vercelli è quasi completamente disperso.
Alla sera Biella e tutto il Biellese sono in nostre mani mentre comunicazioni da Vercelli danno l'impressione che anche là la dissoluzione è avanzata. I nostri reparti sono stasera tutti in movimento.
Le Sap hanno validamente contribuito ovunque al mantenimento dell'ordine e alle operazioni.
La popolazione ha fatto accoglienze entusiastiche ai suoi partigiani pur conservando un contegno di assoluta disciplina. L'ordine ha regnato oggi in tutta la regione.
Importanti arresti sono stati effettuati.
Nell'ultimo periodo i nostri reparti hanno svolto notevole attività militare che difficilmente potrà ormai essere documentata a causa dello sviluppo della situazione. Si citano solo le operazioni di sabotaggio compiute dalla 182a brigata (5a divisione) sulla ferrovia Torino-Milano, operazioni che hanno tagliato completamente questa ferrovia e i colpi di mano effettuati da reparti della 12a divisione spintisi fino a Mortara ed Alessandria.

25 aprile
Sul terreno militare la giornata di oggi ha visto l'ulteriore spiegamento delle nostre forze in pianura. Il fatto saliente della giornata è stato la conquista di Santhià da parte di reparti della 75a e 182a brigata (5a divisione). Nel frattempo la 12a divisione prosegue l'avvicinamento a Vercelli.
In Biella l'entusiasmo della popolazione è sempre altissimo. Nel pomeriggio di oggi un comizio è stato tenuto nel quale hanno parlato il commissario della 2a brigata Walter, il comandante della Piazza Mastrilli, il commissario di zona Italo e il commissario della 12a divisione Gemisto.
Si è poi iniziato il lavoro di organizzazione della vita civile del Biellese e questo compito si mostra ben arduo.

26 aprile
La 12a divisione ha iniziato l'attacco di Vercelli e stasera una parte della città risulta già liberata. La 182a brigata è pure in azione su Vercelli.
Intanto la 75a brigata si sta spostando per presidiare l'intero triangolo stradale centrale della zona (San Germano Vercellese, Tronzano, Santhià). L'attacco a Cigliano pare essere al termine. Le forze nemiche (Rau e esercito) sono state in buona parte disperse con perdite assai gravi. Un reparto alpino si è arreso. La 2a brigata continua a presidiare il Biellese, ma vi sposta forze verso sud a costituire massa di manovra in pianura.
La situazione nella città di Biella permane buona. Il lavoro era ripreso stamane, ma una falsa voce di resa della Germania ha portato a nuovi scoppi di entusiasmo.
Il Comando Zona emette un manifesto sui seguenti punti: responsabilità, ordine, sacrificio, ricostruzione.
Radio Libertà trasmette regolarmente su un nuovo indirizzo, meno partigiano e più di ricostruzione.
Oggi il Fronte della Gioventù ha preso possesso dei locali delle organizzazioni giovanili fasciste.

26-30 aprile
La situazione, normale a Biella e nel Biellese, ha avuto sviluppi importanti di carattere militare nella pianura.
I nostri reparti della 5a divisione e in particolare della 75a brigata avevano liberata la parte occidentale del fascio di comunicazioni di pianura, sfacendo i nuclei fascisti ivi presenti sia con resa che con combattimenti. La situazione era questa quando fece comparsa sui limiti occidentali della provincia una forte colonna tedesca e fascista dotata di molti mezzi motorizzati e corazzati. Il comando nemico chiese libero passaggio alle sue colonne. Questa richiesta fu respinta e venne invece in una serie di contatti intimata la resa o quanto meno che i reparti non avanzassero dalle località raggiunte. Un accordo in questo senso fu raggiunto. Malgrado ciò dall'altro ieri i reparti nemici cominciarono ad avanzare verso oriente. I nostri si opposero sia con demolizioni che con le armi. Ne vennero scontri nei quali entrambe le parti subirono perdite, non ancora precisate.
Ieri una tregua di 24 ore scadente stasera alle ore 19 venne conclusa tra il comando nemico e alcuni ufficiali inglesi e americani giunti nella città di Vercelli avendo il comando tedesco rifiutato ulteriori contatti coi partigiani. Si prevede la resa dei nemici i quali tuttavia sembrano disporsi a difesa sulla linea Chivasso-Canale Cavour-Torrente Elvo-Serra-Dora Baltea.
A seguito delle demolizioni effettuate dal nemico stanotte pare che il canale Cavour perda rapidamente acqua, fatto questo gravissimo. Sono in corso gli accertamenti per le necessarie contromisure.


note