Le diapositive di Carlo Buratti
Le oltre centocinquanta immagini realizzate da Carlo Buratti, nel 1944 e 1945, fra i partigiani biellesi, scattate eccezionalmente con pellicola diapositiva a colori Agfa (caso praticamente unico nella fotografia resistenziale in Italia), costituiscono una serie significativa ed importante di documenti visivi della vita partigiana e delle manifestazioni partigiane del mese di maggio 1945.
Quando, nel giugno del 1944, Carlo Buratti arrivò alle casermette della milizia forestale della Piana del Ponte, in alta Valsessera, occupate dai partigiani, oltre ad un'arma portava con sé anche una macchina fotografica, una Voigtlander acquistata qualche anno prima dal fotografo Marco Mora, titolare di un negozio nella piazzetta di Santa Marta,
a Biella. Fotografo dilettante, ma incuriosito dalle novità che il mercato allora offriva, oltre al più tradizionale bianco e nero, Carlo Buratti utilizzava anche pellicole diapositive a colori Agfa. Salendo in montagna, aveva anche tre
di queste pellicole, terminate le quali, per i nuovi acquisti e per lo sviluppo, si accordò con Adriano Donna, che gestiva il laboratorio Foto Cervus, in via Italia a Biella.
Dato il soggetto fotografato, era da escludere l'invio a Milano delle pellicole per lo sviluppo e Adriano Donna
si impegnò, correndo notevoli rischi, a conservarle in attesa della fine della guerra. In segno di riconoscenza, dopo
la Liberazione, Carlo Buratti gli permise di riprodurre in bianco e nero le diapositive e di venderne
le ristampe.
Le immagini partigiane, che Buratti iniziò a "scattare" nel luglio del 1944, nei momenti liberi dagli impegni militari, seguono in particolare le vicende della 2a brigata Garibaldi "Ermanno Angiono", ed in particolare del battaglione "Gianni", di cui egli era comandante.
Fra i soggetti, nelle diapositive scattate durante
il periodo resistenziale prevalgono i singoli partigiani
o i gruppi di partigiani in posa, anche se domina spontaneitą
e informalitą nelle posizioni e negli atteggiamenti. Vi sono poi immagini di vita quotidiana scattate durante i pranzi, le conversazioni o le occasioni di riposo. Non mancano le diapositive di attivitą partigiana, anche se mai sono ritratte azioni militari. Molte sono anche le immagini di paesaggi, di luoghi, di alpeggi: segno di una forte passione per la montagna che per Carlo Buratti, come per molti partigiani, aveva radici che andavano oltre l'esperienza resistenziale.
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