Carlo Buratti
Carlo Buratti nacque a Biella nel 1915. Nel 1940 si laureò in medicina. L'8 settembre 1943 era militare a
La Spezia: catturato dai tedeschi, fu assegnato, come medico radiologo, all'ospedale di Alessandria. Sempre
alle dipendenze di quell'ospedale, ai primi di novembre, prestò servizio di assistenza medica sui treni utilizzati per
il trasporto dei feriti da Alessandria in val Gardena. Rimasto in servizio in condizione "coatta", il 20
novembre, avuta la notizia della nascita del figlio, rientrò a Biella e si nascose, con la moglie Adriana Magliola, a
Ronco Biellese.
Dopo un periodo di clandestinità, dal gennaio del 1944 lavorò come medico all'ospedale di Biella. In quei
mesi maturò la decisione di entrare nelle file partigiane, seguendo la scelta del cognato, Sandro Berruto "Sam".
Suo fratello Alberto, classe 1918, ufficiale degli alpini col grado di tenente, catturato dai tedeschi a Trieste dopo
l'8 settembre, era stato deportato in Germania ed internato in un Lager per prigionieri militari, dove aveva aderito
alla Repubblica sociale italiana, nella speranza di essere inviato in Italia e poter quindi fuggire, tornando a casa.
Carlo, avuta notizia del suo possibile ritorno, lo aspettò ed insieme salirono in montagna.
Quasi trentenne e con un bagaglio di esperienze militari già acquisito, assunto il nome di battaglia "Aspirina",
dopo un breve periodo di "prova", gli fu affidato il comando di un distaccamento. Identico compito toccò al
fratello Alberto, nome di battaglia "Cichet". Successivamente fu nominato comandante del battaglione "Gianni" e,
nel gennaio 1945, responsabile del servizio sanitario della
2a brigata, incarico che svolse, con la collaborazione
del dottor Nicola Celesia "Luca", fino alla Liberazione.
|