La deportazione dalla provincia di Vercelli


Biografie dei deportati



Deportati politici ed ebrei

Angiono, Irma Itala. Nata a Cossato (Bi) il 20 aprile 1895. Arrestata a Cossato il 12 gennaio 1944 per attività clandestina antifascista. Deportata a Ravensbrück1 con il trasporto giunto il 30 giugno 19442, le è assegnato il n. 44143. Sopravvissuta.
Antoniotti, Annibale. Nato ad Andorno Micca (Bi) il 12 novembre 1900. Deportato a Buchenwald, è morto a Bad Gandersheim, sottocampo di Buchenwald, il 18 novembre 1944.
Baghi, Pietro. Nato a Verrone (Bi) il 25 febbraio 1910. Residente a Cerrione (Bi), contadino, coniugato. Arrestato a Napoli il 24 maggio 1942 e condotto in carcere militare. Deportato a Dachau il 22 settembre 1943. Sopravvissuto.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, di Torino, fondo "Fascicoli dell'Associazione biellese ex deportati politici in Germania", risulta che gli è assegnato il n. 54940. Da Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti. I "trasporti" dei deportati, Torino, Consiglio regionale del Piemonte, Aned; Milano, Angeli, 1994, si ricava che il trasporto risulta partito da Peschiera il 20 settembre, composto da 1.790 deportati, perlopiù militari. Ai deportati immatricolati in quella occasione è inizialmente attribuita la qualifica di "Schutzhaft"3 ed è assegnato il triangolo rosso. Dal 29 settembre 1943 la loro qualifica è mutata in "Arbeitszwang Reich"4, con l'assegnazione del triangolo nero.
Baiardo, Lorenzo. Nato a Livorno Ferraris (Vc) il 22 giugno 1898, residente a Torino dal 1921, operaio alla Fiat Sima, è arrestato a Torino il 4 marzo 1944. Deportato a Mauthausen, dove è giunto l'11 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 56915. Deceduto a Mauthausen il 18 marzo 1945.
In Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti, cit., si afferma che dei 597 deportati italiani di quel convoglio, 100 provenivano da Torino.
Barbagli, Arturo. Nato a Milano l'11 novembre 1906. Residente a Pavignano, stuccatore. Arrestato a Biella il 13 gennaio 1944 per collaborazione con i partigiani. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 26 gennaio 1944, consegnato a militari germanici5, per essere condotto a Torino. Il 20 marzo 1944 è giunto a Mauthausen, dove gli è assegnato il n. 58688. Trasferito a Gusen II, è morto il 2 febbraio 1945.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti. Contributo ad una storia originale della deportazione, tesi di laurea, Università degli Studi di Torino, Facoltà di Scienze politiche, a. a. 1995-1996, relatore prof. Giorgio Rochat, risulta che all'ingresso si dichiara operaio meccanico.
Barbera, Stefano. Nato a Biella il 28 agosto 1911. Residente a Torino, operaio meccanico. Arrestato a Biella il 25 febbraio 1944, incarcerato a Torino, è deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58690. Subito trasferito a Gusen e successivamente a St. Georgen. Sopravvissuto.
Bellina, Antonio. Nato a Venzone (Ud) il 10 novembre 1923. Emigrato in Francia con la famiglia, è ritornato in Italia nel 1943 risiedendo a Netro (Bi). Studente, arrestato per attività partigiana, l'8 dicembre 1943, a Netro e incarcerato a Torino. Deportato a Mauthausen, vi è giunto il 21 febbraio 1944 e gli è assegnato il n. 53358. L'8 marzo 1944 è registrato al Revier6 del campo. Trasferito al sottocampo di Wiener-Neudorf dal 20 ottobre al 3 novembre 1944 e a quello di St. Aegyd dal 21 febbraio al 4 aprile 1945. Sopravvissuto.
Bellussi, Ondina. Nata l'11 novembre 1926 a San Paolo Cervo (Bi), dove è residente prima dell'arresto, operaia. Partigiana nel distaccamento "Mameli" della 2a brigata, è arrestata dalla Flak di Biella, con Mario Villa, a Piedicavallo (Bi), durante un rastrellamento, il 27 febbraio 1944; condotta nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscita l'11 marzo 1944 per essere incarcerata a Torino. Deportata a Ravensbrück, dove è giunta il 30 giugno 1944 e le è assegnato il n. 44142. Deceduta il 9 aprile 1945.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta la deportazione a "Neustrig-Riching", che potrebbero essere Rechlin e Neustreliz, sottocampi di Ravensbrück, e la data della morte; in Archivio comunale di San Paolo Cervo risulta deceduta a Mauthausen.
Biamino, Carlo. Nato l'11 giugno 1927 a Biella, dove è residente prima dell'arresto, panettiere. Arrestato a Ponderano (Bi) il 28 maggio 1944 con altri giovani del paese. Condotto dapprima al campo di aviazione di Gaglianico (Bi) e successivamente alle Casermette di Borgo San Paolo di Torino. Il 29 giugno è deportato a Gaggenau, dove è giunto il 3 luglio 1944 e gli è assegnato il n. 10049. Inizialmente assegnato al Lager B della Daimler-Benz di Gaggenau, è poi trasferito a Baden Baden ed a Karlsruhe. Sopravvissuto.
Dal colloquio non registrato di Carlo Biamino, Vercelli, 1989, risulta che seguono il suo percorso di arresto e deportazione anche altri biellesi tra i quali: Renzo Bardone, di Biella, e Bruno Bocchi, Ezio Maffeo, Luciano Preacco, di Ponderano.
Bianco, Franco. Nato il 2 agosto 1924 a Candelo (Bi), dove è residente prima dell'arresto. Tipografo, militante nella organizzazione comunista clandestina, partigiano della XII divisione e commissario politico. Arrestato, è condotto nel carcere di Biella Piazzo una prima volta nel luglio 1944; rilasciato, è nuovamente arrestato a Vigliano Biellese (Bi) il 1 novembre 1944. Uscito il 23 dicembre dal carcere di Biella Piazzo, è consegnato alle Ss per essere trasferito a Torino. Trasportato a Bolzano, è deportato per Schutzhaft a Mauthausen il 4 febbraio 1945 e gli è assegnato il n. 126055. Trasferito il 10 marzo 1945 a Gusen, dove è morto il 22 marzo successivo.
Bodo, Romano. Nato ad Andorno Micca (Bi) il 12 luglio 1907. Arrestato a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58722, e successivamente trasferito a Gusen, dove è morto il 22 aprile 1945.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta trasferito a Gusen-Kart Schäler, dove, all'ingresso, si dichiara carpentiere.
Boerio, Bruno. Nato a Cavaglià (Bi) il 23 novembre 1923, cameriere. Arrestato a Varese, è condotto in carcere a Como, Novara e Cremona. Deportato a Dachau, dove gli è assegnato il n. 85523. Sopravvissuto.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta anche deportato a Buchenwald; secondo la testimonianza orale di Ugo Giono, Cavaglià, 1987, pare sia stato arrestato mentre tentava di varcare il confine svizzero.
Bona, Flaminio Ernesto. Nato a Sordevolo (Bi) il 2 agosto 1880. Residente a Torino, avvocato. Arrestato a Sordevolo il 3 febbraio 1944, a seguito di una delazione, per attività antifascista. Condotto al carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 22 febbraio, consegnato a militari germanici, per essere trasportato a Torino. Deportato a Mauthausen, vi è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58727. È morto nel sottocampo del Castello di Hartheim nel dicembre 1944.
Bona, Marcello. Nato a Biella Chiavazza. Arrestato a Biella durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943 e condotto in carcere a Torino. È deportato a Fossoli, dove è fucilato il 12 maggio 1944.
Bondesan, Missene. Nato a Gavello (Ro) il 21 aprile 1924, contadino. Residente a Palazzolo Vercellese (Vc), dove è arrestato perché partigiano combattente. Deportato a Bolzano e successivamente a Mauthausen, dove è giunto il 4 febbraio 1945 e gli è assegnato il n. 126065. Trasferito a Gusen, vi è morto il 3 aprile 1945.
Jolanda Bondesan, sorella di Missene Bondesan, nella conversazione telefonica del 1987, sostiene che era in Germania, ma come lavoratore coatto, anche suo cognato Francesco Palazzo e che Missene Bondesan era partigiano con il fratello Silvio, caduto in combattimento.
Bonomi, Remo Bruno. Nato a Pettinengo (Bi) il 6 ottobre 1926, meccanico. Arrestato a Castelnuovo Calcea (At) e deportato per "Schutzhaft-Politisch" a Mauthausen, dove è giunto il 4 febbraio 1945 e gli è assegnato il n. 126071. Successivamente è trasferito al sottocampo di Gusen. Sopravvissuto.
Bordina, Armando. Nato a Chioggia (Ve) il 23 febbraio 1917, barbiere. Residente a Biella, dove è arrestato durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 21 febbraio 1944 e gli è assegnato il n. 53366, e successivamente trasferito a Gusen I e a Gusen II. Deceduto nel marzo 1945.
Brovarone, Luciano. Nato a Tour de Peliz, in Francia, il 14 luglio 1908. Residente a Vigliano Biellese (Bi). Arrestato a Biella durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943. Condotto a Torino e successivamente a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944. Trasferito a Gusen I il 24 marzo 1944, vi è morto il 22 aprile 1945.
Buffa, Aldo. Nato a Vercelli il 24 maggio 1921. Residente, prima dell'arresto, a Torino, saldatore. Arrestato in Valsesia il 14 aprile 1944 per renitenza alla leva. Deportato, con Gino Mischiatti, come lavoratore civile; con lui tenta una fuga ed è arrestato a Villach (Austria) e condotto a Dachau, dove è entrato probabilmente il 20 ottobre 1944 e gli è assegnato il n. 117250. Sopravvissuto.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta di professione vetturale.
Cagna, Giovanni. Nato a Vercelli il 14 febbraio 1902, impiegato di banca. Residente a Biella, dove è arrestato il 25 febbraio 1944. Deportato per Schutzhaft da Torino a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58758. Trasferito a Gusen I, vi è morto il 3 settembre 1944.
Dall'Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit. risulta che in quella stessa circostanza fu arrestato anche Stefano Barbera; in Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta che all'ingresso si dichiara fresatore.
Calvi, Mario. Nato nel 1906 a Biella, dove è residente prima dell'arresto, operaio tessile. Sembra sia stato arrestato nei pressi di Bologna. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 24 giugno 1944 e gli è assegnato il n. 76276. Sopravvissuto.
Pare che gli sia stato assegnato il triangolo verde e che abbia trascorso sei mesi ad Auschwitz e dodici a Mauthausen, come risulta dalla conversazione telefonica del 1987 con Bruno Calvi, figlio di Mario Calvi.
Candelone, Ernesto. Nato a Veglio Mosso (Bi) nel 1882, contadino. Residente a Valle Mosso (Bi), dove è arrestato dalle Ss il 14 agosto 1944. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 13 settembre per essere trasferito alla caserma Noè. Rientrato in carcere il 18 settembre successivo, il 23 ottobre è consegnato alle Ss per essere inviato a Torino. Deportato a Mauthausen, vi è morto il 2 dicembre 1944.
Dall'Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta deceduto il 10 febbraio 1945; dall'Archivio della Casa circondariale di Biella, "Registro matricolare del Carcere di Biella Piazzo, 8 settembre 1943-26 aprile 1945", si ricava che con lui è arrestata anche la figlia Ilda, nata nel 1928, che è rilasciata il 9 settembre 1944.
Cappa, Dario. Nato a Lessona (Bi) il 2 gennaio 1924. Arrestato il 13 febbraio 1944. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58762. Trasferito a Gusen, dove muore il 16 marzo 1945.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta che all'ingresso nel campo dichiara la professione di fornaio.
Carlino, Ettore. Nato a Cittanova (Rc) il 12 marzo 1910. Residente a Biella, operaio. Antifascista, già arrestato e condannato nel 1938 e nel maggio del 1943, è nuovamente arrestato a Biella, a casa di Angelo Cova, durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 21 febbraio 1944, gli è assegnato il n. 53753. Trasferito a Gusen il 28 aprile 1944, nel giugno del 1944 è registrato al Revier di quel campo. È rientrato al campo centrale di Mauthausen il 21 luglio 1944. Sopravvissuto.
Carmi, Adele. Nata il 29 settembre 1877 a Vercelli, dove è arrestata nel dicembre del 1943 perché ebrea. Condotta nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli e a Milano, è deportata ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 6 febbraio 1944.
In Archivio del Centro di documentazione ebraica contemporanea, Milano, risulta coniugata con Tedeschi7; in Archivio di Stato di Vercelli, fondo "Prefettura, 1943-45, affari generali" e "Gabinetto", risulta la detenzione a Vercelli.
Carmi, Ida Gina. Nata a Vercelli il 2 agosto 1880. Arrestata a Cassano D'Adda (Mi) nel novembre 1943 perché ebrea. Detenuta a Fossoli, è deportata da Verona ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 6 agosto 1944.
In Archivio del Centro di documentazione ebraica contemporanea, cit., risulta coniugata Vulpes.
Carta Fornon, Giovanni. Nato il 23 novembre 1905 a Sandigliano (Bi), dove è residente prima dell'arresto, operaio. Arrestato dalle Ss il 30 settembre 1944 e condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 23 dicembre, consegnato alle Ss per essere condotto a Torino. Deportato a Bolzano e successivamente a Mauthausen, dove è giunto il 4 febbraio 1945 e gli è assegnato il n. 126109. Trasferito a Gusen, vi è morto il 15 aprile 1945.
Coda, Ugo Carlo. Nato a Biella il 22 novembre 1924. Arrestato il 22 febbraio 1944 e condotto in carcere a Biella, è uscito il giorno successivo, consegnato ad agenti di pubblica sicurezza per essere condotto a Vercelli. Deceduto a Buchenwald il 19 aprile 1945.
Colletta, Federico. Nato il 3 maggio 1918 a Biella, dove è residente prima dell'arresto. Arrestato il 18 agosto 1943 a Netro (Bi), è rientrato al carcere di Biella proveniente dalle carceri giudiziarie di Novara il 16 marzo 1944. Il 20 maggio è trasferito alle carceri di Ivrea. Deportato a Dachau il 6 aprile 1945, gli è assegnato il n. 149045 ed è classificato come "Politisch". Sopravvissuto.
In Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti, cit., risulta che il n. 149045 è stato assegnato prima dell'11 aprile 1945, ma successivamente all'arrivo dell'ultimo convoglio noto giunto a Dachau dall'Italia.
Colombo, Mario. Nato a Lenta (Vc) il 4 aprile 1915. Residente a Torino, operaio alla Fiat Spa, dove è arrestato il 4 marzo 1944. Deportato a Fossoli e da lì a Mauthausen, dove è giunto l'11 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 57070. Trasferito a Gusen il 24 marzo 1944 e a George Mülhe il 1 settembre 1944. Sopravvissuto.
Comotto, Placido. Nato ad Occhieppo Inferiore (Bi) il 22 dicembre 1910, operaio meccanico. Coniugato. Arrestato alle Officine di Sordevolo il 15 gennaio 1944 per attività antifascista. Condotto nel carcere di Biella Piazzo da militari del Comando germanico, è trasferito a Torino il 26 gennaio. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58811. Probabilmente trasferito al sottocampo del Castello di Hartheim, è morto il 25 novembre 1944.
Conti, Giovanni. Nato a Castellengo, frazione di Cossato (Bi), il 18 ottobre 1892, messo comunale. Residente a Tollegno (Bi), dove è arrestato, il 13 gennaio 1944, per rappresaglia, con Germanetti e Gilardino, a seguito degli scioperi del 22 dicembre 1943. Condotto in carcere a Biella dalle Ss, è trasferito a Torino il 26 gennaio 1944. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58816. Trasferito a Gusen e il 16 aprile 1944 a Schwechat. Deceduto il 23 aprile 1945.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., si dice morto il 12 febbraio 1945; in Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta che all'arrivo si dichiara meccanico idraulico; in Lotta di liberazione nel Biellese, 1943-1945. Elenco dei caduti, Biella, Città di Biella-Consiglio federativo della Resistenza di Biella, 1978, si dice morto il 2 dicembre 1944.
Costa, Aldo. Nato a Cossato (Bi) il 27 febbraio 1911. Deportato con il convoglio formatosi a Fossoli il 21 giugno 1944, è giunto a Mauthausen il 24 giugno 1944 e gli è assegnato il n. 76310. Trasferito ad Ebensee, vi è morto il 28 dicembre 1944.
Cova, Angelo. Nato a Guazzora (Al), il 1 gennaio 1895. Residente a Biella, insegnante. Arrestato nella sua abitazione, durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943, con Ettore Carlino, Mario Mainelli e Gaetano Mellino. Condotto a Torino e successivamente deportato a Mauthausen, dove è giunto il 21 febbraio 1944. Trasferito a Gusen. È morto a Biella, subito dopo il rientro, il 16 luglio 1945.
Crosa, Dino. Nato a Biella il 19 novembre 1900, cameriere. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58832. Trasferito a Gusen, vi è morto il 19 aprile 1945.
Crosio, Felice. Nato a Pozzengo Monferrato (Al) il 20 novembre 1924. Residente a Gaglianico (Bi), tornitore meccanico. Arrestato il 20 novembre 1944 a Cocconato d'Asti (At) perché partigiano. Deportato a Mauthausen l'11 gennaio 1945, gli è assegnato il n. 115462. Sopravvissuto.
In Cesare Manganelli - Brunello Mantelli, Antifascisti, partigiani, ebrei. I deportati alessandrini nei campi di sterminio nazisti. 1943-1945, Milano, Angeli, 1991, risulta nato a Mombello Monferrato (At), trasferito a Gusen ed a Grein.
De Benedetti, Enrica. Nata a Vercelli il 2 aprile 1866. Residente a Torino. Arrestata ad Asti il 19 maggio 1944 perché ebrea. Deportata a Fossoli e successivamente ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 30 giugno 1944.
In Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria: gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), Milano, Mursia, 1991, risulta coniugata con Valobra.
De Stefanis, Sergio. Nato a Biella il 5 luglio 1918. Residente a Tollegno (Bi), impiegato. Arrestato a Biella durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943. Condotto in carcere a Torino e successivamente deportato a Mauthausen, dove è giunto il 14 gennaio 1944 e gli è assegnato il n. 42282. Trasferito ad Ebensee il 28 gennaio 1944. Sopravvissuto.
Di Brigida, Giuseppe. Nato a Capannori (Lu) il 28 settembre 1912, meccanico, coniugato. Residente a Biella, dove è arrestato. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58739. Trasferito il 16 aprile 1944 a Schwechat e successivamente a Wien-Florisdorf, dove è morto l'11 aprile 1945.
Dragone, Angelo. Nato a Varallo (Vc) il 13 marzo 1924. Residente ad Alessandria, tenente dei carabinieri. Deportato a Flossenbürg, dove è morto il 24 dicembre 1944.
Falanga, Antonio. Nato a Milano il 22 settembre 1918. Arrestato a Valduggia (Vc). Deportato a Mauthausen e successivamente trasferito al sottocampo di Gusen. Sopravvissuto.
Fano, Ugo. Nato a Soragna (Pr) nel 1907. Residente a Torino, impiegato delle ferrovie dello Stato. Durante la guerra si era nascosto a Borriana (Bi), dove è arrestato il 16 gennaio 1945 perché ebreo. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 6 febbraio 1945 consegnato alle Ss per essere condotto a Torino. Deportato a Bolzano. Probabilmente destinato al convoglio del 25 febbraio 1945, predisposto ma non partito per la Germania. Sopravvissuto.
In Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria, cit., risulta che il padre di Ugo Fano, Alessandro, nato a Soragna nel 1870, è arrestato a Torino, dove è residente, nell'aprile del 1944 perché ebreo. Condotto in carcere a Torino ed a Fossoli, è deportato ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, il 25 maggio 1944.
Faraudo, Antonio. Nato a Rossa (Vc) nel 1921. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 21 febbraio 1944 e gli è assegnato il n. 53397. È morto a Melk il 5 novembre 1944.
Ferraro, Callisto. Nato ad Andorno Micca (Bi) il 30 settembre 1897, imprenditore, coniugato, con tre figli. Residente a Biella, dove è arrestato, con la moglie Secondina Botto, il 12 gennaio 1944, sembra per favoreggiamento dei partigiani. Condotto nel carcere di Biella Piazzo da militari del Comando germanico, ne è uscito, consegnato ai medesimi, il 26 gennaio 1944 per essere trasferito a Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58859. Trasferito successivamente al sottocampo del Castello di Hartheim, vi è morto l'11 maggio 1944.
Dall'Archivio della Casa circondariale di Biella, cit., si ricava che la moglie, Secondina Botto, nata a Valle Mosso (Bi) nel 1888, condotta al carcere di Biella Piazzo, ne è uscita il 26 gennaio consegnata a militari del Comando germanico, a quanto risulta, per essere condotta a Torino.
Finzi, Emma Laura. Figlia di Leone e di Aurelia Allegra Levi di Vercelli. Nata il 9 luglio 1905 a Milano, dove è residente prima dell'arresto. Arrestata alla frontiera italo-svizzera nell'ottobre 1943, con la madre, perché ebrea. Condotta in carcere a Como e a Milano, è deportata ad Auschwitz, dove è giunta l'11 dicembre 1943. Deceduta in data e luogo sconosciuti.
Foà, Giacobbe. Nato a Trino (Vc) il 29 giugno 1867. Residente a Torino, dove è arrestato il 19 aprile 1944 perché ebreo. Deportato a Fossoli e, successivamente, ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, il 23 maggio 1944.
Foà, Jole. Nata a Vercelli il 16 novembre 1890. Residente a Milano, impiegata. Arrestata a Lanzo d'Intelvi (Co) il 20 dicembre 1943 perché ebrea. Deportata a Fossoli e, successivamente, ad Auschwitz, dove è giunta il 10 aprile 1944. È morta il 21 gennaio 1945.
Franchetti, Olga. Nata a Vercelli il 12 maggio 1880. Arrestata a Vercelli nel settembre 1943 perché ebrea. Condotta nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli e in carcere a Milano, è deportata ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 6 febbraio 1944.
In Terenzio Sarasso, Storia degli ebrei a Vercelli, Vercelli, Comunità israelitica, 1974, è indicata zia paterna di Leonardo Franchetti.
Fuchs, Irene, figlia di Gabriella Pick. Nata a Zagabria. Arrestata sulle montagne biellesi perché ebrea. Condotta in carcere a Milano, è deportata ad Auschwitz, dove è giunta il 6 agosto 1944 e le è assegnato il n. A24032. Sopravvissuta.
Galfione, Giacomo. Nato a Pray (Bi) il 5 maggio 1913. Residente a Postua (Vc), dove è arrestato il 25 gennaio 1944 con Benedetto Gallina e Vittorino Novelli. Condotto nel carcere di Biella Piazzo da militari del Comando germanico, ne è uscito il 26 gennaio, consegnato ai medesimi, per essere condotto al carcere di Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58882. Trasferito successivamente a Wien-Hinterbrühl, vi è morto l'8 febbraio 1945.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta che all'ingresso si dichiara manutentore meccanico e che è morto a Schwechat.
Gallina, Benedetto. Nato a Vas (Bl) il 21 dicembre 1910, boscaiolo. Residente a Postua (Vc), dove è arrestato, durante il rastrellamento del 25 gennaio 1944, con Vittorino Novelli e Giacomo Galfione. Condotto nel carcere di Biella Piazzo da militari del Comando germanico, ne è uscito il 26 gennaio, consegnato ai medesimi, per essere condotto al carcere di Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944. È morto il 17 aprile 1945.
In Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, Milano, La Pietra, 1964-1984, si dice morto a Gusen.
Gallo Rosso, Flavio. Nato a Mongrando (Bi) il 13 dicembre 1906. Morto a Mauthausen il 1 aprile 1945.
Gariglio, Silvio. Nato a Biella il 24 settembre 1920. Residente a Tollegno (Bi). Deportato il 13 ottobre 1943 a Dachau, dove gli è assegnato il n. 56559. Trasferito a Natzweiler il 20 aprile 1944. Risulta deceduto a Dachau.
In Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, cit., si dice che il 20 aprile 1944 è partito da Dachau un convoglio per Natzweiler di 398 deportati; in Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti, cit., risulta che il convoglio si è formato a Sulmona (Aq) l'8 ottobre 1943.
Garlanda, Egidio. Nato ad Andorno Micca (Bi) il 27 febbraio 1910. Residente a Biella, dove gestiva una libreria in via Italia. Arrestato per reati comuni nel gennaio 1944, è scarcerato il 12 dello stesso mese. Nuovamente arrestato, sempre per reati comuni, nel febbraio, nel luglio e nel settembre del 1944, il 13 settembre è trasferito dal carcere di Biella Piazzo alla caserma Noè. È rientrato in carcere il 18 settembre successivo ed il 23 ottobre è consegnato alle Ss per essere inviato a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 21 novembre 1944 e gli è assegnato il n. 110271. Trasferito a Gusen, vi è morto il 27 febbraio 1945.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta deceduto il 19 gennaio 1945.
Germanetti, Amedeo. Nato a Tollegno (Bi) il 17 gennaio 1905, operaio, coniugato, con un figlio. Arrestato a Tollegno, il 13 gennaio 1944, per rappresaglia, con Giovanni Conti e Mario Gilardino, a seguito degli scioperi del 22 dicembre 1943. Condotto dalle Ss nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 26 gennaio per essere condotto a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58900. Trasferito a Gusen, vi è morto il 2 dicembre 1944.
Germano, Michelangelo (Angelo). Nato a Camburzano (Bi) il 27 settembre 1927. Residente a Biella, dove è arrestato il 25 febbraio 1944. Deportato per Schutzhaft-Politisch a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58901. Trasferito a Gusen, ha lavorato al Revier del campo. Sopravvissuto.
Gilardino, Mario. Nato a Pralungo (Bi) il 15 agosto 1910, contadino. Residente a Tollegno (Bi), dove è arrestato, il 13 gennaio 1944, con Amedeo Germanetti e Giovanni Conti, per rappresaglia, a seguito degli scioperi del 22 dicembre 1943. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58907. Trasferito a Gusen, vi è morto il 10 ottobre 1944.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta deceduto a Melk il 12 marzo 1945.
Gili, Leo. Nato a Tollegno (Bi) nel 1913, tessitore. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58909. Trasferito a Gusen, vi è morto l'8 dicembre 1944.
Giusti, Giovanni. Nato ad Alatri (Fr) il 14 febbraio 1916, studente. Arrestato a Sordevolo (Bi) l'11 dicembre 1943 e condotto nel carcere di Biella Piazzo da militi germanici. È uscito dal carcere il 26 gennaio 1944, consegnato ai medesimi, per essere condotto a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58915. Sopravvissuto.
Grattarola, Mario. Nato a Vercelli il 27 febbraio 1903, meccanico. Arrestato a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58923. Trasferito al sottocampo del Castello di Hartheim, vi è morto il 31 agosto 1944.
Gros Jacques, Pietro. Nato ad Alagna Valsesia (Vc) il 18 aprile 1918. Residente a Scopa (Vc). Deportato a Buchenwald, il 29 ottobre 1944 è trasferito a Dachau, dove gli è assegnato il n. 135399 e vi è morto il 9 giugno 1945.
Guabello, Giacomo. Nato a Mongrando (Bi) il 30 aprile 1907. Residente ad Occhieppo Inferiore (Bi), operaio meccanico, sposato il 23 aprile 1943 con Maria Miramonti. Arrestato a Netro (Bi) durante l'azione di polizia dell'8 dicembre 1943. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58925. Trasferito a Gusen. Sopravvissuto.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta un trasferimento a Gusen-Georgen Mühle.
Gualotto, Giovanni. Nato a Costanzana (Vc) il 27 luglio 1923. Residente a Vercelli. Deportato come internato militare allo Stalag X-B di Wietzendorf. Trasferito il 18 ottobre 1943 a Dora Mittelbau, in quel periodo sottocampo di Buchenwald, dove gli è assegnato il n. 0294. L'8 dicembre risulta ricoverato al Revier di quel campo. È morto a Dora Mittelbau il 22 aprile 1944.
In Archivio del Comitato internazionale della Croce rossa, Servizio internazionale delle ricerche, Arolsen, è classificato appunto come "Kriegsgefangener"8; in Presidenza del Consiglio dei ministri, Elenchi nominativi delle domande accolte per gli indennizzi di cittadini italiani colpiti da misure di persecuzione nazionalsocialista di cui alla legge 6 febbraio 1963, n. 404, Roma, 22 maggio 1968, in "Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana", n. 130, 22 maggio 1968, è indicato "Albania" quale luogo dell'arresto.
Guarino, Delfino. Nato a Biella il 7 agosto del 1890. Deportato a Mauthausen e successivamente trasferito al sottocampo del Castello di Hartheim. È morto il 21 agosto 1944.
In Valeria Morelli, I deportati italiani nei campi di sterminio 1943-45, Milano, Scuole grafiche Artigianelli, 1965, risulta immatricolato con il n. 60030, che in Hans Marsalek, Mauthausen, Milano, La Pietra, 1977, risulta assegnato il 25 aprile 1944 anche ad italiani, benché in quella data non risulti, in Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti, cit., l'arrivo di convogli dall'Italia.
Hasdà, Giacomo Augusto. Coniugato con Ermelinda Bella Segre, di Trino (Vc). Nato a Livorno l'8 agosto 1869, residente a Pisa e rabbino in quella città. Arrestato, con la moglie, a Pisa il 5 novembre 1943 perché ebreo. Deportato ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, il 14 novembre 1943.
Jaffe, Silvio. Coniugato con Valentina Colombo. Nato a Casale Monferrato (Al) il 10 febbraio 1891. Residente a Vercelli. Internato il 10 giugno 1942 nel campo di concentramento di Urbisaglia (Mc) e, successivamente, di Castelraimondo (Mc) e di Caldarola (Mc), è tornato in libertà nell'agosto 1943. Successivamente è arrestato una prima volta, come "ebreo antifascista", il 30 novembre 1943 ed una seconda volta il 28 marzo 1944, "per essere inviato in campo di concentramento". Rinchiuso nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli, è deportato a Fossoli e, successivamente, ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, il 23 maggio 1944.
Jona, Annetta. Sorella di Felice e Giuseppe Jona. Nata il 22 luglio 1881 a Vercelli, dove è residente prima dell'arresto. Arrestata a Torino il 29 luglio 1944 perché ebrea. Deportata a Bolzano, dove è giunta il 28 ottobre 1944. È morta ad Auschwitz in data sconosciuta.
Jona, Enrichetta. Figlia di Felice. Nata il 9 ottobre 1919 a Vercelli, dove è residente prima dell'arresto, maestra elementare. Arrestata a Varallo (Vc) l'11 maggio 1944, con i genitori Felice e Gina Segre, perché ebrea. Rinchiusa nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli, è deportata a Fossoli e, successivamente, ad Auschwitz, dove è giunta il 30 giugno 1944. È morta a Theresienstadt il 9 maggio 1945.
Dario Colombo, in una testimonianza orale, Vercelli, 1989, riferisce di voci che collocano il decesso a Trieste.
Jona, Felice. Coniugato con Gina Segre. Nato il 20 aprile 1878 a Vercelli, dove è residente prima dell'arresto. Arrestato l'11 maggio 1944 a Varallo (Vc), con la sua famiglia, perché ebreo. Rinchiuso nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli, è deportato a Fossoli e, successivamente, ad Auschwitz, dove è giunto il 30 giugno 1944 e vi è morto in data sconosciuta.
Jona, Giuseppe, fratello di Annetta e Felice Jona. Nato a Vercelli il 2 dicembre 1876. Arrestato a Torino il 29 luglio 1944 perché ebreo. Deportato a Bolzano e, successivamente, ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, il 28 ottobre 1944.
Lanza, Luigi. Nato a Cavaglià (Bi) l'8 gennaio 1924, contadino. Arrestato a Cavaglià, località Cascina Regina, il 12 dicembre 1943 durante un rastrellamento. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58939. Trasferito a Gusen, vi è morto il 18 gennaio 1945.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta deceduto il 5 aprile 1945.
Lasagna, Carlo. Nato a Montacuto (Al) il 18 agosto 1909. Residente a Cerrione (Bi), contadino. Arrestato a Tortona. Deportato a Dachau il 14 ottobre 1944, gli è assegnato il n. 110544 e vi è morto il 26 aprile 1945.
In Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti, cit., non sono indicati convogli in arrivo dall'Italia il 14 ottobre 1944, ma in Paul Berben, Histoire du camp de concentration de Dachau, 1933-1945, Bruxelles, Comité intérnational de Dachau, 1976, è indicato in quella data l'ingresso di 233 deportati senza ulteriori indicazioni.
Lattes, Leone Davide. Nato a Torino il 13 giugno 1891. Residente in provincia di Torino. Arrestato a Ronco Biellese (Bi) il 21 settembre 1943 perché ebreo. Condotto in carcere a Torino e Milano, è deportato ad Auschwitz, dove è giunto il 6 febbraio 1944. È morto nell'ottobre 1944.
Leblis, Giuseppe. Nato il 25 luglio 1873 a Vercelli, dove è residente prima dell'arresto. Ingegnere, insegnante, presidente della Comunità israelitica di Vercelli. Rifugiatosi dopo l'8 settembre a Condove, frazione di Mocchie (To), vi è arrestato il 20 dicembre 1943 perché ebreo. Condotto in carcere a Torino e Milano, è deportato ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, il 6 febbraio 1944.
Levi, Aurelia Allegra. Nata a Vercelli il 24 settembre 1874. Residente in provincia di Milano. Arrestata alla frontiera italo-svizzera nell'ottobre 1943, con la figlia Emma Laura Finzi, perché ebrea, è condotta in carcere a Como e a Milano. Deportata ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, l'11 dicembre 1943.
In Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria, cit., si dice coniugata con Leone Finzi, che non risulta essere stato deportato.
Lombroso, Prospero. Nato a Siena il 15 marzo 1905. Residente in provincia di Torino. Arrestato a Borgosesia (Vc) perché ebreo. Deportato a Flossenbürg il 14 gennaio 1945, dove gli è assegnato il n. 21585 e vi è morto il 14 aprile 1945.
Al n. 21585 corrispondono, in Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti, cit., gli arrivi del mese di settembre, durante il quale, dall'Italia, è giunto un solo convoglio partito da Bolzano il 5 settembre 1944.
Macchieraldo, Mario Giuseppe. Nato a Cavaglià (Bi) il 26 dicembre 1921, operaio meccanico. Arrestato a Cavaglià nel marzo 1944 per collaborazione con i partigiani. Deportato per Schutzhaft, è giunto a Dachau il 22 ottobre 1944 e gli è assegnato il n. 117262. Trasferito il 28 novembre 1944 a Barth, sottocampo di Ravensbrück, dove gli è assegnato il n. 12631. Deceduto in data e luogo sconosciuti.
Mainelli, Mario. Nato a Cavaglià (Bi) l'11 novembre 1896, coniugato, invalido di guerra, attivista comunista. Residente a Biella, dove è arrestato, a casa di Angelo Cova, durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943. Deportato per Schutzhaft-Politisch a Mauthausen, dove è giunto il 14 gennaio 1944 e gli è assegnato il n. 42318. Trasferito al sottocampo del Castello di Hartheim, vi è morto il 15 luglio 1944.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta riconosciuto partigiano caduto.
Mairone, Antonio. Nato a San Germano Vercellese (Vc) il 14 gennaio 1900. Residente a Torino, operaio alla Fiat Ferriere, è arrestato l'11 marzo 1944. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 58954. Morto a Mauthausen il 20 aprile 1945.
Malvezzi, Marcello. Nato a Intra (No) nel 1914, autista. Residente a Biella, dove è arrestato nel gennaio 1944. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 26 gennaio, consegnato a militari del Comando germanico per essere condotto a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 ed è morto il 6 dicembre 1944.
Manione, Almo Enzo. Nato il 3 gennaio 1924 a Candelo (Bi), dove è residente prima dell'arresto. Arrestato il 7 ottobre 1944. Trasportato a Bolzano e, successivamente, deportato per Schutzhaft a Dachau, dove è giunto il 9 ottobre 1944 e gli è assegnato il n. 113389. Trasferito il 27 ottobre a Bad Gandersheim, sottocampo di Buchenwald, dove gli è assegnato il n. 94467 e vi è morto il 4 aprile 1945.
In Presidenza del Consiglio dei ministri, Elenchi nominativi delle domande accolte per gli indennizzi, cit., è indicato "Montegrappa" come luogo dell'arresto; in Lotta di liberazione nel Biellese, cit., si dice che faceva parte della 50a brigata col nome di battaglia "Caramba".
Martinetto, Ilder. Nato a Netro (Bi) il 25 maggio 1918, operaio meccanico. Arrestato a Netro durante l'azione di polizia dell'8 dicembre 1943. Condotto in carcere a Torino, è deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 21 febbraio 1944 e gli è assegnato il n. 53421. Subito trasferito a Gusen, vi è morto il 6 aprile 1945.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta di professione piallatore nelle Tl.
Mellino, Gaetano. Nato a Crotone (Cz) il 19 luglio 1895. Residente a Genova, commerciante di tessuti. Arrestato a Biella, a casa di Angelo Cova, durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 14 gennaio 1944 e gli è assegnato il n. 42292. Trasferito a Ebensee, probabilmente il 28 gennaio 1944, vi è morto il 29 marzo successivo.
Migliau, Giuseppe, coniugato con Maria Bice Segre. Nato a Vercelli il 13 giugno 1871. Residente in provincia di Genova. Arrestato a Chiavari (Ge) il 31 gennaio 1944 perché ebreo. Condotto in carcere a Genova, è deportato a Fossoli e, successivamente, ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, il 26 febbraio 1944.
Milano, Oreste. Nato a Fontanetto Po (Vc) il 9 gennaio 1898, impiegato comunale, coniugato. Residente a Roasio (Vc), dove è arrestato il 15 gennaio 1944, con Severino Zanone, per collaborazione con i partigiani. Condotto al carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 26 gennaio 1944, consegnato a militari del Comando germanico per essere condotto a Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944, gli è assegnato il n. 58992 e vi è morto il 16 novembre 1944.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta deceduto il 20 maggio 1944; in Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., è segnalato un trasferimento a Gusen-Zillembau.
Milano, Primo. Nato a Netro (Bi) il 14 settembre 1920, operaio meccanico. Arrestato a Netro durante l'azione di polizia dell'8 dicembre 1943. Deportato a Mauthausen, vi è giunto il 21 febbraio 1944 e gli è assegnato il n. 53427. Trasferito al sottocampo di Wien-Schwechat. Risulta deceduto a Mauthausen il 28 settembre 1944.
Mischiatti, Gino. Nato a Taglio di Po (Ro) il 9 novembre 1914, operaio. Residente a Vercelli, dove è arrestato. Deportato, con Aldo Buffa, come lavoratore civile; con lui tenta una fuga ed è arrestato a Villach (Austria) e condotto a Dachau, dove è entrato probabilmente il 20 ottobre 1944. Sopravvissuto.
Monticelli, Mario. Nato a Mairago (Mi) il 1 dicembre 1904, macellaio, coniugato. Residente a Sordevolo (Bi), dove è arrestato durante l'azione di polizia dell'8 dicembre 1943. Deportato a Mauthausen, vi è giunto il 20 marzo 1944. Subito trasferito a Gusen I, dove è morto il 2 febbraio 1945.
Mossotti, Alberto. Nato a Longlaville (Francia) l'8 aprile 1908. Residente a Biella, operaio tessile, coniugato, con quattro figli. Arrestato per rappresaglia l'11 febbraio 1944. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 22 febbraio condotto a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59007. Trasferito a Gusen II, vi è morto il 18 febbraio 1945.
In Archivio privato di Italo Tibaldi è indicato l'8 marzo e non il 18 febbraio quale data di morte.
Motta, Giovanni. Nato a Vercelli il 23 gennaio 1897, coniugato. Residente a Torino, dove è arrestato. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59008. È morto a Mauthausen il 29 dicembre 1944.
Muggia, Celestina. Nata a Trino (Vc) il 1 maggio 1870. Arrestata a Casteldelfino (Cn) il 28 marzo 1944 perché ebrea. Condotta in carcere a Torino, è deportata a Fossoli e successivamente ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 23 maggio 1944.
Musati, Clemente. Nato a Roccapietra, frazione di Varallo (Vc), il 13 marzo 1910, panettiere e, durante la guerra, ufficiale pilota di aviazione. Rientrato dopo l'8 settembre 1943 a Roccapietra, è arrestato il 29 settembre 1944 per collaborazione con i partigiani. Deportato a Bolzano e, successivamente, per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 21 novembre 1944 e gli è assegnato il n. 110341. Trasferito al sottocampo di Melk, vi è morto il 5 febbraio 1945.
Nerva, Alfredo. Nato il 1 marzo 1906 a Cavaglià (Bi), dove è residente prima dell'arresto. Calzolaio, sposato, con due figli. Arrestato a Trieste e deportato dalla SiPo9 di quella città, come Politisch, a Buchenwald, dove è giunto il 6 ottobre 1944 e gli è assegnato il n. 105208. È morto a Buchenwald il 14 marzo 1945.
Secondo la testimonianza orale di Ugo Giono, Cavaglià, 1987, prima della deportazione pare sia stato utilizzato, in Italia, dalle Ss, come calzolaio.
Nerva, Lorenzo. Nato il 13 luglio 1906 a Cavaglià (Bi), dove è residente prima dell'arresto. Arrestato a Vercelli, è deportato per Schutzhaft a Dachau, dove è giunto il 20 ottobre 1944 e gli è assegnato il n. 117264. È morto il 3 marzo del 1945.
Nicola, Danilo. Figlio di Gioacchino. Nato a Torino l'8 maggio 1910, radiotecnico. Residente a Sordevolo (Bi), dove è arrestato durante l'azione di polizia dell'8 dicembre 1943. Condotto in carcere a Torino, è deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944. Sopravvissuto.
Dalle testimonianze orali di Adriano Peretto, ex deportato, Netro, 1982, 1984, 1985, risulta trasferito al campo di Flossenbürg, dal quale è rientrato a Mauthausen, con Maggiorino Vivaldi, l'8 aprile 1945.
Nicola, Gioacchino. Padre di Danilo. Nato a Casale Monferrato (Al) il 18 agosto 1884, sarto, comunista. Residente a Sordevolo (Bi), dove è arrestato durante l'azione di polizia dell'8 dicembre 1943. Condotto in carcere a Torino, è deportato a Mauthausen il 7 agosto 1944. Sopravvissuto.
Nicolo, Celeste. Nato a Sordevolo (Bi) il 5 febbraio 1900. Emigrato in Francia, è rientrato a Sordevolo dopo lo scoppio della guerra, tornitore meccanico, comunista, in collegamento con il movimento clandestino antifascista. Arrestato a Sordevolo, con Placido Comotto e Alfonso Pedrazzo, il 15 gennaio 1944. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59017. Trasferito al sottocampo di Wien-Schwechat, vi è morto il 27 maggio 1944.
Nissim, Augusta. Nata a Vercelli il 19 settembre 1885. Residente a Milano. Arrestata a Luino (Va) il 6 dicembre 1943 perché ebrea. Condotta in carcere a Varese e a Milano, è deportata a Fossoli e, successivamente, ad Auschwitz, dove è giunta il 6 agosto 1944 e vi è morta in data sconosciuta.
Nolli, Cesidio. Nato a Casale Corte Cerro (No) il 13 marzo 1913, sarto. Residente a Biella, dove è arrestato durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943. Condotto in carcere a Torino, è deportato a Mauthausen, dove è giunto il 21 febbraio 1944 e gli è assegnato il n. 53380. Trasportato al sottocampo del Castello di Hartheim, vi è morto il 17 luglio 1944.
Norzi, Anna Luciana. Figlia di Guido. Nata a Casale Monferrato (Al) il 27 aprile 1931. Residente a San Remo (Im), dove è arrestata con il padre il 25 novembre 1943 perché ebrea. Deportata ad Auschwitz, dove è giunta l'11 dicembre 1943. Deceduta in luogo e data sconosciuti.
Norzi, Edvige. Coniugata con Vittorio Ottolenghi. Nata a Vercelli il 16 febbraio 1879. Residente a San Remo (Im), è arrestata il 26 novembre 1943 perché ebrea. Condotta in carcere a Genova e a Milano, è deportata ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, l'11 dicembre 1943.
Norzi, Guido. Padre di Anna Luciana. Nato a Vercelli il 5 settembre 1886. Residente a San Remo (Im), dove è arrestato il 25 novembre 1943, con la figlia, perché ebreo. Condotto in carcere a Genova e a Milano, il 6 dicembre 1943 è deportato ad Auschwitz, dove è giunto l'11 dicembre 1943 ed è morto il 31 gennaio 1944.
Novelli, Vittorino. Nato a Postua (Vc) il 16 maggio 1915, muratore. È arrestato a Postua durante il rastrellamento del 25 gennaio 1944. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, il 26 gennaio è consegnato a militari del Comando germanico per essere condotto a Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59015, il 24 seguente è trasferito a Gusen. Sopravvissuto.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta trasferito a Gusen-Steyr.
Obernbreit, Adele, coniugata con Samuele Oberzanek. Nata il 26 febbraio 1898. Internata nel campo di concentramento di Ferramonti (Cs) il 2 luglio 1940 e trasferita ad Asti il 15 ottobre del 1941. Risulta arrestata, con la famiglia, sulle montagne biellesi nel giugno 1944 perché ebrea. Condotta in carcere a Milano, è deportata ad Auschwitz, dove è giunta il 6 agosto 1944. Sopravvissuta, è liberata a Gross Rosen.
In Francesco Follino, Ferramonti un Lager di Mussolini. Gli internati durante la guerra, Cosenza, Edizioni Brenner, 1985, risulta trasferita da Ferramonti a Rogliano (Cs) il 3 agosto e rientrata a Ferramonti il 2 dicembre 1940.
Oberzanek, Emanuele. Figlio di Samuele e Adele Obernbreit. Inviato nel campo di concentramento di Ferramonti (Cs) il 2 luglio 1940 e trasferito ad Asti il 15 ottobre del 1941. Risulta arrestato, con la famiglia, sulle montagne biellesi nel giugno 1944 perché ebreo. Condotto in carcere a Milano, è deportato ad Auschwitz, dove è giunto il 6 agosto 1944 e vi è morto in data sconosciuta.
In Francesco Follino, Ferramonti un Lager di Mussolini, cit., risulta trasferito da Ferramonti a Rogliano (Cs) il 3 e rientrato a Ferramonti il 2 dicembre 1940.
Oberzanek, Samuele. Coniugato con Adele Obernbreit. Cittadino jugoslavo. Inviato nel campo di concentramento di Ferramonti (Cs) il 2 luglio 1940 con la moglie e i due figli e trasferito ad Asti il 15 ottobre del 1941. Arrestato con la famiglia sulle montagne biellesi nel giugno 1944 perché ebreo. Condotto in carcere a Milano, è deportato ad Auschwitz, dove è giunto il 6 agosto 1944. Deceduto in luogo e data sconosciuti.
Oberzanek, Thea. Figlia di Samuele e Adele Obernbreit. Inviata nel campo di concentramento di Ferramonti (Cs) il 2 luglio 1940 e trasferita ad Asti il 15 ottobre del 1941. Risulta arrestata, con i genitori, sulle montagne biellesi nel giugno 1944 perché ebrea. Condotta in carcere a Milano, è deportata ad Auschwitz, dove è giunta il 6 agosto 1944. Sopravvissuta.
In Francesco Follino, Ferramonti un Lager di Mussolini, cit., risulta trasferita da Ferramonti a Rogliano (Cs) il 3 agosto e rientrata a Ferramonti il 2 dicembre 1940; in Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria, cit., risulta coniugata con Ashkenase.
Ogliaro, Alfonso. Nato a Biella il 30 maggio 1897. Formatosi politicamente a Biella, dove era stato consigliere comunale, e trasferitosi a Torino, era divenuto organizzatore del sindacato degli edili e membro della prima direzione clandestina del Psi. Schedato nel Casellario politico centrale dal 1918. Arrestato a Torino nel marzo 1944 durante un'azione di polizia che aveva coinvolto l'organizzazione clandestina socialista di quella città. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 24 giugno 1944 e gli è assegnato il n. 76483. Trasferito al sottocampo di Gusen, vi è morto il 20 febbraio 1945.
Ogliaro, Renzo. Nato nel 1920. Residente a Biella. Arrestato, è incarcerato anche a Milano. Deportato a Bergen-Belsen, vi è morto il 2 luglio 1944.
Orla, Antonio. Nato a Graglia (Bi) il 22 settembre 1918, falegname. Residente a Netro (Bi), dove è arrestato durante l'azione di polizia dell'8 dicembre 1943. Condotto in carcere a Torino, è deportato a Mauthausen, dove è giunto il 21 febbraio 1944 e gli è assegnato il n. 53434. Deceduto a Mauthausen il 1 dicembre 1944.
In Archivio del Comitato internazionale della Croce rossa, cit., risulta trasferito ad Auschwitz il 1 dicembre 1944, data che coincide con la morte; in Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, cit., si dice morto ad Ebensee, dato non confermato in Freund Florian, KZ Zement Ebensee. Il campo di concentramento di Ebensee "commando" di Mauthausen e l’industria missilistica, a cura di Italo Tibaldi, Torino, Aned, 1990; in Lotta di liberazione nel Biellese, cit., è indicato come Andrea Orla.
Ottolenghi, Enrica (Tina). Nata a Vercelli il 10 maggio 1889. Residente a Milano. Arrestata a Vaprio D'Adda (Mi) il 15 dicembre 1943 perché ebrea e condotta in carcere a Milano. Deportata il 6 febbraio 1944 ad Auschwitz, dove è morta in data sconosciuta.
Ottolenghi, Vittorio. Coniugato con Edvige Norzi. Nato ad Alessandria il 18 gennaio 1874. Residente a San Remo (Im), dove è arrestato, con la moglie, il 26 novembre 1943 perché ebreo. Condotto in carcere ad Imperia e successivamente a Milano, è deportato ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, l'11 dicembre 1943.
Ottone, Celso. Nato a Breia (Vc) il 17 ottobre 1913, meccanico. È arrestato a Breia il 19 gennaio 1944, accusato di collaborazione con i partigiani. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 26 gennaio 1944, consegnato a militari del Comando germanico per essere condotto a Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59026. Trasferito a Gusen, vi è morto il 25 aprile 1945.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta trasferito a Gusen-Bergkr. F. il 16 febbraio 1945.
Ovazza, Ada. Coniugata con Eugenio Vitale e figlia di Michelangelo ed Elvira Vitale, di Biella. Nata a Cremona il 13 ottobre 1905. Arrestata, con il marito, la figlia e la madre, il 10 dicembre 1943 a Chiavenna (So) perché ebrea. Deportata il 6 febbraio 1944 ad Auschwitz, dove è morta in data sconosciuta.
Patriarca, Carlo. Nato il 21 aprile 1892 a Gattinara (Vc), dove è residente prima dell'arresto. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 24 giugno 1944 e gli è assegnato il n. 76500. Trasferito a Ebensee, vi è morto il 3 aprile 1945.
In Archivio del Comitato internazionale della Croce rossa, cit., alla voce categoria o ragione dell'arresto, risulta sia Schutzhaft che "Berufsver-brecher"10.
Pedrazzo, Alfonso. Nato a Netro (Bi) il 15 aprile 1904. Residente a Sordevolo (Bi), tornitore, coniugato, con tre figli. Arrestato il 15 gennaio 1944 alle Officine di Sordevolo per attività antifascista. Condotto in carcere a Biella e a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59044. Il 29 marzo successivo è trasferito a Gusen II, dove è morto il 13 aprile 1944.
In Archivio comunale di Sordevolo risulta che il 7 ottobre 1944 alla famiglia giunse la notizia che Pedrazzo era morto durante un bombardamento; in Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., la morte è registrata a Mauthausen.
Peretto, Adriano. Nato a Netro (Bi) il 23 luglio 1922, tornitore meccanico. Arrestato a Netro (Bi) durante l'azione di polizia dell'8 dicembre 1943. Condotto con gli altri arrestati a Biella all'albergo Principe, sede del Comando militare tedesco, e, successivamente, a Torino, è deportato a Mauthausen, dove è giunto il 21 febbraio 1944, gli è assegnato il n. 53438 e ha lavorato come operaio meccanico. Sopravvissuto.
Perino, Luciano. Nato a Cavaglià (Bi) l'11 febbraio 1928. Trasferitosi in Francia, dove è arrestato a St. Jeoire. Deportato al campo di Neuengamme il 24 maggio 1944, gli è assegnato il n. 30768. Successivamente trasferito a Ravensbrück, vi è morto il 17 maggio 1945.
Perona, Dante. Nato a Graglia (Bi) il 12 febbraio 1922, impiegato. Residente a Biella. Arrestato a Graglia nel febbraio 1944, è condotto da militi germanici nel carcere di Biella Piazzo, da cui è uscito il 22 dello stesso mese per essere condotto a Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59051. Trasferito il 24 marzo successivo al campo di Gusen, vi è morto il 26 aprile 1945
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., si segnala che nella lista d'ingresso del lager la morte è indicata al 2 gennaio 1945.
Perona, Quinto. Nato a Biella il 9 giugno 1893, calzolaio, coniugato, con una figlia. Arrestato a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59052. Successivamente trasferito a Gusen, vi è morto il 19 luglio 1944.
Piantino, Giovanni. Nato a Rosazza (Bi) nel 1898. Residente a Ponderano (Bi), filatore. Arrestato a Zubiena (Bi) il 13 maggio 1944. Condotto in carcere a Biella ne è uscito l'8 giugno 1944, consegnato a militi germanici, per essere condotto a Torino. Deportato, è morto a Rastat (Baden), sottocampo di Schirmek-Vorbruck, il 17 dicembre 1944.
Picco, Andrea. Nato il 24 giugno 1887 a Trino (Vc), dove è residente prima dell'arresto, pensionato. Si era trasferito a Biella come vicesegretario comunale nella prima amministrazione socialista della città. Destituito dopo l'avvento del fascismo, aveva continuato a lavorare come impiegato comunale. È arrestato per attività antifascista a Torino il 22 ottobre 1943. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, vi è giunto il 21 febbraio 1944 e gli è assegnato il n. 53441. Successivamente trasferito a Gusen I, vi è morto il 1 marzo 1945.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta accusato di organizzare bande armate in val Chisone e deceduto il 3 marzo 1945; in Gino Valenzano, L’inferno di Mauthausen (come morirono 5.000 italiani deportati), Torino, S.A.N., 1945, si afferma che lavorava alla Steyr.
Pick, Gabriella. Madre di Irene Fuchs. Cittadina jugoslava. Arrestata sulle montagne biellesi perché ebrea. Deportata da Verona ad Auschwitz, dove è giunta il 6 agosto 1944 ed è morta in data sconosciuta.
Pogliano, Francesco. Nato a Vercelli il 12 aprile 1895. Deportato a Mauthausen, vi è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59028. Trasferito al sottocampo di Wien-Hinterbrühl, vi è morto il 31 marzo 1945.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., risulta che all'arrivo si dichiara meccanico.
Poj, Pietro. Nato a Palazzolo Vercellese (Vc) il 25 luglio 1916. Deportato a Mauthausen, dove gli è assegnato il n. 90175. È morto nel sottocampo di St. Valentin il 31 gennaio 1945.
In Hans Marsalek, Mauthausen, cit., il n. 90175 risulta assegnato il 18 agosto 1944, data in cui è registrato l'ingresso di "1.735 detenuti del campo di concentramento di Dachau e altre entrate". In quella data però non risultano, in Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti, cit., convogli in arrivo dall'Italia.
Pollini, Piero. Nato a Losanna (Svizzera) il 2 gennaio 1921. Arrestato dopo l'8 settembre 1943, è condotto al carcere militare di Gaeta. È deportato a Dachau il 22 settembre 1943 e gli è assegnato il n. 55234. Probabilmente trasferito anche al sottocampo di Ottobrunn. Sopravvissuto.
Si veda inoltre la biografia di Pietro Baghi per informazioni su quel trasporto.
Pugno, Giacinto. Nato a Biella il 12 giugno 1921. Residente a Sordevolo (Bi), elettricista. Arrestato a Biella durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943. Deportato il 21 febbraio 1944 a Mauthausen, dove gli è assegnato il n. 53445 e vi è morto il 13 aprile 1944.
Pugno, Salvatore. Nato il 13 luglio 1899 a Buronzo (Vc), dove è residente prima dell'arresto, commerciante, socialista, coniugato. Arrestato a Torino durante una retata nel marzo 1944. Condotto in carcere a Torino, è deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59078. Il 12 settembre 1944 è trasferito a Gusen. Sopravvissuto.
Dalla conversazione telefonica con Ermes Pugno (figlio di Salvatore Pugno), 1987, risulta che l'8 settembre 1943 è arrestato e condotto in Germania come internato militare anche il figlio di Salvatore Pugno, Ermes, nato nel 1924.
Quazza, Giorgio. Nato a Mosso Santa Maria (Bi) il 30 agosto 1924. Arrestato per attività partigiana a Monte Aquila di Giaveno (To) il 24 dicembre 1944. Condotto in carcere a Torino e, successivamente, a Bolzano, è deportato a Mauthausen, dove è giunto il 1 febbraio 1945. Sopravvissuto.
Ragosa, Roberto. Nato a Biella il 18 aprile 1923, elettrotecnico. Arrestato a Biella durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943. Condotto in carcere a Torino, è deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59086. Subito è trasferito al sottocampo di Gusen. Sopravvissuto.
Ramella, Agostino. Nato a Biella il 7 marzo 1894, panettiere. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944, gli è assegnato il n. 59088 e vi è morto il 23 marzo 1944.
In Fiammetta Spada, I trasporti dal Piemonte verso i campi di sterminio nazisti, cit., si segnala che la lista d'ingresso indica come data della morte il 18 aprile 1945.
Rossetti, Renato. Nato a Biella il 9 agosto 1927. Arrestato in Francia. Deportato a Dachau, immatricolato il 16 settembre 1944, gli è assegnato il n. 109278. Sopravvissuto.
In Dachau, archivio del campo, "Schede personali e sopravvissuti" (consultato da Stefania Corradino, Linda Falcone e Michela Turi, agosto 1987) lo si dice di Grenoble ed è classificato come deportato francese; in Paul Berben, Histoire du camp de concentration de Dachau, cit., è confermata il 14 settembre 1944 l'arrivo a Dachau di due convogli da Natzweiler, Lager in territorio francese.
Rossi, Giuseppe. Nato a Crocemosso, frazione di Valle Mosso (Bi), il 22 giugno 1897. Residente alla frazione Capomosso di Mosso Santa Maria (Bi), operaio meccanico. Comunista, schedato nel Cpc dal 1926 al luglio 1941. Arrestato nella sua abitazione nel mese di febbraio del 1944, è condotto nel carcere di Biella Piazzo da militari germanici. Ne è uscito il 22 dello stesso mese, sempre consegnato ai medesimi, per essere condotto al carcere di Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, vi è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59008. Successivamente è trasferito a Gusen. Sopravvissuto.
Roviero, Giovanni. Nato a Bianzè (Vc) il 24 luglio 1903, falegname. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59111. Trasferito a Gusen, vi è morto il 15 aprile 1944.
Sacerdote, Giuseppe. Nato a Moncalvo (At) il 2 giugno 1889. Arrestato a Fobello (Vc) nel febbraio 1945 perché ebreo. Condotto in carcere a Torino, è deportato a Bolzano, dove è morto il 25 aprile 1945.
Saliceti, Alessio. Nato a Orvieto (Pg) il 31 gennaio 1879, coniugato con una sordevolese, ufficiale dell'Arma dei carabinieri. Residente a Biella, dove è arrestato il 16 febbraio 1944 durante un periodo di licenza. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 22 febbraio per essere condotto a Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, vi è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59119. È morto l'8 settembre 1944 nel sottocampo del Castello di Hartheim.
Schoenstein, Sonia. Coniugata con Alfredo Weiss, di Hermann. Nata a Zagabria (Croazia) il 18 agosto 1909, sarta. Condotta nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli perché ebrea e successivamente trasferita a Milano. Deportata ad Auschwitz, dove è giunta il 6 febbraio 1944. Deceduta in luogo e data sconosciuti.
Schotten, Irma. Coniugata con Desiderio Weisz. Nata a Matersburg (Germania) il 12 maggio 1902, casalinga. Arrestata a Livorno Ferraris (Vc) il 12 dicembre 1943 con il marito e i due figli, Hilda ed Alfredo, perché ebrea e rinchiusa nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli. Trasferita in carcere a Milano, è deportata ad Auschwitz, dove è giunta il 6 febbraio 1944 e vi è morta in data sconosciuta.
Segre, Anna (Annetta). Nata a Vercelli il 24 febbraio 1897. Residente a Genova. Arrestata a Chiavari (Ge) nel novembre 1943 perché ebrea. Condotta in carcere a Milano e successivamente deportata ad Auschwitz, dove è giunta il 6 febbraio 1944 e vi è morta in data sconosciuta.
Segre, Delia. Nata a Genova il 10 dicembre 1891. Residente, dopo l'8 settembre 1943, a Vercelli, dove è arrestata il 27 settembre 1943 perché ebrea. Condotta in carcere a Torino e a Milano, è deportata ad Auschwitz, dove è giunta l'11 dicembre 1943 ed è morta in data sconosciuta. Della famiglia di Delia Segre sono stati deportati anche il cognato Benvenuto Colombo, nato a Fossano (Cn) nel 1892, marito di sua sorella Clara Segre, e il loro figlio, Mario, nato a Torino nel 1914, entrambi arrestati a Torino il 27 ottobre 1943 e deportati ad Auschwitz il 6 dicembre 1943
In Alberto Lovatto (a cura di), "Quando avevo la tua età c’era la guerra". Ricordando fascismo, guerra e Resistenza a Breia e Cellio. Ricerca condotta con (e per) la scuola elementare di Cellio, Borgosesia, Isrsc Vc, 1995, si dice che Delia Segre era sfollata dalla sorella, Lydia Segre, moglie di Aldo Cingoli, di Vercelli.
Segre, Emanuele. Nato a Biella, ebreo, e morto a Roma il 18 ottobre 1943, ucciso dai tedeschi.
In Lotta di liberazione nel Biellese, cit., è indicato il "mitragliamento" quale causa della morte; la data è quella dell'arresto e deportazione di 1.023 ebrei di Roma, ma in Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria, cit., il nominativo non risulta né fra i gli ebrei deportati né fra quelli uccisi in Italia.
Segre, Ermelinda Bella (Bettina). Coniugata con Augusto Hasdà. Nata a Trino (Vc) il 20 dicembre 1875, ma residente a Pisa, dove è arrestata il 5 novembre 1943 perché ebrea. Deportata ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 14 novembre 1943.
Segre, Maria Bice. Coniugata con Giuseppe Migliau, di Vercelli. Nata a Saluzzo (Cn) il 1 settembre 1883. Arrestata a Chiavari (Ge), con il marito, il 31 gennaio 1944 perché ebrea. Condotta a Fossoli e, successivamente, ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 26 febbraio 1944.
Segre, Regina (Gina). Coniugata con Felice Jona. Nata a Casale Monferrato (Al) il 13 luglio 1889. Residente a Vercelli, commerciante. Arrestata a Varallo (Vc) l'11 maggio 1944, con il marito Felice Jona e la figlia Enrica, perché ebrea. Condotta nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli, è deportata a Fossoli e, successivamente, ad Auschwitz, dove è morta in data sconosciuta.
Sigaudo, Fino. Nato a Rive (Vc) il 5 gennaio 1914. Aggiustatore meccanico, operaio alla Fiat spa, è arrestato a Torino il 25 febbraio 1944. Deportato a Mauthausen, dove è giunto l'11 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 57409, successivamente è trasferito a Gusen. Sopravvissuto.
Strada, Giovanni. Nato a Taranto il 23 aprile 1925. Residente a Borgosesia (Vc), operaio. Arrestato a Vaprio d'Agogna (No) il 14 dicembre 1944 perché partigiano e condotto in carcere a Novara. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 4 febbraio 1945 e gli è assegnato il n. 126326. Sopravvissuto.
Tedeschi, Salomone (Nino). Nato a Vercelli il 29 agosto 1879, residente a Torino, sfollato alla frazione Bulliana di Trivero (Bi), dove è arrestato il 7 agosto 1944 perché ebreo. Uscito dal carcere di Biella Piazzo il 12 agosto, è condotto a Bolzano. Successivamente deportato ad Auschwitz dove, giunto il 24 ottobre 1944, gli è assegnato il n. 199883 e vi è morto il 5 dicembre 1944.
In Archivio del Centro di documentazione ebraica contemporanea, cit. risulta coniugato con Angelina Zanone Poma, biellese, nata nel 1879.
Tedeschi, Vittorio. Nato a Vercelli il 28 luglio 1915. Residente a Cuneo. Arrestato a Fossano (Cn) il 27 gennaio 1944 perché ebreo. Condotto in carcere a Torino, è deportato a Fossoli e, successivamente, ad Auschwitz, dove è giunto il 10 aprile 1944. È morto a Mauthausen il 25 aprile 1945.
Timpani, Umberto. Nato ad Antonimina (Rc) il 5 gennaio 1919. Residente a Gaglianico (Bi), impiegato. Arrestato nel dicembre 1943 a Torino. Deportato a Flossenbürg, dove è morto il 2 dicembre 1944.
Da un colloquio non registrato con Maria Reale (vedova di Umberto Timpani), 1987, pare che l'arresto sia avvenuto durante una retata a Torino, dove si era recato per un colloquio di lavoro.
Travostino, Guido. Nato a Biella il 18 gennaio 1908, operaio. Residente a Biella, dove è arrestato il 29 gennaio 1944, accusato di collaborazione con i partigiani. Condotto nel carcere di Biella Piazzo da militari del Comando germanico, il 22 febbraio 1944 è trasferito a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59179. Trasferito a Gusen, vi è morto il 12 marzo 1945.
Turcono, Felice. Nato a Ghislarengo (Vc) il 7 ottobre 1897. Residente a Biella, operaio meccanico. Arrestato il 24 ottobre 1944 con l'accusa di sabotaggio. Condotto dalle Ss nel carcere di Biella Piazzo, è trasferito il 23 dicembre 1944 a Torino. Deportato a Bolzano il 22 gennaio 1945 e, successivamente, per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 4 febbraio 1945 e gli è assegnato il n. 126470. Subito trasferito al sottocampo di Gusen, dove è morto il 25 aprile 1945.
Valetto, Franco. Nato a Torino il 10 giugno 1923. Residente a Sordevolo (Bi), militare. Arrestato dopo l'8 settembre 1943, risulta deceduto a Guben, sottocampo di Gross Rosen, il 20 luglio 1944.
Vanzan, Francesco. Nato a Villadose (Ro) il 30 ottobre 1918. Residente a Vercelli, militare. Arrestato dopo l'8 settembre 1943. Risulta ricoverato all'infermeria del campo di Dora Mittelbau il 31 ottobre 1944 con il n. 0575. Successivamente trasferito ad Ellrich, sottocampo di Dora Mittelbau. La morte è registrata a Dora il 15 maggio 1945.
Venezia, Dante Vittorio. Nato a Vercelli il 28 novembre 1918. Deportato a Buchenwald il 17 gennaio 1945, dove è entrato, consegnato dalla Staats-polizei di Colonia e proveniente dal carcere di quella città. Il 16 marzo 1945 è trasferito al sottocampo di Ohrdruf. Sopravvissuto.
Venturino, Ludovico. Nato il 19 maggio 1924 a Cigliano (Vc), dove è residente prima dell'arresto. Deportato dalla Sipo di Trieste al campo di Dachau, dove è giunto il 28 febbraio 1945 e gli è assegnato il n. 142313. Morto all'infermeria del campo di Dachau il 9 giugno 1945.
In Presidenza del Consiglio dei ministri, Elenchi nominativi delle domande accolte per gli indennizzi, cit., risulta arrestato a Gorizia.
Vercellino, Teresa. Nata a Cigliano (Vc) il 22 maggio 1895, casalinga. Arrestata a Cigliano per attività antifascista il 5 marzo 1944 e condannata ad un anno di confino perché "elemento particolarmente pericoloso". Inviata a Pian di Coreglia, nel comune di Orero (Ge), il 1 novembre 1944 è a Bolzano. Risulta deportata a Ravensbrück. Sopravvissuta.
In Archivio di Stato di Vercelli, cit., risulta che la Questura di Vercelli ne ha perso le tracce e fa richiesta di informazioni in merito ai suoi spostamenti in data 20 marzo 1945.
Villa, Mario. Nato l'11 settembre 1924 a Miagliano (Bi), dove è residente prima dell'arresto, operaio. Partigiano nel distaccamento "Mameli", il 27 febbraio 1944 è arrestato nei dintorni di Piedicavallo (Bi), con Ondina Bellussi, durante un rastrellamento della Flak di Biella. Condotto in carcere a Biella e a Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59194. Subito trasferito a Gusen I e, nel mese di aprile, a Gusen II. Sopravvissuto.
Vineis, Alfio. Nato a Netro (Bi) il 26 dicembre 1920, fucinatore. Arrestato a Netro durante l'azione di polizia dell'8 dicembre 1943. Condotto in carcere a Torino, è deportato a Mauthausen il 21 febbraio 1944, dove gli è assegnato il n. 53466. Trasferito nel marzo 1945 al Kommando di Wels, sottocampo di Ebensee. Sopravvissuto.
Vitale, Aldo. Figlio di Eugenio e Ada Ovazza. Nato a Genova il 28 ottobre 1932, studente. Arrestato, con la sua famiglia, il 10 dicembre 1943 a Chiavenna (So) perché ebreo. Deportato ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, il 6 febbraio 1944.
Vitale, Elvira. Nata a Biella il 20 dicembre 1880. Residente a Milano, casalinga. È arrestata, con la famiglia della figlia Ada Ovazza e del genero Aldo Vitale, perché ebrea il 10 dicembre 1943 a Chiavenna (So) durante un tentativo di espatrio. Deportata ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 6 febbraio 1944.
In Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria, cit., risulta coniugata con Michelangelo Ovazza.
Vitale, Eugenio. Coniugato con Ada Ovazza. Nato a Genova il 3 novembre 1889, impiegato. Arrestato il 10 dicembre 1943 a Chiavenna (So) perché ebreo. Deportato ad Auschwitz, dove è giunto il 6 febbraio 1944. Deceduto in luogo e data sconosciuti.
Vitale, Sergio. Figlio di Eugenio e Ada Ovazza. Nato a Genova il 21 febbraio 1926, studente. Arrestato, con la sua famiglia, il 10 dicembre 1943 a Chiavenna (So) perché ebreo. Deportato ad Auschwitz, dove è giunto il 6 febbraio 1944. Deceduto in data sconosciuta
Vivaldi, Maggiorino. Nato a Netro (Bi) il 29 settembre 1917, fucinatore. Arrestato a Netro, con altri sette compaesani, l'8 dicembre 1943 per attività partigiana. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59202. Trasferito il 16 aprile 1944 a Schwechat, è morto a Mauthausen il 5 maggio 1945, giorno della liberazione del campo.
Dalla testimonianza di Adriano Peretto, cit., risulta trasferito ad un altro campo e rientrato a Mauthausen l'8 aprile 1945.
Waimberg, Giuseppe. Nato il 17 agosto 1905 a Biella, dove è residente prima dell'arresto e gestisce con il padre una tipografia. Ebreo, è arrestato a Biella il 15 giugno 1944 su segnalazione di un biellese. Condotto in carcere a Biella, il 17 giugno è consegnato ad agenti di Ps per essere condotto a Vercelli e, il 6 luglio, a Torino. Deportato ad Auschwitz, dove è giunto il 6 agosto 1944 e vi è morto il 14 novembre successivo.
Weiss, Alfredo, di Hermann. Coniugato con Sonia Schoenstein. Nato a Bielina (ex Jugoslavia) il 12 giugno 1905, impiegato. Rinchiuso nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli perché ebreo. Condotto in carcere a Milano, è deportato ad Auschwitz, dove è giunto il 6 febbraio 1944. Deceduto in luogo e data sconosciuti.
Weiss, Herman fu Davide. Nato a Jakovo (ex Jugoslavia) il 6 ottobre 1875, impiegato. Rinchiuso nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli perché ebreo. Condotto in carcere a Milano, è deportato ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, il 6 febbraio 1944.
Weisskopf, Alois Jacob. Coniugato con Ida Witzman. Nato a Nasetlovitz (Nasedlowtz) il 3 ottobre 1882, impiegato. Arrestato in provincia di Vercelli il 24 gennaio 1944 perché ebreo. Condotto nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli e in carcere a Milano. Deportato ad Auschwitz, dove è morto, ucciso all'arrivo, il 6 febbraio 1944.
Weisz, Desiderio. Coniugato con Irma Schotten. Nato a Mocsonok il 10 maggio 1901, macellaio. Giunto in provincia di Vercelli da Abbazia (Croazia) nel luglio del 1943, per alcuni mesi è rimasto nascosto a Livorno Ferraris (Vc), dove è arrestato, con la moglie ed i figli, Hilda ed Alfredo, dalle autorità italiane il 12 dicembre 1943 perché ebreo. Rinchiuso nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli. Deportato ad Auschwitz il 6 febbraio 1944, vi è morto in data sconosciuta.
In Archivio centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Direzione generale della Pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati, cat. A5g, b. 437, risulta che il figlio Alfredo, essendo stato trasferito per ragioni di salute dal campo dell'Aravecchia di Vercelli all'ospizio di Santhià (Vc), sia sfuggito alla deportazione.
Weisz, Hilda. Figlia di Desiderio e Irma Schotten. Nata a Vienna il 12 novembre 1927, scolara. Arrestata a Livorno Ferraris (Vc), con la sua famiglia, perché ebrea, è deportata ad Auschwitz il 6 febbraio 1944, dove è morta in data sconosciuta.
Witzman, Ida. Coniugata con Alois Jacob Weisskopf. Nata a Lubiana il 1 novembre 1891, casalinga. Condotta nel campo di concentramento dell'Aravecchia di Vercelli perché ebrea ed in carcere a Milano. Deportata ad Auschwitz, dove è giunta il 6 febbraio 1944 e vi è morta in data sconosciuta.
In Giuliana Donati, Ebrei in Italia: deportazione e resistenza, Firenze, Giuntina-Cdec, 1975, risulta nata a Pavlovitz; in Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria, cit., risulta nata in Urss.
Zanone, Severino. Nato a Grenoble, in Francia, il 24 dicembre 1902, commerciante, coniugato. Residente a Roasio (Vc), dove è arrestato, con Oreste Milano, il 15 gennaio 1944 per collaborazione con i partigiani. Condotto in carcere a Biella, il 26 gennaio 1944 è trasferito a Torino. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59209. Trasferito al sottocampo di Gusen II, vi è morto il 10 febbraio 1945.
In Presidenza del Consiglio dei ministri, Elenchi nominativi delle domande accolte per gli indennizzi, cit., risulta morto il 12 marzo 1945.
Zargani, Lina Letizia. Nata a Livorno il 26 maggio 1892. Arrestata a Ronco Biellese (Bi) il 20 settembre 1943 perché ebrea. Condotta in carcere a Torino e successivamente a Milano, è deportata ad Auschwitz, dove è giunta l'11 dicembre 1943 e vi è morta in data sconosciuta.
In Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria, cit., risulta coniugata con Poggetto.
Zerbola, Roberto. Nato a Zimone (Bi) il 9 maggio 1920. Residente a Viverone (Bi), contadino, socialista. Arrestato a Biella durante l'azione di polizia del 7 dicembre 1943. Condotto in carcere a Torino, è deportato per Schutzhaft a Mauthausen, dove è giunto il 21 febbraio 1944 e gli è assegnato il n. 53468. Trasferito a Gusen I e, il 6 giugno, a Gusen II, dove è morto il 23 gennaio 1945.
Zoccola, Armando. Nato a Lessona (Bi) il 17 marzo 1896, coniugato. Residente a Saluzzo (Cn), dove è arrestato il 4 marzo 1944. Deportato a Mauthausen, vi è giunto il 20 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 59217. Trasferito ad Auschwitz il 1 dicembre 1944. Sopravvissuto.
Zumaglini, Ernesto. Nato a Vercelli il 22 ottobre 1886, imprenditore edile. Arrestato a Vercelli il 1 dicembre 1943 per attività antifascista. Condotto in carcere a Torino, è deportato per Schutzhaft-Politisch a Mauthausen, dove è giunto il 14 gennaio 1944, gli è assegnato il n. 42310 e vi è morto il 2 febbraio 1944.


Elenco provvisorio dei deportati nel Lager di Bolzano

Andreotti, Nerino. Nato a Loreo (Ro) nel 1922, tessitore. Residente a Pralungo (Bi), dove è arrestato il 15 novembre 1944. Condotto da militi della brigata "De Piaggi" della Guardia nazionale repubblicana (Gnr) nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 23 dicembre 1944. Deportato a Bolzano, gli è assegnato il n. 8810. Sopravvissuto.
Ardissone, Bruno. Nato in provincia di Vercelli. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10242. Sopravvissuto.
Baccaro, Olivio. Nato a Cologna Veneta (Vr) nel 1911. Residente, prima dell'arresto, a Occhieppo Inferiore (Bi). Arrestato dalla Gnr, è entrato nel carcere di Biella Piazzo il 10 ottobre e ne è uscito il 23 dicembre consegnato alle Ss. Deportato a Bolzano il 20 gennaio 1945, gli è assegnato il n. 8830. Sopravvissuto.
In Franco Chiorino, Per non dimenticare, Candelo, Anpi, sd, risulta a Bolzano con Franco Bianco.
Badone, Alessandro, fratello di Guido. Nato a Biella Cossila nel 1927. Residente a Biella, impiegato. Arrestato, con il fratello Guido, ad Occhieppo Inferiore (Bi) il 15 novembre 1944 da militi della brigata "De Piaggi" della Gnr. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 23 dicembre 1944 consegnato alle Ss. Deportato a Bolzano, gli è assegnato il n. 8822. Sopravvissuto.
Badone, Guido, fratello di Alessandro. Nato a Biella Cossila nel 1927. Residente a Biella, impiegato. Arrestato, con il fratello Alessandro, ad Occhieppo Inferiore (Bi) il 15 novembre 1944 da militi della brigata "De Piaggi" della Gnr. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 23 dicembre 1944 consegnato alle Ss. Deportato a Bolzano, gli è assegnato il n. 8823. Sopravvissuto.
Baratella, Gino. Nato nel 1926. Residente (o nato) a Vigliano Biellese (Bi). Partigiano combattente, nome di battaglia "Corda". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Bernardi, Giuseppe. Nato a Pianezze (Vi) il 31 agosto 1926. Residente a Strona (Bi). Partigiano combattente, nome di battaglia "Furia". Arrestato ad Ailoche (Bi) ai primi di febbraio del 1945. Deportato a Bolzano, dove è giunto alla fine di febbraio e gli è assegnato il triangolo rosso ed il n. 526. Sopravvissuto.
Bertoluzzi, Giovanni. Residente (o nato) a Borgosesia (Vc). Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 8322. Sopravvissuto.
Bertotto, Claudio. Residente (o nato) a Vercelli. Partigiano combattente, nome di battaglia "Bozambo". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10263. Sopravvissuto.
Bessone, Luigi. Residente (o nato) a Vercelli. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 8814. Sopravvissuto.
Bigiordi, Ottavio. Nato nel 1929. Residente (o nato) a Biella. Partigiano combattente, nome di battaglia "Binda". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Biscaro, Mario. Residente (o nato) a Biella. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10307. Sopravvissuto.
Braghin, Ferruccio. Nato nel 1920. Residente (o nato) a Vercelli. Partigiano combattente, nome di battaglia "Gandhi". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Brugnera, Gino. Residente (o nato) a Biella Cossila. Partigiano combattente. Arrestato a Pollone (Bi) il 2 febbraio 1945. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10321. Sopravvissuto.
Buffa, Gerardo. Nato il 3 dicembre 1922 a Vercelli, dove è residente prima dell'arresto. Partigiano combattente, è arrestato in Valsesia il 19 marzo 1945. Condotto a Torino, è deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10302. Sopravvissuto.
Bugnone, Maria. Residente (o nata) a Graglia (Bi). Deportata a Bolzano, dove le è assegnato il n. 3313. Sopravvissuta.
In Luciano Happacher, Il Lager di Bolzano, Trento, Comitato provinciale per il 30o anniversario della Resistenza e della Liberazione, 1979, in un elenco del febbraio 1945 il suo nome porta l'annotazione: "Partita".
Canonica, Mario. Residente (o nato) a Varallo (Vc). Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 8877. Sopravvissuto.
Caporale, Giuseppe. Nato nel 1907. Residente (o nato) a Pettinengo (Bi). Partigiano combattente, nome di battaglia "Madrid". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Cavallini, Renzo. Nato nel 1921. Residente (o nato) a Biella. Partigiano combattente, nome di battaglia "Toti". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Celoria, Nicola. Nato nel 1920. Residente (o nato) a Biella. Partigiano combattente, nome di battaglia "dottor Luca". Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Cenna, Andrea. Residente (o nato) a Crescentino (Vc). Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 6581. Sopravvissuto.
Chiarino, Dardovilio. Residente (o nato) a Borriana (Bi). Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 7880. Sopravvissuto.
In Luciano Happacher, Il Lager di Bolzano, cit., è indicato anche originario di "Sandigliano per Borriana (Biella)".
Correnti, Giuseppe. Nato nel 1924. Residente (o nato) a Biella Cossila. Partigiano combattente, nome di battaglia "Aquila". Arrestato a Pollone (Bi) il 2 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Dalbon, Egislao. Nato nel 1926. Residente (o nato) a Borgosesia (Vc). Partigiano in Valsesia ai primi di febbraio 1945. Deportato al campo di Bolzano. Sopravvissuto.
Gamba, Severino. Nato a Montichiari (Bs) il 7 dicembre 1926. Residente a Ternengo (Bi), filatore. Partigiano combattente, nome di battaglia "Calé", è arrestato a Pollone (Bi) il 2 febbraio 1945. Condotto in carcere a Torino, è deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10312. Sopravvissuto.
In Luigi Moranino (a cura di), Mesi difficili per la 2a brigata, in "l’impegno", a. V, n. 1, marzo 1985, risultano in quella occasione deportati a Bolzano altri trentanove arrestati.
Gamberini, Giuseppe. Nato nel 1926. Residente (o nato) a Casaleggio (No). Partigiano combattente, nome di battaglia "Pippo". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Garbaccio, Jano. Nato nel 1920. Residente (o nato) a Mosso Santa Maria (Bi). Partigiano combattente, nome di battaglia "Dolce". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Germanetti, Ivo. Residente (o nato) a Tollegno (Bi). Partigiano combattente, nome di battaglia "Vento". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10338. Sopravvissuto.
Giacchetti, Bernardino. Residente (o nato) a Tollegno (Bi). Partigiano combattente, nome di battaglia "Ceresa". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Gigli, Alvise. Nato a Schio (Vi) nel 1926. Residente a Biella, cardatore. Arrestato a Roasio (Vc) il 12 novembre 1944. Condotto nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 23 dicembre 1944 consegnato alle Ss. Deportato a Bolzano, gli è assegnato il n. 8826. Sopravvissuto.
Lazzarato, Antonio. Residente (o nato) a Veglio Mosso (Bi). Partigiano combattente, nome di battaglia "Mosca". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10322. Sopravvissuto.
Losa, Estella Leda. Nata a Masserano (Bi) il 2 aprile 1927. Residente a Brusnengo (Bi), casalinga. Arrestata a Carisio (Vc) il 2 settembre 1944. Condotta nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscita il 13 settembre per essere trasferita alla caserma Noè. È rientrata in carcere il 18 settembre 1944 ed il 23 ottobre è consegnata alle Ss per essere inviata a Torino. Deportata a Bolzano, dove le è assegnato il n. 5638. Sopravvissuta.
In Franco Chiorino, Per non dimenticare, cit., risulta che a Bolzano abbia incontrato Franco Bianco.
Manuelli, Giovanni. Nato nel 1923. Residente (o nato) a Biella. Partigiano combattente, nome di battaglia "Clar". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Mateicic (Mattei), Aldo. Nato a Siesak (Croazia) nel 1923, studente. Partigiano combattente, nome di battaglia "Riccio". È arrestato a Magnano (Bi) il 17 gennaio 1945 e condotto al carcere di Biella dalle Ss. Il 26 gennaio 1945 è consegnato ai medesimi per essere trasferito a Torino. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10387. Sopravvissuto.
In Archivio della Casa circondariale di Biella, cit., risulta residente a Camandona (Bi).
Mazzon, Tito. Nato a Venezia Lido nel 1916, dove è residente prima dell'arresto, commerciante. Arrestato a Ronco Biellese (Bi) il 26 ottobre 1944. Condotto dalle Ss nel carcere di Biella Piazzo, è consegnato ai medesimi il 23 dicembre 1944 per essere condotto a Torino. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 8840. Sopravvissuto.
Monformoso, Enzo. Residente (o nato) a Olcenengo (Vc). Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 7891. Sopravvissuto.
Monti, Bruno. Residente (o nato) a Vercelli. Partigiano combattente, nome di battaglia "Corriere". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano dove gli è assegnato il n. 10342. Sopravvissuto.
Mosca, Carlo Remo. Nato nel 1926. Partigiano combattente. Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Ottino, Bruno. Nato nel 1920 a Santhià (Vc), dove è residente prima dell'arresto, commerciante. Arrestato a Biella il 20 novembre 1944. Condotto in carcere a Biella Piazza da militi della "Pontida", ne è uscito il 23 dicembre 1944. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 8824. Sopravvissuto.
Raiteri, Ercole. Residente (o nato) a Roma. Partigiano combattente, nome di battaglia "Tom". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Ramella, Amilcare. Nato a Verrone (Bi) nel 1896, sarto. Residente a Candelo (Bi), dove è arrestato il 13 luglio 1944. Condotto dalle Ss nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 25 luglio 1944. Deportato a Bolzano, gli è assegnato il n. 10310. Sopravvissuto.
Ramella, Pietro. Nato nel 1926. Residente (o nato) a Pralungo (Bi). Partigiano combattente, nome di battaglia "Iena". Arrestato a Pollone (Bi) il 2 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Ramella Bon, Giovanni. Nato a Biella Cossila nel 1923. Partigiano combattente, nome di battaglia "Garibaldi". Arrestato a Biella Vandorno il 1 febbraio 1945. Condotto dalle Ss nel carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 6 febbraio 1945, consegnato ai medesimi per essere condotto a Torino. Deportato a Bolzano, gli è assegnato il n. 10392. Sopravvissuto.
Ramella Pezza, Leni. Nato nel 1920 a Pollone (Bi), dove è residente prima dell'arresto, tornitore. Arrestato a Biella il 22 novembre 1944. Condotto dalle Ss al carcere di Biella Piazzo, ne è uscito il 23 dicembre 1945 consegnato ai medesimi. Deportato a Bolzano, gli è assegnato il n. 8825. Sopravvissuto.
Ramella Pralungo, Armando. Nato a Biella Cossila nel 1922, operaio meccanico. Residente a Biella Vandorno, dove è arrestato il 7 novembre 1944. Condotto nel carcere di Biella Piazzo da militi della "Pontida", ne è uscito il 23 dicembre 1944 consegnato alle Ss. Deportato a Bolzano, gli è assegnato il n. 8839. Sopravvissuto.
Ramella Votta, Angelico. Nato nel 1914. Partigiano combattente, nome di battaglia "Civetta". Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10235. Sopravvissuto.
Rangin, Nestore. Residente (o nato) a Vercelli, frazione Cappuccini. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10353. Sopravvissuto.
Ravanino, Vittorio. Nato a Serravalle Sesia (Vc) nel 1912. Residente a Stroppiana (Vc), bracciante, antifascista. Deportato a Bolzano, gli è assegnato il n. 7628. Sopravvissuto.
Santini, Giuseppe. Nato nel 1926. Residente (o nato) a Vigliano Biellese (Bi). Partigiano combattente, nome di battaglia "Saetta". Arrestato a Pollone (Bi) il 2 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Siviero, Gino. Residente (o nato) a Quinto Vercellese (Vc). Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 7890. Sopravvissuto.
Siviero, Luigi. Residente (o nato) a Quinto Vercellese (Vc). Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 7865. Sopravvissuto.
Stramore, Giovanni. Nato ad Alano di Piave (Bl) nel 1924, operaio meccanico. Residente a Cerrione (Bi), dove è arrestato il 14 ottobre 1944. Condotto in carcere a Biella Piazzo dalle Ss, il 23 ottobre 1944 è consegnato ai medesimi per essere condotto a Torino. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 5607. Sopravvissuto.
Turolla, Aurelio. Residente (o nato) a Palazzolo Vercellese (Vc). Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 8804. Sopravvissuto.
Ugliengo, Gino. Nato nel 1924. Residente (o nato) a Vercelli. Partigiano combattente, nome di battaglia "Marina". Arrestato a Veglio Mosso (Bi) il 7 febbraio 1945. Deportato a Bolzano. Sopravvissuto.
Varesano, Vincenzo. Residente (o nato) ad Andorno Micca (Bi). Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 10405. Sopravvissuto.
Vecchia, Mario. Residente (o nato) a Crescentino (Vc). Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 6583. Sopravvissuto.
Vendemmiate, Alfredo. Residente (o nato) a Vercelli. Deportato a Bolzano, dove gli è assegnato il n. 8768. Sopravvissuto.


Appendice

Riporto qui di seguito alcuni nomi di deportati che, per quanto citati dalle fonti bibliografiche consultate, si riferiscono a: deportati che si sono trasferiti nelle province di Biella e Vercelli dopo la guerra o i cui parenti si sono trasferiti nelle due province; deportati che non hanno relazione di parentela diretta con il territorio esaminato, ma sono citati in qualche caso come vercellesi o biellesi; deportati per i quali, al momento della pubblicazione, non erano disponibili sufficienti informazioni per ricostruirne con certezza la biografia; lavoratori civili coatti compresi tradizionalmente negli elenchi dei deportati anche se non condotti in campi di concentramento riconosciuti come KZ (la maggior parte immatricolati al campo di Dachau); internati militari condotti alla infermeria del campo di Dora Mittelbau e morti in quel campo; lavoratori liberi poi trattenuti coattivamente in Germania e lì deceduti.

Baldanello, Biagio. Nato a Camponogara (Ve) il 3 febbraio 1905, operaio. Arrestato a Camponogara. Deportato a Flossenbürg e, successivamente, al sottocampo di Hersbrück. Morto il 6 dicembre 1944
Bollea, Pietro. Nato in provincia di Vercelli il 4 novembre 1906. Deportato a Dachau il 28 marzo 1945, dove gli è assegnato il n. 146678, vi è morto il 17 aprile dello stesso anno.
In Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti, cit., risulta che nel convoglio per Dachau del 24 marzo l'ultimo numero attribuito è il 146506; il numero di Bollea è stato quindi attribuito successivamente, ma comunque entro il 30 marzo successivo.
Bollini, Aldo. Nato nel 1926 a Canal San Bovo (Tr), dove è arrestato il 21 agosto 1944. Deportato a Dachau il 24 novembre 1944. Sopravvissuto.
Dalla testimonianza orale di Aldo Bollini, Biella-Pavignano, 1983, risulta trasferitosi nel Biellese dopo la fine della guerra.
Bonessio, Sergio. Nato il 3 ottobre 1926 a Tavigliano (Bi), dove è residente prima dell'arresto, decoratore. Arrestato ad Andorno Micca (Bi) il 4 giugno 1944 e deportato in Germania, dove è impiegato alla Spezial-Schleifwerk H. Klostermeier & Co. di Monaco dal 20 giugno 1944 al 1945. Sopravvissuto.
Cattaneo, Dante. Nato a Cervatto (Vc) il 1 agosto 1910. Residente a Milano, coniugato. Deportato in Germania, lavora dal 1 gennaio 1944 per la ditta Bayer di Leverkusen. Il 24 marzo 1945 è incarcerato nella prigione del tribunale militare di Zell am See e successivamente trasferito alla prigione di Salisburgo. Sopravvissuto.
In Archivio comunale di Cervatto risulta deceduto il 9 aprile 1945.
Clemente, Antonio. Deportato a Monaco, dove gli è assegnato il n. 248.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta iscritto all'Abedpg11, ma si tratta probabilmente di lavoratore coatto.
Coda Zabet, Ermanno. Deportato a Dachau, dove gli è assegnato il n. 2907.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta iscritto all'Abedpg, ma si tratta probabilmente di lavoratore coatto immatricolato a Dachau.
Coppa, Elio. Nato nel 1927 a Miagliano (Bi), dove è residente prima dell'arresto, studente. Arrestato ad Andorno Micca (Bi) il 4 giugno 1944 con altri giovani della zona. Condotto alla Casermette di Borgo San Paolo di Torino, è successivamente deportato a Monaco come lavoratore coatto ed occupato in alcune dipendenze di Dachau. Sopravvissuto.
Corona, Pier Giuseppe. Nato a Tronzano (Vc) il 6 luglio 1921 si è trasferito a Tarantasca (Cn) nel 1936. Deportato a Flossenbürg. Deceduto il 14 dicembre 1944 ad Hersbruch bei Nürnberg, sottocampo di Flossenbürg.
Dan, Giovanni. Nato a Baone (Pd) nel 1923, filatore. Militare dal 6 gennaio 1943, inviato in Grecia nel mese di agosto, è arrestato successivamente all'8 settembre 1943. Deportato ad Auschwitz-Monowitz, dove è morto l'11 febbraio 1944.
Dalla conversazione telefonica con Giovanni Dan (fratello di Giuseppe Dan), 1987, risulta che i parenti risiedono in provincia di Vercelli.
De Benedetti, Emilia. Coniugata con Enrico Revere. Nata a Cuneo il 14 aprile 1907. Residente a La Spezia, arrestata a Vezzano Ligure (Sp), con la famiglia, il 3 febbraio 1944. Deportata a Fossoli e da lì ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 26 febbraio 1944.
In Archivio dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli "Cino Moscatelli" risulta che una parente si iscrisse all'Abedpg; in Terenzio Magliano, Mauthausen cimitero senza croci, Torino, Odip, 1970, si trovano notizie sul periodo trascorso a Biella.
De Valle, Giorgio. Nato a Torino il 3 novembre 1905, imprenditore. Arrestato a Torino. Deportato a Mauthausen, dove è giunto il 14 gennaio 1944, gli è assegnato il n. 42283. Trasferito a Melk, è morto il 27 maggio 1945 nell'ospedale americano di Mauthausen.
Dal colloquio non registrato di Luisa Bona (figlia di Flaminio Bona) con Marco Neiretti, Sordevolo, 1987, risulta parente della famiglia Bona, di Sordevolo (Bi); è tradizionalmente considerato fra i deportati di quella località.
Diena, Giacomo. Nato a Torino nel 1887, impiegato. Residente a Novara, dove è arrestato. Ucciso in Italia, in eccidio, il 19 settembre 1943.
In Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria, cit., risulta che il suo nome è inserito nella lapide commemorativa al cimitero ebraico di Vercelli.
Farano, Pasquale. Nato a Barletta (Ba) il 20 maggio 1906. Arrestato a Milano, è deportato. Deceduto a Nordhausen il 4 aprile 1945. Il figlio si è trasferito in provincia di Vercelli nel 1952.
Franchetti, Leonardo. Nato a Vercelli nel 1907, ragioniere. Arrestato a Milano, risulta deceduto a Langenfeld, in Germania, il 25 aprile 1945.
In L’oblio è la colpa, numero unico a cura dell’Associazione ex deportati politici in Germania, Sezione di Milano, 1954, risulta che Langenfeld non è campo ufficialmente riconosciuto; in Piero Ambrosio, Vercellesi, biellesi e valsesiani internati civili durante la seconda guerra mondiale, in "l’impegno", a. XVI, n. 2, agosto 1996, risulta emigrato in Svizzera negli anni trenta; è espulso dalla Confederazione perché sospettato di "attività informativa presso le autorità italiane". Inserito nel Casellario politico centrale, il suo fascicolo contiene informazioni fino al 1935. Dalla testimonianza orale di Dario Colombo, cit., sembra non sia stato arrestato come ebreo; con gli altri prigionieri fu fucilato dai tedeschi prima che questi si ritirassero a causa dell'avanzata dell'esercito sovietico.
Gallo Bona, Gastone. Residente a Biella. Morto a Dachau il 29 aprile 1945.
Gozzolino, Paolo. Di Biella. In Archivio del Centro di documentazione ebraica contemporanea, cit., risulta che i parenti si iscrissero all'Abedpg.
Lanino, Elia. Nato il 9 marzo 1923 a Miagliano (Bi), dove è residente prima dell'arresto, meccanico. Arrestato ad Andorno Micca (Bi) il 4 giugno 1944 con altri giovani della zona. Condotto alle Casermette di Borgo San Paolo a Torino, è successivamente deportato a Monaco come lavoratore coatto ed occupato in alcune dipendenze di Dachau.
Lanino, Remo. Nato ad Ailoche (Bi) il 3 novembre 1908, agricoltore. Dal carcere è deportato in Germania al campo di Magdeburgo.
Levi, Cesarina. Nata a Moncalvo (At) il 5 settembre 1892. Residente a Lucca. Arrestata a Forte dei Marmi (Lu) il 31 dicembre 1943 perché ebrea. Deportata ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 6 febbraio 1944.
In Gianni Zandano, La lotta di liberazione nella provincia di Vercelli. 1943-45, Vercelli, Sete, 1957, è riportato anche Amilcare Levi, che però non compare in Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria, cit., o in altri elenchi.
Levi, Ercolina. Nata a Torino il 12 ottobre 1874. Arrestata perché ebrea, è condotta in carcere a Torino e a Fossoli. Deportata ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 10 aprile 1944.
Mosca, Aurelio. Nato a Biella. Morto a Mauthausen il 12 giugno 1944.
Muraro, Arturo. Nato a Barbona (Pd) nel 1900. Residente a Trivero (Bi), coniugato, manovale. Lavoratore volontario in Germania dal 1941, dove è arrestato dopo l'8 settembre 1943. Morto ad Amburgo il 9 aprile 1945.
Dalla conversazione telefonica con Ida Franco, 1987, risulta deceduto durante un bombardamento.
Nissim, Luciana. Nata a Torino il 20 ottobre 1919. Residente a Torino. Arrestata a Brusson (Ao) il 13 dicembre 1943. Deportata a Fossoli e da lì ad Auschwitz, dove è giunta il 26 febbraio 1944 e le è assegnato il n. 75689. Sopravvissuta.
In Davide Nissim, La campagna razziale e l’aiuto agli israeliti nel Biellese, in Aa.Vv., Il movimento di liberazione nel Biellese, Biella, Centro studi per la storia della Resistenza nel Biellese, 1957, risulta che il padre Davide era residente a Biella ed era responsabile della comunità, per questo Luciana Nissim è ricordata fra i deportati biellesi.
Patruno, Luigi. Nato ad Andorno Micca (Bi). Partigiano della 50a brigata. Morto in Germania.
Piatti, Angelo. Nato a Pontetresa, in Svizzera, nel 1898, invalido. Residente a Biella, dove è arrestato. Condotto nel carcere di Biella Piazzo l'8 agosto 1944, ne è uscito il 13 settembre per essere trasferito alla caserma Noè. Rientrato in carcere il 18 settembre successivo, il 23 ottobre è consegnato alle Ss per essere inviato a Torino. Deportato. Deceduto a Mauthausen in data sconosciuta.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta deceduto a Mauthausen in data sconosciuta; in Archivio della Casa circondariale di Biella, cit.; si afferma che in quella data è uscita dal carcere anche Carla Rosellino, che non risulta sia poi stata deportata.
Piccinini, Domenico. Nato a Carezzano (Al) il 30 luglio 1915. Deportato a Bolzano e successivamente a Mauthausen, dove è giunto il 19 dicembre 1944, gli è assegnato il n. 114064 e vi è morto il 4 giugno 1945.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta che i parenti si iscrissero all'Abedpg; in Presidenza del Consiglio dei ministri, Elenchi nominativi delle domande accolte per gli indennizzi, cit., è indicato l'arresto in "Italia".
Pollino, Felice. Nato a Verolengo (To) il 24 dicembre 1925. Arrestato a Ciriè (To), è deportato a Bolzano e da lì a Dachau, dove è giunto nel marzo del 1945. Sopravvissuto
Pozzo, Giovanni. Nato a Trino (Vc), morto a Mauthausen.
Pramaggiore, Carlo. Nato a Dorzano (Bi) il 15 maggio 1920. Deportato a Dora-Mittelbau, classificato come politico, numero di matricola 28942. Deceduto a Nordhausen/Sachsen-Anhalt, Boelcke-Kaserne il 5 marzo 1945.
Pugliese, Anna (Annetta). Nata a Venezia il 26 maggio 1872. Residente a Torino, dove è arrestata il 5 maggio 1944 perché ebrea. Condotta a Fossoli, è successivamente deportata ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 30 giugno 1944.
In Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria, è indicata come vedova Ottolenghi. Il suo nome è inserito nella lapide commemorativa al cimitero ebraico di Vercelli.
Pugno, Marcello. Nato a Sordevolo (Bi) nel 1916. Condotto come lavoratore coatto in Germania, risulta essere inviato a "Ludwingshaffen (Rhein)-Lager III". È morto nel 1946, a Sordevolo, per i postumi della deportazione.
In Archivio comunale di Sordevolo è conservato un documento del 9 aprile 1944 con il luogo della deportazione.
Quaglio, Zeno. Nato il 27 maggio 1924 a Villa D'Adige (Tn), dove è arrestato il 14 dicembre 1944. Deportato per Schutzhaft a Mauthausen, vi è giunto il 7 febbraio 1945 e gli è assegnato il n. 126373. Morto a Verona, subito dopo il ritorno, il 12 luglio 1945.
Dalla conversazione telefonica con Gastone Quaglio (fratello di Zeno Quaglio), 1987, risulta che i parenti risiedono in provincia di Vercelli.
Rasola, Vincenzo. Nato a Biella il 17 febbraio 1924, operaio meccanico, quale professione dichiarata all'arrivo in campo. Arrestato a Firenze. Deportato a Mauthausen, dove è giunto l'11 marzo 1944 e gli è assegnato il n. 57362. Trasferito a Gusen. Sopravvissuto.
In Presidenza del Consiglio dei ministri, Elenchi nominativi delle domande accolte per gli indennizzi, cit., risulta nato a Cerignola (Fg) il 17 febbraio 1924 e residente a Torino dopo la guerra.
Regis, Lorenzo. Nato a Valmaggia, frazione di Varallo (Vc), l'11 novembre 1907. Deportato a Dora Mittelbau, gli è assegnato il n. 0206 e vi è morto il 29 gennaio 1944.
Revere, Adriana, figlia di Enrico. Nata a La Spezia il 18 dicembre 1934. Residente a La Spezia, arrestata a Vezzano Ligure (Sp), con la famiglia, il 3 febbraio 1944. Deportata a Fossoli e da lì ad Auschwitz, dove è morta, uccisa all'arrivo, il 26 febbraio 1944.
In Archivio dell’Istituto per la storia della Resistenza, cit., risulta che una parente si iscrisse all'Abedpg; in Terenzio Magliano, Mauthausen cimitero senza croci, cit., sono contenute notizie sul periodo trascorso a Biella.
Revere, Enrico, coniugato con Emilia De Benedetti. Nato a Torino il 22 aprile 1904. Residente a La Spezia, arrestato a Vezzano Ligure (Sp), con la figlia e la moglie, il 3 febbraio 1944. Deportato a Fossoli e da lì ad Auschwitz, dove è giunto il 26 febbraio 1944. Deceduto a Flossenbürg il 28 ottobre 1944.
In Archivio dell’Istituto per la storia della Resistenza, cit., risulta che una parente si iscrisse all'Abedpg; in Terenzio Magliano, Mauthausen cimitero senza croci, cit., sono contenute notizie sul periodo trascorso a Biella.
Sacerdote, Debora Dorina. Nata a Casale Monferrato (Al) il 24 novembre 1873. Arrestata a Moncalieri (To) perché ebrea, è trasportata a Fossoli e, successivamente, il 5 aprile 1944, ad Auschwitz-Birkenau, dove è morta il 10 aprile 1944.
In Archivio del Centro di documentazione ebraica contemporanea, cit., risulta coniugata con Diena; in Liliana Picciotto Fargion, Gli ebrei in provincia di Milano: 1943-1945. Persecuzione e deportazione, Milano, Amministrazione provinciale di Milano, 1992, si dice che la figlia Margherita Diena nel dopoguerra risiedeva a Vercelli.
Scagliotti, Francesco. Nato a Vercelli il 28 luglio 1902, agricoltore. Incarcerato in Italia, è deportato in Germania al campo di Magdeburgo.
Sirio, Pietro. Nato a Formigliana (Vc) l'11 marzo 1905. Residente ad Occhieppo Inferiore (Bi), autista. Arrestato a Mongrando (Bi) il 12 giugno 1944, il 17 giugno è registrato in ingresso al carcere a Biella Piazzo con la motivazione: "Partecipazione e favoreggiamento a banda armata". Successivamente è condotto di fronte al Tribunale militare regionale di guerra di Torino. Morto in Germania il 7 dicembre 1944.
In Archivio della Casa circondariale di Biella, cit.; risulta arrestato con Giovanni Anselmo, nato a Mongrando nel 1926, contadino, che è uscito dal carcere di Biella nella stessa data, ma consegnato ai carabinieri.
Tardo, Dario. Residente a Biella. Morto a Sandbostel il 13 ottobre 1943.
Tarello, Efisio. Nato a Torino nel 1892. Residente a Viverone (Bi), manovale. Comunista, diffidato, internato a Scipione di Salsomaggiore (Pr).
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta iscritto all'Abedpg e inviato a Brick, campo 31, dove gli è assegnato il n. 92143.
Tondella, Carlo. Nato il 30 marzo 1906 a Viverone (Bi), dove è residente prima dell'arresto. Arrestato il 5 dicembre 1943 per attività antifascista e internato a Scipione di Salsomaggiore (Pr). Deportato a Dachau.
In Archivio dell'Associazione nazionale ex deportati politici del Piemonte, cit., risulta iscritto all'Abedpg e inviato a Brick, campo 31, dove gli è assegnato il n. 92140; in Piero Ambrosio, "In Spagna per la libertà". Vercellesi, biellesi e valsesiani nelle brigate internazionali (1936-1939), Borgosesia, Isrsc Bi-Vc, 1996 si afferma che, da Scipione di Salsomaggiore, il 13 giugno 1944 è "avviato in Germania per motivi di lavoro".
Trabbia, Armando. Residente (o nato) ad Andorno Micca (Bi), dove è arrestato il 4 giugno 1944. Deportato come lavoratore coatto, è morto in Germania.
Vanelli, Pasquale Angelo. Nato a Moscazzano (Cr) il 7 aprile 1900. Residente a Salussola (Bi), contadino. Arrestato a Moscazzano, è deportato a Mauthausen e successivamente a Gusen, dove è morto il 6 febbraio 1945.
Vaponi, Amorino. Nato e residente ad Andorno Micca (Bi), dove è arrestato il 4 giugno 1944. Condotto alle casermette di Borgo San Paolo a Torino, è deportato il 10 giungo 1944, con destinazione Dachau, per essere però utilizzato come lavoratore coatto. Morto a Weimar nel gennaio 1945.
Varnero, Benedetto. Nato a Ronco Biellese (Bi) il 20 settembre 1905. Deportato a Buchenwald.
Vegetta, Gilio. Nato a Prato Sesia (No) il 30 luglio 1907, residente a Biella. Deportato a Dachau. Deceduto il 31 ottobre 1944.
In Dachau, archivio del campo, cit., risulta immatricolato il 9 novembre 1944 con il n. 123055 e trasferito a Buchenwald il 4 dicembre 1944; in Paul Berben, Histoire du camp de concentration de Dachau, 1933-1945, cit., risulta che il 7 dicembre 1944 è registrato un trasporto da Dachau per Buchenwald di 2.017 deportati; in Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti, cit., si dice che il 9 novembre 1944 non ci sono trasporti dall'Italia per Dachau; in Lotta di liberazione nel Biellese, cit., risulta deceduto il 24 ottobre 1944. In quell'elenco vi è anche un Vegetta Serafino, deportato in Germania e deceduto l'11 ottobre 1944.


Note

1 Qui e nei seguenti per le notizie sui campi si veda Massimo Martini, La deportazione nazista. Organizzazione e catalogo ufficiale dei Lager, Brescia, Istituto per la storia della Resistenza bresciana, 1980.
2 Qui e nei seguenti la data del convoglio è sempre relativa all'arrivo in campo. Per notizie sui convogli si veda Italo Tibaldi, Compagni di viaggio. Dall'Italia ai Lager nazisti. I "trasporti" dei deportati, Torino, Consiglio regionale del Piemonte-Aned, Milano, Angeli, 1994.
3 "Schutzhaft (femminile): fermo protettivo; detenzione cautelativa: internamento nei campi di concentramento degli oppositori del nazionalsocialismo col pretesto di proteggerli dall'ira popolare. Con questo termine si voleva dare una parvenza di legalità agli arresti arbitrari e alle incarcerazioni delle vittime nei Lager", in Aldo Enzi, Il lessico della Germania nazista, Bologna, Patron, 1971, p. 367. Il "concetto" di Schutzhaft, nella Germania di Hitler, trova il suo fondamento nel noto decreto presidenziale di emergenza del 28 febbraio 1933 "per la protezione del popolo e dello stato", in merito al quale, fra gli altri, si veda William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, Einaudi, 1962, p. 301. La definizione, a volte accompagnata dalla specificazione "politisch", è desunta dai documenti provenienti da Arolsen, Archivio del Comitato internazionale della Croce rossa, Servizio internazionale ricerche, alla voce "categoria, o ragione data per l'incarcerazione".
4 Cui corrisponde la definizione di detenuto asociale assegnato a lavoro forzato nel Reich.
5 Qui e in seguito, quando è indicata l'autorità o comando a cui il detenuto è consegnato in uscita dal carcere di Biella, l'informazione è tratta da Casa circondariale di Biella, archivio, "Registro matricolare del Carcere di Biella Piazzo, 8 settembre 1943-25 aprile 1945".
6 Infermeria del campo.
7 Nelle fonti sono riportati i cognomi dei coniugi di cui non si ha notizia di deportazione. Il cognome dei coniugi deportati segue invece il nome dei biografati.
8 Prigioniero militare.
9 A Verona aveva sede il Comando di tutte le forze di polizia e delle Ss. L'operato delle forze di polizia si divideva in: Comando della polizia dell'ordine (Befehlshaber der Ordnungspolizei, sigla: BdO), da cui dipendevano, oltre alla polizia dell'ordine (Ordnungspolizei, sigla: Orpo), la polizia urbana (Schutzpolizei, sigla: Schupo) e la gendarmeria (Gendarmerie); Comando della polizia di sicurezza (Befehlshaber der Sicherheitspolitzei, sigla: BdS), da cui dipendeva la polizia di sicurezza (Sicherheitspolizei, sigla: SiPo).
10 Originariamente Befristeter Vorbengungshäftling poi Berufsverbrecher, sigla: BV, delinquente comune, la sigla era scritta a colori sulla schiena di detenuti e di prigionieri dei Lager, cfr. A. Enzi, op. cit., pp. 133 e 149.
11 Associazione biellese ex deportati politici in Germania.

da: ALBERTO LOVATTO, Deportazione memoria comunità. Vercellesi, biellesi e valsesiani deportati nei Lager nazisti, Milano, Angeli; Torino, Consiglio regionale del Piemonte; Borgosesia, Isrsc Bi-Vc, 1998.
Biografie riedite in questo sito con l'autorizzazione dei coeditori del volume.