I numerosi scontri che si svolsero sul colle del Lys, tra le valli di Lanzo e di Susa, zona di
fondamentale importanza strategica, culminarono nella battaglia del 2 luglio 1944. La distribuzione del
nemico nell'area era capillare, a causa della presenza della linea ferroviaria Torino-Modane,
importante collegamento tra l'Italia occupata e la Francia sud-orientale. I partigiani, solitamente impegnati
in azioni di sabotaggio, a fine giugno decisero di portare una serie di attacchi ai presidi tedeschi
di fondovalle, senza però riuscire nella difficile impresa. La reazione tedesca non si lasciò attendere e
si concretizzò in un'intensificazione dei rastrellamenti, che ebbe come sbocco finale la
sanguinosa battaglia, combattuta a Favella, nel comune di Rubiana, da reparti della
17a brigata Garibaldi "Cima".
La formazione partigiana, cui si erano aggregati una quarantina di ex prigionieri di guerra
sovietici, per la maggior parte georgiani, si dispose a ferro di cavallo per fronteggiare l'attacco nazifascista
e coprire la ritirata dei compagni inermi. La fuga venne ostacolata da alcuni fascisti che, indossato
il fazzoletto rosso dei garibaldini, incitarono i ribelli ad unirsi a loro per poi, giunti a breve
distanza, investirli con raffiche di mitra. Nella battaglia, che si prolungò per due ore, ci furono
numerose perdite: sei georgiani persero la vita e ventisei partigiani catturati dai tedeschi, anziché essere
considerati prigionieri di guerra, vennero trucidati, dopo aver sopportato indicibili torture.
Oggi sul colle del Lys si eleva un monumento dedicato ai circa duemila partigiani caduti
durante la guerra di liberazione nelle valli piemontesi.
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