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Il catalogo raccoglie un'ampia selezione di immagini della mostra omonima, realizzata dall'Archivio fotografico Luciano Giachetti - Fotocronisti Baita e dall'Istituto, con la compartecipazione del Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana.
La riflessione sugli anni 1946-48, per mezzo dell'analisi del materiale prodotto dai Fotocronisti Baita,
ha permesso non solo di individuare tratti comuni tra vicende locali e nazionali, ma di offrire agli spettatori
anche un valido compendio sulla fotografia.
Si vuole sottolineare in questa occasione la duplice valenza che rivestono oggi le immagini. Da un lato, ogni scatto fornisce una serie di informazioni duttili a livello interdisciplinare, applicabili (per citare alcuni
esempi direttamente riconducibili alle sezioni in cui è articolata la mostra) all'antropologia, all'etnografia, alla
storia dell'ambiente urbano e rurale, fino ad arrivare allo studio della comunicazione e, in particolare, della
prossemica dei comizi, ispirata, dopo la dittatura, a una più fluida retorica del gesto e immediatamente codificata
dai diversi - spesso opposti - schieramenti politici.
Dall'altro lato, aspetto ancora più interessante, la visione delle immagini ci serve per misurare quanto
siamo in grado di leggere correttamente una fotografia, ovvero di assimilare in maniera consapevole la
cospicua quantità di dati che ci somministra. Per meglio dire: abbiamo la padronanza necessaria a valutarne i
contenuti o è la fotografia a condizionare, quando non a inibire, il nostro senso critico?
Non ci si può sottrarre al ragionamento mentre un visitatore rileva la mancanza o il rispetto della
par condicio (riferita all'assetto politico attuale) nell'osservare e inventariare simboli o partiti ormai scomparsi da più
di quindici anni; o quando non può frenare l'impulso animistico di toccare o accarezzare le stampe
esposte appena vi scorge un viso conosciuto, amato; oppure nel momento in cui preferisce anche un'unica
immagine a qualsiasi forma di testo, credendola più spontanea ed esaustiva, ma ignorando che, in mancanza del
giusto supporto culturale, è impossibile interrogarla e - di conseguenza - ricevere risposte.
Per questi motivi le iniziative dell'Archivio mirano a generare discussioni intorno a un mezzo tanto
diffuso, stimolando curiosità e - perché no - invitando ad acquisire ulteriori competenze, senza peraltro rinnegare
o ingabbiare il potere evocativo e ammaliatore delle immagini. La fotografia, in buona sostanza, è patrimonio
di tutti: racconta il nostro passato, ci accompagna nel presente e meriterebbe quindi di essere
maggiormente apprezzata e sondata nelle sue stratificazioni più profonde.
Come la Costituzione, in fondo.
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