Mostra di immagini della Resistenza
Dall'estate del 1944 Luciano Giachetti operò con i partigiani della 110a brigata della XII divisione garibaldina "Nedo": nonostante le difficoltà, riuscì a documentare vari aspetti della vita partigiana, prima sporadicamente ed in modo ufficioso, poi autorizzato dal comando. Con la sua inseparabile Leica scattò circa duemila fotogrammi di cui, tecnicamente accettabili, si conservarono circa settecento immagini: il fondo più organico di fotografie della Resistenza esistente in Italia.
Nel 30° anniversario della Resistenza Giachetti ne selezionò alcune centinaia e realizzò una mostra, che fu esposta a Vercelli nel 1974 e in molte altre località negli anni seguenti.
Il tratto più rilevante della mostra - come osservò Guido Quazza all'inaugurazione della prima esposizione - è quello di essere un documento contemporaneo alla Resistenza, nato dalla Resistenza stessa nel suo svolgersi, "un unicum per l'ampiezza, la continuità, la completezza" e per "l'eloquenza e la varietà delle immagini".
Tutte immagini formalmente eccellenti - "che parlano da sé" come amava ripetere Giachetti - emblematiche anche di un certo gusto e di certe geometrie fotografiche del tempo, che il fotografo ben padroneggiava.
Nella mostra sono documentati non solo aspetti militari (come l'istruzione all'uso delle armi o l'agguato ad una colonna motorizzata fascista o un famoso aviolancio alleato) o politici (dall'ora politica al comizio in un paese) ma anche aspetti della vita partigiana (come la vita nell'accampamento, le gare di abilità e di forza fra partigiani e persino una piccola banda che suona), come nessun libro sulla Resistenza è in grado di rendere con altrettanta immediatezza.
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