Una patria di ribelli
Varallesi nella Resistenza
La mostra "Una patria di ribelli. Varallesi nella Resistenza" nasce
per ricordare i resistenti varallesi e i momenti più significativi della guerra di liberazione, per mezzo di
alcune fotografie degli archivi dell'Anpi di Varallo e dell'Istituto.
Il titolo della mostra, che ricorda il testo della canzone partigiana "Fischia il vento", allude all'alta
partecipazione resistenziale, in termini numerici, dei varallesi, nati o residenti in città: più di centottanta
individui, tra cui quindici donne, la gran parte dei quali ebbe a fine guerra il riconoscimento di "partigiano
combattente", mentre agli altri furono attribuite qualifiche minori che attestavano comunque un impegno
attivo nelle formazioni partigiane. I partigiani varallesi caduti nella guerra di liberazione furono ventidue.
Le immagini di molti di questi varallesi sono riportate sui pannelli che costituiscono la mostra e che
sono organizzati secondo un ordine cronologico, con brevi testi didascalici che definiscono gli eventi e i
luoghi principali dei venti mesi della guerra.
Completano l'esposizione un pannello rievocativo della cerimonia del conferimento della medaglia
d'oro al valor militare alla città di Varallo per la Valsesia, in data 9 settembre 1973, e due liriche dedicate ai
temi della Resistenza dal poeta varallese Raffaele Tosi, in arte El Raffa.
Le immagini che presentiamo mostrano soprattutto giovani, con armi e divise, in posa per carpire al
flusso del tempo un frammento di storia da fissare per sempre sulla carta fotografica, a testimonianza della
loro partecipazione ad un'avventura i cui contorni tragici rischiano di sfumare nella memoria della comunità:
la mostra è un modo per ricordarli e riaffermare il messaggio, indirizzato in particolare alle giovani
generazioni, che per far nascere la libertà di cui oggi godiamo sono state necessarie scelte, personali e collettive,
che hanno messo in conto anche di sacrificare la vita.
L'allestimento della mostra è stato curato da Enrico Pagano, docente e condirettore dell'Istituto, che si è avvalso
della preziosa consulenza di Giulio Quazzola e Ivo Selene, custodi della memoria dell'Anpi
cittadina.
La mostra è costituita da 24 pannelli 100x70.
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